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E3 2013

Hands on Arma 3

Un lungo assaggio della guerra del futuro secondo Bohemia Interactive

hands on Arma 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

“In Arma 3 basta un solo proiettile ben piazzato per morire e uccidere. Non è Call Of Duty: è una simulazione estremamente realistica di quello che potrebbe capitarvi se vi arruolaste nell’esercito e vi ritrovaste in un campo di battaglia. Basta un attimo di distrazione e metterete a repentaglio la vostra vita, quella dell’intera squadra e la riuscita della missione.”
La faccia simpatica dello sviluppatore di Bohemia Interactive, che ci accoglie allo stand della sua compagnia sullo show floor dell’E3, ha un che di paradossale. Fondamentalmente ci sta suggerendo che non usciremo vivi dalla demo che ha preparato per noi, ma lo fa con il sorriso stampato di chi sa che ci sta comunque offrendo un’esperienza valida, divertente, stimolante.

La guerra fa paura

Che Arma 3 non sia un FPS qualsiasi lo si capisce immediatamente. La demo è ambientata, similmente alla beta rilasciata diverso tempo fa, su Agiostrati: la più piccola delle isole greche che rappresenteranno la sconfinata ambientazione del nuovo capitolo della saga. Con i suoi 20 km quadrati liberamente calpestabili (un’inezia rispetto ai 270 della sorella Altis) è uno scenario ideale sia per testare sin da subito le qualità del Real Virtuality 4.0, engine proprietario di Bohemia Interactive, sia per capire se i bellissimi scorci mediterranei siano un bel teatro per i violenti scontri a fuoco.
Guidati da un plotone piuttosto nutrito ci sentiamo giovani reclute che tengono in mano per la prima volta un fucile d’assalto. Il nostro tutor ci insegna i comandi base e anche il sistema di controllo non fa altro che confermarci che Arma 3 non è propriamente un gioco per tutti. I comandi, oltre alle azioni standard come sparare, lanciare granate, correre e quant’altro, permettono due ulteriori azioni da cui non potrete prescindere nel corso della campagna in single player e, soprattutto, nelle schermaglie del multiplayer online. La prima è relativa al ricco menù a tendina con cui è possibile impartire ordini agli alleati controllati dalla CPU. Le voci sono tante e non sembra mancare proprio nulla: fuoco di copertura, avanzare, fermarsi, pattugliare e così via. L’altra cosa fondamentale da imparare è muovere alcune parti del corpo al fine di trovare l’angolazione e l’altezza giusta per non sporgersi troppo dalle coperture. In quasi tutti gli FPS moderni è possibile cambiare spalla con cui si imbraccia l’arma di turno, ma in Arma 3 potrete gestire ogni spostamento con incredibile precisione.
Nascondiamo così la nostra codardia con la necessità di prendere confidenza con i controlli e con la volontà di testare questo puntiglioso sistema di coperture. Procediamo poco alla volta lasciando andare avanti i commilitoni, preoccupandoci quantomeno di coprirgli le spalle. E’ una fase di gioco piuttosto tranquilla che ci permette di goderci gli effetti luce generati dal Real Virtuality 4.0. Le ambientazioni non sono mai dense di dettagli, ma è una cosa che si nota a mente fredda. Mouse e tastiera tra le mani ci si lascia incantare dalle texture di terreno e armi, dalla mole poligonale dei pochi edifici che costellano l'ambientazione. Attivando la visuale in terza persona abbiamo anche dato un’occhiata alle animazioni dell’avatar: da sempre un punto dolente della saga. I passi avanti sono evidenti, ma dire che sono all’altezza del resto del comparto grafico sarebbe una bugia bella e buona.
Poco male: ci riaffidiamo alla visuale in soggettiva e proseguiamo nella missione.

Giunti finalmente e quello che sembra un piccolo accampamento, la tensione sale repentinamente alle stelle. I proiettili iniziano a piovere da tutte le parti e la cosa più tragica è che non se ne riesce a indovinare né traiettoria, né si riescono a vedere i nemici. Presi dal panico cerchiamo riparo posizionandoci nel modo migliore. Fortuna vuole che l’I.A. dei nostri alleati sia sufficientemente sviluppata, al contrario di quella dei nemici che, una volta accerchiati, perdono completamente il senno e sbucano fuori dai ripari senza alcuna strategia. Leggermente contrariati per questo lieve calo di realismo, ma rassicurati dallo sviluppatore che nella versione finale del prodotto le cose andranno molto meglio, ci preoccupiamo di impallinarne un paio. Vomitare piombo senza prendere la mira non è solo inutile, ma mette a repentaglio la vita dei compagni. Una breve scarica di mitra, dopo averci pensato almeno un paio di volte, è l’unica soluzione: limita il rinculo ed evita di lasciarvi a secco di proiettili proprio nel momento del bisogno.
Basta un breve raid per conquistare l’avamposto e mettere fine alla demo.
Forse stizzito nel vederci sopravvivere alla missione, lo sviluppatore ha deciso di testarci in altri due livelli.

Il primo era il classico percorso ad ostacoli in cui abbattere le sagome dei soldati impiegando il minor tempo possibile. E’ stata un’occasione ghiotta per accorgerci come le operazioni di ricarica e cambio arma non siano una semplice formalità. Ogni bocca di fuoco necessita qualche secondo per essere estratta e caricata rendendovi per un certo lasso di tempo, che dovrete calcolare attentamente, totalmente inermi. Spingendoci al limite delle nostre abilità abbiamo saggiato tutta la bontà del sistema di controllo, apprezzandone precisione e reattività.
L’ultimo livello ci faceva vestire i silenziosissimi panni di un cecchino che troneggiava una collina. La missione era semplice: guidare e supportare una squadra di terra all’interno di un complesso nemico al fine di recuperare un blindato. Se freddare i nemici dalla distanza ci ha regalato un certo gusto, le soddisfazioni maggiori le abbiamo avute guidando a distanza i commilitoni grazie a precisi ordini impartiti con lo stesso menù a tendina già incontrato nell’altra missione. Sicuramente aiutati da un livello di difficoltà abbassato appositamente per rendere meno impegnativa la demo session, abbiamo raggiunto l’obbiettivo con estrema facilità ed esplodendo solo una manciata di colpi.

Arma 3 Allontanandoci dallo stand di Bohemia Interactive non abbiamo saputo nascondere un sorriso di sincera soddisfazione. Arma 3, come i precedenti capitoli, non sarà un gioco per tutti. Solo chi ama le simulazioni estreme saprà carpirne lo spirito ed appassionarsi a un ritmo particolare, fatto di lunghi appostamenti, brevi avanzate e furiose ma concentratissime sparatorie. Proprie ieri Bohemia Interactive ha rilasciato la beta del gioco: acquistandola vi assicurerete anche la versione finale del prodotto ancora priva di una definitiva data d’uscita. Dopo la prova effettuata all’E3 non possiamo che essere sicuri di una cosa: se avete amato i vecchi Arma, questo terzo capitolo non farà altro che proporsi come l'episodio più completo e realistico di tutti. Se siete fan da lungo tempo o se le tinte arcade di Call Of Duty vi hanno stancato fareste bene ad attendere con impazienza la release del gioco.

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