E3 2012

Hands on Code of Princess

Atlus nasconde una piccola perla per Nintendo 3DS

hands on Code of Princess
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Raramente nell’industria dei videogiochi degli ultimi anni si nota un titolo dal primo, singolo, screenshot, rimanendone innamorati perdutamente per lo stile e inserendolo di diritto nella lista dei giochi da seguire fino all’agognata data di uscita.
Nella passata generazione, però, su Nintendo DS il miracolo si è compiuto più volte, la maggior parte delle quali in relazione a titoli provenienti dal Giappone.
Anche il 3DS, dopo aver risalito il baratro grazie ad un netto taglio di prezzo e all’annuncio di giochi di primo piano, ha iniziato a proporre chicche per veri intenditori.
Tra queste va sicuramente citato Code of Princess, nuovo progetto di Agatsuma Entertainment, mostrato inizialmente sulle pagine del celebre Famitsu per poi arrivare all’E3 2012 in un angolino remoto del booth di Atlus.

Guardian Heroes nel cuore

Code of Princess riprende lo stile del mai dimenticato Guardian Heroes, riproposto anche durante gli ultimi mesi dello scorso anno su Xbox Live Arcade con un porting fedele all’originale.
Gli appassionati di vecchia data, però, ricorderanno l’originale per Saturn, caratterizzato da meccaniche da picchiaduro a scorrimento e diventato una pietra miliare nell’incredibile produzione di Treasure di quegli anni.
Code of Princess riprende il concetto e lo adatta ad una fruizione mobile, proponendo un nuovo cast completamente sopra le righe e missioni meno articolate e complesse, in modo da ottenere delle tempistiche di completamento ridotte che rendano il gioco adatto al pick up and play.

Proprio i nuovi personaggi sono il primo dettaglio che balza subito all’occhio: Solange è la guerriera che da subito è diventata il simbolo dell’intera produzione, grazie allo stile esagerato, alle forme generosissime e, soprattutto, per l’atteggiamento nel contempo fragile e battagliero che gli artwork riescono a trasmettere così bene.
Al suo fianco, sempre tra i personaggi giocabili, trovano posto Ali, un giovane ed agile ladro, Zozo, stregona non morta che fa largo uso della magia in virtù dei suoi poteri, e Allegro, un menestrello che usa la sua chitarra come arma.
Un party variegato, quindi, che è reso nel gioco con immensa maestria e che buca letteralmente lo schermo, grazie ad intermezzi in stile anime di grandissima fattura.
Saranno poi presenti numeri altri personaggi da poter scegliere, soprattutto per le modalità multigiocatore.

Scorrimento orizzontale

Il gameplay di Code of Princess è molto classico e riprende nuovamente quello dello storico Guardian Heroes: lo scorrimento è orizzontale e i nemici provengono da entrambi i lati, scattando anche sul fondale per evitare un affondo e tornando sul piano di gioco nei momenti meno opportuni, destabilizzando l’azione.
Il sistema di controllo prevede tre mosse di base, da utilizzare in maniera alternata in modo da inanellare combo letali, miscelandole con l’onnipresente salto, e un tasto per le magie, qualora il personaggio scelto ne abbia a disposizione.
Su un’interattività tutto sommato classica si innestano però due componenti fondamentali: il sistema di avanzamento in puro stile GdR e il multiplayer.
Il primo appare decisamente profondo, con la classica struttura a livelli e caratteristiche da migliorare, nonché l’opportunità di raccogliere o acquistare elementi dell’equipaggiamento, quali spade, scudi, vestiti e gioielli di ogni tipo, per migliorare le proprie statistiche.

Altrettanto canonico ma molto intrigante il multiplayer, con la possibilità di giocare sia in modalità competitiva che cooperativa: la prima permette a più giocatori di scontrarsi tra loro all’ultimo sangue mentre la seconda utilizza la connessione WiFi locale o verso il web con l’ormai rodata modalità drop-in drop-out, per formare un party che si darà manforte nel portare a termine le oltre cento quest proposte dal gioco, aggiornate ed espanse continuamente sotto forma di contenuti scaricabili.
Proprio le quest, però, sono uno dei punti interrogativi dell’intera produzione: il grandissimo numero, in perenne crescita, presuppone obiettivi semplici e ripetitivi e proprio le prime, provate con la versione nipponica del gioco presente in fiera, hanno mostrato una durata media brevissima, nell’ordine della manciata di minuti, che ben si adatta ad un utilizzo su console portatile ma che, potenzialmente, potrebbero mortificare una struttura di gioco altrimenti profonda e ben sviluppata.

Regno sconfinato

Poco chiara per ora la trama, a causa della barriera linguistica presente nell’unica edizione disponibile del gioco, anche se la protagonista iniziale sembrerebbe Solange, con la missione di proteggere il regno affidatale direttamente da suo padre, insieme al dono della gigantesca spada che compare nella maggior parte degli artwork, compresa la copertina della versione nipponica.
Lo stile e l’uso del 3D elevano il gioco dalla media delle produzioni per 3DS, con pochi rivali all’interno dei titoli attualmente disponibili per il portatile di Nintendo, guardando a testa alta anche prodotti dai budget stratosferici come il recente Kid Icarus: Uprising.
Soprattutto il 3D ha stupito, con una netta separazione dei tre livelli di profondità che compongono gli stage, fattore utile tanto a livello di gameplay quanto assolutamente appagante per gli occhi.
Anche le animazioni, curatissime anche se non perfettamente legate, non fanno che aumentare la qualità di un gioco che dal punto di vista grafico appare come la summa delle migliori produzioni nipponiche degli ultimi anni, riportando alla mente altri titoli che dello stile hanno fatto una loro bandiera, come i due episodi di Valkyria Chronicles.

Code of Princess Atlus ha nella propria manica un altro asso con Code of Princess: il gameplay classico ma tutt’altro che invecchiato, la profonda struttura GdR, l’immensa quantità di missioni e le modalità multiplayer lo trasformano rapidamente in una delle produzioni per 3DS più interessanti in arrivo in occidente. Sfortunatamente a domanda diretta è stato confermato che non ci sono piani precisi per l’Europa mentre è già stato definito un periodo di lancio per la versione statunitense, fissato in Autunno. Se il gioco otterrà il successo sperato, però, molto probabilmente un publisher europeo si farà avanti; magari Ghostlight che ultimamente sta supportanto una partnership molto stretta che ha portato all’arrivo sui nostri mercati di tutti i capitoli di Persona per PSP, dal terzo alle riedizione dei primi.