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First look The Saboteur

La seconda guerra mondiale in bianco, nero e rosso: presentazione al GamesCom

first look The Saboteur
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPhone
  • Pc

L'acquisizione di Pandemic da parte di EA (che ormai, insieme a Activision si spartisce una fetta enorme del mercato videoludico moderno) è stato uno degli eventi più commentati del 2007, data la tendenza dello sviluppatore a alternare titoli estremamente interessanti come Full Spectrum Warrior ad altri meno riusciti come i due Destroy All Humans!, tuttavia Pandemic, ha sempre caratterizzato ogni sua produzione con una direzione artistica estremamente interessante capace di mischiare tocchi ironici a un cinismo caustico capace di rivaleggiare con i Simpsons o i Griffin. L'incursore anale di DAH è già entrato nella storia recente dei videogiochi, così come la tamarraggine spinta del secondo episodio di Mercenaries. Un team così talentuoso, sotto la guida di un producer esperto come EA non poteva che tirar fuori dal cilindro un progetto interessante e infatti, con The Saboteur vivremo la seconda guerra mondiale come mai prima d'ora.
Ispirandosi al Sin City di Miller e Shindler's List di Spielberg, i Pandemic hanno deciso di presentare l'intero gioco in uno splendido bianco e nero, venato solo di alcuni colori primari che identificano gli obiettivi sensibili e le sequenze più drammatiche, come il rosso per il sangue e le bandiere naziste, il blu degli occhi e della sciarpa della coprotagonista o il bianco accecante delle luci al neon. Il colore tornerà solo dopo aver completato le varie missioni, per cui l'intero mondo di gioco ci apparirà a tratti monocromatico e in altri casi coloratissimo, in base ai nostri progressi. Questa scelta estetica, oltre a funzionare benissimo e in maniera dinamica, influenza pesantemente il gameplay in quanto dovremo sempre stare attenti a notare eventuali macchie di colore sparse per le locations, un po' come accadeva in Mirror's Edge. L'intero gioco si svolgerà in tre regioni principali, l'Ile - de - France, con Parigi come centro nevralgico, l'Alta Normandia, in particolare il porto di Le Havre e, infine, la zona della linea Maginot, sull'Alsazia e la Lorena. Complessivamente la mappa sarà di circa cinque chilometri per cinque, e potremo esplorarla più o meno liberamente, sempre in base alle forze tedesche che si muovono sul territorio. Nella demo mostrataci il protagonista Sean doveva liberare uno scienziato prigioniero su un treno corazzato tedesco, riuscendo, in contemporanea a superare un posto di blocco e far crollare un ponte. Per tutta la durata della missione il bianco e nero contribuisce a creare una tensione non indifferente e l'atmosfera è davvero pesante, l'occupazione nazista si vede e si sente, in una Francia triste, grigia e oppressa. Durante la missione si alternano fasi stealth a sezioni di free climbing, fino ad altri momenti più action. Non sarà possibile completare l'intero gioco senza sparare neppure un colpo, così come non si potrà avanzare sempre con il mitra spianato. L'intenzione di Pandemic è quella di creare un'esperienza quando più cinematografica possibile che alterni attimi riflessivi ad altri in cui l'abilità con il pad e i riflessi faranno la differenza. Non si può parlare di gioco stealth nel senso più classico del termine né di action in terza persona puro, tuttavia la scelta di quanto essere discreti sarà sempre appannaggio del giocatore, per cui, eventualmente, le sparatorie più concitate potranno essere rese meno impegnative da un accurato lavoro di search & destroy.

Tecnicamente il gioco sembra pressoché pronto, il motore grafico è una versione riveduta e corretta di quello di Mercenaries 2, nonostante alcune incertezze nel pop up degli scenari e nella definizione dei personaggi. Tuttavia si tratta di problematiche davvero minori che saranno corrette con il review finale del codice. Chiaramente la natura multipiattaforma del titolo obbliga a qualche compromesso e, senza dubbio, The Saboteur non fa gridare al miracolo. Dove mancano i poligoni puri però, arriva lo stile e con i suoi giochi di colore e le raffinate scelte estetiche, l'ultimo nato di casa Pandemic offre un taglio  del tutto inedito sulla Seconda Guerra Mondiale e mischiando sapientemente situazioni reali con qualche concessione alla fantasia, come alcuni Nazisti corazzati che dovremo sconfiggere per raccogliere nuove armi e rifornimenti, riesce a ottenere quella delicatissima sospensione dell'incredulità necessaria per immergersi fino in fondo nella narrazione. Per ora non è previsto il rilascio di nessuna demo, tuttavia la relativa vicinanza della data d'uscita (si parla del prossimo Dicembre) stempererà in fretta i pochi dubbi residui. Se Pandemic completerà bene l'ottimizzazione del motore grafico, The Saboteur potrebbe davvero contendere il trono a molti altri titoli ben più blasonati.

The Saboteur The Saboteur è un progetto estremamente interessante, a partire dalla scelte estetiche estreme che lo caratterizzano. Il bianco e nero, così come l’ambientazione nella Francia di Vichy gettano uno sguardo del tutto inedito sull’interpretazione ludica della Seconda Guerra Mondiale. Insieme a un gameplay stealth ma comunque incline all’azione sembra essere in grado di unire il meglio dei due generi, anche se l’effettiva efficacia ludica di questa commistione andrà valutata sull’intero gioco anziché su sessioni brevi come possono essere le demo della Fiera.