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Hands on Alice nel Paese delle Meraviglie

Hands on a Milano

hands on Alice nel Paese delle Meraviglie
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Wii
  • Pc

Che Disney Interactive abbia cambiato marcia, è ormai un dato di fatto. La parola chiave è differenzazione. Dell’offerta, innanzitutto. Ma anche del proprio pubblico di riferimento. La proliferazione di titoli kids oriented basata sullo sfruttamento dei propri brand name non accenna a diminuire, accompagnata però da una costante e benvenuta limatura qualitativa. Contemporaneamente, titoli harcore come il prossimo Spilt/Second, già più volte coccolato dalla redazione di Everyeye.it, od esperimenti intriganti come Epic Mickey, suonano le campane di una trasformazione che porta alla ribalta un “nuovo” ed importante attore sulla scena dei publisher che contano.
Alice in Wonderland, soprattutto nelle sue incarnazioni Wii e Ds, si pone invece esattamente nel mezzo. Un’opera che trae ispirazione dalla visione di Tim Burton (coinvolto nello sviluppo con diritto di veto: ogni singolo elemento, soprattutto di stampo artistico, è stato certificato dal gusto del regista), ma che si rifiuta di parlare unicamente ai bambini. Un titolo per tutti, che fa del mescolamento delle meccaniche e del level design funzionale i suoi cavalli di battaglia.
Per tacere dell’espressività che mette in campo, soprattutto nell’incarnazione per il due schermi Nintendo.
In definitiva, la ridiscesa nella tana del Bianconiglio è stata una piacevolissima sorpresa.
Alice in Wonderland sarà disponibile il prossimo 26 Febbraio per PC, Wii e Nintendo DS.

Underland

Dieci anni sono passati, un dolce benvenuto ai nuovi arrivati!
I saliscendi del destino sono strani e intricatissimi. Alice ritorna in un Paese delle Meraviglie marchiato a fuoco dai bollori della Regina Rossa, e in totale decadenza. Un ambiente impregnato di malevolenza, più cupo e pericoloso di quello pensato da Carroll nel 1865. Questo è il Paese di Burton, della sua visionarietà, quasi la summa dell’intero lotto delle sue opere. Il videogioco per la home console Nintendo, riprendendo in toto la cifra stilistica adottata dal lungometraggio prossimamente nelle sale, getta nel calderone ideativo pezzi di gameplay diversi, per creare una ricetta quanto più saporita possibile.
Platform, puzzle gaming, esplorazione, con un occhio particolare al level design, che da quanto abbiamo visto strizza l’occhio non solo ad un pubblico di piccini (com’era prevedibile), ma anche ai giocatori più navigati. Perlomeno sotto il profilo della varietà.
Alice (comandata dalla CPU) verrà scortata nel suo viaggio da un gruppo di personaggi via via più numeroso e dotato di poteri differenti, le cui specificità andranno sfruttate per la risoluzione degli enigmi ambientali e dei combattimenti contro le guardie della Regina Rossa.
Il Cappellaio Matto, per esempio, è uno spadaccino d’eccezione ed ricorre al ribaltamento prospettico per risolvere alcuni puzzle particolari (ma anche per schiacciare i nemici fra due dita giganti, a dirla tutta. Non fate domande, siamo sempre nel Paese delle Meraviglie). Se dunque la sua lama darà del filo da torcere alla corazza in cui si nascondono le guardie di carta della Regina Rossa, il controllo della visuale gli consentirà, per esempio, di giocare a piacimento con la prospettiva, magari per riunire i pezzi apparentemente lontani di un ponte (gli echi di Echochrome di casa Sony sono evidenti).
Lo Stregatto, invece, sfrutterà la sua invisibilità sia per confezionare uccisioni silenziose, che per superare enigmi poco ortodossi, magari bisognosi proprio della sua “incorporeità” (come la bilancia gigante visionata in un capitolo del gioco).
Il Bianconiglio, invece, gioca con il tempo. Per bloccare temporaneamente i nemici, per esempio, ma anche per smuovere la posizione dell’oggettistica presente nello scenario, così da renderla funzionale al prosieguo del team.
La varietà delle situazioni, e il continuo interscambio fra i membri del party, rende l’esperienza di gioco profonda e variegata, sebbene la nostra prova si sia giocoforza limitata ai primissimi livelli. I pattern da seguire, ovviamente, sono predefiniti, ma la gran densità di cose da fare e l’ampiezza dei livelli visionati ci fanno presagire un gioco molto meno lineare del previsto. Fortunatamente.
La morte del giocatore, inoltre, non sarà contemplata: Alice sarà però costantemente braccata dai soldati della Regina Rossa, che tenteranno a più riprese di rapirla attraverso le porte disseminate per l’Underland. Quindi, occhio.
Da valutare, in sede di recensione, curva di difficoltà e modalità multiplayer (locale) per due giocatori. Annunciata, ma non testata.
Dal punto di vista estetico, la versione Wii ricalca, per stile e derivazioni cromatiche, la complessità del film. Lo spirito complessivo quindi è rimasto intatto, con le capacità di Wii spinte a fondo sul fronte texture e particellari.
La telecamera, fissata alle spalle del protagonista in uso (per splittare da un personaggio all’altro, basta premere C), si sposta sovente quando ci si imbatte in puzzle ambientali, rendendone più agevole la decifrazione.
Infine, la longevità, che si assesta sulla decina abbondante di ore di gioco. Non male.

DS Style

La versione per Nintendo DS è semplicemente deliziosa. Non solo per un tratto cosmetico che incanta (si pensi al design dei personaggi, all’uso del monocromatismo per la tinteggiatura dei singoli livelli), ma anche per le meccaniche emergenti che si adattano alla perfezione all’handheld di casa Nintendo, e per la sincera empatia che si crea con un mondo forse più buffo e cartoonesco di quello tratteggiato su Wii/PC.
Anche qui si tratta di scortare Alice nell’Underland, sfruttando un party di personaggi intercambiabili e dotati di caratteristiche peculiari. La differenza sta tutta in un level design perfetto, e nell’ideazione dei puzzle, che ben sfruttano le caratteristiche di Nintendo DS (anche della DSi camera, a dirla tutta).
Sotto quindi col Cappellaio, e alla sua capacità di scompaginare il solito piano di gioco, andando “dietro” gli oggetti; l’invisibilità dello Stregatto, che rende sfruttabili oggetti (piattaforme) invisibili. Lo sfruttamento a piacimento della forza di gravità del Brucaliffo, per sane giocate a testa in giù. Alice, stoppabile dovunque occorra, deve essere però recuperata prima che cominci a strillare come una dannata.
I combattimenti persistono, così come gli scontri con i boss, tuttavia è innegabile la propensione al puzzle solving, complice anche uno stile di controllo di derivazione “zeldiana”.
Puzzle che coinvolgono sia il microfono che la DSi camera (ovviamente, questi non sono vincolanti), con la quale catturare i colori nel mondo “reale”. Qualunque esso sia.
In sostanza, un titolo da aspettare. Lontano anni luce dai soliti tie in, e pregno di una carica stilistica davvero irresistibile.

Alice in Wonderland Alice in Wonderland è tutto fuorché un tie in derivativo. Entrambe le incarnazioni (home e portatile) sono figlie di un processo qualitativo importante, che le rendono appetibili per pubblici differenti. Certo, Everyeye.it non può che accordare la propria preferenza alla versione DS, che si stacca dalla massa per elevarsi a piccolo ed inatteso capolavoro, tanto stilistico, quanto di giocabilità.

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