Hands on Assassin's Creed 2

Tre ore in compagnia dell'assassino, per un Playtest dei primi momenti di gioco

hands on Assassin's Creed 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPhone
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo tre ore passate in compagnia di Assassin's Creed II, nella splendida cornice di una villa quattrocentesca attorniata dalla campagna fiorentina, l'attesa spasmodica per il titolo Ubisoft non può che farsi ancora più difficile da sopportare. Le apparizioni dell'assassino alla varie fiere vidoludiche ci avevano già stuzzicato, mettendoci di fronte alla riproduzione perfetta di Firenze e Venezia, e incuriosendoci con le promesse di una varietà decisamente maggiore rispetto a quella del primo episodio. Ma dopo una prova diretta, eseguita grazie alla collaborazione ed alla gentilezza di Ubisoft, siamo certi che il secondo episodio sarà davvero un titolo in qualche maniera epocale.

Del doman non v'è certezza

Fra i pregi innegabili del vecchio capitolo, il comparto narrativo e la sceneggiatura erano i più evidenti. Assassin's Creed era un titolo che dimostrava coraggio, principalmente per quella sua strana mescolanza fra passato e presente, che risultava in una sorta di thriller postmoderno capace di solleticare le simpatie dei più attenti alla qualità del plot. Il sequel non si smentisce, garantendo altrettanta attenzione alla trama ed alla sua struttura. Le vicende di Assassin's Creed II cominciano proprio dove si era interrotto il primo capitolo, con Desmond ancora intrappolato nel misterioso laboratorio dei Templari (non legga oltre chi non vuole conoscere neppure i primi vagiti della trama). Grazie all'insperato aiuto di Lucy (digitalizzazione perfetta della bellissima Kristen Bell), il protagonista riesce a fuggire, ed è condotto dalla sua compagna al quartier generale della sua setta dimenticata. Nell'ombra, gli ultimi eredi della tradizione degli Assassini cercano di ostacolare i piani di dominazione della fazione avversa, e Desmond è l'unico che può aiutarli, recuperando la sua “memoria genetica”, sopita dallo scorrere delle generazioni. Connesso all'Animus 2.0, evoluzione del congegno già conosciuto dai fan del primo episodio, stavolta Desmond sarà “sincronizzato” con Ezio Auditore da Firenze, secondogenito di una nobile casata.
Nei panni di Ezio si vive dunque una “seconda introduzione”, che ci proietta direttamente nel mondo di gioco, e funge da tutorial esteso per comprendere meglio le meccaniche di base. La qualità della narrazione colpisce fin da subito. La storia di Ezio comincia proprio con la sua nascita, mentre il giocatore assiste ad parto travagliato che risveglia emozioni non banali.
Più avanti, un discreto salto temporale ci fa vivere la spensierata adolescenza del protagonista, testardo e caparbio, attaccabrighe e donnaiolo. Non scendiamo in particolari più precisi per non rovinare il gusto della scoperta una volta che il titolo sarà sugli scaffali. Basti sapere che la lunga sequenza introduttiva riesce a stimolare una discreta empatia con il personaggio. Le “quest” iniziali hanno il compito di presentare Ezio e la città, i personaggi di spicco e le motivazioni del nuovo assassino. La brusca fine dell'età dell'innocenza è segnata da un tradimento tremendo, che porta direttamente sul patibolo il padre e i due fratelli di Ezio. Impossibilitato a salvarli, costretto alla fuga, il suo diventa così un viaggio per ottenere vendetta. Le giornate leggere ed eteree, fatte di gare sui tetti e scazzottate con i membri della famiglia rivale, di scappatelle e baruffe per difendere l'onore della sorella, lasciano il posto alla cupa consapevolezza di non poter più riabbracciare i propri cari. La stessa Firenze, bellissima ed eterna, si tinge di grigio, ed il ricordo della scalata al torrione di Palazzo della Signoria, che ha portato all'ultimo incontro con il padre, diventa simbolo dell'ombra scura che alberga ormai nell'anima di Ezio.
Come si evolverà la trama, quali saranno i contatti di Ezio ed i suoi viaggi, non ci è ancora stato rivelato. Di sicuro sappiamo che la storia attraverserà ben 30 anni della vita del protagonista, conducendolo sulla soglia della vecchiaia. La qualità narrativa è assicurata non solo da scelte di regia particolarmente azzeccate, ma anche da una sceneggiatura sempre brillante, punteggiata da battute amare e scherzosa nei momenti più leggeri. Il doppiaggio in italiano, di eccelsa fattura, non si fa scrupolo di sottolineare inflessioni dialettali e colorite espressioni gergali, e contribuisce in maniera determinante alla creazione di quello che appare un impianto narrativo solido quanto mai.

Addio Monotonia

Chi teme che Assassin's Creed II possa soffrire per gli stessi difetti strutturali del predecessore (su tutti una ripetitività in certi casi desolante) può stare decisamente tranquillo. La varietà della proposta ludica del titolo è aumentata in maniera esponenziale, tanto da risultare sorprendente anche per chi non nutriva rosee aspettative. Anzitutto, è vero che le side quest sono adesso più ricche e diversificate, ma quello che conta è che finalmente gli incarichi “secondari” sono totalmente slegati dalla trama principale. Sulla mappa di gioco i simboli che indicano gli assegnamenti importanti, quelli indispensabili per procedere nella trama, sono visibili e ben distinti dall'innumerevole mole di missioni contingenti. La progressione non soffre più a causa dei numerosi “tempi morti”, dato che ogni sezione è introdotta da sequenze d'intermezzo, ed ha una sua finalità specifica, che va ben oltre il recupero di informazioni sulla prossima vittima. Il “free roaming” di Assassin's Creed II è dunque molto più inquadrato, felicemente direzionato dall'inventiva dei game designer e degli sceneggiatori. Senza però privare di innumerevoli incarichi chiunque voglia continuare ad esplorare le varie città del gioco anche dopo il completamento della main quest.
Un'altra considerazione: la varietà delle sessioni di gioco pare assicurata non solo dalle rinnovate possibilità di Ezio, che può adesso visitare i medicastri per comprare fiale di veleno, o assoldare tre diversi tipi di mercenari (gruppi di ladri o di guardie armate), ma anche dall'estro degli sviluppatori, che hanno ben pensato di infarcire l'avventura dell'assassino con sezioni di gioco non propriamente “ortodosse”. Corse a bordo delle carrozze e voli notturni sulla macchina di Leonardo sono esempi calzanti, che i giocatori più attenti già conosceranno. Si tratta di piccoli intermezzi molto lineari, ma decisamente opportuni per vivacizzare il ritmo di gioco e scacciare definitivamente il fantasma della ripetitività. Ancora, le sezioni sotterranee nelle varie catacombe (saranno 10 in tutto, più quelle bonus presenti nelle edizioni limitate), dallo stile non dissimile a quello di Prince of Persia (ma con l'immediatezza motoria caratteristica di Assassin's Creed), sono accolte con discreto entusiasmo, sia perchè rappresentano scenografie di indubbio valore ed efficacia, sia perchè i loro puzzle ambientali e la loro estensione claustrofobica sono qualcosa di davvero diverso rispetto alle scorribande sui tetti di Venezia e Firenze.
Insomma, il team responsabile di Assassin's Creed II ha ascoltato tutte le lamentele e le critiche dei fan, ed ha posto rimedio ai difetti di gioventù del primo episodio in maniera elegante e raffinata, riuscendo a produrre un titolo davvero stupefacente e superlativo, in fatto di quantità. Nelle tre ore di playtest effettuato, non abbiamo mai giocato una missione uguale all'altra. Ed è stata questa una delle più grosse sorprese del prodotto Ubisoft.

La villa di Ezio ed il sistema Economico

Questa nostra prova estesa ci ha riservato altri incredibili colpi di scena. Fra le location visitate da Ezio, ne compare una che mai prima d'ora era stata mostrata. Si tratta di Moteriggioni, un piccolo paesino nella provincia di Siena. Ezio arriva in questo borgo e scopre d'aver ereditato da suo Zio una enorme villa, che sovrasta il povero insediamento grigio di contadini e braccianti.
Ben presto, la Villa di Monteriggiosi si troverà ad assumere un'importanza strategica per l'assassino. Qui potrà nascondere in sicurezza sua madre e sua sorella, e amministrare tutte le proprie finanze. A tutti gli effetti, la villa diventerà una sorta di quartier generale. A livello ludico, si trasformerà in un immenso Hud, in cui sarà tenuta traccia di tutti i progressi di gioco. Nella stanza segreta di Ezio, ad esempio, si troveranno tutti i ritratti delle sue vittime importanti, mentre nell'armeria verranno accumulate tutte le armi e le armature acquistate. L'introduzione di un sistema economico -difatti- ha fatto il paio con l'arrivo dei mercanti, che ci forniranno spade, martelli, corpetti e schinieri. Acquistando armature e protezioni via via più preziose si aumenterà gradualmente il livello di protezione. Ogni armatura sarà però sottoposta ad usura, e sarà meglio farla riparare dagli armaioli.
In città campeggiano anche le bancarelle dei sarti, che permetteranno di cambiare colore alle vesti di Ezio: una scelta coraggiosa, dato che giocare con il look di un personaggio così carismatico potrebbe essere rischioso, ma che paga, dato che la selezione cromatica disponibile risulta piacevole e non troppo sgargiante.
Anche i mercanti d'arte sono disponibili in città, e da loro si possono recuperare veri e propri tesori, fra cui compare la Primavera di Botticelli ed altri celebri dipinti conservati oggi nei musei di mezzo mondo. Investendo nelle tele preziose si comporrà, all'interno della villa, una galleria niente male, che andrà ad incrementare il valore del proprio possedimento, in grado di generare denaro in quantità proporzionale agli investimenti. La villa di Ezio è insomma una discreta e moderata riproposizione di quello che in Fable II è il sistema di possesso immobiliare. Riesce nell'intento di stimolare la progressione ed il completamento, organizzando un sistema di “ricompense” che sia davvero tangibile. Altri esempi: all'interno delle varie città Ezio potrà recuperare 100 piume nere, le stesse che il suo fratellino riteneva così preziose, prima della morte. Depositandole in un portagioie in camera della madre potrà alleviare le sue sofferenze, tenendo vivo il ricordo del figlio defunto. Poco a poco, allora, la madre uscirà dal silenzio profondo in cui la tragedia l'ha costretta, instaurando un rapporto migliore con Ezio.
E ancora oltre: parlando, al piano terra, con l'ingegnere ufficiale del borgo, Ezio potrà investire nella ristrutturazione della città. Potrà così far rifiorire l'economia, costruendo varie attività commerciali o aprendo zone del paese cadute in rovina. Ristrutturare la miniera, il bordello, la chiesa, garantirà l'accesso ad alcune zone segrete, tutte da esplorare, ognuna delle quali conterrà un piccolo tesoro. Finanziare i negozi della città li farà sviluppare anche in verticale, e le costruzioni garantiranno così ad Ezio la possibilità di arrivare sui tetti, per esplorare Monteriggioni nella sua interezza. Gli interventi del protagonista trasformeranno letteralmente il paese, in un borgo fiorente e solare, e curato nei minimi dettagli (la pulizia delle strade, la disposizione di piante ornamentali). Si ha la sensazione di compiere azioni davvero remunerative, piene di significato, e l'introduzione della villa, perfettamente integrata con il nuovo sistema economico, è una delle più significative, in grado di cambiare volto all'intera esperienza di gioco.

Visita Guidata alle meraviglie del rinascimento

Dal punto di vista tecnico, Assassin's Creed II è una gioia per gli occhi. A colpire non è tanto il Polygon Count, quantitativamente inferiore rispetto a quello di altre produzioni “rivali” (ci viene da pensare ad Uncharted 2, che raggiunge vette qualitative assolute), quanto la bellezza scenica degli scorci che si possono ammirare.
La riproduzione di Firenze è placidamente perfetta: sin dai primi istanti in cui l'occhio si posa sulla digitalizzazione di Ponte Vecchio, si capisce che la cura riposta nella costruzione cittadina è senza paragoni. Il campanile di Giotto, piazza della Signoria e il Duomo, il rosone centrale di Santa Maria Novella sono i punti cardinali indispensabili per orientarsi in quello che è un ambiente davvero sublime, magico. E infinitamente ricco di spunti, fra i tetti che si sollevano, asimmetrici, e costringono ad un notevole esercizio acrobatico, e le mille schede collegate ad ogni monumento, chiesa o piazza. Basta infatti un click sul tasto start per aprire dossier dettagliatissimi sulla storia di questo o quel palazzo, o sulle vicende legate a particolari casate nobiliari. Ed è come se si assistesse ad un piccola visita guidata della realtà rinascimentale Italiana.
Firenze non è infatti l'unica ambientazione. Venezia è pregna di una bellezza allucinante, incredibile, mentre le guglie delle sue cattedrali si riflettono sull'acqua dei canali (che è possibile solcare a bordo di una gondola). Ma i paesi da visitare sono molti. Alcuni immersi nella campagna romagnola, altri ai confini della provincia fiorentina. Forlì, ad esempio, sarà presente nella versione finale, mentre un viaggio a San Gimignano, la celebre città delle “Sette Torri”, rivela nuove, inattese emozioni. Intorno al borgo medievale, infatti, si estende a perdita d'occhio una campagna fatta di colline ridenti e filari di viti. Tutto è liberamente esplorabile, a piedi o a cavallo, ed ogni metro quadrato da attraversare svela una sorpresa. La distinzione fra le varie città è visibile ad un primo sguardo, giocata tutta sui colori primari. Le tegole rosse di Firenze lasciano spazio a quelle avvolte dalle mucillagini verdastre di San Gimignano, che assieme alle costruzioni di tufo regalano alla piccola cittadina un colpo d'occhio meno “roboante”, pacato, ammorbidito dal giallo ocra dei mattoni. Venezia offre invece una planimetria più intricata e complessa, ed il bianco delle superfici marmoree risplende giorno e notte.
Nel corso della presentazione veniamo informati su quali siano state le metodologie di lavoro del team, costretto a viaggiare da Roma a Venezia nell'arco di due settimane, affiancato da un'esperta di Storia Rinascimentale. Il numero di fotografie scattate nel corso di questa rapida gita è vertiginoso, ed i soggetti sono stati più vari: maniglie, piastrelle decorate, mattonelle. Il tutto al fine di ricreare texture adeguate a rappresentare la realtà dell'epoca, immortalata infatti in un “quadro digitale” di rara bellezza. Proprio per questa sua “pienezza di significato”, per questo suo sapersi intrecciare con la storia, a livello visivo e narrativo, Assassin's Creed II appare un prodotto esemplare. A parte l'originalità assoluta dell'ambientazione, la capacità di sfruttare personaggi noti in una delicatissima rivisitazione postmoderna del rinascimento italiano è da lodare infinitamente.
Per il resto, come si è già detto, alcuni difetti marginali si intravedono nei “fermo immagine”, come un leggero aliasing o la povertà poligonale di qualche elemento di contorno. Il tutto è ampiamente mitigato dall'ottimo lavoro eseguito sul comparto animazioni, che rende ogni scontro ed ogni scalata fluidi e spettacolari. Il morphing facciale assicura una discreta espressività ai volti e, di conseguenza, una buona qualità alle Cut-Scene.
Il lavoro sui costumi è più che buono: la nobiltà di toga e la povera gente veste adeguatamente, ed il ricchissimo quadro popolare allestito dal team di sviluppo è credibile ed immersivo. Qualche esagerazione si può concedere, per i costumi delle guardie o quelli dei protagonisti, che del resto fanno bene a risaltare su tutti gli altri.

Assassin's Creed 2 Assassin's Creed II è una produzione di proporzioni esagerate. Ubisoft prosegue nella sua originalissima ricerca di contesti inediti e affascinanti, tirando fuori dal cilindro una riproduzione digitale del rinascimento italiano e delle sue città che appare già indimenticabile. Usando con sapienza i metodi narrativi di quella letteratura che mescola il revisionismo storico alla tensione del thriller, Assassin's Creed II affascina e colpisce. Ma non solo: preso atto dei limiti innegabili della sua vecchia forma, il nuovo capitolo si libera dall'ombra della monotonia, proponendo una main quest varia e spettacolare, incarichi ben diversificati e numerosi spunti per assicurare una progressione sempre dinamica. Il profilo della Villa di Monteriggioni, enorme casolare che registra tutti i progressi di Ezio e diventa essa stessa un'ambientazione ricca e totalmente esplorabile, scintilla sulla nuova alba dell'action game. Assassin's Creed II sarà un videogioco che cambierà le cose, ed aprirà la strada ad un nuovo modo di pensare il nostro “medium”. Un titolo che pare in grado di spingersi ben oltre le più rosee aspettative; un piccola, grande rivoluzione.