Hands on Dead to Rights: Retribution

Jack Slate: il braccio violento della legge!

hands on Dead to Rights: Retribution
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La generazione corrente è segnata dalla massiccia presenza -immediatamente dopo i First Person Shooter- degli action game in terza persona, che spesso strizzano l’occhio a strutture collaudate come quella di Gears Of War.
E’ questo il caso anche dell’oggetto d’analisi odierna, Dead To Rights: Retribution, fondamentalmente un “remake” in alta definizione di quanto visto nei primi due capitoli che poco entusiasmarono critica e videogiocatori una manciata d’anni fa.
Secondo Volatile Games, studio responsabile della produzione, Retribution dovrebbe condensare tutti gli elementi interessanti visti nella serie, con una spruzzata di novità e le limature del caso.
Lo scopo, quindi, non è innovare ma sfruttare una struttura collaudata (che prende spunto non solo dai predecessori) e proporre qualcosa di familiare in cui trovarsi subito a proprio agio.
Il titolo, in uscita il 16 Aprile, si è recentemente mostrato in forma giocabile, grazie ad un codice preview contenente i primi sei livelli.

Il braccio violento della legge

Ancora una volta impersoneremo Jack Slate, poliziotto dalle maniere brutali che a manette e canonica lettura dei diritti dell’arrestato preferisce le mani o la potenza delle sue armi da fuoco.
Questa premessa delinea quindi un gameplay frenetico, votato totalmente all’azione con pochissimo spazio per riflettere, per respirare ed assenza pressochè totale di fasi esplorative o di enigmi ambientali.
Jack, facendosi strada tra location piuttosto lineari, avrà a disposizione in primis le sue potenti doti di combattente corpo a corpo, grazie alle quali potrà disporre del nemico sfruttando un discreto numero di combo, che spaziano dai tre ai 5/6 colpi con l’aggiunta di parata, contromossa e schivata.
Una volta stordito il nemico sarà possibile eseguire, tramite la pressione di un solo tasto, una brutale “mossa finale” che prevederà diverse tipologie d’uccisione a mani nude ed una serie di esecuzioni direttamente dipendente dall’arma impugnata (se e quando armati).
Riguardo alle armi è bene precisare che in Retribution hanno un ruolo decisamente secondario, soprattutto data l’esigua quantità di munizioni presenti nel corso dell’avventura; questo fattore incoraggia il giocatore ad un’azione sempre dinamica, visto e considerato che per ottenere le bocche da fuoco di cui sopra occorrerà spesso avvicinarsi al nemico e disarmarlo, esibendosi nell’ennesima mossa spettacolare.
L’importanza marginale di fucili e pistole rende altrettanto marginale il sistema di coperture piuttosto spartano presente in Dead To Rights: Retribution; le sue funzionalità sono le stesse dimostrate più volte da Gears Of War ad oggi ma la cura nell’implementazione non è esattamente la stessa date le problematiche riscontrate nel mettersi in copertura (un’imperfezione da imputare, probabilmente, ai controlli).
A sopperire a tale deficit ci pensa, fortunatamente, il più classico dei “Bullet Time”: riempita una barra denominata “Concentrazione” Jack potrà rallentare il tempo in maniera da avere a disposizione un tiro molto più comodo e preciso.
Il nostro eroe, poi, potrà contare in ogni istante su Shadow, un fedelissimo e letale segugio che ne seguirà le orme per tutta l’avventura.
Durante le normali azioni di gioco potremo ordinare al compagno di attaccare un particolare bersaglio, di difendere il padrone o di stare semplicemente alla larga (qualora gli avversari fossero pesantemente armati) e, anche qualora non gli si impartisse alcun comando, delle routine ben implementate lo faranno intervenire/stare in disparte in maniera piuttosto realistica e bilanciata.
Ci saranno, infine, alcune sezioni espressamente dedicate all’eroe a quattro zampe, durante le quali prendere fiato ed agire in maniera furtiva.
Grazie al suo fiuto Shadow sarà in grado di localizzare i nemici da grande distanza, percepirne il battito cardiaco e pianificare letali aggressioni, utilizzando la potenza del suo latrato per attirare in pericolose imboscate i malcapitati.
Il gameplay, insomma, ancorchè grezzo in alcuni frangenti (vedi sistema di combattimento ispirato ad Arkham Asylum ma meno raffinato e sistema di mira grossolano) risulta piuttosto vario, immediato, divertente e funzionale.
L’inserimento del cane e le abilità combattive del protagonista riescono a sopperire anche ad un’IA spesso altalenante: i nemici, infatti, sono tanto abili nell’accerchiamento e nel trovare riparo quando in netto svantaggio quanto incapaci di accorgersi, in un’azione furtiva, dell’uccisione di un compagno a pochi metri di distanza.

Grafica "funzionale"

Dal punto di vista tecnico Dead To Rights: Retribution non è uno dei maggiori esponenti di questa generazione come, d’altronde, il team ha ammesso dichiarando che il comparto grafico della loro ultima fatica non è il protagonista; è semplicemente funzionale al divertimento e all’immediatezza.
Pur non capendo il senso di tale dichiarazione, specialmente dopo aver visto in movimento God Of War 3, la prendiamo per buona attestando i discreti -per quanto rozzi- modelli poligonali, un buon comparto animazioni ed una texturizzazzione tutto sommato sufficiente.
Il design “sporco” delle ambientazioni risulta invece una perfetta scelta artistica per figurare il carattere sudicio e violento della vicenda e le modalità d’agire assolutamente non consone del protagonista.
Peccato in diversi frangenti si siano riscontrati parecchi problemi, legati soprattutto alle collisioni tra i modelli, capaci di sminuire considerevolmente il realismo dell’opera Volatile Games che resta, in ultima analisi, visivamente piacevole.
Senza infamia ne lode anche la colonna sonora, poco presente e mai particolarmente incisiva quanto, ad esempio, l’ottimo doppiaggio in inglese (accompagnato da sottotitoli in italiano) che, anche grazie ad un buonissimo piglio recitativo degli attori digitali, figlio del motion capture, riesce a donare un tocco di credibilità in più che non guasta mai.

Dead to Rights: Retribution Dead To Rights: Retribution non ha sicuramente la pretesa di diventare un esponente di spicco del suo genere, quanto piuttosto di distinguersi dalla mediocrità semplicemente come action game molto immediato, frenetico e divertente. Alla luce di un gameplay abbastanza vario e della familiarità con una struttura di gioco collaudata dobbiamo dire che, per quanto visto sinora, lo scopo è stato pienamente centrato. Certo è che una maggior raffinatezza dei vari elementi che ne compongono l’ossatura ludica ed un comparto tecnico di più alto livello non ci sarebbero dispiaciuti; il giudizio finale, come al solito, spetterà una volta ricevuta la versione completa.
Rimanete sintonizzati.