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Hands on DarkSpore

Provata la co-op in quattro del nuovo titolo Maxis

hands on DarkSpore
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L'universo di alieni dalle forme strane creato da Maxis torna alla ribalta con Darkspore, un titolo appartenente a tutt'altro genere rispotto a quello Spore pubblicato un paio d'anni fa e che non fu in grado di convincere del tutto nè il pubblico e nè la critica.
Durante la presentazione a porte chiuse tenutasi nello stand di Electronics Arts durante la gamescom 2010, Thomas Vu e Paul Sottosanti, rispettivamente producer e systems designer del gioco, ci hanno illustrato il cambio di rotta deciso per il titolo e ci hanno dato la possibilità di provare con mano il nuovo gameplay.
Darkspore è in tutto e per tutto un nuovo titolo ed un nuovo IP di Maxis. Tra i pochi elementi che il gioco in questione condivide con Spore (oltre a parte del titolo) troviamo il famoso Creature Creator, ovvero l'editor di creature che permette ai giocatori di generare da zero un alieno dalle forme più fantasiose e disparate, ponendo pochissimi limiti alla creatività. Non è andata dunque buttata tutta la ricerca effettuata da Maxis per realizzare il sistema di animazioni procedurali in grado di far muovere una creatura a prescindere dal numero di gambe e dalle proporzioni delle varie parti del corpo. La grossa differenza rispetto al passato riguarda però lo stile e la natura degli alieni che andremo a creare: Darkspore appartiene al genere "Sci-fi action RPG", a detta degli stessi sviluppatori, il che si traduce in creature dallo stile decisamente più dark e coriaceo, votate unicamente alla guerra.
In base alle parti del corpo che andremo ad utilizzare per assemblare la nostra creatura, quest'ultima avrà diversi valori legati alle caratteristiche utili sul campo di battaglia, ma soprattutto riceverà diverse abilità speciali da usare contro gli avversari. I mostri visionati durante la presentazione erano tutti molto diversi fra loro. Si andava dalla tipica creatura bilanciata, dotata di una sorta di spada e di poteri basati su fasci di energia, a quella caratterizzata dalla forza bruta, con i suoi attacchi a suon di pugni e la capacità di modificare la gravità per bloccare o attrarre a se i nemici; altre creature erano in grado di manipolare la natura, generando alberi in grado di eliminare i nemici, oppure di trarre vantaggio dalla morte degli avversari collezionandone le anime ed utilizzandole poi in battaglia, o ancora di curare se stessi ed i propri compagni. Le differenze, i pregi ed i difetti tipici di ogni creatura vanno ben ponderati nel momento in cui si costruisce il proprio party. Ogni giocatore può infatti selezionare tre degli alieni precedentemente creati per utilizzarli uno alla volta in combattimento, sostituendoli in tempo reale nel caso in cui qualche creatura sia a rischio di morte oppure qualora le condizioni tattiche richiedano caratteristiche diverse. Un altro elemento di cui tener conto durante la creazione del party consiste nel fatto che oltre alle proprie abilità, ogni creatura può utilizzarne due specifiche dei mostri che l'accompagnano.
La prova con mano del titolo ci ha permesso di saggiare il multiplayer cooperativo a 4 giocatori, ovvero la modalità di fruizione del titolo a cui gli sviluppatori hanno dedicato la maggiore attenzione. Prima di cominciare una delle missioni in cui è suddiviso il titolo, ogni giocatore aveva la possibilità di spulciare un elenco degli alieni ostili presenti sul pianeta e delle loro caratteristiche, in modo da cambiare il proprio party di conseguenza. Una volta terminati i preparativi le creature sono scese sul pianeta, un inospitale mondo fatto di rocce e crepacci, pronte a combattere. Il gameplay non si discosta molto dai classici del genere su PC: la visuale è posta ad inquadrare l'azione dall'alto, dando una buona visione del campo di battaglia, mentre per quanto riguarda i comandi sia lo spostamento che l'attacco sono delegati al mouse, con la tastiera utilizzata unicamente per i tasti di scelta rapida utili a invocare le abilità o sostituire la propria creatura.
I nemici erano alquanto coriacei, e collaborare per non riportare troppi danni si rendeva necessario. In particolare alla fine della missione era presente un vero e proprio boss di fine livello, rappresentato da una gigantesca creatura composta di roccia e fiamme. Oltre ad evitarne i vari attacchi, i giocatori con creature in grado di attaccare dalla lunga distanza dovevano catturarne l'attenzione in modo che i compagni più pesanti potessero infliggere pesanti danni del tutto indisturbati.
A fine missione una schermata riassuntiva presentava tutta una serie di statistiche di gioco ed assegnava delle medaglie ai vari giocatori in base ad obiettivi legati al numero di nemici uccisi, area di gioco esplorata, membri del party sopravvissuti e così via. Tali medaglie sono utili per aumentare la probabilità di ricevere oggetti rari durante l'assegnazione casuale di nuove parti del corpo ai giocatori. Il passo successivo era quello di scegliere se continuare la missione sullo stesso pianeta oppure decollare per cercare avventure in altri lidi: in un meccanismo tipo "rischiatutto", la due scelte corrispondono rispettivamente a continuare a combattere per ottenere parti del corpo sempre più rare e potenti, ma con il rischio di essere sconfitti perdendo tutto il bottino accumulato, oppure accontentarsi di quanto raccolto finora per dedicarsi ad altri pianeti magari un po' meno ostili.

DarkSpore Darkspore sembra in grado di portare una ventata di freschezza nel panorama degli action RPG su PC, grazie soprattutto all'ottimo Creature Creator di Maxis, uno strumento grazie al quale personalizzare i nostri alieni fino a decide dove posizionare un pezzo di armatura sulla superficie del corpo. Con oltre 700 elementi per costruire la propria creatura e la possibilità di personalizzare i componenti ed i poteri del proprio party, Darkspore farà la felicità degli fanatici della customizzazione.