First look The Conduit 2

In arrivo il seguito di The Conduit

first look The Conduit 2
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  • Wii

Fin dai primi frame del famoso video del Tokyo Game Show 2005, le promesse potenzialità dell’allora Revolution ci hanno fatto sognare ad occhi aperti: un sistema di controllo nuovo e rivoluzionario, che avrebbe cambiato per sempre il classico modo di videogiocare a favore di un approccio più diretto ed immersivo, che avrebbe trovato la sua ragion d’essere in alcuni generi specifici, quelli che meglio si sarebbero prestati a tale innovazione. Impossibile, tra essi, non citare quello dei First Person Shooter, che più degli altri avrebbero goduto della precisione del puntatore offerto dal WiiMote. E la softeca Wii, da allora, si è arricchita di prodotti che, nel bene o nel male, hanno lasciato il segno del loro passaggio. E’ il caso di The Conduit, FPS sviluppato da High Voltage Software che è riuscito a spaccare in due la critica ed il pubblico: a fronte di un sistema di controllo valido e quasi completamente personalizzabile, a rovinare (secondo molti) l’opera ci pensava una ripetitività di fondo, che con una pressoché totale assenza di un’intelaiatura narrativa decente ha aiutato a bollare il titolo come occasione sprecata.
Grazie all’ultimo numero di Nintendo Power, però, siamo a conoscenza dello sviluppo di The Conduit 2, secondo titolo della serie che proverà a scrollarsi di dosso i difetti di cui era stato tacciato il primo.
Andiamo ad analizzarne insieme le prime informazioni ufficiali.

Bigger. Bolder. Better.

Consci del parziale insuccesso cui ha portato un lato narrativo non paragonabile alla completezza ed elasticità del sistema di controllo offerto (riproposto ovviamente nel nuovo titolo), gli sviluppatori hanno ben pensato, in questo secondo capitolo, di lavorare meglio sulla storia e sulle vicende che faranno da background all’avventura, delle quali però non abbiamo ancora alcuna informazione concreta.
Sappiamo invece, tra le novità introdotte nel secondo episodio, di una sorta di hub rappresentato da Atlantide, dalla quale, attraverso dei portali apparentemente senza obbligo di successione prestabilita, ci si potrà muovere facilmente verso le varie aree di gioco, siano esse urbane (ad esempio una Washington D.C. devastata dalla guerra) o più fredde e meno popolate (Siberia), senza tralasciare la sicura presenza di diverse altre di cui non siamo ancora a conoscenza, in cui si potrà - a detta degli sviluppatori - interagire con la maggior parte degli oggetti presenti a schermo.
Ad una tale varietà di location e ad un impianto narrativo, si spera, più consolidato di quanto non fosse quello del primo capitolo, vanno ad accostarsi un’IA dei nemici esponenzialmente migliorata ed una libertà di personalizzazione del personaggio insolita da riscontrare in un first person shooter quale vuol essere The Conduit 2.
Ma andiamo con ordine.
Parlando dei nemici che popoleranno l’avventura, sembra che gli sviluppatori si stiano concentrando su un’intelligenza artificiale che stupisca e faccia sentire il giocatore costantemente in pericolo, peraltro ben supportata da una notevole varietà di creature ostili, a partire dai Giganti di Atlantide, alti tre volte gli umani, fino ad arrivare a minacciosi lupi robotici tra le fredde lande della Siberia.
Appurata quindi l’ampia gamma di nemici promessa, andiamo ora a parlare di quella che si preannuncia come una delle più corpose innovazioni introdotte in questo secondo capitolo: la personalizzazione del personaggio principale. Contrariamente a quanto succedeva nel primo episodio, in The Conduit 2 avremo la possibilità di cambiare l’estetica del protagonista, e di scegliere, quasi come fosse un gioco di ruolo, tra diverse classi, ognuna delle quali con caratteristiche e peculiarità differenti. Ad inspessire, poi, questa ventata di customizzazione, è da segnalare la possibilità di ottenere varie evoluzioni di singoli elementi della suit, così da aumentare ancora il numero di variabili - estetiche e non - cui si potrà sottoporre il protagonista, complice anche la presenza di ben sette nuove armi a disposizione (come il Vortex Cannon, che permetterà di rispedire al mittente i proiettili, o il Phase Rifle, i cui colpi potranno addirittura oltrepassare i muri), oltre che di tutte quelle che conosciamo già, ritoccate a dovere. Torneranno, ad esempio, gli ASE (All-Seeing Eye), oggetti su cui si basava gran parte del primo capitolo, le cui funzioni saranno stavolta ampliate e non limitate alla sola risoluzione di enigmi.
Parlando poi delle modalità di gioco, è da segnalare il ritorno della Bounty Hunter Mode, molto apprezzata nel primo capitolo e saggiamente riproposta in questo secondo episodio, accanto ad un lato multiplayer che gode di nuovo vigore e modalità, sia in locale, con un sapiente uso dello split-screen, che parlando delle numerose missioni da intraprendere online con i propri amici, con il costante supporto del WiiSpeak.

Spostandoci sul lato tecnico, anche il fronte visivo sembra essere migliorato rispetto al primo capitolo: nonostante gli scan dai quali possiamo attingere informazioni si presentino ad una risoluzione piuttosto bassa, risulta evidente fin da subito, pur non potendo concludere un giudizio prettamente tecnico, la maggiore cura stilistica rivolta agli ambienti ed alla varietà di essi, molti segnati dalla presenza di enormi creature dall’aspetto tutt’altro che rassicurante, che aiutano sicuramente a rendere il gioco più vario ed originale di quanto non fosse stato il primo, a tratti deludente, capitolo.

Conduit 2 The Conduit 2 sembra avere le carte in regola per curare i difetti del primo capitolo e presentarsi come un FPS valido e avulso dai problemi che intaccavano il predecessore, primo fra tutti quello della linearità e della poca varietà di situazioni o location. Il solito, validissimo sistema di controllo, una veste grafica ritoccata, nuove creature, armi e possibilità di personalizzazione del protagonista, oltre alla presenza del multiplayer sia in locale che online, ci fanno attendere con ansia la nuova creatura di High Voltage, speranzosi di trovarci di fronte ad un prodotto più valido e completo del comunque sufficiente predecessore.

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