Hands on Assassin's Creed 3 Liberation

Provata la prima mezz'ora di gioco e i travestimenti della letale Aveline

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  • PSVita
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sin dal suo esordio, la serie Assassin's Creed ha avuto un'accoglienza talmente positiva da parte del pubblico, da ottenere l'approvazione di Ubisoft per la realizzazione di capitoli appositamente studiati per le console portatili e il mobile. Già nel 2008, a solo un anno di distanza dall'uscita del capitolo originario, il publisher francese esce con un capitolo spin off per telefoni cellulari e per la portatile di casa Nintendo: Assassin's Creed: Altair's Chronicle. Il 2009 invece è l'anno di Bloodlines, rilasciato in esclusiva per PlayStation Portable, in concomitanza con l'uscita del secondo capitolo su home console. Naturalmente Nintendo DS non poteva restare senza un sequel, così Griptonite Games realizza Discovery, un nuovo episodio anche per la piccola console a doppio schermo. Ma non è tutto, perché con la diffusione su scala globale di iOS e di device Apple, non potevano mancare degli spin off. I giochi handheld della serie Assassin's Creed hanno sempre dato sfoggio di un gameplay ben studiato e divertente, con una grafica sempre al passo coi tempi, ma una discreta rilevanza all'interno del continuum narrativo delle vicende di Desmond e della guerra tra Abstergo e l'ordine degli Assassini. Ora le carte in tavola stanno per essere cambiate, grazie ad un capitolo per console portatile che sembra avere davvero poco o nulla da invidiare alla serie classica: Assassin's Creed: Liberation, per PlayStation Vita.

UNA DONNA PER LA LIBERTÀ

Come nel caso del fratello maggiore Assassin's Creed III, anche la protagonista di Liberation ha discendenza multietnica, simbolica di un paese che fonda le proprie radici sulla fusione di culture e popoli diversi, tra colonizzazione e schiavitù. L'ideale della "libertà" è il perno attorno il quale ruotano i prossimi due giochi di Ubisoft del famoso franchise: un concetto, quello della libertà appunto, che è già presente nel motto francese "liberté, egalité, fraternité" dei francesi colonizzatori di New Orleans, e che non a caso compare anche nel titolo di questo capitolo di Assassin's Creed. Aveline, così si chiama la novella assassina introdotta con questo nuovo gioco, metà francese e metà africana, la cui vita nella nuova società americana è tutto fuorché facile.
Abbiamo potuto impugnare PS Vita per una buona mezzora, provando il gioco nelle sue feature principali, escluse un paio di cose che Ubisoft preferisce serbare per l'uscita ufficiale del gioco. La demo è partita con l'eroina nei pressi di una palude poco fuori la città. In questo frangente abbiamo inseguito un ufficiale dell'esercito per un'azione tipica della serie, che ci ha immediatamente riportato alla memoria le innumerevoli avventure passate con Ezio Auditore. Solo qualche attimo per prendere confindenza con la reattività delle levette e con i nuovi controlli, e siamo perfettamente immersi nell'esperienza videoludica. I controlli sono davvero perfetti, con un layout dei comandi e un feeling praticamente identici a quelli che potremmo avere con il DualShock di PlayStation 3; nonostante l'assenza del secondo grilletto, il titolo non si fa mancare nulla e anzi, i controlli touch rendono davvero semplici alcune manovre altrimenti più complesse e macchinose.

"I controlli sono davvero perfetti, con un layout dei comandi e un feeling identici alla versione per home console."

Subito dopo il nostro inseguimento siamo andati in città, giocando una breve sequenza che vedeva Aveline a comando di un carro, in una fuga precipitosa dalle forze dell'ordine cittadine. Con lo stick analogico sinistro muoviamo il carro, che procede a tutta forza nelle piccole strade di New Orleans, e premendo sullo schermo facciamo rallentare i cavalli per imboccare le strette curve a gomito onde evitare di schiantarci contro edifici o le casse sparse lungo tutto il percorso.
Anche le sequenze stealth sono molto ben realizzate: grazie ad un sistema che sfrutta lo schermo touch della PS Vita, possiamo rallentare il tempo con la pressione di un pulsante e tappare su schermo i vari nemici che vogliamo uccidere - sia in mischia che a distanza - per dare il via ad una chain sequence animata di grande impatto grafico. Ovviamente questo toglie molto del gusto al normale gameplay e alle uccisioni così come le ricordiamo, tuttavia risulta un ottimo diversivo al classico combattimento, quando preferiamo un approccio più rapido per partite più veloci.
La miglior mossa di Ubisoft Sofia è stata quella di riuscire a creare un'esperienza Assassin's Creed perfetta per una console da tasca, adatta ad essere giocata a spizzichi e bocconi, tra una pausa pranzo o un viaggio in autobus. Le cutscene svelano dei personaggi molto carismatici, impegnati in scene di dialogo o d'azione esattamente uguali a quelle cui siamo abituati.
Una delle novità introdotte in AC: Liberation sono i travestimenti. La nostra Aveline può vestire i panni di tre diversi personaggi: l'assassina, la schiava e la signora. Il primo costume penso che non abbia bisogno di ulteriori presentazioni: l'abito ricalca perfettamente il disegno che da sempre caratterizza la vestizione della setta degli assassini, eccezion fatta per il cappello tricorno tipico del XVIII secolo. La paladina indossa un'armatura leggera realizzata in stoffa e cuoio, con i soliti avambracci e schinieri a protezione degli arti. Quando Aveline indossa queste vesti, possiamo combattere con qualunque tipo di arma e con la stessa grinta e performance del possente Connor.

La schiava invece si mostra in abiti molto poveri, realizzati per lo più con stracci e ritagli di altri vestiti: in questo caso la testa è cinta da un turbante colorato e non ci sono particolari protezioni pensate per il combattimento. Il personaggio è adatto per missioni d'infiltrazione o per passare inosservati in città, ma può comunque adoperarsi in combattimento, grazie alla sempre fedele lama celata e a qualche trucchetto da assassino. La signora è invece pensata esclusivamente per missioni di spionaggio o diplomatiche, visto che non ha modo di impegnarsi in combattimento. Purtroppo non abbiamo avuto occasione di provare con mano questa terza ed ultima variante interpretativa. Per cambiare il costume ci sono delle porte sparse per la mappa, la cui interazione ci da possibilità di cambiarci d'abito e acquisire quindi una nuova personalità. Come nel capitolo per home console, è possibile acquistare nuove colorazioni per i vari costumi, in modo da poter personalizzare a proprio gusto e piacimento il personaggio in gioco.
Ma non è tutto, perché ogni travestimento ha naturalmente un proprio grado di ricercatezza, quindi la nostra protagonista dovrà strappare manifesti da muri incrostati o pagare mazzette per ogni singolo personaggio del suo repertorio. Avere la fedina pulita non è mai stato così difficile.
Abbiamo avuto l'incredibile fortuna di poter mettere le mani sulla versione localizzata del gioco, che ci ha dato prova di un doppiaggio davvero eccezionale, con delle voci perfettamente adatte ai ruoli ricoperti.

NUOVA ORLEANS

Tecnicamente parlando, siamo rimasti seriamente impressionati da quanto visto in questa nostra prima prova del gioco. L'engine utilizzato per lo sviluppo di questa versione handheld - lo stesso Anvil utilizzato anche per le versioni home console, opportunamente modificato e alleggerito - ci racconta gli eventi di New Orleans con un dettaglio grafico davvero eccezionale, complici dei modelli davvero ben caratterizzati e delle animazioni che nulla invidiano ad un gioco della serie regolare di Assassin's Creed. Purtroppo non possiamo dire lo stesso del framerate, che si è dimostrato un po' sottotono, fluido solo nelle situazioni meno congestionate. Le strade di New Orleans sono davvero piene di vita e ricche di dettagli, con passanti e persone che vanno e vengono, esclamando quando la nostra eroina della rivoluzione si arrampica su un edificio o corre tra la folla. Le situazioni proposte dal gioco sono davvero identiche a quelle provate nella demo di Assassin's Creed III per PlayStation 3, ma girano incredibilmente anche su una console portatile, riportando l'esperienza agli utenti che preferiscono giocare fuori dalle mura domenstiche.

L'antialiasing è implementato solo parzialmente: il processore Cortex-A9 quad core unito alla GPU PowerVR SGX serie 5 di cui è dotata PSVITA, ha pieno supporto a diverse tipologie di filtri AA, a patto che l'engine e la software house supportino la tecnologia stessa. Nel caso di Liberation, assistiamo a degli ambienti tanto ricchi e complessi, che probabilmente l'hardware lavora già a pieno carico per muovere il solo ambiente di gioco. Nonostante l'incredibile realismo offerto dal titolo, abbiamo la seria impressione che AC Liberation - nella sua versione dimostrativa - non riesca a raggiungere i livelli tecnici del titolo d'esordio Uncharted: the Golden Abyss, tuttora il metro di paragone assoluto per quanto riguarda i titoli Playstation Vita, ma ci va sicuramente molto vicino.

Assassin's Creed 3 Liberation Ormai manca poco più di un mese all'uscita di Assassin's Creed: Liberation che, ricordiamo a tutti, sarà sugli scaffali dei negozi e sullo store digitale di PlayStation il 30 di Ottobre, in uscita contemporanea al terzo, attesissimo, episodio della serie regolare. Nella speranza di un'ottimizzazione del framerate, unico piccolo neo di una produzione altrimenti perfetta sotto il profilo tecnico, rispolveriamo qualche vecchio libro di storia per studiarci un po' la storia del nuovo continente, nella speranza di goderci al meglio la nuova ambientazione fantastorica di Ubisoft.

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