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Hands on 9mm

Provato lo sparatutto Gameloft sulla criminalità losangelina

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    Disponibile per:
  • iPhone
  • iPad
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Fate conto di aver scoperto una ingente partita di droga e di non farvi alcuno scrupolo nello spacciarla da voi. Non fate caso a tutti quelli sgherri affondati con un colpo di pistola tra le tempie. Siete giustificati: erano pur sempre criminali. Spacciatori.
Una vecchia storia: poliziotto buono poliziotto cattivo. Il crimine non paga, ne è convinto Kannon. Chi paga è la sua famiglia, le sue amicizie, la sua magra busta paga. Una natura incerta nell'incerta Los Angeles dei nostri giorni, covo di bande criminali corrotte da poliziotti a loro volta corrotti dal potentato locale. Non è lavoro questo, non è mantenere l'ordine: questo è sopravvivere.
9mm parla proprio di questo e nel farlo sviluppa un plot più consistente di qualsiasi altro gioco iPhone; si agita all'interno di una struttura composta da sparatorie intense tanto quanto quelle di altri prodotti Gameloft, premurandosi al contempo di tratteggiare un cuore narrativo che se non profondissimo, possa almeno apparire significativo anche ad un utente abituato ai blandi ritmi del mobile gaming.
Il titolo sarà disponibile a partire da fine Giugno su iPhone e iPod Touch, mentre nei mesi successivi sarà convertito per iPad (con non meglio specificate migliorie grafiche) e infine Android, macchina sulla quale Gameloft ha iniziato a muoversi solo di recente.

Il massimo della pena per quei criminali!

Ma non c'è ombra in questa periferia. Il Sole perpendicolare al manto stradale, che bolle e ribolle. I grattacieli dove dimorano i pezzi grossi della Hollywood che conta si perdono all'orizzonte, il presente è tutto di case biancheggianti che corrono ai lati della strada.
Con questa calura aprire il finestrino diventa un imperativo categorico, non un mero vanto tamarro sulle note di una qualche band hip hop.
Scena del crimine: una scintillante villetta familiare, patio dinnanzi e giardinetto rasato al millimetro. Insospettabile.
Si entra dal retro: tracce di sporchi criminali, brutti musi che con il loro spaccio di droga gettano fango sulla rispettabilità del vicinato. Kannon non ci pensa due volte ad aprire il grilletto contro di loro. Estrae la sua pistoletta e si getta a capofitto; li vuole tutti morti, ma dalla Centrale nessuno ha dato un simile ordine.
Solo contro tutti. Una pazzia. "Kannon il pazzo" è proprio il titolo della primissima missione di 9mm.
Se avete giocato i precedenti FPS di Gameloft (NOVA, Modern Combat) avete già un'idea di come si conducono le sparatorie. Un puntatore sul lato sinistro dello schermo gestisce il movimento, anche in questo caso ben fluido nonostante l'assenza di una comoda funzione per girarsi di 180° nel caso in cui il fuoco né aperto contro le nostre spalle muscolose. Si spara sfiorando un indicatore visibile a schermo sulla destra, ma non è questo il principale input di 9mm.
Piuttosto strabuserete della possibilità di attivare una funzione "bullet time". La press release cita le prodigiosità stylish di uno slow-motion in combo con le rotazioni di camera, ma, come i videogiocatori sanno da Max Payne in poi, quando contro di noi sono in molti ed escono da ogni direzione diventa necessario diminuire la velocità di gioco, focalizzare la propria concentrazione sulle esigenze di un kill fulmineo, senza tregua e incessante.
Le opzioni difensive difatti non sono poi molte: esiste la possibilità di sfruttare le coperture, ma il level design non permette ciò con qualsiasi superficie verticale. Lo stesso Kannon non vanta chissà quale atleticità nei movimenti, non avendo tra il suo repertorio una capriola o una qualunque possibilità di schivata.
Di contro i "cannoni" che via via si renderanno disponibili daranno progressivo senso all'espressione "potenza di fuoco": la pistola va usata in combo con il bullet time, non c'è altra alternativa, ma già il fucile a pompa regala grandi soddisfazioni grazie ad una mira assistita che su schermi di ridotte dimensioni come quello di iPhone diventa preziosissima.

Le sparatorie hanno occupato gran parte del nostro hands-on chiedendoci di sgominare quelle bande che sanno qualcosa a proposito del nostro sequestro della partita di droga sottratta durante le primissime fasi. Tuttavia il gioco si sviluppa anche secondo sequenze marcatamente QTE. Talvolta occorrerà fermare i criminali e sottoporli ad estenuanti interrogatori: la tortura è bandita perché non necessaria, ma di certo Kannon non è il Cole Phelps (L.A. Noire) della situazione che al massimo alza un po' la voce. Semplicemente, se il nostro uomo non dice ciò che vogliamo sentire lo si colpisce duro allo stomaco o si tatua la sua faccia sul cofano rovente dell'auto.
Ludicamente parlando sarà nostro compito premere a tempo le icone che si presenteranno sullo schermo, suddivise tra percosse fisiche ed insulti verbali. La struttura non è delle più profonde, non presenta elementi di sensibile originalità, anzi si risolve in una frazione che spezza sì il gameplay, ma non incide la superficie ludica tanto quanto altre sezioni. Le stesse sequenze di inseguimento dei boss non hanno altra conclusione se non, appunto, con il boss fight vero e proprio.

L.A. is burning

Pur avendo provato un codice incompleto, la sensibilità dei comandi ci ha soddisfatto così come la precisione nel puntamento. Gli ottimi trascorsi su importanti franchise in prima persona si traducono all'interno di un TPS con perspicacia: peccato solo che i movimenti non vantino la medesima compiutezza e soffrano a causa dell'esiguo numero di frame d'animazione. Su iPhone 4 e iPad 2 è possibile gestire la visuale attraverso il giroscopio integrato, ma la comodità di agitare l'iDevice non vanta la stessa precisione del grattare lo schermo.
Dal punto di vista grafica notiamo una buona resa degli ambienti di gioco, nonché raffinate texture applicate agli edifici: la luce solare scalfisce ogni cosa, cose, animali, persone, e ne restituisce una versione arida e disidratata. La guerra tra bande si fa oltremodo cruenta e fa di Los Angeles, perla del Pacifico, un ghetto a cielo aperto. Delusione completa per quanto riguarda la resa dei volti: incrociamo le dita sperando di avere una definizione migliore quando il gioco si presenterà nella sua forma completa.

9mm Ignorando le critiche di chi vuole Gameloft sempre intenta a copiare videogame altrui, la software house si prepara a distribuire un nuovissimo franchise: 9mm. Trattasi di uno sparatutto in terza persona ambientato tra le strade di Los Angeles. Sembra ispirarsi al telefilm The Shield e in effetti uno sbirro che si nasconde in tasca un pacchetto di droga poc’anzi requisita ad uno spacciatore rientra tra le situazioni-tipo di quella serie tv. Il gameplay si focalizza attorno alle meccaniche del bullet time, promettendo scontri dominati da un ritmo di gioco sempre ai massimi livelli. Sebbene le sparatorie siano state di nostro gradimento, i tentativi di variare il gameplay nonché una limitata possibilità di movimento, ci fanno dubitare lievemente. Tenete d’occhio Everyeye durante le ultime settimane di Giugno per la recensione!

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