Hands on Alpha Protocol

Una spia a 360°

hands on Alpha Protocol
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo anni di specializzazione in sequel di grandi franchise (Fallout, NeverWinter Nights, Star Wars: Knights Of The Old Republic...) Obsidian Enterteinment, compagnia fondata dalle ceneri di Black Isle Studio (Icewind Dale, Baldur’s Gate...) a Santa Ana -California-nel 2003, giunge finalmente sul mercato Next Gen con un prodotto tutto suo.
Si tratta del chiacchierato Alpha Protocol, action/stealth/RPG che dovrebbe mettere il giocatore nei panni di un agente segreto “a tutto tondo”, ovvero dandogli la possibilità di sfruttare tutto le risorse “tipiche” delle spie (armi, gadget, contatti, intelligence) per un approccio totalmente libero alle missioni.
Il titolo, in uscita il 28 Maggio per Xbox 360, Playstation 3 e PC si è recentemente mostrato a noi in versione non completa, permettendoci comunque di stilare una prima sequenza d’impressioni.

Americani vs. terroristi

Prima di proseguire è doveroso un breve accenno alla trama, per quanto, nella versione da noi testata, se ne sia potuto saggiare un frangente sicuramente irrisorio ed esclusivamente nella sua parte embrionale.
L’incipit ricalca la più classica delle spy stories a stelle e strisce: un Boeing 747 viene colpito in volo da un potente missile a ricerca; sin dalle prime indagini è chiaro si tratti di un attacco terroristico compiuto da un influente sceicco arabo che, grazie al mercato nero, ha acquistato una nutrita scorta di questi gingilli.
L’evoluzione delle vicende e l’intrecciarsi di alleanze, secondo quanto dichiarato da Obsidian, saranno da qui in poi completamente appannaggio del giocatore.
S’inserisce infatti in questo frangente un interessantissimo sistema di dialoghi dinamici che permetterà al giocatore di modificare i rapporti di fiducia con i vari NPC presenti nel corso delle vicende, in maniera molto simile a quanto già visto in Mass Effect 2 e forse con maggior efficacia.
In alcune sezioni dei lunghi dialoghi (e addirittura nel rispondere a talune e-mail) avremo la possibilità di interagire cambiando risposta attraverso un sistema a tempo che ci consentirà di scegliere il tono da utilizzare (professionale, sarcastico, provocatorio....) oppure, in circostanza del tutto speciali, ci consentirà di agire.
Nella nostra prova, ad esempio, ci siamo giocati la fiducia della bella e glaciale istruttrice di tiro tentando la più squallida delle avance (per giunta via mail) ed abbiamo invece acquisito l’ammirazione del capo barattando la vita di un trafficante d’armi con preziose informazioni ed un gruzzolo di soldi non indifferente.
In quest’ultimo caso, per riallacciarci alla strutturazione dei discorsi dinamici, è spuntata la possibilità di troncare le discussioni con una pallottola in fronte al malcapitato.

La libertà è nulla senza controllo

Prima di catapultarci nel cuore dell’azione Alpha Protocol ci permette di modellare da zero il nostro alter ego, sfruttando un editor di look e sembianze davvero molto completo: potremo infatti decidere la conformazione facciale, il colore della pelle, il taglio di barba e capelli e il colore degli occhi, passando poi ad accessori (cappelli, occhiali da sole...) ed abbigliamento di vario tipo.
Costruito l’agente digitale dovremo deciderne la classe, scegliendo tra una serie di specializzazioni con preset di abilità e caratteristiche predefinito o creandone uno da zero, opzione che aggiungerà alcune possibilità in più nella collocazione degli attributi fisici ma che, non garantendo specializzazioni particolari, porrà il giocatore di fronte ad una sfida più impegnativa.
Analizzando per un attimo il sistema degli attributi, che si trasformerà poi in sistema di crescita del personaggio, notiamo una certa somiglianza con Mass Effect: ciascun parametro (abilità con la pistola, resistenza, arti marziali...) presenta infatti, nella sua linea di progressione, dei traguardi corrispondenti ad abilità speciali.
L’abilità con la pistola, ad esempio, consentirà -ad un certo punto- di rallentare il tempo e piazzare dei colpi critici sui bersagli designati.
Nel prosieguo dell’avventura, a dispetto della classe scelta inizialmente, avremo liberamente accesso, grazie ai punti esperienza ottenuti da ciascuna azione svolta in game, al potenziamento di ciascuna delle categorie a disposizione; l’allineamento iniziale, tuttavia, renderà più costoso l’upgrade delle statistiche al di fuori della nostra natura.
Interiorizzato questo sistema siamo finalmente pronti ad entrare in azione ed Alpha Protocol, da questo punto di vista, ha il pregio di instillare sin dal primo momento una notevole carica d’adrenalina.
La prima parte del tutorial, infatti, è una simulazione di rapimento a nostra insaputa, per consentire all’Alpha Protocol (agenzia che ci sta per ingaggiare) di valutare le nostre capacità a mani nude in una situazione estrema; successivamente, nella seconda parte, verremo reclutati e valutati nell’utilizzo delle armi da fuoco, sfruttando una situazione di scontro in movimento ricreata ad hoc in uno speciale poligono di tiro.
Grazie alla possibilità di riprovare all’infinito tale tutorial acquisiremo familiarità con le differenti modalità di fuoco, una delle particolarità del titolo; impugnare una pistola, uno shotgun o un fucile d’assalto, nella creazione Obsidian Enterteinment, farà tutta la differenza del mondo.
Utilizzando le varie armi ci renderemo conto di come una situazione di scontro ravvicinato prediliga l’utilizzo dello shotgun (rosa di fuoco più ampia, possibilità di sfondare eventuali corazze...) mentre a distanza sia il fucile d’assalto a farla da padrone (maggiore precisione, lunga gittata...).
Dovremo tener conto, chiaramente, anche del rinculo e della precisione della mira: in questo caso, mantenere premuto a lungo il tasto adibito alla mira e sparare in maniera cadenzata aiuterà ad aumentare notevolmente la precisione di tiro.
In nostro soccorso verrà poi un’ampissima possibilità di personalizzazione delle bocche da fuoco, dalla modifica della canna con opportune zigrinature all’utilizzi di proiettili Full Metal Jacket, passando per l’ampliamento di caricatori e l’applicazione di mirini e silenziatori.
Tali modifiche, così come l’acquisto di armi nuove di zecca, protezioni in ceramica, granate e gadget da far invidia al miglior 007, avranno un costo e potranno essere acquistate, tra una missione e l’altra, tramite un sofisticato database che ce ne sciorinerà tutte le caratteristiche.
Troveremo, in aggiunta, anche del materiale di intelligence (sempre da comprare) come mappe dettagliate, informazioni sui sistemi di sicurezza e quant’altro che ci permetteranno, all’interno delle macro-missioni, di sbloccare numerosi incarichi secondari in grado di farci guadagnare più soldi (reperiti rigorosamente sul campo o vendendo armi e gadget) per l’upgrade della dotazione.
Dal punto di vista ludico, insomma, le possibilità sono limitate soltanto dagli ampi confini delle location in cui ci troveremo ad operare: avremo sempre, è bene sottolinearlo, la possibilità di agire furtivamente (magari sfruttando le abilità richiamabili alla stregua di Mass Effect) o sfondare le linee nemiche come un un vero e proprio Rambo digitale.
Siffatta rosa di scelte si ripercuote anche nei più piccoli particolari, come, ad esempio, l’apertura di porte o il sabotaggio di sistemi computerizzati: anche in questo caso potremo decidere di scassinare/hackerare (tramite mini-game molto intelligenti pensati per ciascun caso) o forzare con la semplice pressione di un tasto, facendo scattare però gli allarmi.
La struttura, insomma, si è rivelata concettualmente davvero molto profonda, lasciandoci però perplessi dal punto di vista dell’effettiva implementazione sul campo.
Il sistema di controllo si è infatti rivelato alquanto impreciso e scomodo, così come il sistema di coperture, che non permette sempre un’efficace e funzionale fruizione; tali problematiche sfociano in un vertiginoso aumento della difficoltà per quel che concerne la fase stealth che spesso costringe il giocatore ad estrarre le armi.
Una preferenza del genere è data anche dal comportamento altalenante dei nemici che ci troveremo a fronteggiare: l’IA computerizzata è infatti in grado di localizzare in maniera forse troppo efficace l’infiltrazione furtiva, lasciandosi poi inspiegabilmente andare quando si tratta di rispondere al fuoco, divenendo così poco più che carne da macello.
Si tratta, lo ribadiamo, di dubbi che potranno essere fugati soltanto con la prova della versione finale e -magari- con un cambiamento del livello di difficoltà o con una miglior distribuzione delle skill.

Alpha Protocol Alpha Protocol, seppur a breve distanza dalla release, si dimostra ancora in buna parte indecifrabile. Dalla nostra prova è emersa però una profondità non comune nella struttura di gioco, che permette per la prima volta di effettuare delle scelte davvero tangibili ed efficaci, seppur si scontri con alcuni limiti dettati da un sistema di controlli non sempre preciso. Molto interessante, in particolare, il sistema di dialoghi che tuttavia non riuscirà a rimediare ad sceneggiatura non certo da Oscar nella quale si intersecano tematiche piuttosto comuni. Un titolo insomma da tenere d’occhio e da giudicare solo dopo un’approfondita prova, che ci impegnerà sicuramente prima della valutazione finale, in fase di recensione.