E3 2010

First look Rage

l'apocalisse secondo iD Software: dimostrazione privata all'E3 2010

first look Rage
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

In uno stand Bethesda come sempre spettacolare e d'impatto -stavolta troneggiava un'insegnia gigante di un motel fatta a Godzilla, per il nuovo Fallout-, siamo entrati in una grotta di roccia rossa dove due programmatori iD Software ci hanno presentato l'ultima build del pluriannunciato Rage.

I papà degli FPS

La presentazione è durata mezz'ora abbondante e consisteva in una sessione giocata su xbox 360 di tre momenti di gioco. ID Software ha una lunghissima storia di successi videoludici: "Avendo inventato il genere degli FPS per noi presentare un nuovo brand come Rage ha una grande importanza." spiega il simpatico programmatore "Sono quindici anni dall'annuncio del primo Quake, con cui abbiamo presentato al mondo la tecnologia del 3D totalmente esplorabile, e ogni prodotto nuovo ha sempre rappresentato una nuova sfida e una nuova innovazione. Con Rage abbiamo deciso di portare gli FPS a un nuovo livello, dove i giocatori sono liberi di intraprendere diversi percorsi come meglio credono, esplorando una mappa immensa". Se fosse uscito poco dopo il suo annuncio, queste parole avrebbero sicuramente suscitato ben più di qualche sguardo interessato alla piccola platea di giornalisti. Ma senza battere ciglio i due giovanotti avviano il primo livello giocabile. Siamo nel futuro e la terra è stata colpita da un grosso meteorite, devastando qualsiasi cosa. Prima dell'impatto però, i governi mondiali sono riusciti a costruire migliaia di "Hatches", rifugi sotterranei dove immagazzinare il sapere e preservare la razza umana. Il gioco inizia proprio quando l'hatch del protagonista decide che è giunto il momento di aprirsi, rivelando un mondo devastato dall'impatto e regrerdito di migliaia di anni. Altre hatch si sono aperte prima della nostra e l'uomo sta già cercando di ricostruire una società. Nella prima sessione mostrata arriviamo armati di semplice pistola alla capanna di tale Crazy Jack, un pazzo vechietto che potrebbe aiutarci ad arrivare a Wellspring, la capitale della regione in cui ci troviamo. Il gioco scorre senza nessun indugio a 60 frame al secondo sotto i nostri occhi stupiti dal dettaglio e dalla profondità di campo priva di tearing. Le texture del paesaggio e i filtri sono veramente stupefacenti, anche se per ora sembra che l'aliasing e il polygon count siano da sistemare. Ci soffermiamo subito sulla parte tecnica perchè crediamo che un gioco in sviluppo da ben 6 anni dovrebbe avere raggiunto già una certa maturità per non definirsi vaporware. In ogni caso l'impatto generale è certamente positivo e arrivando alla città di Wellspring si nota una cura nei modelli e negli ambienti davvero eccezionale.

Oltre la sfera del tuono

Si respira a pieni polmoni l'aria di vecchi film anni '80 stile Mad Max e i personaggi che incontriamo non sono da meno: mutanti aggressivi, umani incappucciati in stracci, energumeni con il pallino delle automobili che sembrano dei meccanici d'altri tempi e chi più ne ha più ne metta. Per arrivare da Crazy Jack a Wellspring usiamo quindi un dune buggy arrugginito e i programmatori ci spiegano che, essendo la demo ambientata circa sei ore dall'inizio, ci siamo dovuti costruire una macchina per poter viaggiare. Durante il tragitto incontriamo dei posti di blocco di mutanti vari e il gioco si tramuta in una specie di Twisted Metal. Confermato il fatto che il buggy sarà completamente personalizzabile -in questo caso ci avevano montato due mitragliatori giganti- entriamo in wellspring per scoprire che la città sta rimanendo a corto d'acqua a causa di alcuni malfunzionamenti. Senza scendere nel dettaglio, Wellspring ricoprirà il ruolo di centro nevralgico del gioco e grnde quest-hub, a quanto detto da iD. All'inizio dovremo faticare per garantirci una posizione. Infatti l'economia e la società del mondo di Rage sono totalmente indipendenti: ogni personaggio vive la sua quotidianità e starà a noi interagire con essa. "Rage rimane comunque un FPS nel senso più comune del termine. Non sarà presente alcuna componente RPG di sorta. Tutto quello che potrete fare sarà accettare dei compiti per proseguire nella trama e personalizzare le vostre armi e la vostra macchina con gli oggetti più disparati che troverete in giro." La personalizzazione delle armi avviene in modo piuttosto interessante. Avremo la posibilità di assemblare infatti delle modifiche direttamente recuperando e saccheggiando i materiali trovati in giro. Fabbricheremo anche i proiettili di calibro e tipo differenti e addirittura dei gadget da usare in diverse situazioni, come un mini-buggy telecomandato per distrarre i nemici e ben carico di esplosivo, delle torrette difensive in stile Half-Life 2 e dei droni a forma di ragno con una mitraglietta sul dorso. Insomma in generale ci è sembrato che Rage si fondi tutto sull'esplorazione e sull'azione frenetica in stile Quake di tradizione iD. La casa di Doom ha infatti ben chiaro il suo intento: crere un FPS open-world senza sforare in generi che a loro proprio non competono. Questo focalizzarsi su un singolo aspetto dona a Rage, almeno da quanto abbiamo potuto vedere a porte chiuse, un tocco veramente particolare. Niente orpelli o pretese di profondità a parte la personalizzazione di ciò che più serve in un FPS, ovvero le armi, e della storia, del mondo e dei personaggi di gioco. I dialoghi sono lineari e semplici e spesso costituiti solo da qualche gesto e una parola che ci fanno capire come dobbiamo comportarci entrando in uno sporco bar straniero.

Una simpatica nota finale: i dettagli sono così ricchi che a volte sfociano in mini-game. Ad esempio , senza interrompere il gioco, potremo giocare a una specie di poker a dadi olografico, in un certo punto della città, semplicemente abbassando lo sguardo verso una specie di scacchiera. Altri minigiochi sono stati promessi come un campionato di corse sui buggy all'ultimo sangue e altri ancora. La demo termina in un luogo chiamato Dead City: un'immensa capitale del vecchio mondo ormai devastata e popolata solo da mutanti. La scena si chiude con il protagonista che uccide a fatica un enorme mostro armato di un cannone spropositato, mentre piccole bestie lo assaltano da tutti i lati. Mentre ispezionamo il cadavere del mostrone, dei pesanti passi che scuotono schermo, città distrutta e quant'altro, ci mettono subito in guardia: alzando lo sguardo vediamo il fratello maggiore del mutante appena ucciso, grande circa dieci volte tanto...

Rage Rage sembra aver raggiunto una certa maturità di sviluppo finalmente. E anche se di data di uscita non se ne parla nemmeno di striscio, il materiale mostrato ha suscitato un certo interesse. Dobbiamo riconoscere però che prodotti come Bioshock -per il tipo di interazione offerta-, Borderlands e Fallout 3 -per ambientazione e caraterizzazione- ricordano molto il nuovo titolo iD che quindi dovrà essere in grado di distinguersi da essi per meritare l'agognato successo. Nonostante questo alla iD sanno sicuramente il fatto loro e proprio il loro marchio di fabbrica, ovvero sviluppare un "semplice FPS", potrebbe ritagliare a Rage quello spazio che sembra meritarsi nel mercato dei videogames.