TGS 2013

Hands on Castlevania Lords of Shadow 2

Castlevania non manca l'appuntamento con il TGS

hands on Castlevania Lords of Shadow 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Lords of Shadow 2 non poteva mancare al Tokyo Game Show. Pur affidato alle cure del team spagnolo Mercury Steam, il nuovo action game bollato Kojima Production è uno dei prodotti di punta di Konami, una delle "Big 6" che spopolano in Giappone. Sfortunatamente la demo giocabile sui padiglioni dello showfloor era sostanzialmente la stessa che abbiamo già avuto modo di incontrare a Colonia e, prima ancora, all'E3. La software house sembra restia, insomma, a mostrarci sequenze inedite: forse perchè manca ancora un bel po' all'uscita (fissata per il 28 Febbraio su PC, Ps3 e Xbx360), o forse perchè le sorprese in serbo per noi utenti sono così solide che sarebbe un peccato rovinarle per un Hands-On.
In ogni caso rincontrare il gameplay di Lords of Shadow 2 è sempre un piacere, e possiamo dirci soddisfatti anche dai miglioramenti tecnici che questa demo ha evidenziato.

il potere di Dracula

Come ben sanno coloro che hanno terminato il primo Lords of Shadow od eventualmente si sono cimentati con Mirror of Fate, Gabriel Belmont in ultima analisi accettava la maledizione dentro di se così da diventare Dracula. Ma c'era dell'altro: il finale lasciava di stucco, dal momento che mostrava il risveglio del Conte ai tempi moderni. Tre puntini di sospensione che lasciavano intravedere un seguito in grande stile, con moltissime chicche e un setting veramente differente.
Castlevania Lords of Shadow 2 tiene banco nel corso di una notte soltanto ed è completamente ambientato ai giorni nostri. Castello incluso, anche se gli inquilini demoniaci preferiscono mantenere la tappezzeria medievale.
Infilato lo sguardo nel castello in cui si ambienta la demo, fin da subito si distingue il comparto stilistico: il sangue è la vistosa manifestazione di questo malessere interno alle mura. La sua apparizione sulla scena non promette mai nulla di buono: il sangue deteriora le colonne ed i pavimenti, logora gli ingranaggi ed obbliga ad inventarsi un percorso alternativo, irrora le vene dei boss potenziandoli a dismisura. Se ci pensate assomiglia non poco al Limbo che si ribella a Dante in Dmc, le cui manifestazioni erano scritte minacciose e quel liquido limaccioso che ogni tanto si intravedeva.
Dave Cox ci ha promesso una maggiore esplorazione degli scenari di gioco, lasciando intendere una forte componente in termini di backtracking, probabilmente simile a quella molto leggera di Mirror of Fate. In origine si pensava ad un open world, ma almeno il Castello sarà ancora abbastanza guidato nell'esplorazione. La città chissà, ma purtroppo Mercury Steam non è ancora pronta per mostrarcela.

Uno degli aspetti più interessanti del primo Lords of Shadow era la natura tutta particolare del sistema d'attacco. La danza flessuosa della frusta di Gabriel andava padroneggiata interiorizzando i tempi di ogni colpo e le animazioni del protagonista, che agitava la sua arma restando quasi fermo sul posto, potenzialmente esposto agli assalti degli avversari. Schivate e contrattacchi andavano quindi usati con attenzione, per avere la meglio su avversari brutali e impietosi. Lords of Shadow 2 perde un po' di questa sua unicità, cambiando evidentemente registro; ma per fortuna si mantiene su ottimi livelli in fatto di dinamismo e varietà, avvicinandosi agli insegnamenti di God Of War.
Il team di sviluppo ha mantenuto la presenza di due tasti d'attacco (uno per un colpo frontale, l'altro per una spazzata ad area che travolge più di un nemico), così come la natura del sistema di combo. Le mosse a disposizione del protagonista si eseguono ancora alternando pressioni estese e ripetute, o calcolando pause tra una scoccata e l'altra. Ma quello che cambia è in generale la mobilità del vampiro, e quindi il dinamismo complessivo degli scontri. Le schivate sono più efficaci e coprono una distanza maggiore, e le combinazioni di frusta sono molto più spettacolari, vivaci, vorticose. In certi momenti sembra appunto di assistere alla danza di morte di Kratos e delle sue lame del Caos. Roteando la "Frusta di Sangue", Gabriel il Vampiro travolge i nemici, che con troppa facilità finiscono intrappolati in una serie di colpi in rapidissima successione, quasi inermi di fronte alla potenza di Dracula. Per fortuna gli avversari danno comunque del filo da torcere al giocatore, sfruttando soprattutto la superiorità numerica: tendono ad accerchiare Gabriel, che deve stare attento agli attacchi provenienti da tutti i fronti, tornando a sfruttare le parate ad impatto per riguadagnare il vantaggio.
Complessivamente il sistema funziona, ed il risoluto dinamismo del nostro anti-eroe si è reso probabilmente necessario dopo il passaggio alla telecamera mobile. Abbandonate le inquadrature fisse del vecchio capitolo, ora la telecamera può essere rotata liberamente con lo stick analogico. E' un peccato però che queste innovazioni avvicinino un po' troppo Lords of Shadow 2 agli altri suoi congeneri, smussandone leggermente il carattere. La bellezza un po' brulla e imperfetta del primo capitolo tende a sparire, in questo action game che tanto veementemente si impegna ad inseguire i canoni della categoria.
A Lords of Shadow 2 resta, ovviamente, quel fascino gotico e medievale che ha incantato i fan, nonché una buonissima varietà garantita dalla presenza di nuove armi. Al posto del potere di Luce e Ombra, Dracula ha adesso a disposizione la Lama del Vuoto e gli Artigli del Caos. Queste armi possono essere alternate alla frusta premendo uno dei due tasti dorsali, e ciascuna ha le proprie funzioni e caratteristiche. I colpi decisi e lenti degli artigli sono utili soprattutto contro i nemici corazzati: le unghiate crepano le armature degli avversari, i pugni serrati e poderosi mandano in frantumi gli scudi, su cui invece si infrangerebbero invano lame e catene. Di contro, la spada maledetta di Dracula permette di assorbire l'anima dei nemici che colpisce, facendo sì che il vampiro possa recuperare energia vitale.

La filosofia alla base di questo sistema tripartito, quindi, è la stessa del vecchio capitolo: un potere focalizzato e penetrante, ed un rimedio per le situazioni in cui la life bar è quasi vuota. Rispetto al precedente episodio, però, viene letteralmente triplicato il numero di combo a disposizione. Anche il ritmo dello scontro è molto influenzato dalla scelta dell'arma: con gli artigli gli attacchi di Gabriel si fanno più rigidi, meno slanciati, mentre la spada propone una serie di affondi precisi e mirati, che tendono a spingere l'avversario su cui ci si concentra ed allontanarlo dal gruppo.
Quello che Lords of Shadow 2 perde in carattere, quindi, lo riguadagna in varietà. Per giudicare se i mutamenti siano nel complesso positivi è un po' presto, anche perchè gli avversari della demo non sono troppo agguerriti.
La sequenza giocata si è concentrata anche sull'alternanza fra combattimenti e sequenze esplorative. Le scalate dinamiche sembrano molto migliorate rispetto al vecchio episodio, grazie ad animazioni riviste e ad una risposta ai comandi più precisa e reattiva. Il team è riuscito persino a combattere il peso della linearità, rendendo l'avanzamento vivace ed interattivo, grazie a giochi di regia, eventi scriptati ma anche pericoli da schivare al volo. Insomma, Uncharted non è passato invano. Ed infatti la conclusione della demo è di quelle col botto.
Una volta uscito fuori dalle mura, il nostro Dracula scopre una vera e propria battaglia che infuria all'esterno, con macchine d'assedio semoventi che assaltano le guglie del maniero.
Qui comincia lo scontro con quello che sembra un paladino angelico in armatura corazzata: la bestia alata sfoggia le placche dorate dei pettorali e dell'elmo, e due ali rosso fuoco che si estendono dietro la schiena. Lo scontro si fa subito feroce, indiavolato, in un tripudio di effetti speciali, colpi caricati, schivate, mettendo in mostra un impatto scenico che il primo capitolo poteva scordarsi. E ancora di più la sequenza successiva serve allo scopo: Gabriel si arrampica sull'enorme titano meccanico che raglia e colpisce il castello, in una sequenza che ricorda, per verticalità e proporzioni, gli scontri alla Shadow of the Colossus che già erano presenti nel primo capitolo. Stavolta però è tutto meno ingessato: il nostro nemico cerca di bersagliarci con le sue frecce precise, mentre sulla schiena e sulle braccia del gigante di ferro e legno si scopre un dedalo di ingranaggi e marchingegni che ci impongono di saltare col giusto tempismo.
Qui fuori si nota finalmente una migliore gestione dell'anti-aliasing, che arriva a ripulisre la scena senza per fortuna mettere in forse la fluidità del gameplay. Sono ancora certe texture il punto debole di Lords of Shadow 2, ma Mercury Steam è ben nota per gli interventi correttivi all'ultimo, ed il tempo prima dell'uscita è ancora tanto.

Castlevania Lords of Shadow 2 Lords of Shadow 2 prende una strada diversa dal suo predecessore, scegliendo di accodarsi alle conquiste di God of War da una parte, ed al dinamismo spettacolare di Uncharted dall'altra. Ne esce un titolo di più ampio respiro, che sembra fra l'altro sostenuto da un comparto artistico eccellente, e da un profondo rispetto le l'iconografia e la tradizione della serie. La trama è avvolta nel mistero ma intrigante, il combat system vario e tecnico quanto basta. Anche al TGS, insomma, le impressioni non possono che essere positive. Nonostante l'arrivo della next gen, siamo pronti a scommettere che non pensionerete le vostre console tanto presto.