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Hands on Contrast

Compulsive Games gioca con le ombre su PlayStation 4

hands on Contrast
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Mentre Microsoft annunciava pubblicamente il cambio delle politiche legate al Self-Publishing su Xbox One, Sony esibiva sul palco della Gamescom una serie di collaborazioni da paura con i migliori team della scena Indie. Arrowhead, Tequila Works e The Chinese Room sono al lavoro su progetti esclusivi per Ps4, e la line-up di titoli in digital delivery ha assunto in un colpo proporzioni eccezionali.
Sony si è dimostrata attentissima anche a valorizzare sviluppatori esordienti, portando avanti una strategia di Publishing fra le più virtuose degli ultimi anni. Così l'italianissimo Ovosonico ha presentato il suo Murasaki Baby, e non è mancata neppure un'apparizione di Contrast sul palco della conferenza.
Il titolo, primo progetto del team canadese Compulsion Games, si era già distinto nei mesi precedenti per una solidissima ricerca artistica, nonché per un'idea di fondo piuttosto brillante: la protagonista dell'avventura ha l'insolita capacità di entrare nel mondo delle ombre, schiacciata contro le superfici su cui sono proiettate.

Controluce

Di Contrast risalta subito l'intrigante ambientazione, ispirata allo stile delle capitali europee d'inizio '900. Gli ambienti di gioco ricordano quelli magistralmente dipinti da Baz Luhrmann in Moulin Rouge, con quel tocco bohémien che infonde alla produzione uno stile molto particolare.
Da questo punto di vista, Contrast è un piccolo gioiello, così attento ad esibire una colonna sonora jazz e dei cromatismi slavati che ben rappresentano il gusto tipico dell'epoca.

Rispetto agli eccessi del musical appena citato, comunque, Contrast preferisce un approccio un po' più morbido, quasi fanciullesco, mettendo al centro della scena vecchi caroselli che sembrano usciti più volentieri dalla Londra di Peter Pan. L'impasto che si viene a creare è molto suggestivo, perfetta cornice per l'avventura di una protagonista esile ma determinata, stretta in un corsetto da capogiro e truccata per lo spettacolo.
Anche l'idea alla base del gameplay appare sinceramente eccezionale. Contrast si presenta inizialmente come un action adventure molto classico, e la nostra Dawn si muove all'interno di ambientazioni tridimensionali saltando da una piattaforma all'altra, ed aderendo ad un canone ludico abbastanza diffuso. D'un tratto, però, si scopre l'abilità molto particolare della nostra eroina, che può “appiattirsi” sui muri per entrare nel mondo delle ombre. In questi frangenti Contrast si trasforma in pratica in un platform bidimensionale, che esiste però “proiettato” sulle superfici dell'altro mondo di gioco, quello 3D.
Quando si passa dall'uno all'altro piano è facile essere colti da un senso di sottile meraviglia: sui muri del mondo solido si allungano ombre che possono fungere da ponte, e gli oggetti minuscoli vengono ingigantiti. I cavalli di una giostra diventano così le piattaforme semoventi con cui possiamo raggiungere settori altrimenti inarrivabili, magari sfruttando le abilità di Dawn: uno sprint speciale ci permette di attraversare, mentre saltiamo sulle silhouette, ostacoli d'ombra che ci sbarrerebbero la strada.
Ovviamente il titolo si basa tutto sull'alternanza fra i due piani di esistenza di Dawn, quello materiale e quello d'ombra. Aggirarsi per la città permette magari di accendere qualche luce o qualche lanterna che proietta nuove forme sulle pareti dei palazzi: e su queste bisogna poi arrampicarsi. Nella demo provata, ad onor del vero, le sessioni di platforming non sono rimaste mai molto complesse, e persino la qualità dei puzzle ambientali non ci è sembrata particolarmente rilevante. Si trattava però di una sequenza introduttiva, pensata per mostrare soprattutto il fascino dell'idea portante. La speranza è che il titolo sappia pretendere impegno concreto dal videogiocatore, concentrandosi quindi anche sulla sostanza e non solo sull'emotività.

La demo concedeva ampio spazio al comparto narrativo. Si viene a scoprire infatti che Dawn non è un personaggio reale, bensì l'amica immaginaria della piccola Didi, una bambina che vive una vita tormentata a causa del difficile rapporto fra i genitori. In una sequenza avanzata sarà proprio Dawn che, orientando i riflettori di un locale verso il palco, materializzerà le ombre che racconteranno i ricordi della piccola, facendole rivivere le situazioni difficili della vita familiare.
Anche il racconto di Contrast, quindi, vuole distinguersi per la consistenza dei temi, confermando l'intenzione del team di creare un titolo particolare, intenso, proteso ad esplorare tematiche forte e mature. E del resto, quel filone di produzioni che si muove sulla scia di Papo & Yo, e che proprio nel recente Brothers ha avuto un suo interessantissimo continuatore, è forse uno dei più apprezzati del panorama indipendente: così attento a distinguersi dalle produzioni mainstrean, tutto focalizzato sulla ricerca artistica, sui toni del racconto, sull'inventività.

Contrast Constrast potrebbe essere un titolo molto prezioso, nella line-up di prodotti indie che arriverà su PlayStation 4. Compulsive Games ci presenta un prodotto intrigante, così attento allo stile e sorretto da un'idea molto forte a livello ludico. Il look bohémien ed il colpo d'occhio fortemente novecentesco, la colonna sonora jazz ed i cromatismi particolari incorniciano alla perfezione l'idea brillante di una protagonista che schizza dal mondo materiale a quello delle ombre. L'importante adesso è lavorare sulle soluzioni di gameplay, per costruire sequenze di gioco impegnative e meno lineari di quelle proposte da questa prima demo. Un titolo da tenere d'occhio.