TGS 2013

Hands on Ace Combat: Infinity

Namco bandai si da al free-to-play anche con il suo Ace Combat

hands on Ace Combat: Infinity
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Namco Bandai si è data al free to play. Dopo il successo evidentemente eccezionale di Tekken Revolution, che ha superato i due milioni di download e riesce a monetizzare bene soprattutto in Giappone, la software house sembra avere intenzione di rilanciare tutti i suoi brand principali sfruttando questa formula. Soul Calibur Lost Swords arriverà dunque questo inverno, adottando sostanzialmente la stessa formula del picchiaduro dell'Iron Fist, ma anche Ace Combat Infinity prova a fare il grande salto, al termine di un periodo non proprio florido per la serie.
Gli ultimi capitoli sono stati recepiti in maniera altalenante, e c'è davvero bisogno di trovare nuove forme e attaccare altri mercati per riprendersi.
Qui al TGS abbiamo potuto mettere le mani su una demo che ci ha permesso di giocare due missioni; ecco le nostre impressioni.

Back to basics

Ace Combat Infinty si ambienta nel 2019, in un mondo profondamente diverso da quello che conosciamo. Una pioggia di meteoriti ha messo in ginocchio il pianeta e distrutto gli equilibri geopolitici: venti anni dopo, una guerra tecnologica fra diverse fazioni serpeggia in ogni parte del mondo. Ovviamente non è il plot il punto di forza di questo capitolo, che vuole invece proporsi come un ritorno alle origini, ripulendo il gameplay dagli orpelli inessenziali e recuperando invece le basi del dogfighting.
C'è tuttavia da dire che l'immaginario di Infinity vuole in qualche modo stuzzicare i fan di vecchia data, andando a recuperare, in certe missioni, eventi o locazioni che hanno fatto in qualche modo la storia di Ace Combat. Ad esempio una delle due missioni che abbiamo giocato si chiamava Stonehenge, e ci ha fatto rivivere in pratica l'assalto alla super arma che rappresentava la minaccia principale di Shattered Skies, uno dei capitoli più riusciti dell'intera saga.
L'altra missione, The Great Migration, era invece molto più regolare: un semplice scontro aereo al largo dell'oceano, in uno spazio di cielo abbastanza libero sopra uno sperduto arcipelago.
E' qui che ci siamo subito accorti di un gameplay regolare, senza fronzoli, alla vecchia maniera. Il sistema di controllo è quello di sempre, con i trigger che permettono di attivare aerofreni e motori a reazioni, ed i dorsali che invece controllano il rollio. La visuali all'interno dell'abitacolo e quella in prima persona, ma in generale anche l'interfaccia quando si usa l'inquadratura esterna, ricordano molto da vicino quelle del già citato Shattered Skies (giunto in Europa con il nome Distant Thunder): una precisa dichiarazione d'intenti, per un prodotto che vuole tornare ai fasti delle origini.
L'esperienza di gioco con Ace Combat Infinity ci è parsa come sempre interessante, ovviamente molto prevedibile, ma ben tenuta grazie alla struttura delle missioni.
Da questo punto di vista il team promette una serie di incarichi coinvolgenti da affrontare in single player, ma anche delle missioni cooperative e competitive allo stesso tempo, in cui più squadre lavorano per raggiungere lo stesso obiettivo, ma allo stesso tempo vengono spronate a dare il meglio da una sorta di classifica interna che determinerà qual è il plotone migliore.
Il team promette anche supporto costante ad Infinity, con il rilascio progressivo di una serie di missioni costruite sulla base dei feedback dell'utenza: un obiettivo ambizioso, che tuttavia potrebbe garantire a questo Ace Combat una marcia in più.

In volo, comunque, bisogna dare il meglio, cercando di dimostrarsi abili nelle manovre evasive ma soprattutto veloci in quelle d'attacco, per accaparrarsi i punti esperienza extra del "bonus overkill". Grazie agli XP potremo infatti potenziare i nostri aerei (un F-14 ed un F-16 erano quelli disponibili nella demo) ed acquistare armi secondarie che ci permettano approcci strategici più malleabili.
A tal proposito, una piccola digressione sul sistema di monetizzazione: Ace Combat Infinity non seguirà il modello di World of Warplanes, ma anzi il proprio hangar potrà essere rimpinguato gradualmente senza spendere un soldo, con il rilascio graduale di nuovi modelli come quello di nuovi personaggi in Tekken Revolution. Ed al pari del picchiaduro, anche qui dovremo usare un sistema "a gettoni" per poter giocare: il titolo ricaricherà gradualmente la nostra riserva di gettoni, e ce ne darà uno extra nel caso in cui la nostra squadriglia abbia vinto una elle partite multiplayer di cui sopra si parlava. Una volta esauriti i crediti, però, ci toccherà aspettare, oppure acquistarne altri con soldi reali. Un sistema che insomma sembra ispirarsi nuovamente a quello delle sale giochi, con "mamma" Namco che di tanto in tanto ci mette qualche moneta in tasca. Nel caso di Tekken Revolution questo modello si è rivelato vincete e, per fortuna, anche poco invasivo: tutto dipende ovviamente dal bilanciamento, e nel picchiaduro il numero di partite che si riusciva a giocare prima di dover attendere la ricarica dei gettoni era tutto sommato più che sufficiente. Speriamo che anche Ace Combat Infinity si dimostri un prodotto "virtuoso", da questo punto di vista.
Prima di chiudere, due parole sul comparto tecnico, abbastanza spoglio in verità. I modelli degli aerei sono ben riprodotti, e la visuale all'esterno del Cockpit mostra dei caccia costruiti in maniera solida e piacevole, ma per il resto le ambientazioni sono un po' povere e le texture del terreno non eccezionali. Ovviamente siamo ben disposti ad accettare qualche compromesso visivo (gli effetti speciali sono comunque ben fatti) a fronte di un netcode stabile come quello del picchiaduro.

Ace Combat: Infinity La saga di Ace Combat era in stallo da un po' di tempo. Prova a risollevarsi con la manovra free-to-play, ma anche con un ritorno alle origini molto piacevole. Infinity getta nel calderone un'interfaccia ispirata ai migliori capitoli e pure una serie di missioni che ci riportano con la mente ai momenti più epici della storia di Ace Combat. Il gameplay è quello di sempre, l'esperienza appare snella e gradevole. C'è da vedere quante saranno le missioni disponibili e come funzionerà il comparto multigiocatore, che ha spunti sicuramente interessanti. Immaginate squadriglie ben coordinate che danno l'assalto ad un preciso obiettivo: che Ace Combat Infinity voglia riproporre online quel senso di epicità degli scontri corali di Distant Thunder, capolavoro ancora inarrivato dell'era Ps2? Restate con noi per scoprirlo: l'uscita è prevista entro l'anno, e per allora vi faremo sapere anche come si comporta il modello di microtransazioni.

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