First look The Precursors

Primo sguardo alla produzione Deep Shadow: un mix tra RPG, FPS e simulatore spaziale

first look The Precursors
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc

Correva l’anno 2005 quando sui nostri schermi apparve Boiling Point - Road to the Hell degli allora semi sconosciuti Deep Shadows: il gioco cercava di collocarsi nella piccola nicchia di titoli che mischiano (alcuni sapientemente, altri decisamente meno) più generi, ovvero in questo caso, FPS, GdR e alcuni elementi Arcade. Il risultato fu abbastanza altalenante: idee, situazioni e caratteristiche molto azzeccate ed interessanti altre un po’ meno; alcune anche al limite dell’imbarazzante, prima fra tutte il numero colossale di bug. A qualche anno di distanza il team ci riprova, forte di rinfrescanti idee e, speriamo, di un comparto tecnico all’altezza.
The Precursors, questo il nuovo titolo in sviluppo negli studi ucraini dei Deep Shadows (d’ora in poi DP) attinge a piene mani dal suo illustre precursore, ma andiamo con ordine.

1.000.000 di anni fa o forse più....

Che cosa accadrebbe se l'umanità non fosse la prima, ma l'ultima creazione della galassia? E se una volta il sistema solare fosse stato formato da 10 pianeti ma uno di questi fosse stato distrutto dalla tecnologia di una razza aliena? Cosa accadrebbe se i Precursori della razza umana avessero difeso la loro stessa esistenza milioni di anni fa?
In The Precursors il giocatore veste i panni di un giovane pilota di caccia, che suo malgrado viene coinvolto in una guerra tra due potenti razze; guerra che rischia di distruggere l’universo stesso. Il giovane cadetto avrà dalla sua un invidiabile set di armi e di mezzi, oltre naturalmente ai suoi compagni (il cui numero massimo è 3), per portare a termine la propria missione di “salvatore dell’universo”.
Niente di nuovo sotto il sole è il primo pensiero di ognuno di noi, ma ciò che potrebbe rendere il gioco un'esperienza indimenticabile è l’insieme di generi mixati all’interno dello stesso: la liberta' e le statistiche d'un GDR, la velocità e l’immediatezza di un FPS e la simulazione di un gioco spaziale. La modalita' principale è suddivisa in varie quest (circa quattrocento) che il nostro cadetto sarà chiamato a risolvere, alcune facenti parte della storia principale altre legate ad eventi secondari o al contesto (mondo) in cui si trova. Come in ogni buon RPG “aperto”, le quest saranno risolvibili in più maniere, anche se essenzialmente riconducibili a due: il modo diplomatico ed il modo distruttivo. Alla risoluzione delle quest ci verranno assegnati punti esperienza (punti che saranno in numero maggiore o minore asseconda dello stile che avremmo utilizzato per portarla a termine) che potremo investire nell’evoluzione del nostro alter-ego virtuale. Molte saranno le skills ed i perks che potremmo potenziare da quelle legate al fisico (velocità, forza...) a quelle legate al combattimento (uso di una specifica arma, armature...) passando per quelle passive o legate alla socializzazione (l’arte dello scambio, il bluff...).
Discorso a parte per le abilità legate all’uso e manutenzione delle navi spaziali, che giocheranno un ruolo fondamentale (oltre ad aprire un nuove situazioni e missioni) nell'economia del gioco. Infatti, dopo il primo mondo, ci verrà affidata un piccola nave spaziale che diverrà la nostra base operativa. Inizialmente sarà debole e con limitate attrezzature ma con il prosieguo del gioco e le giuste abilità diverrà una vera corazzata spaziale, con pochi rivali che possano tenergli testa. Tra le due fasi varie saranno le possibilità del giocatore che potrà darsi sia alla carriera di mercenario e scegliere le missioni che più gli aggradano; diventare un mercante e quindi cercare il luogo dove un determinato prodotto costa meno rivendendolo dove c’e’ più richiesta o intraprendere la carriera molto rischiosa ma molto redditizia del pirata. Ognuna di esse ha modalità e scopi diversi ma il fine ultimo è comunque racimolare più crediti possibili per potenziare la propria nave e, magari, trovare un potente artefatto, dotato di abilità fuori dalla norma. Il sistema di combattimento, vero fulcro del gioco, sarà diviso in due distinti parti: i combattimenti a terra e quelli nello spazio.
Il mondo del gioco è composto da 5 grandi pianeti, ognuno formato da un’ area di 9 miglia quadrate, più altre 5 o 6 zone poco più piccole. Ogni pianeta/zona avrà il proprio ambiente, con clima, flora, fauna ed architetture uniche. La storia principale, senza digressioni, durerà circa venti ore; numero che raddoppierà se il giocatore si dedicherà alla varie subquest e cercherà di instaurare nuove alleanze con le varie fazioni in gioco. Fazioni che con il prosieguo del gioco avranno un ruolo sempre più importante e costringeranno il giocatore a delle scelte drastiche. Questo porta, almeno sulla carta ad un alto tasso di rigiocabilità.

RPG, FPS o Simulatore Spaziale?

Sul lato tecnico ci troviamo davanti un motore (chiamato Vital engine 3) molto flessibile e scalabile, capace di gestire enormi spazi aperti senza incertezze e caricamenti vari (gli unici caricamenti avverranno solamente quando cambieremo pianeta o passeremo dalla zona terreste a quella spaziale) con implementati il supporto per shader model 3.0, HDR, e motion blur, ma con una resa grafica almeno per ora- non proprio all’ultimo grido. Quest’ultimo fattore legato anche alla lunga gestazione dello sviluppo.

The Precursors Di carne al fuoco ne è stata messa tanta, tra elementi RPG, FPS e di simulatore spaziale. Se le promesse saranno mantenute e ci sarà un miglioramento degli aspetti tecnici ci potremo trovare davanti una piacevole sorpresa. Per ora, tuttavia, le premesse non sembrano particolarmente accattivanti: tutte le promesse sembrano infatti ricondurre al solito simil-MMORPG dedicato a quella -relativamente- piccola schiera di giocatori in grado di dedicare molto del suo tempo libero alla lenta attivita' ludica ivi proposta. Chi vivra' vedra'!

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