Hands on Beatbuddy: Tale of the Guardians

Un action/platform col ritmo nel sangue

hands on Beatbuddy: Tale of the Guardians
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Per essere un titolo che pone musica, melodia e ritmo e al centro della sua esperienza di gioco, Beatbuddy: Tale of the Guardians è un'assoluta gioia per gli occhi. I quattro anni spesi dai grafici di THREAKS nel disegnare a mano, digitalizzare e successivamente animare sprite e fondali, sono percepibili non appena la prima schermata di caricamento lascia spazio al prologo dell'avventura: una storia che ci parla di una civiltà sottomarina in pace con se stessa e con la natura che la circonda, resa prospera proprio dalla musica: elemento magico e vitale per ogni membro di questa razza, messa ora in pericolo dall'avidità di uno stolto principe. La vicenda, di per se, non sembra destinata a raggiungere l'Olimpo delle sceneggiature videoludiche, ma proprio quando l'utente pensa di essere di fronte all'ennesimo platform insapore, la musica (è proprio il caso di dirlo) cambia radicalmente.

Un beat stellare

Dopo una breve sequenza nella quale ci vengono mostrate le azioni e i comandi principali a nostra disposizione, Beatbuddy mette subito in chiaro cosa lo rende diverso dai congeneri: una colonna sonora di purissima qualità, che si interfaccia dinamicamente con il gameplay e con le azioni del giocatore. Le prime creature con cui potremo interagire saranno elementi statici del fondale -piante o piccoli animali marini- ma, come tutte quelle successivamente incontrate negli stage, si riveleranno ben più che semplice materiale d'abbellimento: ad esempio, la capacità del fiore marino 'Bassdrum' di battere in modo del tutto analogo alla gran cassa di una batteria, ci permette di oltrepassare il primo ostacolo, aiutandoci a distruggere un muro di coralli ed alghe che ci sbarra la strada. Il suo “rintocco” comincerà anche a comporre la splendida soundtrack che aspetta solo di essere portata in vita. Esattamente come in un enorme mixer, ogni elemento all'interno dei livelli si presenta come un diverso canale: avremo così i suddetti fiori 'gran cassa', alghe che producono un flusso di bolle che esplodono a tempo di rullante, granchi che battono le loro chele come dei charleston, e così via.

Viene da se che, quando più elementi si trovano nella stessa inquadratura, il ritmo creato è tra i migliori mai provati in un indie game e, più spesso di quanto pensiate, vi troverete con la testa in movimento, inconsciamente impegnata ad mantenerne il tempo. La lista di artisti chiamati a supportare gli sviluppatori nella produzione di un groove così eccellente comprende nomi illustri come il maestro dell'elettronica Parov Stelar, il candidato al Grammy Award per le musiche di Journey Austin Wintory ed il producer Sabrepulse (autore della soundtrack di Chime), che, insieme ad altri promettenti musicisti, formano una squadra in grado di offrire più di una garanzia sulla qualità dell'accompagnamento sonoro che troveremo nella versione finale del gioco.

GAMEPLAY, MAESTRO!

L'universo di Beatbuddy, come detto, non è però composto solamente da melodie e ritmi d'eccezione: già affrontando il primo stage è possibile notare come la qualità del level design non sia da meno, con livelli che non si sviluppano solamente lungo i canonici binari orizzontali ma ci guidano lungo un'esplorazione a 360 gradi. Gli enigmi ambientali incontrati lungo questa versione preliminare, pur non presentando picchi di difficoltà concettuale altissimi, sono riusciti a fornirci un livello di sfida piacevole, basando la loro soluzione su tempismo, comandi scanditi con il giusto ritmo ed un leggero backtracking: nonostante la connotazione negativa che solitamente si collega a quest'ultimo termine, il vagare avanti e indietro per i livelli di Beatbuddy rimane sempre piacevole, complice un sistema di controllo intuitivo e facile da governare, tanto su mouse quanto su tastiera (con il gamepad come terza opzione disponibile). L'andirivieni è una continua scoperta di passaggi e piccole aree segrete in grado di rifornirci di Beatpoints, la cui raccolta si rivela necessaria per sbloccare dei futuri Extra (ancora avvolti nel mistero) e aumentare il più possibile la percentuale di completamento degli stage.

Non potevano mancare le ormai doverose sezioni a bordo di veicoli, limitati in questa versione di prova alla sola Bubblebuggy, anch'esse declinate alla natura ritmica di tutta la produzione, con lo spostamento scandito dal beat delle musiche di sottofondo e la possibilità di utilizzare le armi a loro in dotazione ad arricchire il gameplay di una sempre piacevole varietà.
Dicevamo, in apertura, di una grafica la cui eccezionale qualità artistica è accompagnata da un livello di dettaglio decisamente sopra la media: l'elevatissimo numero di livelli di parallasse mostrati su schermo, le scie di movimento lasciate dal nostro protagonista ed i suoi antagonisti, la qualità eccelsa delle fluidissime animazioni; tutto nel comparto grafico di Beatbuddy sembra promettere uno stile ed un impatto fuori dal comune, che riporta alla mente quelli avuti da un titolo storico come Rayman al suo esordio. In sintonia con il titolo Ubisoft anche un character design e uno sviluppo della trama caratterizzati da una brillante ironia e una discreta freschezza ed originalità proposte nelle relazioni e nelle situazioni che vengono a crearsi durante le piccole scenette di intermezzo, integrate in modo naturale nel flusso di gioco.

Beatbuddy: Tale of the Guardians Il rischio che Beatbuddy possa perdersi in mezzo all'offerta di platform indie che ultimamente satura il mercato sembra, già in questa versione preliminare, totalmente scongiurato. Il platform/adventure ritmico di THREAKS mostra, piuttosto, tutti i requisiti per emergere e imporsi come uno tra i titoli di spicco del genere: tra questi, un comparto grafico totalmente 'handmade' di assoluto rilievo e un gameplay agile e gratificante. Collaborazioni illustri rendono il comparto audio uno tra i migliori attualmente in circolazione e promettono, per tutti gli appassionati di elettronica, una soundtrack dall'acquisto obbligato. Ciò che rende ancora più fiduciosa l'attesa che ci separa dalla pubblicazione del gioco è però la perfetta fusione di tutti questi elementi in un unico e vibrante composto, che accompagna il giocatore dal primo all'ultimo battito degli stage. Per scoprire se gli sviluppatori tedeschi ci regaleranno un beat che vale la pena seguire o meno, rimanete sintonizzati su queste frequenze.