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Hands on Call of Duty Ghosts - Multiplayer

Provato ancora una volta a Londra, il multiplayer di Ghosts convince senza riserve

hands on Call of Duty Ghosts - Multiplayer
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo averci presentato un'overwiev della campagna single player, ed il walktrough di una nuova missione, è stato il momento di passare al multiplayer di Call of Duty: Ghosts, la componente sulla quale Infinity Ward punta maggiormente, nonché la più attesa da tutti gli appassionati. L'offerta di Ghosts, in questo caso, appare più solida e convincente che mai: mappe più grandi ed articolate, nuove modalità, l'ausilio dell'esperienza second screen e sempre più ampie possibilità di personalizzazione della dotazione. Tutto questo e molto altro ancora nel corso di una presentazione londinese che ci ha permesso nuovamente di fare il punto sul comparto multigiocatore, di osservare (ma solo in modalità fly trough) la più grande mappa mai creata per COD, e sperimentare nuovamente le novità introdotte in Blitz e Cranked, nonché qualche nuovo Perk.
La sessione di prova, come vedremo a breve, ci ha lasciati decisamente soddisfatti per quello che, ne siamo certi, sarà questo 5 Novembre l'ennesimo Call of Duty da record, almeno in ambito competitivo.

Personalizzazione, nuovi contenuti e COD ID

Prima di passare all'hands on vero e proprio, la simpaticissima Tina Palacios ha voluto rinfrescare la memoria ai presenti rispetto ai core pillars della componente multigicoatore.
In prima linea troviamo, naturalmente, la personalizzazione dell'avatar, che passa quest'anno per la scelta del sesso del nostro soldato, del vestiario (con tanto di tute ed elmetti diversificati), della pittura facciale ed, ovviamente, della dotazione bellica. Le possibili combinazioni sono addirittura ventimila, per il guerrafondaio che non deve chiedere mai! Oltre al potenziamento della personalizzazione estetica ed all'aggiunta di circa trenta nuove bocche da fuoco, tra le quali una nuova classe di armi chiamate Marksman (incrocio tra fucili di precisione e d'assalto), troviamo anche una selezione di Perk in parte rinnovata, così come qualche killstreak nuova di zecca (le deatstreak sono invece state eliminate). Particolarmente interessante, tra quelle mostrateci, Dead Eye, che permetterà di incrementare il danno dei propri proiettili man mano che inanelleremo uccisioni. Una delle abilità più potenti e costose di tutto il pacchetto Ghosts, ci racconta Tina, da utilizzare per diventare dei cecchini assolutamente letali. Qualche perplessità rispetto al bilanciamento di tali skills ci sfiora il cervello, ma senza una prova concreta (quella odierna in questo caso non è bastata) non possiamo certo permetterci di sbilanciarci in qualche giudizio.
Molto più interessante della personalizzazione, che avevamo visto e commentato già in occasione di eventi precedenti, l'esperienza "second screen", raccontataci durante questo evento londinese in maniera piuttosto dettagliata. Le possibilità principali saranno naturalmente legate alla fruizione di statistiche, mappe, personalizzazione della dotazione "on-the-go", creazione e gestione del clan e quant'altro possiate facilmente immaginare legato ad un tablet o ad uno smartphone. Le cose si faranno decisamente più serie quando, attraverso Smartglass, l'app gratuita di Call of Duty: Ghosts (disponibile al lancio sia per sistemi iOS che Android) si connetterà attivamente alla console. Potremo così partecipare a tornei su base settimanale o mensile legati a ciascuna delle modalità di Ghosts, nonché ad un interessante metagame mobile basato sulla conquista di territori.
Ogni mappa rappresenterà un territorio da conquistare ed ogni clan potrà appropriarsene risultando, in quella location, il più forte. Conquistato un territorio scatteranno dinamiche e rivalità ben più approfondite, dato che alla fine di ciascun periodo prestabilito verranno premiati coloro i quali avranno ottenuto più territori. Si innescheranno quindi dei "tutti contro uno" (si parla sempre di clan war) nei quali non sarà per nulla facile detenere il controllo di più territori contemporaneamente. Infinity Ward, poi, promette di aggiornare costantemente mappe e modalità coinvolte, integrando nell'esperienza pacchetti scaricabili e costanti novità legate al meta-game. Una maniera interessante per guadagnare punti sperimentando qualcosa di leggermente differente dal solito e lasciandosi trasportare dal forte senso di competizione che questi tornei sembrano promettere. Speriamo il tutto sia reso fruibile anche sul nostro territorio, dato che sappiamo bene quali sono le restrizioni in termini di "giochi a premi".

Non è comunque solo questa la novità di Ghosts, che presenta anche una modalità competitiva e cooperativa nuova di zecca: Squad. Tramite Squad potremo costruire un team eterogeneo e variegato, utilizzando la facoltà di interpretare e sviluppare fino a sei soldati contemporaneamente. Tutti i nostri prestigi non andranno dunque "sprecati" o utilizzati solamente per essere sfoggiati con una targhetta. Nel caso di Squad potremo utilizzare i nostri alter-ego per comporre la formazione perfetta ed affrontare altre squadre guidate dalla CPU (ma recuperate dai nostri amici online) in cooperativa con cinque amici oppure direttamente un amico alla guida della sua squadra. Le differenze, in questo caso, staranno nell'interpretazione dei membri. In coop solo gli avversari saranno BOT, mentre nell'uno contro uno entrambi i contendenti dovranno decidere quale soldato controllare, lasciando il resto in mano alla CPU. Infinity Ward promette, per quanto riguarda i BOT, un'intelligenza artificiale molto sviluppata, capace di apprendere i metodi del "proprietario" e portarli efficacemente in campo. Noi riserviamo qualsiasi giudizio alla definitiva prova con mano, per quanto l'interesse verso una componente multiplayer decisamente diversa dal solito sia davvero spiccato. Si potrebbe trattare inoltre di una perfetta modalità d'allenamento per i più agguerriti clan online.
Ultimo ma non meno importante tra gli aspetti sciorinati quest'oggi il Call of Duty ID, una vera e propria impronta digitale di ciascun possessore di Ghosts. Questo profilo non terrà solo traccia di ogni progresso e di ogni espansione/pacchetto premium posseduto dal giocatore, ma permetterà anche -e soprattutto- di importare ed esportare con facilità il tutto tra una console e l'altra. Si tratta di una pratica veramente interessante in ambito cross-gen, anche considerate le offerte che varie catene stanno facendo rispetto ad un doppio acquisto (current e next gen) di Call of Duty. In buona sostanza, grazie a COD ID, potrete trasportare senza soluzione di continuità i vostri progressi da PS3 a PS4, da Xbox 360 ad Xbox One, senza colpo ferire. Questo vuol dire che, indipendentemente da quel che faranno i vostri più fidati amici in rete, potrete esserci, per combattere e divertirvi al loro fianco. Una trovata semplice ed intelligente, che, ne siamo certi, spingerà più d'un giocatore al "doppio acquisto".
La fase di presentazione chiude dunque con un escursus su Stonheaven, la mappa più grande mai creata per il multiplayer di COD. Ispirandosi alla tradizione scozzese ci si ritroverà nei dintorni di un enorme castello medievale, apparentemente ricchissimo di possibilità per il combattimento. Per quanto breve, il "giro panoramico" ha mostrato sottopassi, camminamenti più o meno esposti, possibilità di appostamenti sopraelevati e di combattimento dentro e fuori dalle cinta murarie e dagli edifici circostanti. Una grande varietà ed una mappa davvero sconfinata per gli standard di COD, tanto da suscitare qualche dubbio rispetto ad un possibile contrasto rispetto alla filosofia della saga. L'immediatezza dello scontro, in un sei contro sei, potrebbe infatti venir meno, magari favorendo un gioco troppo stanziale e snaturando così l'approccio frenetico ed adrenalinico della produzione Activision. Si tratta comunque solo di primissime impressioni, che fanno il paio con la gioia di avere, anche in Call of Duty, una (o più?) mappe grandi.

Un test convincente

Rimanendo in tema "mappe" il nostro playtest successivo alla presentazione ha dato impressioni immediatamente positive soprattuto per quanto riguarda questo frangente. Le due location saggiate quest'oggi hanno mostrato prima di tutto grande varietà ed un'estensione media paragonabile alla mappa più estesa di Black Ops 2. Tra postazioni e camminamenti sopraelevati, passaggi secondari e terreni di scontro all'aperto ed al chiuso, siamo rimasti positivamente colpiti da design e layout delle location, rese in maniera piuttosto convincente ed evocativa anche a livello artistico. La prima, ambientata nei pressi di una stazione di servizio immersa nel deserto, ci ha mostrato una strutturazione decisamente più intricata, con spazi occupati da pesanti autocisterne abbandonate e diversi edifici a fare da parco giochi per un'azione molto diversificata e sempre coinvolgente. Interessanti spot d'appostamento si alternano in maniera convincente ad altrettante vie per l'accesso diretto ad ogni zona della mappa, caratterizzando -per quanto provato- un'azione sempre varia. Forse un po' più lineare la seconda mappa provata, un'ambientazione artica decisamente meno complessa ma, allo stesso tempo, più estesa. Terreno fertile per i cecchini, tra alberi e casolari abbandonati, questa mappa è stata ideale teatro di qualche scontro in modalità Dominio, tanto per la sua estensione quanto per la necessità, in questo game mode, di muoversi maggiormente rispetto ad un Team Deatmatch. Per quanto il layout fosse decisamente meno complesso, in ogni caso, la presenza di caverne, radure boschive e letti di fiumi ghiacciati attraverso i quali sgattaiolare furtivamente ha dato una connotazione particolarmente brillante anche a questa seconda location.
In termini di game mode ci dobbiamo esprimere come abbiamo più volte fatto in precedenza. Blitz, in questo Ghosts, regna assoluta, proponendo la più precisa riproposizione della "filosofia Call of Duty". Si tratta di un game mode frenetico ed immediato, pensato per partite velocissime, senza alcuna perdita di tempo. Cercare la strada migliore tra la nostra base e quella avversaria, per segnare un touchdown, è stimolante e divertente, soprattutto se nel mezzo si inserisce la necessità di guardarsi le spalle da possibili appostamenti o, comunque, la necessità di proteggere la nostra stessa base. Si inseriscono, dunque, anche molti risvolti tattici, per quello che a nostro avviso sarà un game mode tra i più gettonati nelle clan war. All'opposto, invece, abbiamo trovato un po' superficiale la realizzazione di Cranked, modalità nella quale dopo un'uccisione un ordigno viene legato al proprio avatar, pronto ad esplodere. I trenta secondi necessari all'esplosione, tenendo presente la possibilità di "azzerarli" eliminando un avversario o passandoli a chiunque ci ucciderà, sono decisamente troppi: in due match, per un totale di venti minuti, abbiamo osservato soltanto un'esplosione (capace per altro di sconquassare la mappa e rendere totalmente diverso il terreno di scontro). Forse un po' troppo poco per un game mode che andrà studiato a fondo prima di definirne bene i contorni e i giudizi.
Il resto della prova vertiva principalmente su Dominio e Team Deathmatch, che ci hanno permesso dunque di concentrarci su qualche dettaglio collaterale. Abbiamo così notato qualche nuova animazione e qualche nuova possibilità (ad esempio sparare immediatamente dopo aver scavalcato un ostacolo), così come la presenza, anche in multiplayer, dei suoni dinamici: a seconda del luogo nel quale ci troveremo le armi "suoneranno" diversamente. A sostituire il tuffo, poi, la scivolata, per avvicinarsi da sotto al nemico e sorprenderlo -si spera- con una fucilata dove non batte il sole. Si tratta di uno scivolamento non molto prolungato, in ogni caso, per mantenere un certo bilanciamento in fase di gameplay. Un gameplay che -ninnoli a parte- non cambia assolutamente di una virgola, abbracciando la formula vincente della saga e dimostrandosi sin dal primo contatto con il joypad Xbox One (perfetto per gli FPS) assolutamente assuefacente!

Call of Duty: Ghosts L’esperienza multiplayer di Call of Duty: Ghosts, su console, è senza ombra di dubbio la più divertente ed immediata che abbiamo sino ad oggi sperimentato. Frenetico ed assuefacente, Ghosts presenta le solidissime dinamiche già viste in passato con diverse aggiunte, sia in termini di gameplay che -soprattutto- di modalità. Il modus operandi di Infinity Ward ci sembra quello giusto. Call of Duty in multiplayer così com’è funziona alla grande: Blitz è una modalità fantastica e le nuove mappe, per quanto visto, convincono alla grande. Tutto fa pensare e sperare per il meglio, compreso un comparto tecnico raffinato e ripulito (anche se non “nuovo”) e capace di schizzare ai 60fps fissi che servono a Call of Duty per esaltare i suoi fan. Per quanto riguarda l’esperienza competitiva, insomma, non c’è altro da aggiungere se non una spasmodica attesa per il 5 Novembre!

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