Hands on Carrier Comand Gaea Mission

Un remake di un videogame di 25 anni fa mantenendone inalterata la struttura? È possibile.

hands on Carrier Comand Gaea Mission
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Enrico Spadavecchia Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Un remake di un videogame di 25 anni fa mantenendone inalterata la struttura? È possibile. Già conosciuti per i fortunati franchise Operation Flashpoint e Arma, gli sviluppatori cechi di Bohemia Interactive debuttano nell'ambito degli strategici con Carrier Command: Gaea Mission, fedele remake e seguito spirituale di ultima generazione di un vetusto action-RTS, il cui nome appariva sui floppy dei più coraggiosi videogiocatori dell'epoca.

I am the walrus, goo goo g'joob

Sul finire degli anni '80, i più stringevano fra le loro manine i pad del NES, intenti a lanciare arcobaleni su Rainbow Island. I veri duri, quelli che ora sforacchiano decine e decine di ragazzini sui vari Arma o Counterstrike, con il solito grugno severo e qualche ruga, sperimentavano le prime, spartane, forme di grafica poligonale 3D su pc/amiga/atari, fra mille smanettamenti attorno ad incomprensibili menù. Oggi, un quarto di secolo dopo, abbiamo potuto dare uno sguardo alla versione di prova del tostissimo remake del vecchio Carrier Command.
Il gameplay di Gaea Mission, come quello del suo antenato Carrier Command, è incentrato sulla conquista strategica in tempo reale di isole controllate dagli avversari, partendo dalla propria nave-base. La versione di prova in nostro possesso non da la possibilità di analizzare la modalità campagna, che, per quanto ne sappiamo, seguirà la storyline del terzo romanzo della "trilogia di Gaea" degli autori australiani David Lagettie e Phil & Didi Gilson. Le missioni libere giocabili ci lanciano subito nel pieno dell'azione di conquista e, dopo qualche tentennamento dovuto alla totale assenza di un tutorial, ci accorgiamo di avere fra le mani lo stesso gioiellino di oltre vent'anni fa. La particolarità che distingue Carrier Command da un normale RTS è la possibilità di passare alla visuale in soggettiva per pilotare direttamente le singole unità. Inizialmente al comando della nave principale (carrier) potremo decidere in qualsiasi momento di lanciare i veloci scout aerei (manta) o i potenti mezzi anfibi corazzati (walrus) per perlustrare le varie isole. Premendo il tasto destro del mouse sarà possibile aprire il menu tattico, indispensabile per muovere allo stesso tempo più unità. Grazie ad eesso sarà possibile gestire l'apparato logistico e la produzione delle varie unità e, grazie alla visuale dall'alto, impartire ordini alle unità come in un qualsiasi canonico RTS. Nelle varie sessioni di prova, il movimento delle unità all'interno del menu tattico è risultato abbastanza agevole, tranne per alcune imprecisioni nel sistema di selezione: la forma e le dimensioni dell'icona del puntatore non sembrano ottimizzate per facilitare la selezione delle piccole icone che rappresentano le unità, tuttavia è possibile ovviare a questo problema tracciando i classici riquadri -ai quali ogni giocatore di RTS che si rispetti è abituato- col tasto sinistro del mouse. Il sistema di pilotaggio dei velivoli Manta è fluido e piacevole, anche se a volte macchinoso, mentre quello dei Walrus è risultato più di una volta difficoltoso sulla terra ferma, nei tratti di strada più impervi. Tutt'altro discorso per il Carrier, i cui movimenti dovranno essere necessariamente gestiti dal menu tattico, onde evitare lunghe ed inconcludenti virate. Altro aspetto interessante è la possibilità di controllare in prima persona ciascuna delle 4 torrette difensivedella nave-base, nonché del devastante cannone anteriore, per entrare in qualsiasi momento nel vivo delle battaglie navali fra i mastodontici Carrier.

Il misto azione-strategia alla base del gameplay di Carrier Command fa si che la propria skill nel pilotare i vari mezzi sia determinante per l'esito delle missioni, essendo la difficoltà delle partite invariata rispetto alla spigolosa controparte anni '80. D'altra parte, la sola skill nel muovere Manta e Walrus non sarà sufficiente da sola a garantire il successo delle singole missioni, spingendo il giocatore ad un approccio tattico nella conquista delle isole. Preso il controllo di un'isola sarà possibile navigare verso i vicini territori controllati dal nemico; tale azione è facilitata dal cosiddetto "time warp", che prevede un'accelerazione dello scorrere del tempo per velocizzare il percorso di lunghe rotte. Durante il time warp anche gli spostamenti delle unità nemiche e la loro produzione sarà accelerata.
Il gameplay di Carrier Command ci ha colpiti positivamente, sia per quel tocco di varietà che non può che giovare al mercato degli RTS, sia per la fedeltà con la quale è stato riprodotto un classico conosciuto da pochi coraggiosi videogamers di vecchia data. Seppur ancora in fase di sviluppo -lo testimonia l'onnipresente scritta ‘work in progress' che ha accompagnato l'intera sessione di testing- Carrier Command ha mostrato un gameplay solido ed efficace, anche se poco profondo sul lato strategico (solo 4 tipi di unità saranno disponibili nella versione finale del gioco).

Guerra poligonale

Sul piano tecnico il nuovo Carrier Command sfoggia un comparto grafico che non ha nulla da invidiare agli altri RTS in circolazione. Indubbiamente la questione del passaggio alla visuale in soggettiva ha spinto gli sviluppatori a creare modelli 3D ad alto conteggio poligonale, arricchiti da textures molto dettagliate. Molto ben realizzati anche gli immensi spazi aperti da esplorare, ricchi di scenari suggestivi e di vegetazione e variazioni climatiche davvero convincenti. Abbiamo inoltre apprezzato il massiccio utilizzo di effetti particellari e luci dinamiche, e alcuni piccoli surplus che fanno felice l'occhio del giocatore: sullo sfondo del menu tattico, oltre alle rappresentazioni stilizzate delle unità e degli edifici è possibile scorgere un'opaca rappresentazione in tre dimensioni dell'equipaggio impegnato sul carrier, mentre selezionando la visuale in soggettiva delle unità ancora a bordo della nave è possibile ammirare l'interno della struttura della nave-base. Nonostante l'apprezzabile quantitativo di azzeccate accortezze grafiche, non abbiamo potuto non notare la scarsa distruttibilità dell'ambiente di gioco, limitata ai soli edifici nemici. Il motore grafico -tutto nuovo e differente da quello utilizzato da Bohemia per la realizzazione di Arma e Take on Helicopters- nella versione di prova ha mostrato segni di instabilità: con la nostra macchina, dotata di un processore Intel Core i5 2500, 4 GB di RAM e scheda video NVIDIA GeForce GTX 460 abbiamo riscontrato alcuni vistosi cali del framerate, soprattutto in presenza di folta vegetazione.

Carrier Comand Gaea Mission La nuova incarnazione dell'action-RTS Carrier Command: Gaea Mission promette bene. Anche se la profondità dell'aspetto strategico rischia di essere compromessa dalla scarsità di unità a disposizione del giocatore, l'atipicità dell'azione di gioco e l'alto grado di sfida farà la felicità di molti amanti dei generi mescolati da Bohemia Interactive. L'uscita è prevista per Settembre 2012, ma è possibile acquistare una versione 'parziale' del gioco per partecipare all'iniziativa "play & contribute", incui potremo di fatto partecipare al beta testing dando il nostro feedback agli sviluppatori. In definitiva il nuovo Carrier Command è una chicca imperdibile per i nostalgici, ma anche per chi è in cerca di variazioni sul tema RTS.