Hands on Deadpool

Deadpool, "the merc with a mouth", si presenta ai nastri di partenza

hands on Deadpool
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Deadpool sa che stiamo giocando nei suoi panni. E statene certi non farà finta di niente: continuerà a lanciarci ammonimenti, improperi, guarderà direttamente in camera per sputare sentenze o quando magnanimo ringraziarci per il sostegno alle sue imprese.
Deadpool sa, inoltre, che il videogioco partorito da High Moon Studios (quelli dei tie-in di Transformers) è un action poco rifinito, dalle meccaniche piuttosto classiche e dagli ambienti decisamente lineari. Non temete l'antieroe Marvel vi farà notare anche questo, declamando l'anzianità delle monete da raccogliere o la ridondanza dei tutorial.
A conti fatti la forza del tie-in distribuito da Activision il prossimo 28 Giugno risiede proprio nel personaggio di Deadpool, nella sua irrefrenabile ironia e nei suoi tocchi comici sopra le righe. Se High Moon Studios avesse optato per una IP originale, con uno dei protagonisti macho che vanno di moda oggi o per la solita donzella discinta, il risultato sarebbe stato molto molto molto meno convincente!
Dopo averlo visto in diverse occasioni giocato da altri, finalmente siamo riusciti a provare con mano il primo livello di gioco. Chi scrive proverà a descrivere le sue impressioni, cercando di evitare parolacce o volgarità copiose. Battetegli il cinque nei commenti se la sua missione avrà avuto successo!

Casa Deadpool

Deadpool inizia a casa di Deadpool. Stamberga sporca, arredata da finte librerie e cartoni di pizza. L'antieroe Marvel, esito di un esperimento condotto su Wade Wilson con l'Arma-X che gli ha procurato l'abilità rigenerante di Wolverine, sta seduto sul sudicio divano intento a grattarsi il pacco con la pistola. Nel mentre ascolta la segreteria telefonica: "hai quattro messaggi". Il primo lo manda proprio l'X-Men artigliato bla bla bla, il secondo appartiene alla sexy mutante Domino ri-bla bla bocce bla bla. Quello dopo lo manda Peter della Penna, reale dipendente di High Moon Studios: il cognome è anch'esso autentico e per il sottile gioco del nomen omen gli sta parlando proprio della sceneggiatura del videogioco Deadpool. "No, non si farà...non ne abbiamo voglia e non sappiamo inventarci meccaniche innovative". "COSA?!?" erompe Deadpool, ma un secondo dopo si disegna sul suo viso un ghigno malefico. Quarto messaggio: "scherzavo Deadpool, il videogioco è in sviluppo a pieno regime; anzi tra poco riceverai a casa la sceneggiatura". Volete sapere cosa è successo in quel di San Diego tra il terzo e il quarto messaggio? Deadpool non ha misteri per voi: qualche "oncia" ben piazzata e fatta detonare a distanza!

In attesa della consegna della sceneggiatura il giocatore può girovagare liberamente per l'appartamento. Può anche sprofondare sempre più nel sofà, ascoltando il nostro prendere per i fondelli l'altro supereroe di New York, dai quello che si arrampica sui muri e spara ragnatele. Alzandosi dal divano tra l'altro si sblocca immediatamente un Achievement, prontamente sottolineato da Deadpool con un espressione del tipo "allora questo è un gioco in cui gli obiettivi si ottengono senza fare nulla!".
Oppure può fare un giro in camera da letto per gonfiare una bambola gonfiabile, preparare migliaia di tacos in cucina grazie alla sua super-velocità, cercare il numero 98 di New Mutants salvo accorgersi poi che la libreria è finta e tutti i tomi enciclopedici sono in realtà cartonati, giochicchiare con un cane imbalsamato. Può anche fare una puntatina in bagno per sbrigare certi affarucci, anche se ritiene che l'etichetta nera copri-pacco appiccicatogli dagli sviluppatori non renda giustizia effettiva alle dimensioni anatomiche del suo arnese.
A proposito di pacchi, suonano alla porta. E' finalmente arrivata la sceneggiatura...ma ehi, un momento: perchè tutto quel lirismo era una notte buia e tempestosa? Dove sono le bocce e le signorine ignude? Dove le gesta epiche da salvataggio gattini del protagonista? Dove il divertimento e la "sboronaggine"?
Nulla da fare: in High Moon Studios non sanno fare il proprio lavoro, tocca a lui in prima persona prendere per le redini il tie-in videoludico e portarlo sugli scaffali dei negozi di tutto il mondo. Che inizino le danze!

Sfide

Deadpool non presenta alcuna modalità multiplayer. Tuttavia a fianco dello story mode, sarà presente una sezione dedicata alle sfide a tempo. Ambientate nei livelli dello story mode, all'interno di un tempo limite si dovranno affrontare e sgominare tre ondate di nemici. Minore è il tempo impiegato per sconfiggerli, maggiore sarà il punteggio uploadato sulla leaderboard online.

Una voce mi ha detto di ucciderlo!

Lo spirito del fumetto Marvel è totalmente instillato nel videogioco. Grazie alla sceneggiatura (quella vera!!) scritta da Daniel Way, uno degli autri della testata, nel tie-in sono presenti tutti i riferimenti all'universo supereroistico della casa delle idee, apertamente presi in giro dal protagonista. Ma sopratutto vi è l'intero spettro di voci e borbottii cartacei, qui interamente doppiati in lingua inglese (niente voci italiane, solo testi): Deadpool di per se non tace un secondo, spara battute a raffica o in mancanza di argomenti produce versetti ormonali; nella sua testa si avvicendano due vocine, una idiota e una seria, ben distintite nel fumetto dalla forma del baloon e dal font utilizzato. Alla distinzione grafica, nel videogioco si aggiungono le più limpide connotazioni vocali, una voce adolescenziale e sempre esaltata contro una paterna da professorino. Per la cronaca il doppiatore di Deadpool è Nolan North, la voce nordamericana di Nathan Drake e Desmond Miles, protagonista anche di un cameo telefonico in principio di avventura.
Il primo livello da noi testato vedeva il personaggio infiltrarsi nella sede televisiva della GWN, partendo dalle fogne dove ci si impratichisce coi comandi e si gonfia un castello giocattolo (la sua utilità sarà nota solo più avanti!), su su fino all'attico dove risiede il proprietario del network. Se escludiamo una caciarona sequenza a bordo di un elicottero, tutti i piani dell'edificio tendono ad assomigliarsi e il level design sembra non avere voglia di variare nettamente la propria formula.

Dal momento che le fasi platform si riducono quasi sempre a ritmici salti a muro degni di un certo idraulico, i combattimenti sono la pietanza principale in termini di gameplay. Il control scheme è abbastanza canonico: al salto e agli attacchi di doppia intensità, si aggiunge la capacità del teletrasporto sia per evitare eventuali proiettili/missili nemici sia per eseguire un rapido contrattacco. La capacità di sparo tramite i grilletti non è certo integrata alla perfezione con il combattimento corpo a corpo come nei Devil May Cry, ma riesce a ritagliarsi un suo spazio e in certi frangenti si rivela indispensabile per evitare il game over.
Il sistema di combattimento non ci ha fatto per niente strappare i capelli, eppure l'elevato numero di nemici e la non comune difficoltà di gioco (considerando sopratutto che eravamo appena al primo livello) sono riusciti ad impensierirci costringendoci così ad affrontare con un minimo di tatticismo in più le schermaglie.
Onesto appare il comparto grafico, sviluppato evidentemente con un motore dai diversi anni sul groppone. Il modello poligonale di Deadpool è buono, così come la pulizia dell'immagine e la fluidità dell'aggiornamento (non giureremmo di averlo visto a girare a 60 fps, ma di incertezze non se ne sono viste nel codice testato); purtroppo gli ambienti risultano estremamente spogli, poveri di dettagli e dal grado di interazione praticamente nullo.Una volta che Deadpool ha raggiunto l'ultimo piano del grattacielo, trova il proprietario del network abbarbicato dietro una porta iper-blindata. Fortuna che l'antieroe si è portato dietro una scorta di C4. Ma quante once saranno sufficienti per far brillare l'uscio? Beh, posizioniamole tutte e siamo sicuri di raggiungere il risultato finale, dice il protagonista alle due vocine in testa. BOOM.Il proprietario è nelle nostre mani. "Ehi" - fa la voce seria - "ricordati ce ci serve vivo". "Quanto vivo?" si interroga allora Deadpool. E giù un pugno, un altro e un altro ancora. La vetrata infine si frantuma con uno Shoryuken (!!) ben assestato e i due precipitano nel vuoto. "Quanto vivo?" si chiede il giocatore mentre assiste alla cut scene...finchè la coppia non atterra sul castello gonfiabile messo in piedi a inizio livello, col senno di poi non per puro vezzo.

Deadpool Deadpool, insomma, diverte e coinvolge più per il proprio stile narrativo e le demenzialità del personaggio, che per una buona varietà nel gameplay di gioco o per chissà quali trovate innovative. La demo ci ha decisamente colpito e divertito come non mai; tuttavia ci riserviamo in sede di recensione di valutare quanto alla lunga questa struttura riuscirà a reggere.

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