Hands on Batman: Arkham Asylum

Provata con mano l'interpretazione Eidos del Cavaliere Oscuro Next Gen

hands on Batman: Arkham Asylum
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Tra il mondo dei videogiochi e quello dei Comics, in particolare nella loro veste a stelle e strisce, c’è, specialmente negli ultimi anni, e grazie anche all’imponente apporto dell’industria cinematografica, un’intesa non indifferente.
Ogni fascia del settore ludico ha infatti interesse nel realizzare un videogame ispirato alle eroiche gesta di un super-eroe.
Gli sviluppatori, in primis, possono sbizzarrirsi inserendo una caterva d’opportunità legate ai poteri o alle capacità dell’eroe; i fan non vedono l’ora di scatenare tutta la potenza dei loro beniamini sul primo malvivente che capita (pad alla mano, naturalmente) e i producer sanno perfettamente l’appetibilità di tali produzioni sul mercato di oggi.
Spesso però, pur senza decretare fallimenti commerciali, titoli di questo genere si rivelano al di sotto delle aspettative, vuoi per un budget non troppo elevato riservato ai tie-in, vuoi per una realizzazione ed una dedizione non sempre accurata.
Non è questo il caso di Batman che, anche tornando indietro negli anni (ai tempi del SNES, in particolare) ha sempre goduto di trasposizioni decenti, almeno per quel che riguarda le maggiori home console.
Per mantenere questo trend, Eidos, produttrice e distributrice del mitico Tomb Raider, si è affidata a Rocksteady Studios, già responsabile di Urban Chaos: Riot Response, datato 2006.
I ragazzi londinesi si sono messi all’opera ed hanno avviato un progetto ambizioso, slegato dalle pellicole cinematografiche ed anche, in un certo senso, da quelle dei più famosi -e longevi- Comic Book americani.
Batman: Arkham Asylum (questo il titolo dell’opera), infatti, non ripercorrerà per filo e per segno una delle varie saghe proposte nella vasta collezione DC Comics ma, bensì, vi attingerà -rimanendogli fedele- per proporre una storia totalmente nuova.
All’E3 appena conclusasi Everyeye ha avuto l’occasione di provarne con mano, per la prima volta, la sezione introduttiva, in trepidante attesa del debutto europeo, previsto per il 18 Settembre 2009 per Sony Playstation 3, Microsoft Xbox 360 e PC.

Un incubo per il Cavaliere Oscuro

A differenza di molte delle produzioni odierne, che mantengono “sospesa” la trama per diverse ore prima di rivelarne gli intrecci, in Arkham Asylum il plot decolla già nei primi cinque minuti; giusto il tempo per introdurre alcuni tra i personaggi principali tramite un’intensa (a livello emotivo) introduzione.
Batman, a bordo dell’immancabile ed iper-tecnologica Bat-Mobile, sta recapitando il più prezioso dei pacchi ad Arkham, la prigione di massima sicurezza alle porte di Gotham City: si tratta nientemeno che del Joker, intento, già durante il trasporto, alla sua classica azione provocatoria.
Giunti al carcere s’iniziano ad intravedere i primi co-protagonisti dell’avventura: il Cavaliere Oscuro espone infatti tutte le sue perplessità riguardo alla celere cattura dell’arcinemico al commissario Gordon, uno tra i più celebri “comprimari” dell’opera di Bob Kane e Bill Finger.
Passano solo pochi secondi e il Joker, preso in custodia da un manipolo di guardie (il giustiziere viene naturalmente sconsigliato nell’accompagnare il prigioniero sin nel cuore di Arkham), si libera con un’azione degna della sua fama, avverando ed aggravando tutti i timori di Batman.
Il penitenziario è stato trasformato, dal clown e dalla sua combriccola, in una gigantesca trappola per l’uomo pipistrello, costretto all’inseguimento fin nei meandri della roccaforte per riportare l’ordine e liberare gli illustri prigionieri degli evasi.
Nel corso dell’avventura verremo in contatto con ben 42 personaggi, suddivisi tra collaboratori ed avversari dell’eroe mascherato.
Tanto per darvi un piccolo assaggio di quel che vi aspetta possiamo dire che tra i malvagi troviamo, oltre al Joker, la sua assistente Harley Quinn, Poison Ivy, Zasz, Killer Croc e Bane; tra gli amici, invece, Gordon, Oracle e molti, molti altri.
Da quel che abbiamo potuto fino ad oggi osservare traspare una caratterizzazione davvero molto curata che parte da una precipua modellazione poligonale (di cui parleremo più approfonditamente in seguito) e si conclude nella recitazione digitale allo stato dell’arte.
Il team ha assicurato di aver investito ogni risorsa possibile per rendere Arkham Asylum, prima che un semplice videogioco, una vera e propria esperienza, nella quale sentirsi a contatto con personaggi “vivi” ed emozioni vere.
Nulla pare esser stato lasciato al caso, tanto da decidere di chiamare Paul Dini per la supervisione del plot.
Dini è uno dei responsabili della realizzazione della serie animata di Batman, di Justice League Ultimate e di molte altre serie targate Warner Bros e DC; oltretutto, ultimamente, è stato coinvolto nella scrittura dei copioni della famosissima serie Lost.
Prima di passare oltre intendiamo precisare che l’avventura si svolgerà totalmente all’interno della prigione di Arkham.

Le sfide di Arkham

Oltre alla modalità principale Batman: Arkham Asylum presenterà una serie di sfide, denominate “Battaglie”, nelle quali cimentarsi per affinare le proprie abilità in combattimento, guadagnare esperienza extra e sbloccare alcuni contenuti extra.
La sottosezione si presenterà come una serie di livelli (stanze, in pratica) all’interno delle quali dovremo affrontare un sempre maggior numero di nemici, cercando, per quanto possibile, di tener vivo il combo counter.
La versione PS3, in questa particolare modalità d gioco, riserverà un succulento extra: la possibilità di utilizzare il Joker, dotato di un set di mosse e gadget del tutto unico.

Segui il flusso

Batman: Arkham Asylum è, in tutto e per tutto, un action game al quale è stata aggiunta una corposa componente stealth, bramata oramai da qualsiasi produzione, ed una ridotta -ma efficace- componente esplorativa.
Il fulcro dell’azione, semplicemente contornata da alcune fasi “di spostamento” durante le quali i più ligi ai trofei (o agli achievements) potranno sbizzarrirsi alla ricerca di qualche segreto, sarà dunque il combattimento corpo a corpo, tipico della saga di Batman.
Capire il funzionamento del nuovo ed interessantissimo combat system messo a punto da Rocksteady Studios è molto più semplice di quanto non sembri, e passa dalla comprensione del nome ad esso attribuito: Freeflow Combat.
La traduzione letterale “Flusso libero” è, nel nostro caso, quanto mai azzeccata: il nostro eroe, partendo da otto attacchi basilari (inquadrabili in calcio, pugno, testata, presa e così via), potrà concatenare liberamente una serie pressochè infinita di combinazioni, il tutto premendo un solo tasto.
La chiave di tutto, come facilmente intuibile, sarà il tempismo con il quale legheremo tra loro i colpi.
Iniziata una combo -poniamo- con una serie di pugni, potremo, ad esempio, proseguire calciando l’avversario alle nostre spalle (mantenendo il ritmo dei colpi e premendo lo stick sinistro verso il malcapitato) e concludere balzando addosso ad un terzo malvivente, ancor più lontano.
La distanza, viste le capacità atletiche del pipistrello, non conterà molto nel computo realizzativo delle combo; l’unico fattore di cui dovremo tener conto, come già sottolineato, sarà il tempismo, seguendo le movenze dell’alter ego quasi come fossimo al suo posto.
Durante l’esecuzione delle combo potremo liberamente concatenare anche delle contromosse e dei takedown (colpi in grado di mandare l’avversario definitivamente al tappeto), con la semplice pressione di un tasto (per la counter) e dello stesso unito ad uno dei grilletti dorsali (per il takedown).
Una comoda interfaccia iconica a schermo ci indicherà il momento opportuno per eseguire tali potenti e spettacolari movenze.
La facilità del tutto è però solo apparente: non solo a livelli di difficoltà più alti (la demo permetteva solo “Facile” e “Normale”) qualsiasi interfaccia grafica sparirà ed i nemici risulteranno più aggressivi ma, anche a livelli più semplici, le armi di cui saranno spesso dotati i nostri avversari metteranno in serio pericolo il nostro eroe, tutto fuorchè immortale.
Entra in atto, a questo punto, la componente stealth che, come abbiamo detto, svolgerà un ruolo piuttosto importante nel compendio ludico.
Batman sarà dotato di un particolarissimo visore che gli consentirà di osservare l’ambiente circostante, in un raggio talmente ampio da comprendere anche le eventuali stanze adiacenti, in maniera molto particolare e dettagliata.
Grazie a questo innesto (solo uno dei numerosi gadget disponibili) saremo in grado di valutare gli appigli funzionali al nostro fedele rampino, la posizione dei nemici, il loro equipaggiamento ed il battito cardiaco, utile per capire se il bersaglio è in allerta oppure non si è ancora accorto di nulla.
La fase stealth passerà quindi dal posizionamento dell’uomo pipistrello sulle numerose sporgenze presenti -non a caso- in lungo e in largo: da qui potremo valutare posizione e ronde dei nemici, planare silenziosamente ovunque vorremo (anche addosso ai malcapitati stessi) ed effettuare spettacolari takedown “a testa in giù”, afferrando il nemico come farebbe il “vero” Cavaliere Oscuro.
Anche in questo caso siamo rimasti positivamente stupiti dalla prova con mano che ha mostrato, al contrario delle fuorvianti aspettative, alcune routine comportamentali di ragguardevole qualità.
Rumori, ombre ed assenze prolungate dei compagni di ronda mettono in allarme i nemici che cominciano a guardarsi attorno ed a osservare il soffitto alla nostra ricerca.
Gli sviluppatori, inoltre, hanno promesso l’implementazione di una notevole dinamicità negli spostamenti delle guardie: questo vuol dire che, spaventate dal pericolo, potranno cambiare percorso (magari pattugliando in coppia) ma anche che ad ogni playtrough potremo, potenzialmente, trovarci ad affrontare una situazione differente.
L’ultimo tassello votato a comporre un mosaico sulla carta perfetto sono i gadget, senza i quali Batman non sarebbe Batman.
Avremo a disposizione, sin dall’inizio, soltanto il già citato arpione ed il bat-rang (il boomerang a forma di pipistrello), tramite il quale disattivare trappole e distruggere pericolosi congegni da debita distanza.
Interessante particolarità di quest’ultimo sarà la direzionabilità: una volta lanciato, se lo vorremo, potremo entrare in una visuale in prima persona dall’oggetto che ci permetterà, con i dovuti limiti, di deciderne gli spostamenti.
Nel prosieguo dell’avventura potremo acquistare nuovi marchingegni e potenziare quelli già posseduti (oltre ad un determinato numero di caratteristiche fisiche ed abilità) spendendo i punti esperienza guadagnati stendendo i nemici ed incrementando il bonus legato alla quantità di colpi collegati nelle freeflow combo.

Lo sfolgorio dell’Unreal Engine 3

Il roccioso comparto tecnico di Batman: Arkham Asylum dimostra come Rocksteady Studios sia, fino ad ora, l’unica software house (oltre da Epic, ovviamente) in grado di sfruttare a pieno le potenzialità di questo motore grafico di ultima generazione.
La modellazione poligonale dei personaggi, come brevemente anticipato, mostra un’elevata precisione ed una cura del tutto fuori dal comune per il dettaglio.
I personaggi, caratterizzati da un set di espressioni facciali vario e decisamente credibile, mostrano chiaramente di essere figli del charachter design degli artisti WildStorm (di cui riconoscerete il famoso logo “Ws”).
Ognuno di loro mostra infatti il tipico tratto statunitense che privilegia la decisa demarcazione dei tratti somatici (mascelle, nasi, sopracciglia...) e la voluta esagerazione nelle proporzioni tra scheletro e muscolatura.
Protagonisti e co-protagonisti mostrano infatti pettorali, addominali, bicipiti e tricipiti discretamente gonfi, il che risulterebbe comunque normale per Batman ma non di certo per il commissario Gordon.
Diverso, ovviamente, il discorso per i personaggi femminili, la cui silhouette molto sexy mette spesso in mostra delle perfette forme femminili.
L’art design è quindi “violento” e rimarcato da contorni molto ruvidi, proprio come piace ai fan delle serie a fumetti americane; un design tipicamente occidentale che potrebbe far storcere il naso a molti, specialmente ad oriente, dove morbidezza e dolcezza sono tratti caratterizzanti.
Gli ottimi modelli sono ricoperti da un altrettanto degno di nota comparto texture, capace di raffigurare specialmente il vestiario in maniera incredibilmente realistica; su ogni superficie, poi, sono applicate mappe superficiali di ogni tipo e shader in grado di rendere quasi “tattile” l’esperienza di gioco.
Ci ha stupito, tra tutti, il costume di Batman, del quale è possibile determinare la consistenza di ogni sua parte alla prima occhiata.
Ogni quadro di stoffa (o kevlar, o qualsivoglia materiale) è in movimento in maniera indipendente e coerente con le movenze dei protagonisti a schermo,che risultano molto fluide e presentano un’ottima varietà, comprensiva di un Ragdoll al di sopra di una buona parte delle produzioni dell’ultima stagione, decisamente in calo sotto questo punto di vista.
Diverso il discorso riguardo all’illuminazione ed alla palette di colori, a nostro avviso abbondantemente soggettivo nell’ultima produzione Eidos Interactive.
Anche in questo caso, infatti, s’è voluto strizzare l’occhio alla produzione cartacea, riproducendo un ambiente di gioco per la maggior parte cupo, dalle tonalità scure e decisamente poco accoglienti.
A questo si deve unire un level design grottesco e decadente, funzionale sia alle imprese dell’eroe mascherato (Gargoyle su quali appendersi), sia alla minuziosa caratterizzazione di Arkham: penitenziario di massima sicurezza in cui “alloggiano” le peggiori menti criminali di Gotham City.
Molto convincente, per quanto valutato tramite il Virtual Dolby Surround di un paio di cuffie, il comparto sonoro, che enfatizza volutamente ed in maniera piuttosto efficace gli impatti dei colpi ed è in grado di accompagnare, con un’azzeccata colonna sonora, ogni istante di gioco.
Nemmeno il doppiaggio è stato lasciato al caso: l’hollywoodiano acting digitale è infatti accompagnato, almeno nella versione inglese, dagli stessi doppiatori che hanno dato, per tanti anni, le voci alla serie animata: stiamo parlando di Kevin Conroy (Batman), Mark Hamill (Joker) ed Arleen Sorkin (Harley Quinn).

Batman: Arkham Asylum Se non fosse stato per Assassin’s Creed II, vera e propria Pietra Miliare, il premio di Everyeye per miglior action game della kermesse losangelina lo avrebbe vinto a mani basse Batman: Arkham Asylum. Uno storytelling d’eccezione, la perfetta caratterizzazione dei personaggi e l’atmosfera violenta tipica del Cavaliere Oscuro sono la cornice perfetta per un gameplay solido e ricco di variabili. L’immediatezza e la spettacolarità di Freeflow Combat e stealth gaming nell’ultima fatica Rocksteady Studios, contrapposte all’inaspettata bontà dell’IA nemica (ancora da valutare pienamente, in ogni caso), compongono un affresco che ci ha letteralmente stregato. Alla luce di tali fattori e dell’efficiente comparto tecnico possiamo affermare senza timore che Batman: Arkham Asylum è IL gioco da tenere d’occhio, da qui a settembre, sulle pagine di Everyeye.it.