Hands on Dead Island Riptide

Naufragati sull'isola Palanai, abbiamo giocato le prime tre ore del nuovo titolo targato Techland e Deep Silver.

hands on Dead Island Riptide
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dead Island, realizzato dal Techland nel 2011, è stato uno di quei titoli che ha diviso in due stampa e pubblico, tra chi ne criticava aspramente un comparto tecnico non al passo con i tempi, a chi ne esaltava la componente ludica e l'ambientazione. Ma il videogioco horror del team polacco era soprattutto il grande progetto di una software house semisconosciuta, alle prese con un mercato emergente e difficile da vagliare. L'idea era di fondere le tematiche del gioco horror con la libertà d'azione del free roam, il tutto supportato da una visuale in prima persona tanto apprezzata dai giocatori. Il gioco fu un successo, tanto che Deep Silver decise immediatamente di realizzarne un seguito, mantenendo inalterata la formula, riproponendo la medesima ambientazione tropicale, marchio di fabbrica del gioco.
Già presentatoci quasi un anno fa all'edizione 2012 del Gamescom di Colonia nello stand di Deep Silver, Dead Island Riptide si mostra noi oggi in una versione giocabile, in grado di farci saggiare le dinamiche di uno dei giochi splatter più attesi per l'anno in corso.

LOST IN THE JUNGLE

Il software fornitoci da Deep Silver è un codice in versione Beta che ci ha permesso di giocare ai primi 180 minuti del gioco, con la possibilità di intraprendere l'avventura con uno qualsiasi dei personaggi disponibili nella versione completa. Il plot non ha bisogno di molte presentazioni: gli eventi di Dead Island Riptide riprendono esattamente da dove li avevamo lasciati, dopo il drammatico finale che chiudeva il sipario del precedente capitolo della saga. In seguito al naufragio della nave sulla quale ci trovavamo e grazie alla quale stavamo fuggendo dall'incubo dell'isola di Banoi, ci destiamo faccia all'aria sulla spiaggia di un'isola poco distante, con il cocente sole tropicale che picchia forte sulla nostre teste. Ci alziamo in piedi, tra i rottami e i cadaveri che galleggiano nell'acqua dell'Oceano Pacifico, scoprendo che assieme a noi ci sono altri superstiti, feriti e disorientati per l'accaduto. Ci troviamo su Palanai, un'isola dell'arcipelago di Banoi anch'essa infettata dalla piaga e dal virus che trasforma le persone in feroci creature non morte. Ci alziamo dirigendoci verso il centro dell'isola, quindi all'accampamento indicatoci da uno dei superstiti incontrati sulla spiaggia. Dopo un breve cammino ci ritroviamo faccia a faccia con i primi infetti, che stanno dando del filo da torcere ad alcuni sopravvissuti barricati all'interno di una palafitta.

"Siamo su Palanai, un'isola dell'arcipelago di Banoi anch'essa infettata dalla piaga e dal virus che trasforma le persone in feroci creature non morte."

Il personaggio scelto per la nostra sessione di prova, John, consiglia al gruppo di sistemare il posto piazzando trappole e difese, in modo da essere preparati ad accogliere gli zombi in agguato nella giungla. Già nei primi minuti di gioco viene delineato un quadro completo di quel che sta accadendo sull'isola e dei rischi cui vanno incontro gli sfortunati naufraghi. Noi naturalmente non vogliamo anticiparvi nulla, per non togliervi il gusto di scoprire da voi quello che vivrete nei panni di uno dei protagonisti della vicenda di Dead Island Riptide. Proprio come nel primo Dead Island, i cinque personaggi sono perfettamente inseriti nella narrazione e nel contesto, con dialoghi e spacconerie tipiche dell'odierno horror movie hollywoodiano. Ritroviamo i quattro protagonisti delle vecchie vicende, Sam B., Logan, Xian Mei e Purna, naufragati sull'isola in seguito alla devastante tempesta che ha spinto la gigantesca nave militare contro gli scogli dell'isola Palanai, ed un nuovo personaggio, John appunto, che fa comparsa per la prima volta aggiungendo un pizzico di novità in quello che, a detta di Deep Silver, sarà una via di mezzo tra un sequel e uno spin off. Già in questa prima fase di gioco ci vengono rivelati dettagli molto interessanti di una trama che sembra riservare suspense e non pochi colpi di scena. Alla storia principale si alternano quest secondarie e mini missioni, personaggi da salvare e oggetti da scovare e recuperare, per un'esperienza ricca anche più della precedente.

CORSO DI SOPRAVVIVENZA

Proprio come il precedente capitolo ambientato sulla terrificante isola di Banoi, anche questa avventura dalle tinte horror si costruisce attorno all'esplorazione, alla ricerca e alla risoluzione delle centinaia di quest sparse per l'intera mappa di gioco. Il primo Dead Island era molto interessante specialmente per via di una modalità cooperativa azzeccata - che permetteva di condividere la propria esperienza con un massimo di tre giocatori - e di un open world che dava molto spazio e libertà ai giocatori. La sinergia tra le due cose fu in grado di trasformare un gioco non privo di evidenti difetti, in un titolo divertente e apprezzabile dagli amanti del genere. Questa versione dimostrativa offertaci da Deep Silver ci suggerisce che lo sviluppo di questo nuovo Dead Island mantiene inalterato il gameplay e i canoni precedentemente stabiliti dall'azienda polacca.
Puntando ancor di più al fattore cooperazione, il team di Techland inserisce nuove e interessanti dinamiche di gruppo, momenti durante i quali dovremo pianificare attentamente l'azione prima di essere travolti da decine e decine di zombi famelici. Potremo quindi costruire bombe, piazzare trappole, erigere barriere o creare barricate, il tutto per la gioia dei videoplayer amanti dell'orda inferocita e del "4 contro 100". L'isola di Palanai ci offre un incredibile quantitativo di armi e strumenti offensivi, da raccogliere in ogni angolo delle numerose location o da costruire con i tavoli da lavoro sparsi nei vari accampamenti ed edifici dell'isola. Rimane sostanzialmente inalterato anche il sistema di avanzamento del personaggio, con skill sbloccabili che aumentano le capacità tattiche e difensive del vostro alter ego: se avete conservato i savegame del vecchio Dead Island, potrete iniziare questa nuova avventura con una marcia in più, utilizzando le medesime statistiche e impostazioni del vecchio personaggio. Il sistema di combattimento è funzionale e divertente, ma anche grossolano e approssimativo, specialmente quando impugniamo armi da lancio o da tiro. Gli infetti incontrati durante la nostra partita sono gli stessi visti nel primo episodio, ma ciò non esclude qualche new entry procedendo nel fitto della narrazione. Guidare i mezzi è come sempre divertentissimo, tra automobili e imbarcazioni su di un territorio ampio e tutto da esplorare. Non sappiamo con certezza quale sia l'estensione della mappa, ma il feedback delle prime tre ore di gioco è decisamente positivo. Inspiegabilmente è ancora impossibile raccogliere oggetti per i personaggi di livello superiore, uno scoglio che onestamente speravamo sarebbe stato superato con questo nuovo episodio di Dead Island. L'ideale sarebbe poter conservare gli oggetti per un utilizzo successivo, proprio come avviene nella maggior parte dei giochi di ruolo. L'inventario infine risulta poco chiaro e un po' troppo confusionario, in particolar modo dopo aver collezionato un po' di oggettistica e i primi materiali.

TECHNICAL HOLOCAUST

Ad un'ambientazione colorata, ricca di elementi scenici e dal grande fascino, si accosta un comparto tecnico che, purtroppo, non può che lasciare perplessi. La versione PC da noi provata mette alla luce un motore grafico che manca sfortunatamente di ottimizzazione e che non sembra aver subito miglioramenti rispetto al titolo precedente, pubblicato ormai un anno e mezzo fa. La quinta versione del Chrome Engine elaborato da Techland, non riesce a colmare delle lacune che iniziano ormai a farsi fin troppo evidenti, specialmente in un mercato all'avanguardia e che punta sempre più al realismo grafico. Ad un antialiasing poco presente si aggiungono numerosi problemi di compenetrazione poligonale, complice un sistema di collisioni che pare non aver subito particolari miglioramenti. Abbiamo riscontrato qualche piccolo bug anche sul fronte della gestione delle condizioni meteorologiche, che saltuariamente cambiano in maniera repentina, passando dal sole cocente al grande alluvione, come se qualcuno, lassù, improvvisamente premesse l'interruttore della pioggia. E' naturale che molti di questi problemi siano dovuti alla natura provvisoria del software a noi giunto in versione Beta, tuttavia, a solo un mese di distanza dalla data di release, non possiamo che udire un campanello d'allarme. Al contrario, il level design di ambienti e location è interessante e sempre studiato, per una gestione dello spazio ludico che lascia ben poco spazio a dubbi e incertezze: questa volta le ambientazioni sono ancora più tenebrose e opprimenti, costruendo un contesto davvero perfetto per un gioco dalle tinte horror.
La soundtrack saggiata in questi primi capitoli del gioco non spicca in quanto ad originalità e composizione, eppure riesce ad accompagnare perfettamente i momenti salienti e ricchi di suspense di una storia horror confezionata con tutti i crismi del genere. Per certi versi le tracce musicali ci riportano indietro nel tempo, con evidenti rimandi al cinema horror italiano degli anni '70/80, di quelli che hanno lasciato un marchio indelebile, come il filone del cannibal movie reso celebre da registi come Lenzi, Deodato e D'Amato.

Dead Island Riptide Il nuovo prodotto della software house polacca conferma le impressioni avute quando esplorammo per la prima volta l'inquietante isola della Nuova Guinea, il paradiso tropicale chiamato Banoi, trasformato in inferno tra zombi e creature inquietanti; un gioco che vive nella sua modalità cooperativa, costruito all'interno di uno spazio ludico open word, libero e ricco di opportunità. Tuttavia, Techland dimostra anche di non aver appreso dai propri errori, costruendo un gioco che non pone particolare accento sull'aspetto innovativo, tanto meno su un comparto tecnico che, ad oggi, risulta evidentemente arretrato. Il dev team ha ancora un po' di tempo per rifinire il suo ultimo prodotto, prima che questo entri ufficialmente in fase gold per essere distribuito sugli scaffali dei negozi di tutto il mondo. A costo di ritrovarci con la classica patch al day one, ci auguriamo che l'engine venga privato di quelle piccole sbavature e della mancata ottimizzazione, in virtù di un gioco che ha sicuramente degli assi nella manica. Da amanti dell'ambientazione horror e degli zombi game, non possiamo che mantener fiducia in Dead Island Riptide, ricordando che il prossimo gioco edito da Deep Silver uscirà il 26 aprile all'interessante prezzo di 49,90 €.

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