Hands on Carmageddon Reincarnation

La carneficina automobilistica più folle e violenta di sempre.

hands on Carmageddon Reincarnation
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Pochi giochi possono essere definiti come l'apoteosi della distruzione e della violenza sul piccolo schermo interattivo che da lungo tempo ci appassiona. Uno di questi è Carmageddon, TPS travestito da gioco da guida che nel '97 divenne un cult: otto macchine su tracciati urbani pieni zeppi di pedoni, rampe, power-up, vetrate e edifici come teatro di un'apocalisse in miniatura: stragi di inermi passanti, incidenti inverosimili, salti e acrobazie fuori dalle leggi della fisica. Chi partecipa è premiato più per quanto distrugge che per come guida, e i tracciati sono complicate arene esplorabili liberamente per dare vita a carneficine e stunt fuori da ogni parametro. Carmageddon: Reincarnation è il reboot del brand finanziato tramite Kickstarter da più di 15.000 fan, ed è giunto settimana scorsa tramite Early Access su Steam. I riff di metallo pesante accompagnano la follia devastatrice di Max Damage e soci in una parodia di racing game fresca quanto un maiale appena macellato. Paraordinaria follia.

Pulping Puppies with Hammers

La build rilasciata su Steam da Stainless Games (i programmatori originali della serie che hanno ricomprato i diritti) lascia spazio a pochi dubbi: Carmageddon è tornato più violento di sempre. Il feeling nei primi momenti è di straniamento completo. Non si capisce bene che cosa succede a schermo mentre si cerca goffamente di raggiungere i vari checkpoint. Dopo le prime due curve salta completamente ogni schema che goffamente abbiamo in testa, inchiodati da anni di banali giochi di guida... ma chissenefrega del tracciato, vogliamo distruggere!
Incitati dall'IA impazzita e demente degli altri cinque concorrenti, cominceremo a prenderli a sportellate per buttarli giù da una scarpata, scovando magari un bivio prima ignoto che porta a un power-up folle quanto una mucca al polo sud. Seguito da una rampa gigantesca; o da una parabolica che finisce in verticale; o da un giro della morte.
Le "gare" possono essere vinte in tre modi: completando il circuito seguendo i vari checkpoint (sconsigliato dagli stessi tooltip del gioco!); uccidendo un certo numero di pedoni o esseri viventi di varia natura; o facendo esplodere tutti gli avversari. In questa build per ora l'impianto del gameplay è solo abbozzato e totalmente sbilanciato data la natura pre-alpha del software, ma già si intravede una struttura molto solida nella sua pazzia.


Tre modalità principali (Carriera, Freeplay e Multiplayer), diversi tracciati, tre livelli di difficoltà e sei modalità di gara. Per ora le opzioni implementate sono poche ma, come nei vecchi capitoli, pasticciare con tutte le opzioni per ottenere risultati assurdi costituirà una parte centrale del gameplay fuori di testa di Carmageddon.
La struttura dei circuiti richiama quella di altri titoli di guida classici come Ridge Racer, ovvero diverse mappe (tre nell'Early Access) molto vaste, su cui sono posizionati un numero di tracciati selezionabili a inizio gara, che cambiano la configurazione dei checkpoint. Il bello però è che gli accessi alle varie sezioni delle gigantesche mappe sono lasciati aperti indipendentemente dal percorso selezionato, e sarà dura vincere percorrendo i giri necessari per primi. L'IA implementata è molto esplicita in questo senso: l'obiettivo del computer sembra infatti quello di farvi fuori, certo non di vincere. Una trovata geniale, per cui i dannati nemici ve li ritroverete sempre alle spalle, intenti a cercare di speronarvi e buttarvi giù da un fosso, anche se nemmeno questi ultimi fermeranno la folle corsa. Molto spesso infatti cadrete nell'acqua o nella lava e avrete un certo numero di secondi per trovare nelle vicinanze un power-up che vi permetterà di guidare in condizioni estreme (per ora sono posti un po' a caso e il bilanciamento avverrà in corso di sviluppo). Proprio i power-up, insieme alle numerose modalità di gioco e di gara, sono il cuore di Carmageddon. Già in questa early build ne troviamo una ventina, dai più classici come diversi tipi di turbo (continuativi o a cariche usabili) e mine, passando per le banane alla Mario Kart, un paio di portiere ad ali di rondine per planare, e ruote a molla per saltare. Ma non è tutto. I power-up più divertenti sono quelli che riguardano l'ambiente e ovviamente i pedoni. Se qualcuno sul tracciato attiverà la gravità lunare, vi vogliamo vedere a usare il turbo che stavate innescando per far esplodere il nemico di fronte, speronandolo a mille chilometri orari: una piccola buca e volerete nello spazio. Spettacolare anche il power-up flipper, che ad ogni urto restituirà un impatto tre volte maggiore alla macchina, che sbatterà a destra e sinistra fino probabilmente a rovinare giù da una scarpata.
In tutto questo degli ignari passanti girano per i circuiti, messi lì a caso e completamente fuori luogo, che passeggiano come se nulla fosse. Di media per vincere uccidendoli servirà farne fuori seicento, in un'orgia di carne maciullata talmente surreale che alla PEGI stanno inventando un apposito simbolo per avvertire i consumatori. Raccogliendo il bonus Time to Groove daremo a tutti un certo vantaggio per ottenere l'agognata vittoria tramite carneficina: i pedoni cominceranno a ballare in modo goffo e scomposto, emulando una specie di breakdance idiota e rimanendo fermi sul posto, senza scappare come al solito: prede perfette per il nostro paraurti.

Venendo ai circuiti per ora le grosse mappe sono solo tre: un ridente (mica tanto) paesino costiero, con tanto di spiaggia e bagnanti; il polo sud, o meglio, una qualche landa ghiacciata piena di navi petrolifere; un porto nei pressi di una centrale nucleare. Ogni mappa è una specie di macabro parco giochi, tra rampe e zone più densamente popolate da radere al suolo, e ha una sua particolare "attrazione", come la turbina della centrale e l'immenso cargo del polo. Nel paesino il tracciato è attraversato da mandrie di placide mucche intente a brucare... che finiranno spalmate più della Manzotin dopo poco tempo da inizio gara. L'impatto con la nostra prima mandria è stato semplicemente epico: ci siamo impuntati per finire il circuito arrivando primi al traguardo, senza farci distrarre dai bivi e dalla stupidità artificiale degli avversari intenti a lanciarsi giù dalla scogliera. Imbocchiamo una curva velocemente e vediamo un giro della morte sotto un ponte stagliarsi immenso: un'opera sopraffina e senza alcun senso. O la va o la spacca. Accendiamo il turbo e compiamo l'impossibile, tenendo la strada anche in verticale e a testa in giù. Usciamo d'un tratto dal loop e... SBAM! Una vacca finisce sul nostro parabrezza, spiattellandosi in un mashup gore da manuale, seguita da un'altra e un'altra ancora. Iniziamo a sbandare mentre il contatore delle morti necessarie per vincere sale vertiginosamente. Ma il problema è tenere la strada: i cornuti mammiferi sono grossi e sembrano affezionarsi da morti alla nostra carrozzeria. Vari pezzi di bovino penzolavano dalle lame della tamarrissima carena della nostra Lamborghini Countach verde fluo, mentre ormai non riuscivamo a controllare il mezzo che è finito contro un muro spaccandosi completamente, tra muggiti strazianti e scie di sangue sotto i copertoni.
La fisica di gioco è piuttosto evoluta per un simile agglomerato di nonsense videoludico, tanto che pare non avere alcuna ragione d'essere. E invece è proprio l'attenzione così peculiare agli aspetti più tipici di un racing game classico che fa emergere il gameplay di questo Carmageddon, dalle ragdoll precise di corpi umani e animali, alla tenuta su strada, agli impatti con il terreno e le pareti.

Ogni vettura selezionabile (sei in questa pre-alpha) ha un suo modello di guida ben preciso che si riflette sui controlli. Anche se non siamo del tutto convinti della bontà delle singole emulazioni fisiche, in realtà quello che conta non è certo la simulazione, bensì avere a disposizione più stili da governare per compiere acrobazie estreme sempre diverse. Quindi il Big Foot dotato di trapano gigante frontale giungerà dove la bassissima Cadillac leopardata con rostro da mietigrano non potrà mai arrivare. Ma l'impatto frontale chi lo vincerà tra le due?
Da citare sicuramente il folle sistema di punteggio: ogni acrobazia e combo che effettueremo garantirà un certo numero di secondi aggiuntivi e un determinato numero di punti. Ii punteggio sarà più alto a seconda di quanto folle e sarà l'acrobazia combinata. Il nostro massimo è stato un frontflip 360 con investimento di ciccione e speronamento laterale di avversario in aria (è spuntato all'improvviso, ci aveva puntato dalla distanza), per circa duemila punti. Punti che abbiamo immediatamente speso per riparare la macchina. Infatti ogni volta che finiremo fuori strada in maniera irreparabile, oppure che ci ribalteremo, oppure pian piano che la vettura si sfascia (tra l'altro in modo molto dettagliato, con tanto di parti di motore che si staccano) potremo istantaneamente spendere i suddetti punti tenendo premuto un tasto (Y sul pad, pienamente supportato già da ora) per tornare alla governabilità di una macchina intonsa. Ma attenzione: se finirete i punti a disposizione sarà game over: ogni riparazione può essere calibrata a seconda di quanto a lungo terremo schiacciato il tasto, ma rimessa in carreggiata costa una cifra mica da ridere: duemila punti senza alcun repair. E quegli idioti artificiali saranno sicuramente già pronti ad aprirvi il posteriore con le loro lame di rasoio a ghigliottina, nello stesso istante in cui premendo X vi state riteletrasportando fuori dall'oceano di acido in cui eravate finiti. Demenza allo stato brado.

Carmageddon Reincarnation Questo Carmageddon ci sta piacendo parecchio, perchè esce da qualsiasi schema che persino i giochi più arcade hanno cercato di proporre negli anni. Ci troviamo di fronte a un Twisted Metal schizzato e sanguinolento, in cui più che la vittoria conta come e se arriverete alla fine del match. Se proprio dobbiamo trovare qualche difetto, senza parlare del comparto tecnico troppo indietro per fare qualsiasi considerazione (ma assolutamente già non esoso in termini di risorse), ci è parso che i vari edifici e ambienti siano meno distruttibili di quelli del 1998, quelli del titolo Stainless più bello di sempre, uscito mentre il primo ancora veniva censurato e i governi si chiedevano come fosse possibile una simile nefandezza digitale. Stainless all'epoca si disinteressò completamente e rilasciò un seguito invece di combattere l'opinione pubblica. Voi lo censurate? E noi facciamo il seguito! Carmageddon 2 fu la vera droga psichedelica di fine millennio, con i suoi aereoplani esplosivi e centri commerciali devastabili dall'interno. Vogliamo vedere anche in questo Reincarnation un level design degno di cotanta follia. Magari ascoltando ancora il refrain di Man on the Edge dei Maiden mentre cadiamo a piombo da un tetto di un eliporto. E siamo sulla buona strada. Una strada rosso sangue.

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