Hands on Battlefield 4

La guerra totale di EA ci lascia a bocca aperta, con un Map Design da urlo

hands on Battlefield 4
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPad
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Qualcosa bolliva a fuoco lento nel calderone di DICE oltre alla nuova modalità multiplayer Obliteration. Battlefield 4 vuole imporsi come il nuovo punto di riferimento degli sparatutto in soggettiva e non sarebbe bastato riproporre una formula perfezionata con qualche orpello grafico in più. E così non sarà. Vi basti sapere che ogni singola mappa delle dieci disponibili al lancio per le sei modalità di gioco avrà una caratteristica che ne ribalterà la conformazione lungo il corso di una partita. A pochi giorni dalla recensione che giungerà su queste pagine il 29 Ottobre, vi proponiamo un hands-on sulla mappa che forse ci ha colpito di più. Flood Zone farà sicuramente parlare di sè, come modello di level-design dinamico per gli scontri tra due eserciti di trentadue soldati l'uno, o per pattuglie più piccole nelle modalità diverse da Conquest e Obliteration. Preparatevi a nuotare.

Pioggia, solo pioggia

Modalità Conquest. Si parte come Cinesi o come Americani, non ha importanza. La simmetria degli spawn point iniziali è interrotta dalla conformazione geografica della zona. Una pianura lievemente collinosa a ridosso di un quartiere cittadino, costeggiato da una grossa dorsale autostradale. E un piccolo fiume dalla parte opposta. Gli obiettivi da conquistare sono posti in maniera asimmetrica tra le due basi, con due di essi tra le palazzine di circa sei piani del quartiere cinese e gli altri lungo l'immenso cavalcavia, su un terreno lievemente mosso ma molto più aperto, sebbene non privo di ostacoli. All'inizio di una partita il tempo non conforta e le nubi sono già cariche di pioggia torrenziale: scegliamo una classe, un loadout e saliamo su un tank per arrivare verso l'obiettivo più vicino: un tempietto ai piedi di una piccola collina, con l'imponente svincolo che troneggia sul nostro fianco e i palazzi che gli fanno eco dall'altro. L'asfalto è arido e lo scontro immediato. Flood Zone è infatti una mappa più contenuta rispetto a quelle da 64 giocatori più vaste come Caspian Border (o come Golmund Railway, per rimanere in questo quarto capitolo). Gli avversari sono a ridosso l'uno dell'altro quasi subito, alla ricerca della copertura perfetta per proteggere le bandiere innalzate e far scendere il numero di respawn avversari (o ticket, nel gergo di Battlefield). Da una parte potremo coprire gli alleati asserragliandoci sull'enorme ponte autostradale, stando attenti a non venire fucilati dalla distanza dai nemici che intendono fare lo stesso. Dall'altra, data la natura brulla che circonda gli obiettivi fuori dal quartiere abitato, avremo per forza bisogno di cingolati per resistere in mezzo al fuoco incrociato. Tutt'altro discorso per i soldati che combatteranno per il possesso della cittadina. Malandata, sporca, piena di impalcature e accessi secondari, sembra di trovarsi davvero in un'altra mappa: i mezzi ci passano ma solo lungo la strada principale e le coperture sono davvero troppe, permettendo agli ingegneri di farci esplodere le cervella a suon di lanciarazzi. Occorre un lavoro faticoso di avanzamento di truppa, con ogni copertura minacciata dalla distruttibilità, più elevata che in passato. Due schiere di palazzi si fronteggiano lungo qualche centinaio di metri e una corsa furiosa è l'unica opzione per non rischiare di lasciare la pelle nel budello di piombo e fango di questa misera cittadina.
Le cannonate giungono dall'autostrada mentre i compagni si fronteggiano sui carri armati in campo aperto, quando a un tratto comincia a piovere. Non è una pioggia leggera, è un torrente d'acqua che scende dal cielo e che oscura la visuale. L'argine del fiume comincia a cedere e il comando non può fare altro che modificare i suoi piani: i veicoli di ogni fazione cambiano da cingolati ad anfibi. Esondazione.

La battaglia assume tutto un altro aspetto. Due obiettivi sono ora sommersi e rimpiazzati da altri due meno accessibili. Le colline diventano isolotti e le case sembrano più basse di due piani: impossibile arrivarci senza mezzi, se non con una lunga e lenta nuotata dallo spawn point più vicino verso l'obiettivo. Il gameplay cambia radicalmente. E' più ragionato, più tattico, dato l'essenziale uso di barche e anfibi: i carri non spawnano nemmeno più. Il fascino di un simile cambiamento è che occorre nel corso di una singola partita, in qualsiasi modalità. Le mappe di Battlefield - si sa - mutano dimensione in base alla modalità scelta, ma non conformazione. Sia nelle più ristrette Defuse e Team Deathmatch che nelle enormi Obliteration e Conquest quel fiume a un certo punto inonderà le strade, rendendo inaccessibile il ponte e mutando completamente l'approccio tattico agli obiettivi da terrestre a nautico. Il cambiamento è inizialmente graduale e non istantaneo come in altre mappe visionate (e di cui per ora non possiamo parlarvi), ma comunque deciso dai giocatori, perchè serviranno dei colpi ben assestati all'argine per farlo cedere definitivamente. Il dualismo tra scontri urbani e campali costretti dalle esigenze meteorologiche a un incedere più difficoltoso per entrambi gli eserciti è semplicemente eccezionale. Il map design è brillante e spinge a volerne di più e ancora di più, come la prima volta che giocammo a Caspian Border, ma con maggiore enfasi dato l'imprevisto cataclisma. Ci siamo riferiti in questa piccola preview a un mutamento nel gameplay, non solo perchè cambiano il luogo e il modo in cui approcciarsi a una bandiera da alzare o difendere, ma anche perchè la visibilità e la stabilità dei colpi muta di conseguenza con i moti ondosi di un fiume straripato. Dove prima c'era un accesso poco battuto che ci avrebbe permesso di aggirare il nemico, ora c'è solo acqua, che ci obbliga a percorrere rischiose strettoie per avanzare. Uno stillicidio che dura un intero match, che parte a bordo di un carro e termina basculando tra i piccoli moti ondosi di un anfibio da sbarco.
Tecnicamente la versione PC, possiamo scontatamente anticipare, è la regina indiscussa di Battlefield 4. Parleremo a lungo del lato tecnico nei vicinissimi articoli dedicati alla recensione di uno dei titoli più attesi di questo inverno, ma possiamo anticiparvi che le differenze sono più marcate di quanto ci si possa sospettare da una tipica "next-gen". Per chi è già abituato a giocare su PC non sarà nulla di troppo nuovo, dato che già il Frostbite 2 garantiva un'ottima resa grafica con un eccezionale bilanciamento di risorse necessarie per farlo girare. In questa terza iterazione sono stati perfezionati effetti come i particellari, le ombre e le luci, per piogge torrenziali ai limiti del realismo e un frame rate solido come una roccia inchiodato ai 75 FPS, pur senza negarsi qualche filtro aggiuntivo, AA e AF in primis.

Battlefield 4 Flood Zone è già un successo di map design, per lo sparatutto che fa da portabandiera per l'ottima tecnologia di casa DICE. Il Frostbite 3 su PC è un successo tecnico che, insieme alle sorprese che riserva il gameplay, pone Battlefield 4 in una posizione che onestamente non ci saremmo aspettati. Non ci saranno stravolgimenti evidenti da subito, ma pian piano arriverete a capire che per vincere sulle nuove mappe dovrete conoscerne non solo ogni anfratto e pertugio come si è abituati da anni, ma anche il momento giusto per usare determinati mezzi o equipaggiamenti a seconda di uno dei cataclismi che muteranno il corso della partita. Per Flood Zone si tratta di un allagamento totale della zona, che stravolge obiettivi e veicoli. Sapete già che i grattacieli di Siege of Shanghai non sono particolarmente stabili e qualche cannonata di troppo li farà sfracellare al suolo. Le altre otto riservano altrettante spettacolari sorprese. Il 29 Ottobre saprete tutti i dettagli su Golmund Railway, Lancang Dam e gli altri sei territori di quello che si prospetta come il titolo multiplayer dell'anno nel genere degli FPS. Temiamo a questo punto solo il netcode, ma avremo modo di parlarne in maniera approfondita tra pochi giorni e per ora, mentre lo stiamo giocando, vi basti sapere che la guerra totale online di Battlefield 4 ci sta lasciando semplicemente a bocca aperta.

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