E3 2013

Hands on Day Z

All'E3 di Los Angeles Day Z ci mostra di non essere ancora pronto per il "grande salto"

hands on Day Z
Articolo a cura di
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  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Day Z è nato quasi come una scommessa: un allora sconosciuto Dean Hall pubblicava, ormai un anno fa, quello che poi sarebbe diventato uno dei mod più conosciuti della storia, attirando milioni di giocatori verso un titolo che, almeno dal punto di vista commerciale, era morto e sepolto.
Proprio i morti, o meglio gli zombie, hanno donato nuova vita ad Arma II, facendolo rapidamente risalire nella classifica Steam tra gli acquisti più gettonati, proprio perché richiesto per il funzionamento di Day Z.
Svariati mesi sono passati e Day Z si è evoluto in molti modi, intraprendendo la strada del prodotto stand alone.
Abbiamo avuto modo di provare una versione ancora inedita all'E3 di Los Angeles, rendendoci conto che di strada da percorrere ce n'è ancora molta.

Abbandonati a se stessi

I primi passi nella versione stan alone di Day Z non sono differenti rispetto a quando il gioco era ancora una mod: verremo catapultati in una zona semi-casuale della gigantesca mappa di gioco (che rappresenta un'intera nazione della Russia post sovietica) e dovremo fare tutto il necessario per sopravvivere. Non solo agli zombie, che infestano ogni angolo del territorio, ma anche agli altri giocatori, i quali potranno decidere di aiutarci e formare un gruppo, oppure ucciderci per rubare agli oggetti che siamo stati in grado di accumulare e massimizzare le loro possibilità di sopravvivere.
Day Z è inoltre assolutamente inospitale: non accompagna il giocatore e, a differenza degli altri titoli a tema presenti sul mercato, non gli insegna praticamente nulla, obbligandolo a ponderare ogni mossa, imparando sulla propria pelle cosa vuol dire sbagliare.
Ogni personaggio creato, infatti, ha una e una sola vita, senza alcuna possibilità di respawn: un fattore che terrorizza e aggiunge parecchio in termini di coinvolgimento psicologico ed emotivo.

Qualche passo avanti

A lungo in sviluppo, la versione attuale di Day Z è sicuramente più rifinita rispetto al passato.
Nel passaggio da mod a prodotto vero e proprio la produzione ha subito numerosi interventi: il tasso di spawn degli zombie è stato diminuito e al contempo i non-morti sono stati resi leggermente più coriacei.
L'ambiente di gioco è stato pesantemente modificato e molte delle installazioni militari, presenti per le necessità belliche di Arma II, sono state trasformate in villaggi e cittadine, dando un taglio molto più familiare ed un'atmosfera del tutto diversa all'intera produzione.
La mappa è stata anche estesa, aggiungendo nuove location soprattutto verso nord, dove prima non c'erano particolari spunti per i giocatori.
Rivisto anche l'inventario, con la promessa di aggiungere centinaia di nuovi oggetti in modo da dare un nuovo gusto al gameplay e spingere ancor più verso l'esplorazione: unica maniera per trovare armi ed altro materiale necessario a sopravvivere.Se il gameplay e l'offerta contenutistica hanno subito esponenziali miglioramenti, non si può dire lo stesso dell'aspetto tecnico e visivo: la versione attuale di Day Z soffre ancora di numerosi problemi e non si distanzia particolarmente dal "periodo mod". Il motore grafico è lo stesso ma è stato in parte rivisto per puntare ad un'ottimizzazione maggiore; la mod, infatti, era discretamente pesante e poco performante anche su PC piuttosto potenti. I risultati, allo stato attuale, non sono così lampanti. La situazione si presenta infatti simile anche sulle macchine installate sullo showfloor dell'E3, che fanno fatica con Day Z (offrendo un framerate tutt'altro che stabile) pur riuscendo a gestire tranquillamente effetti e mole poligonale di Arma 3. Anche volendo soprassedere (data la versione incompleta) riguardo al frame rate, sono le animazioni a rappresentare il più pesante problema. Ci lascia infatti interdetti osservare uno zombie praticamente immobile che, nel giro di un paio di frame, inizia improvvisamente a correre, influenzando pesantemente anche il gameplay. Una problematica che dovrà essere obbligatoriamente risolta per evitare di frustrare i giocatori: in questa maniera, infatti, è del tutto impossibile intuire ed anticipare i movimenti dei mangia cervelli, almeno finché non ce li ritroveremo praticamente in faccia. Si intuisce, quindi, il motivo per il quale la demo presente in fiera aveva perennemente il god mode attivo. La nostra prova di Day Z, dunque, è stata convincente fino ad un certo punto: le migliorie a livello strutturale non possono che far piacere, ma le problematiche tecniche evidenziate, alla luce di quanto già accaduto in passato, non sono assolutamente tollerabili. Scaturisce perciò un pizzico di preoccupazione, nonostante ci sia tutto il tempo (la release non ha data) per sistemare le cose.

DayZ Chi sperava che Day Z fosse imminente dovrà purtroppo ricredersi: alla domanda su una possibile data di uscita la risposta è stata un secco no comment, aggiungendo la classica formula del "quando sarà pronto". Dalla demo presente all'E3, però, si intuisce che di lavoro ce n'è ancora molto e che difficilmente Day Z verrà rilasciato in maniera incompleta come è accaduto con la mod l'anno scorso. Ci vorrà quindi ancora del tempo per raggiungere uno standard qualitativo adeguato alla pubblicazione. È stato inutile chiedere informazioni anche sulla versione console, prevista, promessa, ma ancora completamente avvolta nella nebbia. La buona notizia, però, è che Day Z non ha perso un briciolo del proprio fascino sia nel bene, grazie ad un gameplay geniale, sia nel male, con quella ruvidità che l'ha sempre contraddistinto. Ora bisognerà solo armarsi di pazienza (e speranza) ed attendere la fatidica release.