Hands on Dawn of Fantasy

Testata la closed beta di questo intrigante MMORPG

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Applicare la filosofia del Massive Multiplayer alla struttura videoludica di un RTS? Secondo Reverie World Studio si può fare. Anzi, creare il proprio regno all'interno di un universo persistente, in cui i rapporti economici, commerciali e bellici sono basati interamente sull'interazione fra giocatori, potrebbe essere una buona soluzione per dare un forte scossone ad un genere che, nonostante proponga annualmente prodotti di notevole spessore, non ci ha ancora regalato una svolta epocale. Sarà dunque questo Dawn of Fantasy a tracciare una nuova via per far felici gli appassionati di strategia? Un'occhiata ravvicinata alla closed beta ci ha permesso di tracciare un profilo ben preciso del titolo in oggetto, che nonostante qualche leggerezza tecnica e dei valori produttivi non al top di questa generazione, trova forza grazie a qualche idea discretamente innovativa.

Classico ma profondo

Come abbiamo anticipato in apertura, la modalità principale di Dawn of Fantasy è quella che permette di costruire il proprio villaggio all'interno di un universo persistente, in cui incontrare altri videogiocatori per stringere alleanze o dedicarsi a sanguinosi e logoranti assedi. Tuttavia, il team di sviluppo non si è affatto dimenticato di chi preferisce un'esperienza più classica, ed a loro propone una coppia di Game Mode di stampo canonico. Mentre in Kingdom War dovremo semplicemente prendere il controllo, con la forza o con la diplomazia, di un intero continente, la ben nota Schermaglia ci metterà a capo di un piccolo esercito, che dovrà difendere o assaltare una delle città precostruite dal team di sviluppo. Prima di passare alla ben più interessante Campagna Online, fare qualche partita permette di entrare in contatto con il gameplay di Dawn of Fantasy, per farsi un'idea di quelle che sono le sue caratteristiche principali.
Anzitutto, c'è da sottolineare che il titolo fa ben poco per proporre un contesto in qualche maniera creativo o con un carattere deciso: il team di sviluppo decide invece di andare (fin troppo) sul sicuro, abbracciando un'iconografia che più classica non si può. Sono tre le razze fra cui potremo scegliere, e mentre si scoprono le (prevedibili) prerogative di Umani, Orchi ed Elfi, abbiamo la certezza che Dawn of Fantasy non ci regalerà certo un'ambientazione identificativa. Anche se i panorami che andremo ad inquadrare riescono ad essere in più di un'occasione molto evocativi (anche al di là delle leggerezze del motore grafico), il bestiario che li abita è quello che ci si aspetterebbe di trovare in una trasposizione videoludica dell'opera di Tolkien, fra uomini-albero, ogre e dragoni. Lasciarsi ingannare dalla apparenze sarebbe però un grave errore: inizialmente gli entusiasmi vengono frenati anche dalla caratterizzazione degli eserciti, ma progredendo si scopre un gameplay stratificato e ben congegnato, in grado di magnetizzare l'attenzione dei fan. Dobbiamo dunque soprassedere sulla solita opposizione fra la forza bruta dell'esercito degli orchi, il moderato bilanciamento fra difesa e offesa che è tipico delle schiere umane, e le capacità magiche dei migliori arcieri elfici. Superate le prime perplessità, basta un'occhiata ai menù di sviluppo delle unità per capire che Dawn of War ha intenzioni piuttosto serie, almeno sul fronte strategico. Il numero di unità disponibili per ogni schieramento è piuttosto corposo, e comporre un fronte variegato e malleabile diventa un imperativo categorico. Soprattutto se oltre ad affrontare le battaglie in campo aperto, si ha intenzione di assaltare direttamente le città, sfondando le muraglie difensive che le cingono o resistendo alle tremende cozzate delle trappole disseminate attorno alla roccaforte. Oltre ad una buona pluralità, Dawn of Fantasy inserisce qualche elemento inedito. In particolare, una barra della stamina regola i movimenti di ogni unità, avvicinando le fasi di lotta di Dawn of Fantasy a quelle, marcatamente tattiche del gioco di miniature di Warhammer. Calcolare bene gli spostamenti, studiare il posizionamento preventivo delle truppe in caso si voglia preparare un'imboscata, diventa dunque necessario per evitare un'empasse che sarebbe assolutamente dannosa per i ranghi del nostro esercito.
Abbracciando infine un'anima “ruolistica”, Dawn of Fantasy permette di potenziare gradualmente le proprie unità: in ogni scontro, i nostri drappelli e le teste d'ariete dell'esercito acquisiranno punti esperienza, che potranno essere utilizzati per far apprendere abilità speciali ai soldati, e per incrementare una delle quattro caratteristiche di base che delineano il profilo bellico di ogni unità. Impostando metodicamente i valori di Forza, Precisione, Resistenza o Rigenerazione, potremo dunque creare un esercito adeguato alle nostre esigenze: prediligere la mobilità o le capacità curative, magari per poter resistere ad assalti rapidi e consecutivi? Solo a voi la scelta.

Campagna Online

Come avevamo anticipato, la modalità principale di Dawn of Fantasy è una lunga campagna online. La costruzione della propria città avverrà all'interno del mondo persistente sui server ufficiali del gioco, in istanze pensate per il PvP ed il PvE. Se le modalità sopra descritte presentavano una discreta varietà sul fronte della personalizzazione, esplorando più a fondo le possibilità legate allo sviluppo del borgo si scopre una cura altrettanto certosina. Il giocatore può dedicarsi allo sviluppo della roccaforte come meglio crede, costruendo le strutture principali e poi concentrandosi sull'installazione di un buon sistema difensivo, che resista agli assalti inevitabili dei popoli controllati dalla CPU. Manca ad onor del vero un occhio di riguardo per il lato estetico della cittadella, con le varie installazioni che tendono tutte ad assomigliarsi. Ma quel che conta, in un titolo del genere, sono le infinite possibilità legate al rapporto con gli altri giocatori, che potrà essere di tipo economico/culturale, ma anche e soprattutto bellico. Nei server PvE gli utenti dovranno stringere alleanze per venire a capo delle missioni più difficili: oltre alle classiche “quest” che prevedono la raccolta metodica di risorse, la difesa di un baluardo strategico, o la distruzione di qualche cittadina dissidente, in Dawn of Fantasy non mancheranno i Raid contro le città più potenti controllate dalla CPU. Nei server PvP, invece, aspettatevi gli assalti di giocatori in carne ed ossa, immersi in un ambiente seriamente competitivo. A tal proposito, nonostante sia lodevole l'intenzione di ravvivare il genere degli RTS introducendo la filosofia alla base di tanti MMO, ancora c'è qualche dubbio riguardo al bilanciamento. Di certo i giocatori alle prime armi non vorranno vedere la loro città rasa al suolo dai potenti (e prepotenti) che imperversano sui server da più tempo di loro. Non sappiamo ancora se ai giocatori verrà assegnato una sorta di livello (basato sull'effettiva capacità bellica delle loro città), in modo magari da regolare gli assalti ed evitare spiacevoli sorprese.
Mentre sulla soluzione adottata da Reverie faranno chiarezza le prossime Beta o la release finale (prevista per Giugno), citiamo anche la possibilità per ogni utente di continuare a sviluppare le proprie città anche mentre sarà lontano dai server. Impartendo ai propri costruttori una serie precisa di ordini, potremo lasciarli a lavorare anche mentre saremo offline (un po' come accadrà nel nuovo MMORPG di Bioware, The Old Republic). Ma non spaventatevi, perchè in assenza del “sovrano giocante”, fortunatamente, nessuna città potrà essere assalita.

Tecnicamente

Il punto di vista tecnico, assieme a quello artistico, è senza ombra di dubbio il lato peggiore di Dawn of Fantasy. Che il titolo non sposi valori produttivi elevatissimi è chiaro fin da subito, ma il colpo d'occhio lascia in certi casi molto a desiderare. Bisogna dare atto a Reverie d'aver sacrificato qualcosa per nobili motivi: in particolare, la qualità per la quantità, che in un titolo del genere è davvero fondamentale. Data la partecipazione congiunta di più giocatori, e la cospicua dimensione che possono raggiungere i vari eserciti, le “battaglie campali” sono davvero “massive”, e grazie ad una profondità dell'orizzonte visivo abbastanza impressionante, l'epicità della scena non è mai messa in discussione. Peccato però per una serie di modelli poligonali davvero rozzi, animati in maniera abbastanza superficiale e ricoperti dalle stesse texture non sempre definitissime che caratterizzano anche gli ambienti di gioco. Persino la gestione delle ombre ogni tanto lascia un po' a desiderare, mentre sono ottimi gli effetti atmosferici, che di fatti aumentano non poco il potere evocativo di certe scene, mentre la bruma del mattino avvolge lentamente gli schieramenti pronti alla battaglia. Ottime notizie anche sul fronte dell'ottimizzazione: salvo qualche raro caso, la Beta ha rivelato un netcode molto stabile.

Dawn of Fantasy Dawn of Fantasy è un progetto interessante. Propone di fatto qualcosa di nuovo nel panorama degli strategici in tempo reale, provando a misurarsi in maniera decorosa ed intelligente con la filosofia dei Massive Multiplayer Online Game. Non manca anche una discreta varietà a livello concettuale, e qualche variazione su tema sul fronte del gameplay: questo porta ad una situazione abbastanza rosea sul fronte della personalizzazione e della profondità strategica. Il prezzo da pagare è però un comparto tecnico ai limiti inferiori degli standard attuali, e più di una carenza sul fronte della caratterizzazione artistica. Attualmente, qualche limatura sarebbe auspicabile anche per quel che riguarda l'interfaccia di gioco, molto spartana e non sempre funzionale. Il tempo per aggiustare qualcosa non manca, anche se crediamo che dal punto di vista del colpo d'occhio, non troppe cose cambieranno da qui alla release. Ma certo, ci sono pronti Mount & Blade e Minecraft, a dimostrare che spesso, proprio per titoli dedicati ad una nicchia dorata di videogiocatori “duri ed ossuti”, la grafica non è tutto.

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