Hands on Animal Crossing New Leaf

L'attesissima versione portatile di Animal Crossing fa capolino

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    Disponibile per:
  • 3DS
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Era il 2005 quando, con ben quattro anni di ritardo rispetto all'uscita nipponica, Animal Forest raggiungeva gli scaffali europei ribattezzato con il nome di Animal Crossing. Il mai troppo compianto Gamecube inaugurava così una delle più apprezzate serie Nintendo, che di lì a poco sarebbe stata poi riproposta con grande successo su Ds e poi (nel 2008) con molta meno fortuna su Wii. Rispettando l'alternanza fra capitoli portatili ed episodi casalinghi, il New Leaf in arrivo il prossimo 14 Giugno si giocherà su 3DS.
Il nuovo capitolo, fra le altre cose, propone una serie decisamente interessante di novità, probabilmente con l'intenzione di aprire una nuova stagione per il brand. In attesa della review, che potrete leggere su queste pagine la prossima settimana, cerchiamo di scoprire le principali.

Nuovi e vecchi mondi

L'esperienza con New Leaf comincia esattamente come nei vecchi capitoli. Si viene interrogati su quale sia la planimetria della città che vogliamo raggiungere e sul suo nome (Paradoxa, nel nostro caso), e quasi immediatamente il treno si ferma alla stazione e ci lancia fra le braccia del comitato d'accoglienza.
Le cose cominciano subito a farsi strane, dal momento che il manipolo di abitanti venuto a salutarci è convinto di avere davanti il nuovo sindaco della città. Nonostante qualche resistenza, accettiamo l'incarico di primo cittadino, che ci spalanca così le chiavi della città.
In verità i primi giorni passati in città hanno un sapore antico e consueto, almeno per i fan di vecchia data. Per guadagnare il consenso popolare necessario ad esercitare i poteri di sindaco, infatti, bisogna darsi da fare dedicandosi alle solite attività. Dapprima è bene acquistare una casa, nell'ufficio immobiliare del buon Tom Nook (avaro come sempre), e poi cominciare ad interfacciarsi con la fauna locale. Acquistato un retino si comincia a dare la caccia agli insetti, mentre una canna da pesca ci permette di prender pesci di mare e di fiume.
Tutti gli esemplari possono essere portati al museo della città per arricchirne la collezione, oppure venduti al nuovo negozio "Ricicla e Ripara", l'unico che resta inizialmente sulla mappa principale. Tutte le altre attività commerciali, infatti, sono adesso racchiuse nel "Viale degli Acquisti": qui è possibile ampliare o abbellire la propria casa, acquistare strumenti per il giardinaggio, arnesi e mobili, e nuovi vestiti per personalizzare il proprio look.
In questi giorni di primavera, in ogni caso, le attività quotidiane si dimostrano piuttosto fruttuose: la mattina le Carpe Koi ed i Salmoni Iridati abboccano che è un piacere, vicino alle correnti della cascata, mentre all'imbrunire i coleotteri si arrampicano sui tronchi degli alberi, prendendo il posto di api e farfalle. Per chi ancora non lo sapesse, la particolarità di Animal Crossing è quella di accordarsi ai ritmi della giornata, proponendo quindi una stagionalità legata a quella della vita vera. Le attività della città procedono seguendo il lento gocciare dei giorni, i negozi hanno un loro orario che rispettano con meticolosa precisione, e persino le routine di tutti gli abitanti dipendono dall'ora del giorno in cui accendiamo la console. Ben presto saluteremo le brezze primaverili per lasciare spazio alla canicola estiva, mentre a settembre le foglie degli alberi cominceranno a brunire, e d'inverno un manto di neve si depositerà su Paradoxa.

Giorno dopo giorno, cominciamo a guadagnare la fiducia dei cittadini che, finalmente, ci lasceranno sedere con pieni poteri sulla comodissima sedia del sindaco, in fondo all'androne del Municipio. Da qui potremo finalmente decidere qualcosa in più sulla città. Ad esempio potremo costruire opere pubbliche: una zona da campeggio sul promontorio vicino al mare, o una splendida fontana vicino alla piazza centrale. Qualche lampione per illuminare il selciato che porta alla spiaggia, o un ponte per connettere meglio le due aree ai lati opposti del fiume. Le opere pubbliche sono un sistema per cambiare l'aspetto del proprio insediamento, anche se in fin dei conti l'amministrazione pubblica sembra più esosa del buon Nook. Prima di attivare il cantiere, infatti, bisogna accumulare i fondi necessari: tutti i cittadini si sforzano, giorno dopo giorno, di dare una mano, ma ovviamente l'onere più grosso ricade sulle spalle del giocatore, che deve versare quantità esorbitanti di stelline per vedere realizzati i propri progetti.
Poco male, perché fortunatamente essere sindaci può avere qualche vantaggio anche a livello economico. Niente stipendio, per carità: però è possibile emanare un'ordinanza per rendere più florida l'economia cittadina. Con l'ordinanza "Pioggia di Stelline" i negozi finiranno per pagarci di più per gli oggetti che gli porteremo, ed anche se emanare un "editto" costa un bel po', le nostre tasche tenderanno a riempirsi piuttosto in fretta.
Dopo aver scoperto il sistema di ordinanze ed opere pubbliche, in ogni caso, la vita a Paradoxa torna a farsi un po' triviale. Mentre aspettiamo che il nostro ponte venga costruito, continuiamo a cacciare pesci ed insetti, aspettando magari che Volpolo porti in città la sua galleria d'arte, e sperando di non acquistare per sbaglio una delle sue croste inutilizzabili (la sezione "opere d'arte" del museo è quella più ostica da completare).
Proprio quando le cose tendono a farsi un po' triviali, New Leaf si risolleva con un guizzo inaspettato. L'ex-sindaco Tortimer viene a farci visita, raccontandoci di quanto stia bene nella sua nuova dimora: la vecchia tartaruga si è stabilita adesso in un'isoletta tropicale al largo, e ci propone di fargli visita. Dal giorno successivo una barca starà ad aspettarci sul molo.
Proprio sull'isola si riscopre quel senso di meraviglia che sostiene la curiosità del giocatore, spingendolo a connettersi ogni giorno per cercare nuovi oggetti e nuove sfide. Il clima tropicale attira insetti enormi, coleotteri e Macaoni, mentre le coste sabbiose sono perfette per pescare murene e pesci palla. Di tanto in tanto, dall'acqua spunta anche una pinna: ed ecco che all'improvviso si acchiappano squali martello e balenottere, lasciando da parte spigole e boccaloni.
Un'altra novità riguarda la possibilità di vestire una tuta da sub e lanciarsi in rilassanti nuotate al largo. Osservando attentamente le ombre sul fondale, potremo anche immergerci per raccogliere molluschi, alghe, ricci e gamberi, in una nuova categoria di animali da portare al museo. Attenti però a non farvi pungere dalle meduse.

L'aspetto più importante dell'isola è però legato ai Tour. Si tratta, in ultima analisi, di una serie di prove di abilità che vanno superate per guadagnare Medaglie, da utilizzare come monete nell'esotico emporio dell'isola. Alcune di queste prove sono modellate sulle attività basilari: acchiappare insetti e coleotteri, immergersi alla ricerca di granchi o pescare un certo quantitativo di pesci. Ci sono però interessanti variazioni, che vivacizzano la situazione: ci si trova ad esempio a scoppiare i palloncini con la fionda, prevedendo la loro traiettoria mentre vengono spinti dal vento; oppure si finisce in un intricato labirinto alla ricerca dei frutti che Tortimer ci chiede. C'è anche una sorta di "Memory" in cui dobbiamo scavare per disseppellire coppie di oggetti, ed una "Caccia ai Mobili" che ci chiede di esplorare le case sfitte per recuperare una precisa lista di suppellettili. Le varie attività sono raggruppate per coefficiente di difficoltà, e risultano un piacevole diversivo. Senza contare che, iscrivendosi al club Tortimer (per la modica cifra di 60 medaglie), potremo poi sfidare giocatori di tutto il mondo nell'esclusiva modalità online (che esamineremo in sede di review).
L'isola tropicale, insomma, rappresenta una discreta novità nell'economia della serie, ed un'occasione per visitare sempre più spesso la nostra città (stando ovviamente molto attenti a non trascurare gli abitanti, che richiedono costantemente consigli e attenzioni).
Ben presto si scopre che pure le opere pubbliche, inizialmente quasi tutte legate a migliorie estetiche della città, hanno una discreta influenza sul gioco. Potremo ad esempio costruire nuovi edifici nel Viale degli Acquisti, migliorare le attività commerciali e culturali esistenti (volete un'esposizione privata al museo?), e persino aprire un Cafè che potrebbe darci addirittura un lavoro part time.
Dovranno però passare molti giorni prima di veder realizzati tutti questi cambiamenti, e nel frattempo ci congediamo, rimandandovi alla review in cui li analizzeremo più a fondo.
Per il momento New Leaf ci ha stupito per la solidità delle aggiunte, che riescono ad incuriosire anche chi ha già spolpato gli episodi precedenti. Trascinati nuovamente nel gorgo di Animal Crossing, ormai non possiamo fare a meno della nostra visita quotidiana in città e di una capatina nel paradiso tropicale di Tortimer.