First look South Park: The Game

Obsidian sviluppa un RPG ambientato a South Park

first look South Park: The Game
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Ambientare un RPG tra le montagne del Colorado, a South Park, equivale a scegliere come setting del prossimo Grand Theft Auto Olgiate Olona. Ecco appunto!
Le dimensioni a loro modo contano e così come un free roaming soffrirebbe all'interno di un comune del varesotto da dodicimila abitanti, è improbabile ottenere un mondo vivo e vibrante come quello di Skyrim da quattro casupole abitate da scurrili montanari. Questo non vuol dire che South Park: The Game rappresenti una sfida persa in partenza per Obsidian: il team di sviluppo specializzato in giochi di ruolo (altrui) come KOTOR 2, Fallout New Vegas e Dungeon Siege III parte da una posizione di vantaggio, potendo lavorare sopra una mitologia con quindici anni e passa sul groppone.
Proprio nel corso del 2011 la serie è giunta alla fatidica soglia delle quindici stagioni, proponendo alti e bassi: HumancentiPad metteva al centro uno Steve Jobs come pazzoide visionario volendo connettere un millepiedi umano con un iPad, Crack Baby Athletic Association inventava un basket giocato da bambini malformati bussando alla porta di Peter Moore, presidente di EA Sport, per proporre il videogioco ufficiale. Altre puntate come The last of Meheecans (un gioco innocente si trasforma in una storia d'immigrazione sulle note del tema de L'ultimo dei Mohicani) o Royal Pudding (il matrimonio tra William e Kate riletto in chiave canadese) superano in ironia e demenzialità le due sopra citate, ma non sono sufficienti a risollevare una stagione inferiore nel suo complesso alle precedenti.
Poco male. Lo show è stato rinnovato fino al 2016 (!!), i due autori hanno trionfato in quel di Broadway con il musical The book of Mormon e il 2012 si prospetta colmo di gioie videoludiche per i fan della serie. Per gli appassionati d'intrattenimento digitale l'imminente orgia southparkiana prevede un Live Arcade in salsa platform intitolato Tenorman's Revenge, superato in hype e dimensioni dal da poco annunciato South Park: The Game, un gioco di ruolo alla Paper Mario sviluppato dai ragazzi di Obsidian.
I primi dettagli emersi dalle pagine nordamericane di Game Informer sono sufficienti a rassicurarci sulla buona direzione del progetto?

Draghi a South Park?

Il prorompente successo che South Park ha collezionato sin dal debutto alla fine degli anni '90 portò alla creazione di un rilevante numero di videogiochi. South Park era uno shooter di Acclaim spinto dal motore grafico di Turok 2, Chef's Luv Snack raggruppava una manciata di minigiochi e quiz presentati dal cuoco casanova Chef, South Park Rally era l'ovvio racing game ispirato alla prima sigla dello show in cui i quattro discoli saettavano per le strade a bordo di bizzarri tricicli a pedali.
Dopo questi tre titoli dalla qualità decisamente sommaria, South Park riemerge come licenza videoludica solo nel 2009 con il Live Arcade Let's Go Tower Defense Play per un tower defense divertente ma non altrettanto memorabile.
Da qui l'ovvio scoramento per Parker e Stone, accaniti videogiocatori specializzati in giochi di ruolo (il primo) e free roaming (il secondo), incapaci di vedere il prodotto del loro ingegno tutt'altro che valorizzato dai tie-in ufficiali. Dopo anni di scarsi colloqui con i più svariati team di sviluppo dell'America del Nord, hanno deciso di prendere in mano la situazione e realizzare il videogame di South Park che avevano in mente: sarebbe stato un RPG, fedele allo stile grafico della serie e loro ne avrebbero scritto la trama. Casualmente arrivò di lì a poco una mail da Obsidian, la quale aveva messo insieme un team di sviluppo composto in larga parte da appassionati di South Park scritturati a seguito di un sondaggio interno.
Si sono trovati immediatamente a loro agio, mettendo nero su bianco le idee scaturite da divertite sessioni di brain storming. La possibilità di lavorare alla sceneggiatura diversi mesi anziché i canonici sei giorni di realizzazione di una puntata offre ampi margini per rifinire il copione: una tranquillità scrittoria sperimentata solo nei due lungometraggi da loro diretti, Team America e South Park Bigger, Longer and Uncut. "Il concetto su cui ci siamo focalizzati - spiega Parker - è l'arrivo di un nuovo personaggio a South Park e la difficoltà di essere uno nuovo in una nuova città". Un incrocio tra l'emarginazione iniziale di Naruto e la curiosità degli Animal Crossing: già immaginiamo quali frecciatine se non autentici insulti può produrre la fantasiosa mente di Eric Cartman non appena l'avatar del giocatore piomba tra i remoti monti del Colorado. Il cambio all'interno dello script è netto; anziché pensare a quali avventure possono vivere Kyle, Stan, Eric e Kenny mentre attendono lo scuolabus, si tratta di meditare sull'accettazione da parte della società del nuovo venuto e sui modi (ipotizziamo stralunati) con cui entra in contatto con i diversi personaggi dello show. L'indice di popolarità sarà tenuto in seria considerazione, tant'è che sarà consultabile in ogni momento estraendo dal taschino il proprio smartphone acceso su un applicazione simile a Facebook.
Nella miglior tradizione ruolistica il protagonista non spiccicherà parola (Parker odia seriamente gli alter-ego che parlano a vanvera!), ma sarà totalmente customizzabile nell'aspetto (genere, nome, colore della pelle, occhi, tratti del viso) e nella classe del personaggio. Esatto, perchè l'intera cittadina ricreata negli edifici più caratteristici, diverrà l'ambientazione per un gioco di ruolo fantasy alla Dungeons and Dragons. Cartman si avvicinerà al giocatore nei primissimi istanti avvolto all'interno di una veste da mago e ci inviterà a scegliere la nostra classe da un bouquet di cinque. Quattro sono quelle standard: Mago, Paladino, Avventuriero e Ladro. La quinta è un'invenzione del bambino dalle "ossa grosse": l'ebreo, simile al monaco ovvero "più si avvicina alla morte, più potenti diventano le sue abilità". Conoscendo il grasso mago che abbiamo di fronte, scegliere quest'ultima opzione non lo renderà amichevole nei nostri confronti. Vero Kyle?
L'avventura, o meglio il gioco di ruolo dal vivo, ha quindi inizio. L'esplorazione della città è affascinante, i giocatori trasmigrano da un luogo all'altro, dal ristorante City Wok alla scuola, sino a bussare alle porte dei quattro ragazzini. "E' stato davvero divertente per noi - aggiunge Parker - perchè abbiamo dovuto inventarci la posizione di ciascun edificio. 'Dov'è la scuola rispetto alla casa di Stan?'. Li abbiamo sempre visti alla fermata del bus, quindi prendere il bus e alla fine giungere a scuola, ma ora i giocatori possono fare una passeggiata lì intorno". Ma l'ipotesi di un GTA South Park è subito scartata dato che il gioco (di ruolo) si trasforma in serio missione e l'avventura decolla secondo i ritmi del fantasy tanto cari ad Obsidian.
South Park che incontra il setting medievale è una cosa che vogliamo assolutamente vedere. La proposta, avanzata da Obsidian, non ha incontrato immediata approvazione; difficile per Parker e Stone immaginarsi Ike mentre cavalca un drago, ma se ripensiamo all'esilarante puntata Il ritorno della compagnia dell'anello alle due torri forse anche un accostamento tanto inusuale può infine funzionare!

Mosè, Barbara Streisand e Cloud Strife

L'orizzonte bidimensionale si estende per molte miglia fin nei pressi delle verdi montagne dalle biancastre cime. I nemici sono sempre presenti sulla mappa e sono le classiche nemesi già viste nel corso delle quindici stagioni: pel di carota, ragazzi delle medie, hippy, creature fantasy (chi ha detto i terribili animaletti di Natale?), emo, gnomi delle mutande e motociclisti. Altrettanto ovvi i boss che andremo ad incontrare nel corso dell'avventura come Satana (chissà se anche in questo caso si farà mettere sotto da Saddam Hussein), Mecha Barbara Streisand e l'Uomorsomaiale favoleggiato da Al Gore; contro di loro una fitta schiera di "summon" quali Gesù e i Super Migliori Amici, Trombino e Pompadour, Mr. Hankey e Babbo Natale!
Rimarrete, invece, stupiti dalla freschezza del sistema di combattimento. Più che fare un potpourri dei capolavori Bioware e Bethesda a lungo analizzati da Obsidian, il team di sviluppo ha preferito ispirarsi a ben altra scuola. La grafica rigorosamente bidimensionale si è quindi andata a sposare con i JRPG Nintendo sulla falsariga di Paper Mario e Mario & Luigi. Si può quindi attaccare preventivamente un drappello di nemici per guadagnare la possibilità di iniziare il combattimento, quindi si sferrano le proprie magie/colpi in mischia premendo a tempo il tasto X. La stessa cosa vale nelle fasi di difesa dove il tempismo è tutto. I restanti membri del party (al protagonista si affiancano Cartman, Butters, Kyle, Token, Timmy, eccetera eccetera) agiranno di conseguenza, ma non sappiamo se il giocatore potrà assegnare loro dei compiti o definire gli eventuali pattern d'attacco.
Di matrice più occidentale appaiono la gestione dei punti esperienza, gli attacchi critici e gli oggetti, richiamabili in tempo reale via d-pad. Che ne dite di una soda come pozione curativa? O di una caffè dell'ipernervoso Tweek? Le armi e gli oggetti bonus rivestono un ruolo altrettanto importante grazie alla possibilità di essere migliorati per range d'attacco più potenti in maniera non troppo dissimile dai Materia di Final Fantasy VII.

Tra i punti fermi di Parker e Stone prima di concedere la licenza a Obsidian vi era la necessità di richiamare il peculiare stile del cartoon. I precedenti videogame a marchio South Park sfoggiavano dozzinali motori grafici tridimensionali poco attinenti con il look totalmente bidimensionale e fuori dagli schemi della serie televisiva. South Park: The Game mutua l'engine grafico direttamente da Dungeon Siege III, rivedendolo pesantemente attraverso asset, filtri grafici, animazioni donate direttamente dal South Park Studios. Ma un motore pensato per tutt'altro scopo adempierà soddisfacentemente all'obiettivo di ricreare in tempo reale una puntata di South Park nella gloria dell'Alta Definizione?
Curiosa la feature concessa ai due sceneggiatori circa la modifica in tempo reale del labiale (lip-sync) così da rendere immediati a livello di doppiaggio i ripetuti cambiamenti al copione!

South Park: Il Bastone Della Verità Con a bordo i due creatori di South Park in veste di sceneggiatori ed un look grafico indistinguibile rispetto ad una puntata dell'irriverente serial, South Park: The Game nasce sotto i migliori auspici. Per la prima volta si pensa ad un videogame in larga scala basato sul popolare franchise quest'anno giunto alla quindicesima stagione. I giocatori si ritroveranno nei panni di un ragazzino da poco trasferitosi nella cittadina del Colorado e si ritroveranno nel pieno di un gioco di ruolo dal vivo, salvo poi scorgere una reale minaccia. Il gioco di ruolo propone un battle system alla Paper Mario con notevoli influenze derivanti dalle precedenti influenze di Obsidian (KOTOR, Fallout). La certezza che ogni aspetto sarà condito dalla stessa follia e genialità che tanto adoriamo negli episodi televisivi spinge South Park: The Game in cima ai videogiochi più intriganti del 2012. Per quanto ci riguarda non vediamo l'ora di provarlo con le nostre mani...pardon guanti!