Hands on Anarchy Reigns

La prova della versione giapponese

hands on Anarchy Reigns
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Anarchy Reigns è bell'è fatto e finito, ma Sega non vuole pubblicarlo. Oscuri motivi bloccano l'action game multiplayer di Platinum Games (Bayonetta, Mad World) sulle coste nipponiche, rimandando lo stock di copie americane ed europee a Gennaio 2013. Perchè? Perchè impostare un lancio dilazionato nel tempo per un gioco che si nutre di scontri tra più giocatori e quindi ha bisogno di una community cicciosa per poter dare il meglio di sè? Perchè manca l'infrastruttura server atlantica? Perchè il periodo di lancio in Luglio è completamente sbagliato da noi e appetibilissimo in Giappone?
Domande che aspettano una risposta da parte di Sega (riusciremo a farle durante la Gamescom?), che in parte strappano un sorriso mentre si stringe tra le mani una copia d'importazione: testo e doppiaggio già in lingua inglese, nessun blocco regionale su Playstation 3 e nemmeno su Xbo 360. Praticamente la versione che giocheremo all'inizio del prossimo anno solo con un titolo leggermente differente (in Giappone si chiama Max Anarchy)! Unico inconveniente la necessità di giocare su server giapponesi con l'alto rischio di lag durante le partite online.
Polemiche a parte l'ultimo gioco dei fenomenali Platinum Games è sugli scaffali nipponici da un paio di settimane e noi lo abbiamo provato per alcune ore. Abbiamo per il momento saltato a pié pari il multiplayer (oggetto comunque di tutti i precedenti hands-on pubblicati su Everyeye), per concentrarci un poco sull'avventura in singolo e contestualmente provare con calma il sistema di controllo.

Picchia fino a scoppiare

Anarchy Reigns è un videogioco brutto da vedere, ma dannatamente bello da giocare. Lo stile grafico appare spento e privo di mordente, ha qualche tonnellata di poligoni in più del Mad World per Wii e nonostante questo non ha un briciolo del carisma monocromatico sfoggiato dal "prequel". Eppure nonostante talvolta sembri confusionario e caciarone al massimo, gli scontri melee funzionano alla grande in virtù di un sistema di controllo davvero sopraffino.
L'essenza stessa di Anarchy Reigns è coniugare una fragranza squisitamente arcade con uno stile molto bilanciato tra attacchi a distanza e corpo a corpo. A livello di meccaniche ricorda molto Virtual On. Il combattimento procede in maniera molto intuitiva tra cazzottate, armi speciali e prese. Da qualche parte sullo stage ogni tanto compaiono item bonus, che il giocatore può raccogliere ed utilizzare come armi d'offesa: ad esempio, alcuni barili possono essere estirpati dal terreno e scagliati contro l'avversario più prossimo in pieno stile Super Smash Bros.
I personaggi sono in larga parte ex-novo, eccetto i due protagonisti (Jack e Leon) già visti in Mad World e il cameo di Bayonetta. Il design è molto ampio e vive di influenze nipponiche contaminate a cybertecnologie avveniristiche. In ogni caso il sistema di controllo funziona bene, anche se si nota relativamente la differenza di deambulazione a seconda della stazza dell'avatar. Il gioco procede da solo ad un lock on sommario, che può divenire specifico e focalizzato dietro pressione di LB: questa funzionalità risulta assai comoda specie negli scontri contro i boss di fine e metà livello.

La fase di offesa vede una copertura pressochè completa della pulsantiera a disposizione: due tasti per l'attacco, uno per saltare, uno per afferrare l'avversario, uno per la parata e uno per sfoderare l'arma secondaria (nel caso di jack è ovviamente la motosega, in quello di Leon una lama laser che affetta i nemici alla maniera del Raiden di Metal Gear Rising Revengeance. L'IA nemica non è troppo intelligente: tanto i teppisti ordinari quanto i boss tendono a reiterare sempre gli stessi pattern d'attacco, quindi cercheranno di sorprenderci non tanto con l'astuzia quanto con il numero o la forza bruta. Il giocatore non è comunque sprovveduto: può farli fuori in serie grazie all'arma secondaria oppure appoggiarsi all'attacco potente via Y e colpirne un paio sfruttando un micro-effetto juggling.
In soldoni Anarchy Reigns è molto button mashing, probabilmente in misura anche maggiore di Mad World dove ben presto venivano a noia le poche combo effettuabili. La sua carta jolly è senz'altro il multiplayer competitivo, l'andare online per competere in sanguinosi tutti contro tutti.

Un single player tutto da rifare

Il single player non è certo il fiore all'occhiello della produzione, al contrario dell'intera softeca Platinum Games che ha sempre privilegiato la fruizione solitaria rispetto a quella di gruppo. Questo cambio di prospettiva non è naturale per lo sviluppatore e difatto sembra non aver convinto i fan, restii ad acquistare l'ultima fatica della software house di Bayonetta: appena 25000 copie su Xbox 360 e Playstation 3 nella settimana di debutto in Giappone sono un po' pochine per uno dei team videoludici più coccolati dal Sol Levante!
La storyline appare stantia, priva di mordente, vessata da assurde ondate di nemici completamente ebeti e condita giustappunto da alcuni vivaci scontri con quei personaggi che poi potremo impersonare nel multigiocatore. Le premesse narrative sono assurde: ambientato in un futuro fatiscente e caotico, vessato da una guerra nucleare biologica e chimica per il controllo delle fonti d'energia, la pace è ormai un lontano ricordo. L'umanità è riuscita a sopravvivere soltanto grazie alle nanomacchine ed impianti cybernetici alla Deus Ex.
Come dire, niente di nuovo sul fronte occidentale. Si comincia nella fatiscente città di Altanbra, una play area di vaste dimensione che si modifica con il procedere dei livelli a seguito di sequenze scriptate come bombardamenti aerei, tsunami, incidenti ferroviari e pioggia di cavallette.
Sono due le strade percorribili che si schiudono dinnanzi al giocatore: il Black Side e il White Side. Il primo vede protagonista la star di Mad World, Jack Cayman, mentre il secondo il magrolino personaggio secondario visto nel titolo Wii ovvero Leon. In realtà c'è poca differenza nel seguire l'una o l'altra strada: non si tratta necessariamente di una prospettiva maligna o benigna, ma affrontare i medesimi livelli, i medesimi nemici e boss. Ciò che cambia sono le sequenze d'intermezzo e i dialoghi in perfetto stile anime giapponese cioè tante parole inutili quanto un filmato di Metal Gear Solid. Di tanto in tanto i due si troveranno faccia a faccia per scambiarsi improperi e minacce, talvolta ricordando il passato comune raccontato in Mad World.
C'è poco da fare, la modalità single player non convince per niente e torna utile solamente come antipasto per il multiplayer: durante la storyline, infatti, incontreremo quei personaggi poi utilizzabili online potendo così apprendere il loro stile di combattimento nel corso di un mortale faccia a faccia. Si fa pratica anche all'interno delle stesse arene del multigiocatore, che in tutta sincerità continuano a non piacerci: colori spenti, ripetitivi elementi dello scenario, inventiva pari a zero (le portaerei, le stazioni di benzina, i sobborghi urbani non sono certo novità nel panorama videoludico...). La grafica certo non aiuta a migliorare il panorama, dal momento che perpetra con ostinatezza una palette cromatica in cui il grigio topo è il colore dominante e le texture sono anonime e slavate. Corona il quadro di un comparto tecnico insufficiente il sonoro, quel misto di brani rap di pessimo gusto ripetuti a iosa sino al fastidio.

Anarchy Reigns In estrema sintesi: Anarchy Reigns è terribile dal punto di vista tecnico, artistico, narrativo e sonoro, ma riesce a strutturare con sapienza il gameplay e si lascia giocare. Il multiplayer è la modalità principe, quella su cui si poggia l'intero progetto che evidentemente punta tutto sulla giocabilità e sul bilanciamento tra personaggi. Il videogioco è già uscito in Giappone con tanto di doppiaggio e sottotitoli in inglese, ma Sega ha misteriosamente deciso di posticipare la data d'uscita europea fino a Gennaio 2013. Per il momento quindi possiamo solo cimentarci nella ripetitiva avventura in singolo , poichè il lag generato dalla connessione coi server nipponici ci impedisce di prendere parte ai furibondi scontri multigiocatore!

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