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Hands on Battlefield 3 - Tutte le Mappe

Tutte le mappe dell'Online di Battlefield 3

hands on Battlefield 3 - Tutte le Mappe
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Una settimana fa abbiamo pubblicato un completo reportage delle nostre impressioni, a seguito di una lunghissima prova di Battlefield 3. Oltre al Single Player, di cui abbiamo diffusamente elencato pregi (qualità della ricostruzione militare, spettacolarità) e difetti (IA degli avversari), abbiamo passato molte ore in LAN a testare la componente multiplayer del First Person Shooter targato EA e DICE. Le impressioni generali sulle modalità, sull'ottimizzazione e sull'efficacia dell'online le trovate nel nostro precedente articolo, ma vi avevamo promesso una rapida carrellata di presentazione delle mappe di gioco. Ecco dunque l'elenco completo dei Playground.

Mappe

Operation Metro
Si tratta di una delle mappe più conosciute, per cui abbiamo speso ormai fiumi di parole. Ambientata in Francia, la mappa è pensata soprattutto per la modalità Rush. In questo caso la battaglia si apre in un ampio parco pubblico, da cui si scorge il profilo imponente della Tour Eiffel. Per la distruzione o la protezione delle stazioni 2 e 3 si combatte invece negli stretti cunicoli della metropolitana, prima muovendosi a fianco delle carcasse dei treni, poi su e giù per le scale e gli androni piastrellati. Infine si esce allo scoperto, in strada, fra i relitti fumanti delle vetture, in uno stretto passaggio sormontato da edifici in cui è molto facile appostarsi.

Seine Crossing
Un'altra mappa parigina, che abbiamo testato a fondo in modalità Team Deathmatch. Il design è particolarmente indovinato per questo tipo di modalità: gli spazi sono serrati, strettissimi, e mancano del tutto i veicoli (ma non le postazioni dei mortai da cui bersagliare le stradine. Caratteristico della zona è un ampio cortile interno, protetto da quattro enormi edifici, i cui sbocchi danno sul crocicchio di strade in cui si ambienta la mappa. Mantenere il controllo di questa posizione significa avere un vantaggio tattico notevole, anche se gli assalti ben concordati delle altre squadre potrebbero ribaltare la situazione (gli ingressi sono infatti molto stretti, e con una buona linea di tiro si possono eseguire uccisioni multiple con estrema facilità). Anche aggirarsi ai margini più esterni della mappa, solitamente poco trafficati, potrebbe essere una buona idea: non mancano i ripari (ci sono molte auto abbandonate), e spesso si riesce a tenere d'occhio qualche spawn point.

Damavand Peak
Un'altra delle mappe più riuscite, pensata evidentemente per la modalità Rush (che resta evidentemente nel cuore degli sviluppatori). Inizialmente l'assalto ad un piccolo complesso militare si combatte in situazione di difficoltà, risalendo la china rocciosa del picco, mentre i difensori hanno vista abbastanza facile nel bersagliare i soldati dagli edifici. Una volta conquistato l'avamposto, comincia però uno degli attacchi più evocativi di sempre: le postazioni M-COM da distruggere sono poste in un altro complesso, che si trova ai piedi del picco. Ovvero, a molti chilometri di distanza... in verticale. L'assalto ben concertato è sinceramente spettacolare, mentre alcuni soldati salgono a bordo del Chopper (ma attenti alla sua scarsa governabilità) ed altri si lanciano invece nel vuoto, aprendo i loro paracadute per poi cercare di atterrare sui tetti degli hangar. All'interno di un capannone sono posizionate le ultime stazioni, e lo scontro si fa animato. Difende la posizione non è semplice, mentre i nemici si affacciano dalle finestre o si nascondono dietro a qualche container, entrando di soppiatto dagli ingressi laterali. Tuttavia gli attaccanti devono mettere in conto il fatto che se tutti i membri della squadra verranno eliminati, l'assalto dovrà ripartire dall'alto del picco, con dispendio di secondi preziosi.

Caspian Border
Anche questa è una delle mappe più note, pensata, assieme a Kharg Island e Operation Firestorm per le partite più imponente (su PC, a 64 giocatori). Come il nome stesso fa intuire, la mappa si ambienta al confine fra due paesi dell'area mediorientale prossima al Mar Caspio. Il centro della mappa è dunque percorso da una doppia linea di alte reti, protette alla sommità dalle contorte giravolte del filo spinato. Da una parte, la conformazione del territorio appare più mite, i campi abbastanza larghi e le prospettive dolcemente smussate da flessuosi declivi. Dall'altra, i sedimenti rocciosi scavati da un fiume ormai quasi prosciugato creano un terreno più sconnesso, fatto di asperità naturali e precipizi. Girandosi attorno, all'orizzonte si intravedono i monti verdeggianti, e la timida vegetazione comincia del resto ad impossessarsi anche dei territori in cui infuria il conflitto. La modalità testata è la classica a Zone (chiamata Conquest): i due team combattono per il dominio di cinque posizioni strategiche. La collocazione delle bandiere sulla mappa è piuttosto concentrata nella parte centrale, dove si situano quattro delle locazioni da assoggettare. Generalmente, dunque, gli scontri restano comunque serrati, soprattutto se i giocatori, invece di effettuare il respawn al campo base, decidono di “apparire” nei pressi di un compagno di squadra impegnato in un'azione d'attacco o di difesa. Gli spunti tattici, in generale, sono molti: conquistato l'Hot Spot più elevato (Hill Top), è possibile per i cecchini divertirsi a ripulire la zona sottostante, separata dallo scheletro secco del fiume (Checkpoint). Prendere possesso della bandiera collocata in mezzo ad un piccolo insediamento militare, invece, permette ad un team ben affiatato di mantenere la posizione, dal momento che le molte strutture offrono riparo e ottime angolazioni di tiro.

Grand Bazaar
Si tratta di una mappa di piccole/medie dimensioni, ambientata in medio oriente. Al centro, troviamo il grande edificio di fronte al quale si tiene il mercato cittadino, che è composto da un dedalo di stanze e stretti corridoi. La grande piazza centrale è invece circondata da basse casupole, sui cui tetti tendono ad appostarsi i cecchini più abili. Di lato al grosso palazzone corre una strada sventrata, in cui le carcasse di autobus e automobili fungono da improvvisati ripari per gli attaccanti. Gli scontri si fanno subito serrati, e la mappa appare abbastanza interessante per modalità rapide come Team o Squad Deathmatch. Anche in Rush ci sono molte postazioni tattiche per massimizzare il rapporto morti/uccisioni.

Teheran Highway
Una mappa notturna, ambientata appunto nella capitale iraniana. Come il nome lascia intendere, la mappa si estende nei pressi di un'enorme autostrada, ma questo non significa che il giocatore avrà a disposizione ampie prospettive e linee di tiro libere. Tutt'altro: ai fianchi della strada principale si estendono casette ed edifici molto bassi, e tutti quanti permettono di accedere ai tetti. Si avvia così un gioco di potere, in cui quasi nessuno è al sicuro. Da un tetto all'altro è facile colpire gli avversari, mentre dalle posizioni soprelevate è facile uccidere i soldati che corrono allo scoperto lungo la strada. Ad uno dei margini della mappa c'è un ampio casolare a due piani, perfetto per i cecchini ma molto facile da assaltare. Meglio dunque che un membro della squadra stia in difesa, magari controllando il mortaio, sempre pronto a dispensare morte da una parte all'altra del playground. Molto affascinante per conformazione, la mappa risulta anche abbastanza evocativa: l'azione in notturna è perfetta anche per la modalità Squad Rush, la più serrata e veloce di tutte.

Operation Firestorm
Per estensione questa mappa si avvicina alla ormai nota Caspian Border, adatta dunque alla modalità Conquest. Gli Spawn Point iniziali sono molto lontani dal centro di questo enorme complesso missilisitico, in cui svettano torri di lancio ed enormi silos pieni di carburante. Ecco spiegata dunque l'abbondanza di veicoli (soprattutto carri armati), e gli F-18 pronti a decollare per bombardare gli Hot Spot. Rispetto a Caspian Border sono meno i punti di controllo: tre contro i cinque della mappa precedente. Questo fa sì che gli scontri siano meno dispersivi (ma meglio non tentare di percorrere a piedi le enormi distanze che separano i punti caldi). La battaglia per la Bandiera centrale è sempre accesa: il punto di controllo è attorniato da due grandi palazzi, e mentre i cecchini bersagliano dall'alto, all'interno gli assaltatori combattono in spazi meno aperti.


Noshahr Canals
Ambientata in un porto commerciale, resta una delle mappe più interessanti del pacchetto. L'estensione è medio/grande, e le linee di tiro appaiono generalmente molto libere. Eppure, al centro della grande distesa di cemento non mancano dedali di container, mentre ai margini ci sono dei piccolissimi edifici in cui nascondersi. E' possibile buttarsi in acqua e nuotare per cercare di aggirare gli avversari, ma in modalità frenetiche come Squad Deathmatch non è certo una pratica consigliata. Tutto sommato intensi, gli scontri si sviluppano in maniera molto piacevole, quasi alla “vecchia maniera”, senza troppe complicazioni, con pochi passaggi soprelevati, in una mappa che punta tutto sull'aggiramento tattico dei nemici.

Kahrg Island
Ispirata una location reale, questa mappa si ambienta su di una famosa isola al largo delle coste iraniane. Purtroppo è l'unica mappa che non abbiamo potuto testare nel corso dell'evento organizzato da EA, ma dovrebbe essere assieme a Caspian Border e Operation Firestorm pensata per la modalità conquista, ed anche in questo caso i giocatori potranno bersagliare l'area a bordo dei caccia.

Battlefield 3 Nelle nove mappe presentate, sembra di scorgere tre grandi gruppi. Da una parte quelle più estese, pensate per scontri epici e popolatissimi (Kahrg Island, Caspian Border, Operation Firestorm), dall'altra quelle molto strette, caratterizzate dall'assenza di veicoli (Seine Crossing, Grand Bazaar, Noshahr Canals) e pensate per il DeathMatch o derivati. Nel mezzo, mappe ibride, ideali per la classica modalità Rush e capaci di trasformarsi da un momento all'altro (Operation Metro, Teheran Higway, Damavand Peak). Queste ultime, su console, sono le più riuscite, e la struttura di base del gioco, modellata non troppo misteriosamente su quella dell'ultimo Bad Company, sembra funzionale al meglio proprio nella modalità che ha reso un classico il vecchio FPS targato DICE. Su PC il supporto per 64 giocatori esalterà probabilmente anche le mappe più estese, ma su Ps3 e 360 l'enorme dilatazione territoriale potrebbe essere un'arma a doppio taglio, aumentando i tempi morti e la frustrazione ad ogni respawn. Restate con noi per le impressioni definitive, in prossimità della data d'uscita.