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First look Project Phoenix

Il JRPG che ha sbancato Kickstarter unisce per la prima volta sviluppatori giapponesi ed occidentali

first look Project Phoenix
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Sbancare Kickstarter non è sufficiente. Di questi tempi sembra quasi che si faccia a gara a chi ottenga i finanziamenti nel minor tempo possibile.
Project Phoenix ci ha messo meno di 9 ore per accumulare i 100 000 dollari richiesti dal team di sviluppo, una misconosciuta software house con sede a Tokyo chiamata CIA (Creative Intelligence Arts). Anzi, al momento in cui scriviamo la cifra richiesta è quasi triplicata e la campagna ha ancora un mese davanti a sé!
Insomma non c'è che dire, tanto di cappello al team di sviluppo che ha saputo raccogliere attorno a sé in questi torridi giorni d'Agosto una valanga di estimatori dei giochi di ruolo nipponici. Ma non solo visto che al progetto partecipano innumerevoli sviluppatori occidentali con un passati in Blizzard, in Bethesda e altre rinomate compagnie.
Siete curiosi di saperne di più di questo gioco di ruolo in cui le esperienze nipponiche si uniscono a quelle occidentali?

Chi ci sta lavorando?

Project Phoenix è un JRPG con influssi RTS: il feeling è gestionale, ma solo a livello macro dal momento che i combattimenti saranno gestiti in stile ruolistico. L'idea ricorda in parte Heroes of Mana per Nintendo DS, specie perchè le piattaforme fino ad ora confermate sono PC e tablet (iOS ed Android), ergo interfaccia mouse o touch.
Il progetto è stato fortemente voluto da Hiroaki Yuri, nelle vesti sia di Director che di Producer: forte delle sue esperienze nell'industria nipponica con Valkyria Chronicles e Steins Gate, ma anche in quella occidentale con Diablo III, egli crede fortemente nelle possibilità di una collaborazione tra i due mondi e sopratutto crede che Project Phoenix darà una risposta affermativa all'interrogativo "il progresso tecnologico ha veramente fatto progredire la qualità dei JRPG?".
Dietro di lui ci sono alcune personalità importanti della scena musicale come Nobuo Uematsu nelle vesti di Lead Composer, affiancato dall'Ingegnere del Suono John Kurlander (al lavoro sulla trilogia de Il Signore degli Anelli, su Skyrim ed Assassin's Creed II) e dai compositori Tomoki Miyoshi e Kevin Penkin i cui sample sono veramente notevoli (Dwarver War, Orchish Clan e sopratutto Battle). Donna Burke (Metal Gear Solid V, Final Fantasy: Crystal Chronicles) presterà la propria voce ad alcuni brani presenti nel gioco.
La componente artistica vede la direzione di Kiyoshi Arai (Final Fantasy III, XII e XIV) e la supervisione di un artista "conosciuto da tutti" per i suoi anime, la cui identità rimarrà segreta fino all'uscita del gioco (per quale motivo?!?). Al loro fianco ci sono diversi character designer nipponici, attivi in moltissime produzioni ruolistiche, nella serie Tenchu e in alcuni anime.
La parte invece di gameplay duro e puro è in larga parte in mano agli occidentali come Vaughan Smith (L.A. Noire), Steffen Unger (Halo 4, Crysis 3) e altri non ancora annunciati. O che forse devono ancora essere scovati...
Tuttavia non basta una sfilza di nomi celebri e d'impatto per dare impressione della buona qualità del titolo. Serve affiatamento tra i membri del team di sviluppo, serve una proficua organizzazione che possa portare queste personalità che abitano in Continenti diversi e tra loro probabilmente non si conoscono e serve una visione condivisa circa la direzione del progetto...

Azuregard e l'angelo

Azuregard è un antico mondo popolato da uomini, nani, elfi ed orchi, ricco di Storia e in pace tra di loro. I nani vivono sin dai tempi remoti all'interno delle montagne, ma giungono nella capitale, una meraviglia architettonica appollaiata tra le pareti di un vulcano dormiente, per commerciare. Gli elfi di contro se ne stanno isolati e rintanati nelle fitte foreste di Vervanna.
Gli umani sono i meglio organizzati e i più numerosi: il Regno dei Reami Lontani è suddiviso in due entità politicamente autonome, il Regno di Stern e l'Alexandrian Empire, crogiolo di staterelli e feudi.
Gli orchi minacciano la stabilità dei rapporti tra razze, vivono ai margini dell'Alexandrian Empire tra le montagne e le Broken Highlands, ma premono per invadere le fertili pianure ed impossessarsi del bestiame.
L'ambientazione spiccatamente occidentale (al limite delle stereotipato!) lascia spazio ad una trama in pieno stile nipponico, opera della scrittrice fantasy Yoko Enoki.
Un angelo di nome Rafael giunge senza apparente spiegazione nel continente di Azuregard, proprio mentre le diverse razze sono decisamente irrequiete. Gli orchi fanno razzie nei villaggi umani, i pescatori delle regioni costiere si ribellano all'Impero, potendo contare questa volta su una maggiore determinazione, e gli elfi partecipano anch'essi alla guerra imminente convinti di avere dalla loro il favore degli astri.
Nel mentre l'ignaro Rafael preme per inserirsi in questa società prossima allo sgretolamento, ansioso di trovare un proprio posto in questo mondo ed...eventualmente salvarlo dalla distruzione!

I pilastri del gameplay

Dal momento che Project Phoenix è ancora in fase di pre-produzione la struttura di gameplay è solamente abbozzata su carta e quasi sicuramente conoscerà modifiche e perfezionamenti durante lo sviluppo.
Vi sono 3 fasi distinte:

  • Esplorazione: viaggiando per lande esotiche e minuti villaggi incontrerete nuove razze, eroi e oggetti d'equipaggiamento. Ogni volta che giungerete in una nuova regione è buona cosa indossare i costumi locali e rispettare le loro tradizioni.
    Gli sviluppatori promettono una vasta libertà nel raggiungere qualsiasi luogo del continente, senza essere forzati né dall'incedere narrativo né da un grinding esasperato.
  • Combattimento: gli scontri avvengono in aree predefinite e circoscritte, possono essere giustificati dalla trama oppure semplicemente casuali (ad esempio, quando farete del backtracking).
    Il sistema di combattimento è punta e clicca così da consentire al giocatore di controllare il movimento di ogni eroe. Ciascuno ha ovviamente abilità uniche derivate dalla propria razza e classe, mentre il loro uso in battaglia è regolato da una barra del Mana e una della Stamina.
    L'aspetto RTS si riferisce a tre elementi estrapolati da questo genere ed inseriti all'interno della struttura ruolistica.
    I Terreni si compongono di molteplici altezze e vantano elementi interattivi da distruggere o capaci di rallentare i nemici/alleati; alcune unità possono trarre specifici vantaggi o svantaggi dal combattere su un certo Terreno.
    Come in ogni strategico che si rispetti la mappa va esplorata un pezzettino per volta, poichè inizialmente è avvolta dalla classica Nebbia di Guerra.
    I nemici per ragioni razziali o narrative possiedono un sistema di Gestione del Pericolo, tale per cui attaccheranno quei membri del party verso cui nutrono maggiore timore. Tale specificità di gameplay non è per forza un difetto, dal momento che il giocatore può sfruttarla per incanalare gli attacchi verso un certo personaggio particolarmente robusto (potenziato attraverso un doveroso incantesimo) oppure preparare trappole per sorprendere i nemici!
  • Esperienza dei Personaggi: salire di livello comporta l'apprendimento di nuove abilità, l'accesso a nuovi oggetti d'equipaggiamento e qualche nuovo accessorio per rendere unico il proprio personaggio. Purtroppo i dettagli latitano ancora: si parla di un sistema di talenti per approfondire le classi, ma anche un approccio molto snello alle comparazioni tra oggetti tale per cui sarà praticamente scontato scegliere quale arma equipaggiare.

Project Phoenix Project Phoenix è ambizioso quando si tratta di coinvolgere importanti nomi del game design nipponico ed occidentale, ma anche avere a bordo un Uematsu non è automatico sinonimo di qualità. Difatti i dettagli in merito alla trama e al gameplay non fanno al momento gridare al miracolo, anche se lo sviluppo è praticamente appena iniziato e molte scelte di design devono ancora essere effettuate. La particolarità di Project Phoenix risiede nel voler congiungere le peculiarità esplorative e di avanzamento del personaggio dei JRPG con le velleità strategiche su vasta scala degli RTS. Un impegno oneroso verso una community che in appena 9 ore ha finanziato il primo step del progetto (100 000 dollari): un traguardo già triplicato a ridosso di Ferragosto, chiaro segno di come la joint venture dietro Project Phoenix ispiri fiducia ed i fan dei giochi di ruolo nipponici siano curiosi di toccare con mano il videogioco, che arriverà su PC e tablet nel Giugno del 2015.

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