Hands on Dead Space 2

Provato allo showcase londinese di Electronic Arts

hands on Dead Space 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Volati a Londra per l'annuale Showcase di Electronic Arts, l'appuntamento che aspettavamo con più impazienza era senza dubbio quello con Dead Space 2. L'Horror di Visceral Games ci ha meravigliato presentazione dopo presentazione, dispensando abbondanti dosi di brividi lungo la schiena e azione disperata. Dopo averci irretito con qualche scampolo del Single Player, è venuto però il momento di provare con mano la componente multigiocatore: un'aggiunta tutt'altro che marginale, dal momento che riesce a trasportare sui server online la varietà e, soprattutto, l'isterica inquietudine che avvolge ogni avventore di The Sprawl. Ecco dunque tutte le nostre impressioni.

Seguendo da vicino le orme dell'acclamato Left 4 Dead, in Dead Space è possibile impersonare sia i sopravvissuti della colonia che i viscidi Necromorfi. L'esperienza di gioco, ben bilanciata, varia totalmente a seconda della selezione, ma in ogni cosa incentiva il lavoro di squadra e la cooperazione più spinta. Il multiplayer di Dead Space 2, infatti, è esclusivamente pensato per due squadre che si fronteggiano: gli umani, devono portare a termine il compito previsto nella mappa selezionata, i ricombinati devono invece ostacolarli con tutti i mezzi.
Nei panni dei sopravvissuti, la tensione è subito palpabile. Sui server online si respira, così come nelle lugubri prospettive di The Sprawl, un'ansietà malata, un senso di insicurezza che titilla i nervi. E' la certezza di essere sempre osservati, l'ostinato “Spawn Rate” dei nemici, e persino la diabolica conformazione architettonica delle mappe. Il punto di forza dell'online di Dead Space 2 sta proprio nella sua capacità di non rinunciare a nessuno degli elementi che compongono l'avventura principale. Una delle due mappe presentati all'evento, chiamata Titan Mines, è ambientata in un vecchio complesso minerario. Il compito della squadra umana, in questo caso, è quello di recuperare una fonte di energia dispersa nei cunicoli della miniera, e riportarla alla base. Attraversando l'ambientazione, si scopre all'inizio una rassicurante piattaforma metallica. Asettica, lucida, spaziosa. Un buon punto di partenza per l'operazione. Ma poco dopo, scendendo nelle viscere umide della miniera, si prosegue per corridoi strettissimi, pieni di deviazioni e illuminati dalla luce malsicura di una lampada intermittente. E sembra davvero di riconoscere una delle location meno tranquillizzanti del vecchio episodio.
A stimolare una sincera inquietudine, è anche la consapevolezza che i Necromorfi possono spuntare da ogni grata, da dietro ogni parete. I giocatori che li impersonano, infatti, possono selezionare uno dei molti Spawn Point, controllando preventivamente, grazie ad una telecamera che inquadra tutto il livello, i movimenti degli umani. Assalti alle spalle, apparizioni improvvise, sono all'ordine del giorno, stimolando schizzi e sussulti degni dell'Horror Game più convinto.
Impersonando i Necromorfi, comunque, i giocatori possono scegliere fra quattro razze distinte. I primi, i Puck, sono i più deboli: veloci ma poco resistenti, sono utili per assalti “mordi e fuggi”. Se volete ritardare il gruppo degli umani, magari saltando addosso a chi si avvicina troppo all'obiettivo, i Puck sono senza dubbio la specie più indicata. Arrivati alla schermata del respawn, infatti, sono i primi che si rendono disponibili (per le razze più evolute c'è da aspettare una manciata di secondi in più), così da rappresentare una fonte inesauribile di grattacapi.
I Crawler, secondi in graduatoria, sono i piccoli tentacolati già presenti nel primo Dead Space: sono in grado di arrampicarsi sui muri, sparando le loro cuspidi mefitiche senza preavviso. Infidi, ideali per gli attacchi a distanza, difficili da individuare e da colpire.
Terzi, arrivano i nuovi Puker. Si muovono lenti, ma sono in grado di sputare un muco appiccicoso e letale. E, se riescono ad avvicinarsi, è la fine: la loro saliva corrosiva è in grado di sciogliere il volto di qualsiasi malcapitato.
Avendo abbastanza pazienza, però, è possibile impersonare anche i Necromorfi più classici. Cattivi, minacciosi, con le guglie ossee pronte a recidere i vostri arti, e capaci anch'essi di colpire dalla distanza.
Anche la squadra di Necromorfi, in ogni caso, deve cercare di coordinarsi per avere la meglio. Un gruppo di umani male organizzato è una preda facile, ma se i quattro sopravvissuti decidono di cooperare, coprendosi le spalle a vicenda, gli assalti devono farsi più intelligenti, mirati. Devono essere continui ed insistenti, ma di tanto intervallati dall'apparizione delle aberrazioni più coriacee. Troppe morti, poi, finirebbero per facilitare il compito degli umani, che ad ogni uccisione guadagnano medikit e munizioni.
La profondità strategica, insomma, non manca di certo al multiplayer di Dead Space 2. Sarebbe facile catalogarlo come un clone di quello (già riuscitissimo), di Left 4 Dead. Ma la verità è che l'incedere malsicuro degli emuli di Isaac, la conformazione contorta e mefistofelica delle mappe, ed il look che tanto spinge sul “gore” e sul particolarissimo sistema di illuminazione, regalano a Dead Space un carattere tutto suo. Non era facile mantenere intatte le peculiarità da gioco Horror, ma Visceral Games è riuscita ad orchestrare un'esperienza online che non tradisca il lascito dell'avventura in Single Player. Che abbia però un ritmo più sostenuto, serrato (soprattutto quando si gioca nei panni dei Necromorfi).
Interessante, poi l'idea di assegnare ad ogni mappa una serie diversa di obiettivi. Se le Miniere di Titano proponevano un classico Search & Retrieve, la seconda mappa mostrata, Solar Array, richiedeva semplicemente di avanzare lungo laboratori claustrofobici, fermandosi di tanto in tanto per disattivare le porte di sbarramento. Una vera sfortuna che, al momento, le mappe previste siano soltanto cinque. Non vediamo comunque l'ora di scoprire le sorprese che nascondono le tre location rimanenti.

Dead Space 2 Dead Space 2 sarà un gioco imperdibile. Se già l'avventura in Single Player dimostra uno spiccato dinamismo, finemente intrecciato con le logiche di un Survival Horror puro e senza compromessi, il comparto online regala insperate soddisfazioni. Un netcode stabile, una discreta varietà di situazioni, ma soprattutto l'incedere disturbante e malevolo, sono i tratti distintivi del Multiplayer di Dead Space 2, che si configura come una perfetta continuazione dell'avventura di Isaac. Il colpo d'occhio al top, beato da una ricerca artistica eccezionale e da un level design magnifico anche per le mappe online, sono il degno contorno di un'esperienza ludica davvero totale.