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Hands on Black Death

Provata la demo dell'Horror francese

hands on Black Death
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Videoludicamente parlando siamo in un periodo piuttosto calmo e piatto, ma per fortuna ci pensa la Software House francese Darkworks a riaccendere l'entusiasmo, pubblicando la prima Demo ufficiale di Black Death. Si tratta di un FPS a tema Survival Horror: costruito su un Gameplay solido e violento al punto giusto, capace di iniettare scariche di pura adrenalina nelle vene del giocatore (con il prezioso aiuto di un comparto sonoro ben rifornito e azzeccato).
2012 - Una città situata lungo la costa orientale degli Stati Uniti viene improvvisamente oscurata da una massiccia ed impenetrabile nuvola, che lentamente rilascia turbini di fumo nero sulla popolazione, modificandone la struttura genetica. Questa nuova malattia si diffonde in pochi giorni in tutta la città, che diventa l'habitat ideale per gli infetti, perduti ormai in uno stato comatoso. Il periodo di trasformazione è relativamente breve e muta gli abitanti in strane creature con poteri e caratteristiche diverse, legati però da un insolito spirito di gruppo. In preda alla follia e incapaci di pensare, gli infetti cominciano a diventare estremamente aggressivi, riversando la loro insanita mentale sulla città.
Il giocatore sarà chiamato ad impersonare uno dei pochi sopravvissuti: ancora non sappiamo se sia immune al virus o se sia rimasto semplicemente estraneo al contatto con la malsana nebbia. Sarà quindi nostro compito rimanere in vita per eliminare questo flagello che affligge la città. Da qui la prima scelta: si potrà infatti decidere se trovare un antidoto e curare l'intera popolazione infetta o ricorrere al brutale quanto efficace sterminio di massa.

L'evoluzione della morte nera

Appena avviata la demo ci accoglie un semplice menù, tramite cui -oltre ad impostare il comparto grafico e sonoro- bisogna selezionare il livello di difficoltà. La modalità Normal è rivolta ad una fetta di utenza sicuramente molto ampia, dotata di medie capacità e non abituata al vero clima Survival Horror. La modalità Difficile è adatta a chi veramente vuole provare una sensazione di continua suspense e terrore: risorse scarse, munizioni contate ed infetti meno amichevoli faranno la gioia dei veri amanti del genere.
Senza troppi preamboli ci risvegliamo sdraiati e ansimanti in mezzo ad una strada. Alle nostre spalle il percorso è interrotto da un incidente cha ha colpito diverse autovetture. Una volta alzati ci mettiamo una sorta di maschera antigas per non inalare la nebbia oscura che aleggia tra le abitazioni. Avanziamo lentamente con una pistola in una mano e una chiave inglese nell'altra. Rispettivamente la prima per rallentare i nemici e farli cadere a terra, la seconda per dare il colpo di grazia. Il cielo è coperto da una fitta coltre di fumo nero e l'unica fonte luminosa proviene dai fanali ancora accessi dei tanti veicoli sparsi per la strada. Le munizioni sono dispensate con il contagocce, e per questo bisogna essere parsimoniosi e precisi nell'uccidere gli infetti. Subito un paio di avversari ci ostacolano il passo: un utile test per vedere all'opera il gameplay. Il punto più vulnerabile dei "Nuovi camminatori" resta la testa: bastano solo un paio di colpi per stordire e far inginocchiare l'avversario. È proprio questo il momento di agire per eseguire una brutale final-kill con la chiave inglese.
Gli infetti, dal canto loro, cercano costantemente di levarci la maschera ed obbligarci a respirare la sostanza tossica. Per evitare di perdere la protezione quando gli avversari riescono ad afferrarci, l'azione si interrompe per un paio di secondi, permettendoci di cliccare il tasto che comparirà sullo schermo per contrattaccare. Tuttavia nel caso in cui non siate così lesti e l'avversario riuscisse a levarvi la maschera, non preoccupatevi: dopo averlo ucciso, potrete recuperarla da terra.
Nonostante la paura che in ogni piccolo antro possa nascondersi un temibile nemico, la fase esplorativa rimane comunque fondamentale. Rovistando tra i cadaveri è possibile recuperare -oltre che munizioni e flaconi di sostanze mutagene con le quali realizzare nuove armi- i Reagent Healer, lontani parenti del medi pack, da iniettarci con una siringa per riacquistare vitalità.
Arrivati al termine della strada siamo costretti a deviare lungo una piccola via laterale, in cui una volta entrati il nostro alter ego digitale si toglie automaticamente la maschera. Gli sviluppatori hanno creato un ottimo level-design, alternando zone completamente immerse nella nebbia ad aree ancora "sane", in cui l'aria è respirabile. La prima grande soddisfazione la si prova dopo aver finalmente trovato il fucile a pompa, anche se è destinata a durare pochi istanti, viste le scarse munizioni.
Subito dopo aver girato l'angolo vediamo il primo infetto evoluto: ancora semplice da affrontare, ma in grado di opporre una maggiore resistenza ai nostri colpi, complice una barriera oscura avvolta intorno al suo corpo. Prima di eliminarlo il protagonista preleva il suo Dna, che potrebbe tornare utile per la sintesi di un probabile antidoto. Esaminando l'area circostante troviamo anche la prima arma biochimica: è vicino al corpo lacerato di un soldato, e purtroppo risulta inutilizzabile: è infatti totalmente scarica.
La successiva sessione ci vede intenti a salire scale antincendio, e saltare da un tetto all'altro. Raggiunta la sommità di una vecchia palazzina, una porta sfondata ci invita a ad immergerci nei claustrofobici ed inquietanti corridori, fino a raggiungere il "Secret Biohacker Labs". Nel laboratorio infoltiamo la nostra scorta di sostanze mutagene e, mescolandole tra loro grazie ad un complesso macchinario, otteniamo i tanto attesi proiettili per l'arma biochimica. Raggiunto il piano terra abbiamo subito modo di testare le sue capacità belliche su tre esseri evoluti: il suo funzionamento è quanto di più simile ad un raggio congelante, che ci permette di "cristallizzare" i nemici per poi spezzettarli in tanti piccoli frammenti.
Tornati alla fresca, per cosi dire, aria aperta, ci ritroviamo sulla strada principale della città. Raccolto un buon numero di munizioni dai cadeveri di alcuni poliziotti, fa la sua inaspettata comparsa un Boss Finale o per lo meno un essere ancora più sviluppato, non solo nella stazza e nella forza, ma anche nelle abilità. Il combattimento fin da subito è teso: il mostro riesce a teletrasportarsi, e per fermarlo abbiamo bisogno di concentrare su di lui il fuoco dell'arma biochimica. Una volta stordito e confuso è facile archiviare la faccenda con un combo ravvicinata piuttosto splatter e violenta.

La città infetta

La demo di Black Death presenta ancora molte incertezze sul fronte grafico: sintomi di un progetto ancora in fieri. Poco rassicurante è però la complessitò del level design: nonostante la progressione alterni interni ed esterni con un buon ritmo, la struttura della città è molto "costrittiva", e conduce il giocatore attraverso un percorso prestabilito.
Dal punto di vista tecnico, sono evidenti lacune nella modellazione dei personaggi e degli ambienti. Il riuso dei modelli avversari e le animazioni non certo eccellenti fanno il paio con una texturizzazione molto povera, e con una serie di effetti speciali non certo al top. Di ben altra stoffa il comparto sonoro, che riesce a sottolineare in maniera eccellente ogni sequenza di gioco, passando da uno stato di calma apparente a toni più adrenalinici e martellanti. Ma il vero punto di forza di Black Death è il sapiente gioco di luci, in grado di creare un'atmosfera unica. Ci si muove così quasi a tentoni, attraversando una fitta nebbia tagliata da deboli fasci di luce, collocati con attenzione meticolosa nella mappa, per farci appena intravedere, poco chiaramente, la strada da intraprendere.
Insomma la direzione artistica potrebbe essere un elemento chiave per il successo di Black Death. La speranza è poi quella che il tam di sviluppo abbia tempo di limare le imperfezioni riscontrate in questa sede.


Black Death Il primo incontro con Black Death è sicuramente positivo ed appagante, a dimostrazione dell’ottimo lavoro compiuto fino ad ora dagli sviluppatori francesi. Un’atmosfera oscura e carica di violenza riuscirà -letteralmente- a far grondare di sudore il giocatore. Non si parla del solito FPS ammantanto di lievi tinte horror, ma di un prodotto che punta ad avvolgere il videoplayer con un’inquietudine quasi viscerale. Non ci resta che attendere qualche informazione sull’uscita del gioco, non ancora nota, e sperare che tutti i difetti presenti nella Demo siano limati completamente.

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