Hands on Darksiders 2

Incontriamo Morte a Dublino

hands on Darksiders 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Darksiders è stato una sorpresa, riuscendo a convincere tanto gli appassionati dei titoli d'azione moderni quanto chi cercava un adventure più classico, con venature che ricordavano la struttura di gioco di Zelda, malgrado la totale differenza nello stile.
Proprio lo stile che, grazie al nome di Madureira, ha catalizzato l'attenzione sin dal primo artwork, catapultando il giocatore in un mondo nel quale i quattro cavalieri dell'apocalisse esistono e sono vittime, non carnefici, in quanto accusati di aver dato il via alla fine del mondo molto prima del previsto, sterminando l'umanità e sbilanciando l'universo, allontanandolo dal perfetto dualismo tra bene e male.
Il primo Darksiders ha convinto, riuscendo a raggiungere ottimi traguardi commerciali sul lungo periodo, spingendo quindi THQ ad investire sul seguito, sempre ad opera dei ragazzi di Vigil Games. Mentre la data di uscita si avvicina a grandi passi, abbiamo avuto modo di provare a lungo una versione praticamente definitiva del gioco all'evento stampa organizzato a Dublino dal publisher, notando numerose differenze rispetto al primo episodio ma anche lo stesso stile e gameplay che hanno convinto critica e pubblico un anno e mezzo fa.

Eventi paralleli

Se il primo capitolo della serie concentrava il proprio sguardo su Guerra, accusato dell'annullamento della popolazione mondiale e invischiato nei giochi di potere che contrappongono Inferno e Paradiso, il seguito narra le gesta di Morte, suo fratello, assolutamente convinto dell'innocenza del primo e pronto a tutto pur di riuscire a scagionarlo, dimostrandone l'estraneità ai fatti che hanno portato all'apocalisse.
Morte è quindi il vero protagonista del gioco e impone il suo stile all'intera produzione, ancora ancorata alle tematiche della serie ma in modo differente, soprattutto in termini di ambientazioni e gameplay.
Partendo dal secondo, quindi, ci si rende rapidamente conto che l'agilità di Morte modifica in parte l'approccio ai combattimenti, una delle componenti principali che vanno a comporre l'alchimia che ha decretato il successo di Darksiders: Morte, infatti, è più rapido e diretto di Guerra, grazie alle doppie falci che usa come arma principale e alla schivata, introdotta nel gioco sin dai primi momenti, da sfruttare semplicemente con l'inclinazione dello stick destro.
Sempre nell'ottica dell'agilità e dei movimenti utili per attraversare rapidamente l'ambiente, Morte guadagna la possibilità di correre sui muri, proseguendo anche oltre gli angoli, mantenendo lo sfruttamento di svariate tipologie di appigli, utili anche per spostarsi lateralmente rimanendo aggrappato con un solo braccio.
Morte, insomma, ha movenze decisamente più animalesche rispetto a Guerra, sicuramente più fiero ma meno diretto, fattore che si riflette quindi tanto sul gameplay quanto sul design del personaggio, meno massiccio e volutamente più snello, anche se non meno minaccioso grazie alla maschera d'osso che gli ricopre il volto.

Immersione nella natura

Tornando agli ambienti, l'approccio dei ragazzi di Vigil al level design prende le distanze da quanto visto nel primo Darksiders, con l'abbandono di città in presa alla devastazione e a zone di chiara matrice infernale, in modo da puntare tutto sull'immersione nella natura.
La trama si apre quindi con Morte che cavalca il suo fido destriero Disperazione, risalendo una landa sferzata dalla tormenta che porta ad un'oscura fortezza, interamente costruita nel ghiaccio: il suo obiettivo è quello di trovare il Signore dei Segreti, colui che potrebbe conoscere quanto accaduto realmente a Guerra, in modo da far emergere la verità che lo scagionerebbe.

"Morte è il vero protagonista del gioco e impone il suo stile all'intera produzione, ancora ancorata alle tematiche della serie ma in modo differente"

L'opportunità di poter utilizzare sin dal primo minuto il proprio cavallo trasmette l'idea con la quale il team si è avvicinato allo sviluppo di Darksiders 2: ambienti più grandi, collegati tra loro da vaste lande da esplorare, in modo da offrire una maggiore libertà, arricchita dalla presenza di missioni secondarie, da sbloccare e poter portare a termine anche parlando con i personaggi che si incontreranno lungo il cammino, sfruttando un sistema a risposta multipla semplice ma efficace.
La risalita della fortezza di ghiaccio, quindi, servirà da tutorial e una volta raggiunta la sommità, non senza aver ripulito gli ambienti dalla presenza di numerosi scheletri incastrati nella roccia gelida, si arriverà finalmente al cospetto del maestro.
Lo scambio di battute che precederà lo scontro metterà a nudo una minima parte del passato di Morte, che ha già avuto a che fare con l'avversario e che, a sua volta, ritiene il protagonista responsabile della sua condizione attuale.
L'innocenza di Guerra, quindi, verrà messa nuovamente in discussione, al punto tale che Morte si ritroverà a doverne combattere una visione, un'incarnazione fittizia che il Signore dei Segreti sfrutterà per metterlo in difficoltà non solo sul lato fisico ma anche su quello emotivo.
Quando la battaglia volgerà a favore del protagonista, però, la maledizione gli si abbatterà contro, marchiandolo sul petto e spedendolo in un modo parallelo, caratterizzato da una rigogliosa primavera che, improvvisamente, farà virare i grigi e i bianchi del territorio ghiacciato verso i verdi dei pascoli e delle colline.

L’aspetto ruolistico

La nuova ambientazione vedrà Morte impegnato a trovare una strada differente per risolvere le accuse contro il proprio fratello: c'è un modo per far risorgere l'umanità, riportando l'equilibrio infranto con l'avvento dell'apocalisse, ma è legato al mitologico Albero della Vita, in grado di ridare linfa alla razza umana.
Un Morte ferito e ancora disorientato dal cambio improvviso dell'ambientazione partirà quindi alla ricerca dell'elemento sacro, attraversando una terra lussureggiante e rigogliosa, sfruttando il proprio cavallo in cerca del prossimo obiettivo e scoprendo progressivamente che l'Albero è in pericolo, a causa della corruzione che sta lentamente rubandogli le forze.
La presenza di numerosi Anziani lo metterà sulla pista giusta, spingendolo a visitare le pendici di un vulcano utilizzato come gigantesca fornace e le montagne dalla quale far sgorgare l'acqua da una diga, riattivando il fuoco che nutre la terra ma controllandolo con le lacrime del pianeta stesso, in modo da indebolire la corruzione e salvare l'Albero della Vita.
In questa nuova missione emergeranno tutti gli elementi da gioco di ruolo che erano completamente assenti nel primo Darksiders e che sono stati aggiunti nel seguito in modo da approfondire il gameplay; il loot è il primo aspetto alla base del sistema di equipaggiamento: ogni creatura sconfitta potrà lasciare dietro di sé oro o oggetti utili per migliorare le proprie caratteristiche, da equipaggiare nell'apposito menù.

In questo modo Morte potrà indossare una corazza più resistente, scarponi che gli forniranno un bonus di agilità o armi secondarie in grado di alterare pesantemente l'andamento degli scontri.
Cambia completamente anche la gestione della propria salute, ora non più legata strettamente alle anime da recuperare dai forzieri ma all'uso delle classiche boccette curative, che potranno essere recuperate esplorando l'ambiente o sconfiggendo alcune tipologie di avversari.
Parlando di elementi ruolistici, quindi, entra in gioco la struttura a livelli, che permette di assegnare dei punti per lo sblocco di nuove abilità: in Darksiders 2 lo skill tree è sdoppiato e prevede, al primo livello, la scelta di un colpo ad area particolarmente devastante o l'evocazione di ghoul che possono aiutare Morte in battaglia, tenendo occupati alcuni degli avversari.
Accumulando esperienza si potranno potenziare le abilità già acquisite, aumentando l'area di copertura del colpo o la resistenza dei ghoul, oppure attivare nuovi poteri, sempre da configurare in modo da poterli richiamare in maniera rapida durante gli scontri, mappandoli in maniera preventiva sull'accoppiata tra il bumper sinistro e uno a scelta dei tasti frontali del controller.

Estetica e difficoltà

Dal punto di vista grafico Darksiders 2 non rivoluziona quanto offerto dal capitolo precedente, sfruttando una versione riveduta e corretta dello stesso engine.
Le parti meno ampie e più guidate degli scenari offrono una resa sicuramente più curata, anche se la sezione tra i ghiacci soffre di un aliasing leggermente marcato soprattutto in presenza di superfici squadrate molto nette, mentre le sezioni all'aperto, da esplorare a cavallo, forniscono un colpo d'occhio meno incisivo, soprattutto in termini di texture del terreno.
La varietà, però, è molto maggiore rispetto al passato e l'esplorazione dei territori più vasti farà scoprire templi, zone diroccate e altre sorprese che danno l'idea di ambienti più organici e vivi, senza l'obbligo di proseguire in maniera guidata.

"L'opportunità di poter utilizzare sin dal primo minuto il proprio cavallo trasmette l'idea con la quale il team si è avvicinato allo sviluppo di Darksiders 2: ambienti più grandi, collegati tra loro da vaste lande da esplorare"

La fluidità è assicurata in ogni frangente e viene messa in discussione solo dalla presenza di tearing nelle aree più ricche di effetti, soprattutto in presenza di corsi d'acqua o grandi masse di lava in movimento.
Dal punto di vista della difficoltà, invece, Darksiders 2 sembra volersi aprire ad un pubblico più ampio rispetto al passato: ora la maggior parte dei forzieri sono ben visibili sulla mappa e il giocatore dovrà solamente trovare il modo di raggiungerli, magari sfruttando le nuove abilità acquisite, con una progressione molto simile a quella del primo episodio, nel quale ad ogni dungeon corrispondeva un nuovo potere.
La raccolta dell'oro e degli oggetti dai cadaveri degli avversari, poi, può essere automatizzata agendo direttamente nel menu delle opzioni, in modo da poter soddisfare sia chi ama valutare di volta in volta ogni arma trovata, sia chi preferisce un approccio action più diretto, decidendo solo di tanto in tanto di dare un'occhiata alle novità del proprio equipaggiamento, scegliendo cosa indossare per migliorare le proprie caratteristiche.
Inoltre, proprio a causa degli ambienti più grandi, è disponibile in ogni momento il viaggio veloce, che permette di tornare in pochi secondi in zone già esplorate, rimuovendo quindi grand parte del backtracking legato alle sezioni di mappa esplorabili che fanno da collante tra le varie zone caratterizzate dagli enigmi da risolvere per proseguire.

Darksiders 2 Darksiders 2 si pone come il seguito che i fan del primo episodio stavano aspettando: Morte è un protagonista carismatico al pari di Guerra e la trama parallela a quella già narrata ha un suo indubbio fascino, offrendo un punto di vista inedito rispetto l’intera vicenda. L’inclusione di aree esplorabili più ampie e di elementi tipici da gioco di ruolo sbilanciano leggermente il gameplay, innovando ma permettendo di riconfigurare il gioco verso l’action puro, senza quindi voler forzare troppo la mano, rischiando di modificare l’alchimia che i ragazzi di Vigil avevano azzeccato e che ha decretato il successo di Darksiders. L’uscita fissata per fine Agosto chiarirà ogni dubbio su Darksiders 2 ma chi ha amato l’episodio di apertura della serie dovrebbe poter dormire sonni tranquilli.

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