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Overwatch Guida: alla scoperta della nuova mappa Junkertown

Con una nuova serie di guide dedicate all'hero shooter Blizzard, vogliamo dare utili suggerimenti ai giocatori dell'ultima ora. Partiamo con Junkertown!

guida Overwatch Guida: alla scoperta della nuova mappa Junkertown
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Ieri ha preso il via l'evento di Halloween e, all'interno dei Forzieri, potremo trovare nuovissime skin per i nostri eroi e una miriade di contenuti di contorno come stickers, audio, emote e pose ovviamente a tema. Prima di parlare del nuovo evento stagionale, però, vogliamo darvi qualche consiglio pratico per conoscere e sfruttare al meglio le peculiarità di ogni mappa del gioco. Come abbiamo avuto modo di ricordare più di una volta, nonostante sia passato oltre un anno dalla release Overwatch è ancora un titolo molto "giovane" e in piena evoluzione. Blizzard continua a investire ingenti risorse per il supporto del proprio hero shooter, credendo fermamente nel framework "eSport" e inaugurando, addirittura, il primo stadio di proprietà. Il fine settimana che si è appena concluso, ad esempio, ci ha permesso di assistere al grande spettacolo (e allo scontato successo di pubblico) dei Playoff del campionato Overwatch Contenders. Il team di sviluppo, dunque, seguita a produrre nuovi contenuti a ritmo serratissimo intervenendo, al contempo, in maniera tempestiva per garantire un'esperienza di gioco divertente e adatta all'immenso bacino d'utenza che il titolo si trova a dover gestire. Poche settimane fa, Overwatch ha ricevuto l'ennesimo aggiornamento gratuito che ne ha arricchito l'offerta ludica con una mappa inedita: Junkertown. Scopriamo un po' più nel dettaglio le sue caratteristiche salienti.

Ex-patria di Junkrat e Roadhog

Come ben saprete, Junkertown si situa nel remoto Outback australiano: un luogo arido e desolato, lontano dalla civiltà e, soprattutto, dalla legge. Nell'ammasso di baracche di legno, spazzatura e lamiere contorte, coesiste (non sempre in modo pacifico) una folta congerie di fuorilegge, tagliagole e ladri. Insomma, una specie di agglomerato sociale della peggior specie, in cui sostanzialmente tutto è permesso e dove hanno "vissuto" per un po' Junkrat e Roadhog, prima di venire cacciati in malo modo. A capo di questo strano tessuto sociale vi è una Regina poco raccomandabile, che però ha le idee molto chiare sul nuovo corso che vuole dare al mondo e sull'immensa ricchezza che vuole accumulare, ovviamente avvalendosi dello sporco lavoro dei propri sudditi. La community è rimasta talmente affascinata da questa Regina che da settimane continua a chiedere a Blizzard di aggiungerla al roster come prossimo eroe. Vedremo se mamma Blizzard accontenterà gli appassionati.
Junkertown, dunque, è una mappa "Scorta": l'obiettivo, per gli attaccanti è quello di portare il carico sino alla sala del trono. La morfologia della mappa (la quale, in alcuni punti, ricorda da vicino la classica Route 66), si sviluppa principalmente attraverso ambienti ben distinti tra loro e forieri di una strategia dinamica che vede il prevalere di una spiccata verticalità, grazie a una miriade di piattaforme e luoghi sopraelevati al riparo dai tank più pericolosi e lenti. Per ciò che concerne la prima parte del percorso, leggermente avvantaggiati sono, dunque, quegli eroi che possono sfruttare con relativa facilità le coperture offerte dalla baraccopoli come Widowmaker; Hanzo e Genji. Non solo: anche altri eroi - soprattutto i difensori - possono trovare una gran quantità di luoghi sicuri da cui tempestare il nemico, il quale dovrà uscire su un terreno scoperto su ogni lato e sostanzialmente privo di coperture efficaci.

Pensiamo, ad esempio, a Torbjorn (con la sua fastidiosa torretta), alla già citata Widowmaker e al sempreverde Bastion che, se piazzati su un punto sopraelevato davanti allo spawn point degli attaccanti, sono in grado di inchiodare la squadra nemica sul posto (soprattutto se gli attacchi sono mal coordinati) facendo, quindi, perdere minuti preziosi agli attaccanti. Per questo, a chi deve scortare il carico consigliamo caldamente non solo di attendere il respawn di tutti i membri del team prima di uscire all'attacco, ma anche di sgattaiolare dalle uscite laterali e sorprendere i difensori con un'offensiva diretta ai fianchi. Ciò dovrebbe garantirvi l'assestamento di una prima testa di ponte per iniziare a spingere il carico in avanti.

Ora vogliamo la Regina!

La seconda parte della mappa è, invece, più favorevole agli attaccanti: in questo caso l'area è più aperta e poche sono le posizioni di vantaggio che i flanker efficaci nel close combat possono sfruttare per fermare l'avanzata del carico. Per i difensori, in questa fase dell'incontro risulta di estrema importanza sopravvivere il più a lungo possibile, in quanto il respawn è un po' troppo distante rispetto al checkpoint da difendere e gli attaccanti possono avere vita sin troppo facile nel raggiungere quest'ultimo senza problemi.

La terza e ultima sezione, al contrario, vede il prevalere di una strategia difensiva di stampo assolutamente conservativo: le piattaforme mobili e l'abbondanza di punti sopraelevati che si affacciano sull'improvviso restringimento del passaggio, permettono di tenere efficacemente la posizione e graziare la squadra che difende con perdite minime. I tank della squadra attaccante, insomma, devono guardare in alto con una certa frequenza e sperare che i flanker alleati facciano rapidamente il loro lavoro sgombrando la via verso il rush finale. Esiste, inoltre, uno stretto passaggio secondario utilizzabile dalle due squadre, il quale permette di superare l'eventuale empasse creatasi nella strozzatura che costringe il carico a fare un'inversione a U giusto prima dell'ultimo checkpoint. Tale pertugio può rivelarsi decisivo tanto per i difensori quanto per gli attaccanti dato che consente a eroi estremamente rapidi come Tracer, Sombra e Genji di sbucare alle spalle del team avversario e scompaginarne, con relativa facilità, la formazione.

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