Hands on Dead Space 3

Provate le funzionalità Kinect nell'horror firmato Visceral Games

hands on Dead Space 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

San Francisco - Visceral Games ci credeva davvero. Quando ha lanciato il primo Dead Space nell'ormai lontano 2008, il team californiano era veramente convinto che si potesse far risorgere il genere Survival, potentemente bistrattato in questa generazione ma apprezzato da un'esigente nicchia di videogiocatori. Ed infatti Dead Space era un horror di quelli duri: cattivo, impietoso, strisciante come un necromorfo sventrato, iniettava nel videoplayer un terrore subdolo e sottocutaneo. Le scene disturbanti erano valorizzate dallo studio meticoloso degli ambienti interni dell'Ishimura, e si sprecavano i rimandi ai classici della cinematografia di genere (da Aliens a Punto di Non Ritorno). Ci hanno pensato le vendite non entusiasmanti a frenare gli entusiasmi del team, che con il secondo capitolo ha rivisto in maniera abbastanza evidente il bilanciamento del gameplay, spostando l'attenzione sulla fase di shooting e rendendo l'azione sicuramente più incalzante.
Dead Space 2, nonostante una virata action molto evidente, resta comunque un titolo di grande spessore, sempre attento a costruire un'atmosfera destabilizzante e molto intrigante dal punto di vista narrativo. Pur senza estasiare gli amanti dell'horror vecchio stile, quindi, il gioco ha saputo acquietare le loro ansie. Riuscirà il terzo capitolo nella stessa impresa? Allo Showcase invernale di EA abbiamo avuto modo di testarlo nuovamente, e non tutti i riscontri sono rassicuranti.

Nello spazio, Kinect può sentirti urlare

La demo presentata per l'evento statunitense era pensata per mostrare soprattutto l'integrazione con Kinect, annunciata ufficialmente in occasione dello Showcase. La sequenza che abbiamo provato, quindi, era piuttosto breve, e nell'arco di qualche minuto si è esaurito il nostro Playtest.
Il risicato spezzone ha comunque confermato le preoccupazioni espresse nel nostro ultimo articolo: l'attenzione per la componente shooter è massiccia, ed il focus sulle armi rende l'incedere molto meno caratteristico che in passato. Anche quando i necromorfi spuntano in quantità dalle cavità nelle pareti, ci sentiamo sempre al sicuro, e riusciamo a massacrarli senza troppe difficoltà. Il supporto del compagno, l'utilizzo più abbondante della stasi, rendono la progressione abbastanza semplice. Smembrare gli alieni e veder fluttuare una nuvola di arti recisi dalle nostre pallottole ha sempre un suo fascino, e riempie i giocatori più guerrafondai di un'atavica soddisfazione, ma non siamo sicuri che questo focus sulle sparatorie sia in grado di dare alla produzione il carattere che dovrebbe avere. Anche perchè, lo ripetiamo, il sistema di munizioni è cambiato, e adesso le clip di proiettili sono universali e utilizzate indistintamente per tutte le armi. Purtroppo questo impoverisce abbastanza tutta la parte legata alla gestione dell'inventario.

Si nota, inoltre, che il team vuole massimizzare la spettacolarità delle sequenze di gioco. Già nel secondo capitolo non mancavano scene sopra le righe e momenti veramente epici, ed in Dead Space 3 Visceral Games spinge ancora di più su questo pedale. C'è un momento, ad esempio, in cui la coppia di giocatori utilizza un enorme rampino per arrampicarsi su una parete ghiacciata: gli scontri a fuoco quindi si spostano in verticale, mentre Isaac e Carver si inerpicano sulla superficie scivolosa sparando ai Lurker.
Purtroppo la breve demo non ci ha permesso di esplorare più a fondo la superficie di Tau Volantis: in compenso abbiamo potuto testare le funzionalità vocali legate a Kinect. “Parlando” alla periferica è possibile ad esempio utilizzare la stasi (“Stasis”!), ma anche interfacciarsi con il proprio compagno richiedendo o consegnando munizioni o medikit. Basta scandire bene “Give Health Pack” ed il gioco è fatto. Il team conferma che la versione italiana sarà completamente localizzata, e Kinect riconoscerà quindi anche la nostra lingua. Non siamo però completamente sicuri che questa feature aggiunga davvero qualcosa all'esperienza di gioco.

Dead Space 3 Inseguendo un'immediatezza che sembra diventato un nuovo valore videoludico, Visceral Games potrebbe aver perso di vista quelli che dovrebbero essere gli elementi caratterizzanti di Dead Space? Il terzo capitolo ha munizioni universali, tanta azione, una spettacolarità insistita ed un sistema di riconoscimento vocale che dovrebbe rendere ancor meno importante la gestione dell'inventario. Dal punto di vista dei fan degli Horror Game, questi cambiamenti alla formula originale saranno sicuramente mal visti: di fatto avvicinano il titolo Visceral Games ad uno shooter in terza persona in cui resta solo la componente splatter a sottolineare il contesto orrorifico. Dead Space 3 ha comunque un'ottima atmosfera, e la componente narrativa vuole essere disturbante come quella dei primi due episodi. Ma in nome dei gusti del pubblico americano, la serie potrebbe in fondo aver perso qualcosa. Resta il fatto che per giudicare con attenzione servono prove molto più approfondite, che noi di Everyeye.it avremo occasione di fare entro la fine dell'anno. La speranza, quindi, è quella di ritrovare su Tau Volantis un po' di quelle emozioni provate a bordo della Ishimura. Restate con noi per scoprire come andrà a finire.

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