Hands on Borderlands 2

Il primo playtest diretto nelle lande di Pandora

hands on Borderlands 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nonostante uno sviluppo travagliato, un netto cambio di direzione ed un'uscita “in tono minore”, Borderlands è ricordato da molti giocatori come uno dei migliori prodotti del 2009. Mescolando dinamiche da First Person Shooter con un impianto ruolistico di eccezionale spessore, e proponendo un approccio open world sorretto da un fittissimo intreccio di quest primarie e secondarie, il titolo 2K seppe irretire folte schiere di gamer incalliti, che nel multiplayer cooperativo trovarono il degno coronamento di un'esperienza sicuramente da ricordare. Chiudeva il quadro uno stile sempre vivacissimo, non solo per i pregi del cell shading (ottimamente caratterizzato), ma anche per il tono divertito della sceneggiatura. Borderlands è insomma uno dei prodotti più interessanti di questa generazione, e questo spiega l'entusiasmo crescente per l'atteso seguito. Dopo le presentazioni a Los Angeles ed a Colonia, noi di Everyeye.it siamo volati a Londra per mettere finalmente le mani su una versione alpha del titolo Gearbox, e quello che abbiamo visto ci ha entusiasmato non poco. Recuperando l'eredità del capostipite, questo sequel appare più vario e vivace su tutti i fronti: le opportune rifiniture all'impianto di gioco ed alla stabilità generale ci hanno messo di fronte ad un titolo che manderà in visibilio i fan, riservandosi qualche ulteriore sorpresa giusto per lasciare di stucco anche i più scettici. Pandora, arriviamo.

First Person Role Play Game

Miriamo e facciamo fuoco contro l'ultimo Skag del branco. Una lunga sequenza di numeri si materializza sulla sua testa, precisi ed inappuntabili come i proiettili della nostra mitragliatrice. La barra della vita si svuota velocemente, finchè ai nostri pieni non resta che una carcassa forata. Ci sentiamo a casa.
Il Gameplay alla base di Borderlands 2 non è cambiato di una virgola rispetto a quello del primo episodio. Le meccaniche da Sparatutto in prima persona sono in verità intrecciate con un sistema di danni e statistiche che ricorda quello dei Giochi di Ruolo di tanti anni fa. L'operazione blastatoria non è quindi massacro indiscriminato, prontezza di riflessi e strafe laterale. Non solo: ritmo e reattività, e la danza flessuosa delle dita sulle leve analogiche, sono solo la base per costruire, passo dopo passo, il proprio

"Borderlands 2 ha tutto quello che aveva il suo predecessore, migliorato ed ancora più curato, e un paio di assi nella manica che spunteranno al momento opportuno, giusto per lasciarvi a bocca aperta."

personaggio, accumulando esperienza, livelli ed armamentario. Basta dare un'occhiata alla scheda riassuntiva di ogni bocca da fuoco per rendersi conto della profondità del sistema. Ogni arma ha le sue precise caratteristiche: danno, rateo di fuoco, precisione e zoom, oltre ad un sistema di danni elementali che si lega a doppio filo con le debolezze dei nemici. Scegliere con attenzione le quattro armi che possono essere richiamate rapidamente con il D-Pad, quindi, è fondamentale per definire il proprio stile e la versatilità del protagonista. Una mitraglietta automatica rapidissima dovrebbe possibilmente alternarsi ad un letale fucile da cecchino o ad uno shotgun, soprattutto se una delle armi spara proiettili ardenti o acidi: basterebbe un nemico resistente al fuoco o ai danni corrosivi per renderla un giocattolino inutile. Ogni volta che un avversario ucciso lascia cadere un oggetto, ogni volta che si apre una cassa per controllare il “loot”, è opportuno spulciare attentamente tutte le caratteristiche del nuovo equip, analizzando anche tempi di ricarica e funzionalità speciali (tornano ad esempio le armi olografiche, che invece di essere ricaricate vengono scagliate come granate contro gli avversari, prima che un nuovo esemplare si materializzi fra le nostre mani). Chiunque abbia provato il primo Borderlands sa bene quali siano le soddisfazioni che un tale sistema può regalare: impeccabile e preciso, garantisce una profondità con pochi precedenti, ed un'altrettanto esemplare varietà. E chi non ha troppa voglia di focalizzarsi e preferisce invece gettarsi nella mischia senza troppi patemi, può semplicemente dare un'occhiata al colore dell'equipaggiamento (un sistema simile a quello degli MMO ne indica la rarità). Sul fronte delle armi si denota comunque una più marcata varietà grafica: oltre alle statistiche, adesso i modelli presentano tratti distintivi unici, animazioni di fuoco e ricarica personalizzate, texturizzazione ben caratterizzata ed elementi poligonali in rilievo (come mirini o caricatori dalla capienza extra). Un lavoro certosino, che sicuramente compiacerà i perfezionisti.

E restando in tema di equipaggiamento, tornano ovviamente gli scudi e le granate. Anche su questo fronte si segnala un quantità di opzioni da far impallidire i moderni RPG, fra sistemi di protezione che esplodono nel momento in cui si scaricano (ideali per personaggi basati sul corpo a corpo) e granate a frammentazione che hanno lo stesso effetto di un bombardamento aereo. Curiosando nei menù di gioco, inoltre, abbiamo prontamente notato la presenza di altri due oggetti equipaggiabili. Purtroppo nella build a nostra disposizione (ancora una versione Pre-Alpha) questi misteriosi pezzi dell'equipaggiamento non erano disponibili. A domanda diretta gli sviluppatori hanno semplicemente glissato, assicurandoci però che si tratterà di una sorpresa che farà piacere ai fan. Visto il level design molto più complesso, non ci stupiremmo se dovesse trattarsi di un Jetpack o qualcosa di simile. Per il momento ci basta sapere che il team ha intenzione di espandere la formula di gioco. Da questo punto di vista l'intento della presentazione è stato chiarissimo: Borderlands 2 ha tutto quello che aveva il suo predecessore, migliorato ed ancora più curato, e un paio di assi nella manica che spunteranno al momento opportuno, giusto per lasciarvi a bocca aperta.

La Bella e la Bestia

Ad essere profondamente riviste sono le quattro classi a disposizione dei videogiocatori. In occasione di questo evento londinese abbiamo avuto modo di provare la nuova Sirena ed il Gunzerker.
La sinuosa e letale combattente si presenta con un'abilità principale totalmente diversa rispetto a quella del primo episodio: invece di “entrare in fase” in prima persona, la nuova Sirena utilizzerà il suo potere per “immobilizzare” un avversario intrappolandolo per qualche istante in una dimensione alternativa. Mentre si trova in questa “bolla di stasi” il nemico può ovviamente essere crivellato di colpi. Come tutti i personaggi, la Sirena può spendere gli Skill Point accumulati di livello in livello in tre diversi trami dello stratificato Skill Tree. Anche su questo fronte Borderlands 2 sottolinea una eccellente varietà, garantendo ad ogni giocatore la possibilità di “scolpire” il proprio personaggio a seconda del proprio stile di gioco. In particolare la Sirena può focalizzarsi sull'agilità, aumentando velocità di spostamento, tempi di ricarica e di reazione, e durata della stasi, o al contrario preferire il ramo denominato “Catastrofe”, che ovviamente include abilità che potremmo definire “d'impatto”. In questo caso anche l'esile signorina potrò concentrarsi sul damage dealing, utilizzando una versione esplosiva della stasi che danneggerà i nemici, ma anche aggiungendo automaticamente effetti elementali alle armi. Si tratta di un'opzione seriamente consigliata per chi preferisce il gioco in solitaria, mentre se la cooperazione è fra le vostre priorità la Sirena può assumere un ottimo ruolo di supporto grazie ad un ramo che la avvicina ad un Healer tutte curve. Selezionando le opportune abilità potremo resuscitare immediatamente i nostri compagni utilizzando la stasi, e tutti i nemici uccisi mentre sono “in sospensione” rilasceranno energia vitale che curerà automaticamente i membri del party.

"Il Gunzerker insomma si dimostra un vero Barbaro armato con Shotgun e Mitragliatrice"

Ovviamente nulla vieta di optare per una distribuzione uniforme degli skill point nei tre rami disponibili, alla ricerca di un ibrido che più ci soddisfi. Il game designer conferma inoltre che in Borderlands 2 potremo in qualsiasi momento riassegnare i punti distribuiti, testando semmai nuovi approcci. Questa possibilità sarà importante soprattutto per dimostrarci elementi versatili in un party d'occasione: dare spazio alla dimensione cooperativa è una delle priorità del team, e lo dimostra questa scelta oltre che il multiplayer drop-in drop-out, fortemente invocato dai fan e confermato per questo secondo episodio.
L'altra classe che abbiamo testato è il Gunzerker, inedito e ovviamente dedito al massacro indiscriminato. La sua abilità speciale (caratterizzata da un tempo di cooldown molto esteso) è la possibilità di imbracciare due armi contemporaneamente, raddoppiando quindi il danno inflitto e la potenza di fuoco. Anche il Gunzerker ha tre rami ben definiti per il suo Skill Tree. Da una parte troviamo abilità che aumentano la resistenza, il danno e la salute, dall'altra invece due opzioni sicuramente più tattiche. Visto che l'elevato consumo di munizioni potrebbe rivelarsi un problema per il Gunzerker, gli sviluppatori hanno ben pensato di dotarlo di abilità che lo rendano completamente autonomo, dapprima riducendo il numero di proiettili consumati, e poi addirittura rimpinguando i caricatori per ogni colpo a segno: immaginate dunque una cascata di bossoli senza fine, e nessun problema di munizionamento: il paradiso dei distruttori. L'ultimo ramo dello skill tree invita invece a mantenere un elevato numero di kill: per qualche secondo dopo ogni uccisione potremo ricevere dei bonus, al danno inflitto, alla resistenza, alla velocità di ricarica della vita, degli scudi e dell'abilità primaria. Il Gunzerker insomma si dimostra un vero Barbaro armato con Shotgun e Mitragliatrice.
Nel corso delle nostre prove le due classi appena descritte si sono dimostrate in molti casi complementari, con il bestione a fare da testa d'ariete la flessuosa Sirena pronta ora ad immobilizzare i nemici più ostici, ora a curare il compagno nei momenti di difficoltà. Come sempre Borderlands da il meglio di se in cooperativa, ma nei momenti di stanca i personaggi possono persino decidere di darsele di santa ragione. Come nel primo capitolo, con un attacco corpo a corpo è possibile sfidare il compagno in un breve testa a testa. Stavolta, per rendere gli scontri un po' più interessanti, potremo persino scommettere pezzi del nostro equipaggiamento, offrendo all'avversario un motivo in più per essere agguerrito e competitivo.

Parola d'ordine: varietà

Nel corso delle due ore che abbiamo passato nelle Wasteland abbiamo notato una varietà di ambienti e situazioni nettamente superiore a quella del primo episodio. Intendiamoci: non scompare l'atmosfera corrotta che ha caratterizzato Pandora, ed in ogni scorcio si respira in fondo la decadenza di un pianeta perduto. Ma ormai sono passati cinque anni dagli eventi del precedente episodio, e qualcosa è cambiato. I mutamenti climatici hanno permesso alla flora di conquistare parti consistenti del territorio, e l'impegno dei coloni per rendere Pandora un posto migliore è evidente: sulla superficie sorgono strutture ben più complesse rispetto alle città-fantasma insidiate dai predoni. La prima missione si ambienta proprio all'interno di una enorme riserva adibita alla conservazione delle specie a rischio. Il nostro compito è quello di recuperare il vecchio Bloodwing per un Mordecai ormai stanco ed invecchiato: il suo fedele compagno è stato catturato, e noi dobbiamo liberarlo. Ovviamente la zona è guardata a vista da un numero impressionante di guardie robotiche, mentre all'interno le stanze sigillate nascondono le più terribili mostruosità che pure il pianeta si era sforzato di nascondere nelle sue viscere. Basterebbe questa prima missione per avere un'idea dell'incredibile varietà di nemici con cui il team di sviluppo ha condito le ambientazioni. Ci sono ad esempio vari modelli di robot di guardia: alcuni si trasformano in improvvisati buldozzer e ci caricano a testa bassa, altri usano delle eliche di fortuna per fluttuare sopra le nostre teste subito prima di piombarci addosso. Altri ancora mantengono semplicemente la distanza bersagliandoci con mitragliate precise. I Robot possono essere massacrati senza pietà, ma anche letteralmente smembrati: una raffica alle gambe e li vedremo zoppicare vistosamente, un colpo agli arti superiori e resteranno senza armi. A seguito dell'operazione “chirurgica” vedremo poi un drone riparatore avvicinarsi ai compagni: smembrare gli avversari per attirarlo nella nostra linea di fuoco potrebbe essere una tattica interessante. E' questo un esempio delle nuove routine dell'Intelligenza Artificiale adattiva: la varietà, in Borderlands 2, non passerà soltanto dal numero, ma anche dalla capacità dei nemici di interpretare ogni situazione in maniera sempre diversa.

Proseguendo nella riserva e poi, più oltre, in cave sotterranee percorse da fiumi acidi, troviamo nemici di ogni sorta. Ci sono vermi sotterranei che spuntano all'improvviso per colpirci coi loro viscidi tentacoli, strani aracnidi saltatori capaci addirittura di mimetizzarsi fin quasi a rendersi invisibili, e luridi insetti volanti che tendono a crescere in fretta. Solitamente, esplorando le ambientazioni questi ultimi si trovano allo stadio larvale: possiamo decidere se farli fuori o attendere la loro rapidissima evoluzione, che li trasformerà in insetti adulti e, più oltre, in versione potenziate (“Badass”) della specie. Attendere e rischiare significa anche guadagnare più punti esperienza e la possibilità di raccogliere loot migliore: ai temerari esploratori di Pandora la scelta.
La carrellata di mostri e aberrazioni si conclude, per il momento, con enormi molossi tripedi, dai cui arti crescono concrezioni di preziosi cristalli: molto duri da abbattere, vanno colpiti nei loro punti deboli per evitare di sprecare proiettili contro la loro corazza impenetrabile. Una versione gargantuesca di questo nemico era anche il mid-boss che abbiamo affrontato nelle cave, intenzionati a recuperare le foto osè di Maxxi che stranamente erano conservate in una cassa sulle spalle di questo gigante. Una volta rinvenuto il prezioso bottino, ci è stata data una scelta: riportare le foto alla legittima proprietaria, o consegnarle al nostro viscido “quest giver”? Purtroppo la versione presentata non ci ha permesso di portare a termine la missione scegliendo l'una o l'altra opzione. Il team ha però incluso questa scelta per fare il punto sulle quest a scelta multipla: Gearbox assicura che le scelte del giocatore influenzeranno pesantemente non tanto la narrazione (si tratta infatti ci compiti secondari), quanto il mondo di gioco. L'accesso ad alcune zone ci verrà ad esempio precluso, mentre si apriranno altri scenari che potremo esplorare. Oppure, certi ambienti potranno “evolversi” in due maniere completamente diverse. Un espediente che si rivelerà perfetto per incrementare esponenzialmente il replay value: in Borderlands 2 il secondo Playthrough è seriamente incentivato, e sebbene il team non abbia ancora deciso quale sarà il level cap (nel primo capitolo era fissato a 50), è praticamente certo che chi vorrà raggiungere la vetta dovrà impegnarsi parecchio.
Nel corso del nostro approfondito Playtest abbiamo anche notato una interessante novità. Oltre ai punti esperienza il nostro personaggio accumulava “Badass Point”, soddisfacendo alcune particolari condizioni (un certo numero di uccisioni con il fucile di precisione, un tot di headshot dalla distanza). Il team di sviluppo non si è voluto sbottonare sulla funzione di questi punti, e abbiamo notato che una delle schermate del menù era opportunamente bloccata. Non abbiamo idea della loro funzione, ma gli sviluppatori sembravano abbastanza emozionati anche solo a nominarli. Magari un sistema che permetterà di personalizzare l'aspetto del nostro protagonista, acquistando orpelli estetici e costumi extra? Possiamo solo ipotizzare, ma torniamo a ripetere che Borderlands 2 non ha certo finito di stupirci. Gearbox vuole centellinare le novità, dapprima rassicurando sul rispetto dell'eredità del primo capitolo, e solo successivamente presentando le sue novità.

Stile a manetta

Uno dei punti di forza del precedente capitolo era sicuramente lo stile grafico, che riusciva a trasmettere tutta la desolazione delle Wasteland mantenendo però un tono distaccato e brioso anche sul fronte stilistico, grazie ad una sorta di toon shading dettagliatissimo. Il tono da grafic novel che poi ha ereditato anche il recente The Darkness 2 ritorna anche in questo secondo capitolo, che mostra un engine più in forma che mai. Il team non ci ha comunicato le specifiche del PC su cui girava questa versione Alpha, ha però assicurato che la scheda video era una Nvidia della serie 400, e che i requisiti minimi non saranno di conseguenza troppo esosi. Il framerate si è dimostrato solidissimo, ed una rapida occhiata al menù delle opzioni, oltre a mostrare il selettore per modulare il Field of View, delinea una cura eccezionale per la versione Personal Computer. Per il nostro test abbiamo comunque utilizzato un Gamepad Xbox360, senza purtroppo avere accesso alla schermata di mappatura dei controlli (non sappiamo dunque se saranno configurabili a piacimento).
Globalmente, nonostante la versione mostrata fosse ancora molto indietro nello sviluppo, si sottolinea un'eccezionale mole poligonale, che rende pompose e complesse tutte le architetture artificiali e ambientali. La texturizzazione è sempre eccellente, e le uniche incertezze riguardano le animazioni di alcuni nemici (probabilmente ancora da ritoccare), mentre ottime e molto varie appaiono quelle di ricarica delle armi. Lo stile sempre molto arido apre a nuovi cromatismi: il giallo fluorescente del mare di acido, il grigio delle ragnatele che dilagano nei nidi degli insetti, e poi sempre il rosso della ruggine ed il candore del metallo nelle strutture asettiche. Anche dal punto di vista visivo, insomma, Borderlands 2 appare più ricco e interessante, e la nuova faccia di Pandora sarà davvero tutta da esplorare.

Borderlands 2 Borderlands 2 finisce senza appello in vetta alla nostra personale Wishlist, e fin da adesso siete tutti avvertiti: 2K e Gearbox potrebbero sfornare un vero e proprio capolavoro. Chi ha amato il primo capitolo, una di quelle perle grezze da ricordare negli anni, sa già cosa aspettarsi: la profondità di un gioco di ruolo, il dinamismo di uno shooter, mescolati in un gameplay rapido e frenetico, che avvolge il giocatore e lo spinge a costruire passo dopo passo il suo personaggio. La scalata dei livelli, il perfezionamento delle skill e la ricerca dell'equip di spicco sono dinamiche che possono creare assuefazione, soprattutto ora che si interfacciano con un mondo di gioco più vario e vivace, e con un set di nemici inediti e aggressivi. Il fulcro dell'esperienza di gioco è la modalità cooperativa, che ci permetterà di formare una squadriglia inarrestabile per vivere e rivivere l'avventura principale, mentre Pandora si modifica in base alle nostre scelte. E se pensate che Borderlands 2 si sia focalizzato soltanto sul miglioramento di tutte le caratteristiche del primo episodio, aspettate di sapere qualcosa in più su Badass Point, nuovi veicoli e inediti pezzi dell'equipaggiamento: come abbiamo già detto, il titolo Gearbox non ha finito di presentare le sue novità. Ma anche allo stato attuale dei fatti, non ci saremmo staccati dal pad. Continuate a seguirci per tutti i dettagli su quello che è uno dei più promettenti titoli del 2012. Saremo in prima linea per ripulire Pandora!

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