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Hands on Castlevania Mirror of Fate

Le buone impressioni dalla Gamescom

hands on Castlevania Mirror of Fate
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Due notizie dalla Gamescom per quanti attendono Castlevania Lords of Shadow Mirror of Fate per Nintendo 3DS. Una buona e una cattiva: quella cattiva è che il titolo in sviluppo presso gli spagnoli di Mercury Steam non arriverà prima del 2013, quella buona è che abbiamo avuto un'altra occasione per provarlo.
E le sensazioni sono alquanto positive, confermando la corretta interpretazione della saga dei Belmont da parte di Mercury Steam. Mentre lavorano a Castlevania Lords of Shadow 2 (di cui vi daremo un update a brevissimo), si sono presi la briga di proseguire anche il filone bidimensionale magnificato dalla trilogia dual screen Dawn of Sorrow-Portrait of Ruin-Order of Ecclesia. Con Mirror of Fate il franchise debutta su Nintendo 3DS guadagnando una grafica completamente poligonale, ma rimane fedele alle origini e al gameplay magnificato dalla struttura di Symphony of the Night.

I primi momenti di gioco

Mirror of Fate si ambienta 25 anni dopo Lords of Shadow e che vedrà la presenza di viaggi nel tempo, impersoneremo inizialmente Trevor Belmont, ma durante l'avventura potremo impersonare anche Simon Belmont ed altri due personaggi non ancora annunciati. Il titolo effettuerà lo switch tra i protagonisti in determinati punti della storia, che ci vede esplorare il castello di Dracula in diverse epoche storiche. Ogni personaggio possiede ovviamente abilità uniche, ma lo spezzone di gioco da noi provato vedeva il solo Trevor come personaggio utilizzabile.
Anche se manca la feature di alternanza dei personaggi, il livello provato ci ha permesso di saggiare a fondo le intriganti meccaniche e godere di una prospettiva privilegiata sul comparto tecnico. L'inizio di quello che sembra essere il primo stage di gioco è alquanto lineare; per un attimo ci sfiora l'idea di essere tornati ai tempi di Castlevania 4 e Rondo of Blood. Villaggi sinistri e disabitati, castelli fatiscenti, cattedrali diroccate: un orizzonte cupo da esplorare in maniera progressiva, puntando verso la fine dello stage in attesa del boss finale. Non è così dal momento che dopo aver sconfitto un paio di demoncelli a quattro zampe dal soffitto scende un appiglio cui aggrapparsi attraverso il rampino. Quello stesso rampino che fino ad allora era servito per eseguire il colpo di grazia contro i nemici mini-boss. Ed ecco che si comincia con il backtracking: lo schermo inferiore mostra una mappa ricca di cunicoli, pozzi e tunnel debolmente illuminati. Una rete esplorativa che si sviluppa in tutta la sua verticalità sotto il villaggio, sotto il castello, sotto la cattedrale.

E si ricomincia a ragionare in termini di metroidvania. Tuttavia per il momento la parte del leone la svolgono i combattimenti giocati, assolutamente solidi (complice una voluta pesantezza della lama del protagonista) e impegnativi sin dalle prime battute. Ai due attacchi base (uno assegnato a X e un altro a Y) si accompagna l'inedito boomerang; dietro pressione del tasto A si può performare un attacco dalla distanza, attendendo in seguito il ritorno della lama volante. Eppure i relativamente lunghi tempi d'attesa tra un lancio e l'altro rivedono l'utilità di tale arma. Vedremo come il team di sviluppo avrà bilanciato tali armi extra con gli attacchi primari in relazione a ciascun personaggio utilizzabile.

Elegante profondità

In estrema sintesi, il gameplay di Castlevania Lords of Shadow Mirror of Fate ci è parso piacevole, scandito da un buon ritmo e fedele ai cardini della serie. Siamo rimasti altrettanto soddisfatti dall'aspetto visivo, coriaceo tanto nella resa poligonale quanto nella stereoscopia. L'hardware di Nintendo 3DS non può certo rivaleggiare per numero di poligoni e qualità delle texture con sua magnificenza Lords of Shadow, eppure complice la piccola diagonale dello schermo il colpo d'occhio ha un suo fascino. Animazioni fluide e scelte stilistiche coerenti innalzano i valori produttivi, rimediando in parte alla notevole oscurità del mondo di gioco (tale da impedire a volte di riconoscere la strada da percorrere) e quei modelli poligonali scolpiti con l'accetta.

Incredibile a dirsi è la stereoscopia a illuminare d'immenso il comparto grafico di Mirror of Fate. Mercury Steam ha creato un engine interamente tridimensionale dove al posto dei livelli di parallasse tipici dei platform 2d subentra una costruzione poligonale anche dei fondali. E' incredibile esplorare la cattedrale e scorgere i candelabri penzolanti dal soffitto, gli stessi che qualche secondo più tardi abbandonano il ruolo ornamentale per trasformarsi in imprescindibili piattaforme. Scalda il cuore intravedere le monolitiche colonne escludersi vicendevolmente con estrema naturalezza al passaggio di Trevor Belmont. E in lontananza un rosone - anch'esso poligonale - spoglio dell'originaria vetrata, dietro cui risplende il chiaro di luna coperto parzialmente dal ramo di un albero. Anch'esso poligonale. Vi consigliamo quindi per una volta di attivare il selettore 3d perchè si nota immediatamente una migliore qualità dell'immagine e della ricchezza del finale. Possiamo discutere se tutto ciò ha rilevanti conseguenze in merito al gameplay di gioco, ma sul fronte artistico c'è poco da contestare.

Castlevania Lords of Shadow Mirror of Fate La demo presente sullo showfloor della Gamescom ben rappresenta la qualità finale del platform in sviluppo presso Mercury Steam e - ahinoi - rimandato al 2013 proprio in questi giorni. Si presenta in linea di massima come un erede di Symphony of the Night, la cui peculiarità risiede nel controllo alternato di quattro diversi personaggi. Inizialmente se ne controlla soltanto uno, quindi rimandiamo a future prove su pista le considerazioni in merita a questa feature. Ci ha convinto l'aspetto grafico, in linea con i maggiori esponenti della softeca Nintendo 3DS, impreziosito ulteriormente da un intelligente sfruttamento della stereoscopia.