Gamesweek

Hands on Dead Space 3

Dubbi e speranze affiorano dalla Gamesweek. E voi avete provato Dead Space 3?

hands on Dead Space 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Ci siamo fatti odiare. Dalla gente in coda per una buona mezz'ora in attesa di provare Dead Space 3 alla Gamesweek. Magari qualcuno di voi ha proprio visto questo strano tipo occhialuto avvicinarsi all'ingresso della stanzetta di prova, dribblare le due code ai lati e intrufolarsi per un hands on del videogioco.
Per non suscitare in voi ulteriore astio non vi diremmo che abbiamo stretto il pad in mano ben più dei cinque minuti concessi ai visitatori. Saremmo comunque ben contenti di conoscere le vostre opinioni a partire da quanto provato all'evento milanese: per quanto noi di Everyeye abbiamo già avuto numerose occasioni di testare Dead Space 3 (l'ultima qualche settimana fa a Londra), ci piacerebbe conoscere l'opinione dei nostri lettori particolarmente curiosi dell'evoluzione del franchise. L'horror fantascientifico e l'atmosfera misteriosa sta via via approdando verso una meccanica più action e un contorno narrativo diretto quanto un pugno sui denti.
Qual'è la vostra opinione del terzo capitolo? Lo comprerete il giorno dell'uscita oppure aspetterete una consistente riduzione di prezzo?

Nello spazio profondo nessuno può sentirvi urlareeee

Dead Space 3 è un videogioco spettacolare. Mentre gli sviluppatori fanno a gara nel denunciare i limiti delle attuali console, Visceral Games dimostra una padronanza delle risorse a disposizione con pochi eguali. Le ambientazioni sono ricchissime di dettagli, ricercate nella disposizione degli elementi sullo scenario, coerenti e verosimili nel loro insieme: siano esse popolate da gelidi elementi naturali come sul pianeta Tau Volantis oppure stantuffi e corridoi metallici di qualche astronave persa nello spazio.
Come dimenticare poi il pregevole sistema di illuminazione dinamico (l'impatto della luce cambia repentinamente in base ai vostri movimenti) oltre gli effetti particellari come sbuffi di vapore, pulviscolo stellare e vomito necromorfico.
L'atmosfera non solo è perfettamente in sintonia con i due prequel, ma offre una varietà maggiore destreggiandosi tra paesaggi innevati (i primi livelli) e stazioni spaziali (da metà gioco in poi). Il livello delle scene d'intermezzo è sopraffino: a costo di sacrificare qualcosina nell'interattività, il gioco regala momenti da cardiopalma tra esplosioni calibrate e distruzioni controllate gestite interamente dal motore grafico (no CG per intenderci). La totale assenza di HUD (le poche informazioni "numeriche" appaiono sul retro della tuta spaziale) esalta ulteriormente gli accorgimenti registici e la magnificenza scenografica.

L'inizio della demo provata alla Gamesweek è da cardiopalma. Isaac e il compagno Carver (che volendo può essere impersonato da un secondo giocatore) si trovano nel bel mezzo di una astronave prossima al collasso: vetri che si frantumano, pareti scoperchiate, cavi elettrici divelti. La visuale si distorce a sua volta, mentre il giocatore affronta claudicante un corridoio le cui vetrate sottostanti sono percorse da fratture.
Per un soffio riesce ad agguantare una tuta spaziale, indossarla alla velocità della luce. Un secondo più tardi quel settore dell'astronave non esiste più: il gameplay da cinematico qual'era, ora assomiglia alle sequenze a gravità zero di Dead Space 2. Svolazzante nei meandri dello spazio Isaac non può pensare alla propria sopravvivenza. Non solo almeno: un carrello contenente del prezioso materiale rischia di andare perduto. Compito del giocatore è correre al suo inseguimento, recuperarlo e assicurarlo alla stazione spaziale dirimpettaia.
Con un certo stupore tale sequenza di recupero si gioca alla maniera degli Starfox. L'anfratto stellato è costellato da mine che esplodono al contatto, ma il pericolo maggiore proviene dai detriti dell'astronave che il giocatore può schivare solo in una maniera. Come? Sta a voi scoprirlo a suon di trial & error.
Recuperato miracolosamente il carrello, lo spingiamo verso la stazione spaziale ormai prossima. Il pericolo sembra ormai alle spalle, i nostri compagni ispezionano quanto abbiamo loro consegnato, la tranquillità ci avvolge. Ma sarà sicuro il silenzio che ci avvolge? Isaac non si fida e preferisce ispezionarne i meandri.
La situazione è del tipo silenzio, troppo silenzio. Per 5 minuti buoni apriamo con cautela qualche porta aspettandoci un Necromorfo pronto ad accoglierci e invece nulla. Silenzio. Troviamo alcune porte bloccate, a cui manca evidentemente una fonte di energia: grazie alla telecinesi siamo in grado di risolvere gli enigmi ambientali proposti inserendo i generatori sparsi qua e là negli alloggiamenti di competenza. Tutto intorno il silenzio.
Altre porte, ancora silenzio. L'atmosfera è - potete intuire - assolutamente horroristica, giocata registicamente su silenzi, fremiti improvvisi, corridoi irrequieti. Sembra tutto in linea con il Dead Space che

"Sembra tutto in linea con il Dead Space che amiamo, finchè gli sviluppatori non inseriscono l'errore fatale. All'apertura dell'ennesima porta la telecamera indugia erroneamente su un gruppetto di Necromorfi che spuntano dal soffitto"

amiamo, finchè gli sviluppatori non inseriscono l'errore fatale. All'apertura dell'ennesima porta la telecamera indugia erroneamente su un gruppetto di Necromorfi che spuntano dal soffitto: la sorpresa non esiste, la tensione è prontamente azzerata, tutto quello che resta da fare è estrarre la pistola al plasma e sparare alla testa delle creature alte almeno il doppio di noi. Si può alternare lo shooting agli attacchi melee oppure se siamo particolarmente fantasiosi sprigionare il potere telecinetico e scagliare casse, cadaveri, parti anatomiche. Il munizionamento come sappiamo è illimitato, ma la sostituzione dei caricatori è lenta e frequente: Dead Space 3 ha indubbiamente sessioni in cui la cadenza sparatutto prende il sopravvento, ma le meccaniche di fondo sono alquanto esili e per nulla riconducibili agli indiavolati "sparamuretto" tanto in voga di questi tempi (Mass Effect docet).
La nostra piccola battaglia prosegue insieme all'esplorazione. E proprio quando realizziamo che la stazione spaziale non è per niente tranquilla, essa comincia a collassare sotto il peso di chirurgiche esplosioni. I nostri piedi si sollevano dal pavimento, la gravità si azzera e in men che non si dica svolazziamo ancora nello spazio più profondo!

Dead Space 3 Appoggiamo il gamepad e le sensazioni che percorrono i nostri canali nervosi sono contrastanti. Dead Space 3 è un bel gioco? Senz'altro. Vanta una sapiente regia? Altrochè. Invoglia a scoprire il mondo di gioco e i suoi personaggi? Assolutamente sì, e se si gioca in cooperativa la trama conosce ramificazioni inaspettate. Ma è un gioco horror come i predecessori? Beh, non proprio: alcune sezioni incutono timore e agitazione, altre proprio per nulla. Anzi sono un ribollire di distruzioni e sequenze cinematiche chiassose. A voler essere buoni si può dire che in Dead Space 3 l'elemento fantascientifico è preponderante rispetto a quello horrorifico; visiteremo più navi spaziali, esploreremo il pianeta ghiacciato Tau Volantis, scambieremo due chiacchiere con una marea di personaggi. Se credete che questo non faccia per voi, rassegnatevi: Electronic Arts ha preferito premere l'acceleratore sull'ambito grafico e la spettacolarizzazione del gameplay, mostrando cosa possono realmente fare in termini grafici le attuali macchine da gioco. Purtroppo sembra che lo spavento o l'ansia non siano nelle corde di Xbox 360 e Playstation 3...

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