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Hands on Armored Core 5

Provato a Colonia il titolo che dovrebbe riportare in auge il Mech Fighting

hands on Armored Core 5
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Armored Core è una serie nipponica che ha ottenuto grande successo in passato, soprattutto durante il ciclo vitale della prima e seconda Playstation.
La mancanza di vere innovazioni e il declino generalizzato delle produzioni giapponesi ha però scalfito anche il prestigio della saga robotica di From Software, con il risultato che le vendite sono scese e l’interesse è scemato, con un quarto capitolo per console HD che è passato decisamente in sordina.
La software house nipponica, però, ha deciso di non fermarsi ed è pronta a rinnovare la serie con un quinto episodio, mostrato a porte chiuse al Gamescom di Colonia, che promette numerose novità.

L’importanza dell’operator

Un primo punto di rottura con il passato è la presenza di una nuova figura, chiamata operator.
Si tratta di un passaggio importante poiché l’operator regge sulle proprie spalle molte responsabilità relative al futuro dell’intera serie.
Si tratta di un approccio del tutto nuovo per Armored Core, che in questo modo svela un lato strategico che era solo collaterale nei precedenti episodi.
L’operator, infatti, avrà come compito non quello di entrare in battaglia a bordo di uno dei mezzi presenti nel gioco ma sarà dotato di un’interfaccia completamente nuova, in grado di fornirgli una visione aerea della zona di battaglia, perfetta per pianificare i movimenti delle proprie truppe e dare ordini ai compagni.
E’ nelle partite multiplayer, anche online, che l’importanza dell’operator diventa fondamentale: una squadra è ora composta da cinque differenti unità, quattro delle quali scenderanno in battaglia mentre una, a scelta o a rotazione, si occuperà di pianificare la strategia.
L’analisi della conformazione del terreno, delle unità nemiche in arrivo e dell’equipaggiamento permetterà di prendere delle decisioni tattiche, da comunicare ai compagni a terra non solo tramite la chat vocale ma posizionando dei marcatori sulla mappa che tutti potranno vedere.
In questo modo si andrà a creare uno stretto legame tra l’operator e i suoi compagni impegnati nel conflitto, in quanto l’esito dipenderà tanto dalla strategia di attacco e difesa quanto dalla bravura dei piloti.
L’operator, quindi, permetterà di avvicinarsi ad Armored Core V con un approccio che si distanza notevolmente da quello classico, risultando interessante anche per chi non ha dimestichezza con il gameplay action ma preferisce i titoli strategici in tempo reale, normalmente rari per quanto riguarda il mercato console.

In battaglia

Nella demo provata la forza d’attacco è stata suddivisa in due squadre e l’operator ha costantemente dato il suo supporto dall’alto, inserendo waypoint visivi sulla mappa in modo da indirizzare le truppe verso due percorsi differenti, uno dei quali costeggiava un fiume e l’altro si sviluppava in un tunnel sotterraneo, entrambi dei quali sfociavano al confine con la base nemica da espugnare.
Il dualismo tra la l’uso della chat vocale e l’inserimento di segnali visivi direttamente sull’hud dei compagni è fonte di grande coinvolgimento e concorre nel tentativo di coordinarsi al meglio, per massimizzare le opportunità di successo.
In quest’ottica la difficoltà di Armored Core V è aumentata, in modo da limitare l’approccio frontale ad armi spianate in favore di manovre più ragionate, atte a colpire il nemico alle spalle o ad organizzare imboscate grazie all’uso di alcuni componenti del gruppo come esche per il nemico.
La sezione meramente action del gioco, invece, è molto simile a quelle a cui gli appassionati sono abituati: la visuale in terza persona fornisce un ampio angolo di visivo sul campo di battaglia e il gameplay si articola in due modalità differenti, in base alla distanza del nemico, con attacchi da lontano sfruttando armi pensanti quali missili e lanciagranate, oppure con da vicino, con mitragliatori e, in caso di contatto corpo a corpo, con pugni idraulici e affini.
Tecnicamente il gioco si presenta in modo dignitoso, con il solito, ottimo, design dei mezzi accoppiato ad uno stile sporco e ruvido, in perfetta armonia con l’ambientazione militare.
E’ il feedback delle armi a non convincere, in quanto non riesce mai a fornire una conferma visiva sul fatto che i propri colpi siano davvero andati a segno, indipendentemente dalla distanza del bersaglio.

Protezione del territorio

Missioni a parte Armored Core V svela anche un altro lato inedito, completamente strategico, che affonda le proprie radici nell’online.
La trama prevede l’invasione del territorio giapponese da parte di una forza nemica e lo scopo è quello di riuscire a conquistare progressivamente più quadranti di mappa possibili, passando quindi alla difesa per mantenerli stabilmente dalla propria parte.
Per far ciò ogni territorio conquistato va personalizzato, spendendo i soldi guadagnati in battaglia per acquistare sistemi di difesa automatizzati da collocare a piacimento.
Una visione dall’alto simile a quella disponibile in battaglia per l’operator permette di esaminare la conformazione del terreno, andando a collocare torrette, sistemi di allarme, trappole e altre tipologie di strumenti di difesa, ognuno con una gittata e un angolo di visione visualizzato come un cono colorato.
In questo modo lo studio dell’ambiente e il posizionamento dei vari strumenti diventa di vitale importanza, in quanto serviranno a difendere il territorio nel caso in cui un nemico online decida di invaderlo: se in quel momento si è presenti si potrà decidere di scendere in battaglia in prima persona, anche con la propria squadra di amici; se invece non si è presenti online i sistemi di difesa si attiveranno automaticamente, cercando di rallentare ed eventualmente bloccare il tentativo di conquista nemico.
In entrambi i casi, comunque, il territorio non verrà perso automaticamente in quanto è presente una sorta di barra di energia. Se esaurita il proprietario dovrà svolgere alcune missioni nella modalità conquest, in modo da far rivitalizzare la sezione attaccata. Solo se si fallirà il territorio sarà perduto e cadrà in mano nemica.
La pianificazione si rivela quindi come una sorta di tower defence, nel quale scegliere tra circa settanta differenti strutture, in modo da garantire una buona varietà di approccio.
A supporto di chi gioca in difesa è stato previsto un sistema di avvisi automatico, in modo da poter allertare il giocatore in caso di attacco; sono inoltre allo studio delle modalità di avvertimento esterne al gioco, in Giappone basate su email e SMS, in modo da rendere l’esperienza più pervasiva e appassionante.

Armored Core 5 From Software è una delle poche software house nipponiche capace di mettersi continuamente in gioco e con il coraggio di proporre esperienze online particolari e fuori dagli schemi, come dimostrato con Demon’s Souls e il suo sistema di invasione dei mondi di gioco altrui e i cicli della world tendency. Grazie a questo coraggio Armored Core V potrebbe rialzare la testa, uscendo da un immobilismo della serie che dura ormai da una decade, e riuscendo a coinvolgere non solo i vecchi fan ma anche un’utenza tutta nuova, avvezza al genere o appassionata di strategia in tempo reale.

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