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Hands on Defiance

Il resoconto della beta dell'MMO realizzato da Trion Worlds in collaborazione con SyFy TV.

hands on Defiance
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Quello messo in opera da Trion Worlds è un progetto davvero intrigante, una serie televisiva che s'intreccia con un videogame MMO dall'impostazione in terza persona, uno shooter che si mischia agli elementi tipici del gioco di ruolo, un genere pieno di numeri e infinite statistiche, il tutto condito da una ricca trama che verrà raccontata ogni settimana da un episodio di quella che è a tutti gli effetti una delle serie TV più attese di quest'anno, nonché uno dei progetti televisivi più costosi per l'anno 2013. Avevamo già avuto modo di provare Defiance, l'ormai imminente videogioco fantascientifico realizzato da Trion Worlds in collaborazione con l'emittente televisiva statunitense SyFy, in un evento d'anteprima a Londra al quale abbiamo dedicato un corposo articolo. Oggi abbiamo testato la closed beta per due giornate di gioco intenso, e vogliamo raccontarvi con rinnovate impressioni quel che può offrire questo nuovo, particolare titolo in arrivo.

CAPSULA DI SALVATAGGIO

Il primo passo è naturalmente quello di creare il nostro personaggio. L'interfaccia sembra aver subito qualche mutamento dal nostro precedente test, ed ora appare meglio disegnata, di bell'aspetto, molto più comoda da consultare e semplice da leggere. Il client non sembra aver aggiunto ulteriori opzioni per la fase creativa di costruzione del PG: abbiamo possibilità di scegliere tra due razze, Umana e Irathient, quattro classi - soldato, incursore, fuorilegge, meccanico - e naturalmente ambo sessi. A questo giro abbiamo optato per una donna umana, classe soldato per un approccio il più diretto e semplice possibile, per testare l'efficacia del personaggio classico con abilità ed equipaggiamento "standard". Dato l'alone di mistero che c'è ancora dietro al progetto televisivo e quindi alla trama di Defiance, non è chiaro se nel titolo definitivo avremo maggiori possibilità di selezione, ma quel che abbiamo di fronte oggi è un gioco che sfortunatamente non sembra poter competere con una concorrenza che offre in media molte più opzioni e variabili, sia sotto il profilo della razza che della personalizzazione in generale. Notiamo quindi una certa povertà di contenuti, un fattore molto probabilmente dovuto (almeno questa è la nostra supposizione) ad una serie televisiva nei quali parametri si deve necessariamente rientrare.
Defiance si apre con la classica scenetta realizzata con motore grafico in game. Una donna Irathient si avvicina ad una capsula di salvataggio appena precipitata sul suolo terrestre, ancora fumante e bollente per il difficile atterraggio. Non appena l'aliena si avvicina, ecco che la capsula si apre, rivelando il personaggio che abbiamo appena partorito. La storia ci viene raccontata attraverso delle cinematics che ricordano molto da vicino quelle di Star Wars the Old Republic - forse per la somiglianza delle due ambientazioni, entrambe di derivazione fatascientifica - senza però tutte le sfumature donate dalle possibilità di scegliere come interfacciarsi e comportarsi con i vari PNG. L'umanità ha scoperto le cosiddette arche, circa 12 anni prima di aver informato il mondo intero della loro esistenza, costituendo una società segreta per prepararsi al primo contatto: una rete chiamata Coalizione Militare della Terra per la quale militiamo e combattiamo. Le missioni alle quali abbiamo partecipato durante le poche ore di beta a noi concesse sono state davvero semplici, sinceramente poco sostanziose e riduttive per poter avere una panoramica globale e concreta del titolo, per giunta penalizzate da linee di dialogo non particolarmente intense e carismatiche.

PRONTI A PARTIRE

Il gioco vero e proprio parte in maniera totalmente differente rispetto a quanto provato con mano all'evento di Londra: un aspetto che avevamo già messo in conto.
I primi passi li muoviamo all'interno di un veloce tutorial illustrativo del sistema di controllo e di gestione di interfaccia e inventario, sempre fondamentale e importante per i giochi di questa tipologia. Il tutorial è stato implementato in maniera curiosa e molto particolare, attraverso un'intelligenza artificiale innestata nel cervello del personaggio, una presenza che si manifesta tramite ologrammi e con una voce fuori campo che ci spiega le basi: l'interfaccia, la mappa e i primi rudimenti di gameplay. Questa IA, che si interfaccia direttamente con il personaggio (e quindi con il giocatore), si chiama EGO e rimarrà con noi anche dopo le prime fasi di gioco, come parte integrante di una trama che ancora non comprendiamo pienamente, dato lo stretto legame con la serie TV - ancora avvolta nel mistero.
Il tutorial si svolge in ogni caso in un'apposita istanza creata ad hoc per l'evenienza: una volta terminata la missione introduttiva scegliamo dove spendere il nostro primo punto EGO e lasciamo l'istanza verso l'avventura vera e propria.
L'equipaggiamento è molto semplicemente composto dall'arma primaria - generalmente un fucile d'assalto, di precisione o un pompa - un'arma secondaria - ruolo solitamente relegato ad una piccola bocca da fuoco come una pistola semiautomatica - granate e scudo per deflettere i colpi dei nemici. A questo si aggiungono la suit e il mezzo di trasporto per spostarsi sulla grande mappa. Il sistema di controllo e la mappatura della tastiera non hanno bisogno di introduzioni: con il quartetto WASD controlliamo la direzione del personaggio mentre il mouse gestisce la visuale, mira e sparo; tenendo premuto il pulsante Shift entriamo nella modalità corsa mentre con M richiamiamo la mappa a tutto schermo. Per interagire con gli oggetti quali casse, porte o pannelli di controllo, dobbiamo tenere premuto il pulsante E, mentre per cambiare il caricatore all'arma ci basterà usare il tasto R. Il sistema di gioco è discreto, con una gestione della visuale/mira che funziona bene, anche se risulta omesso il fattore "imprecisione dell'arma", una feature che generalmente aiuta a rendere uno sparatutto un po' più realistico, intrigante e soprattutto competitivo.

"L'eredità è quella di un MMO con componenti da sparatutto piuttosto che di shooter classico con elementi presi in prestito dal massive game."

L'eredità quindi è quella di un MMO con componenti da sparatutto piuttosto che uno shooter classico con elementi presi in prestito dal massive game. Munizioni e crediti vengono raccolti automaticamente al passaggio sul drop, mentre per le armi e gli oggetti viene lasciata totale libertà al giocatore. Il respawn dei nemici è ben mimetizzato all'interno della mappa, con mob che escono da porte, mezzi di trasporto o buchi. In alcuni frangenti notiamo un respawn davvero rapido, con una ricomparsa numerosa anche dopo una manciata di secondi dall'eliminazione. Non possiamo poi evitare di storcere il naso per una visuale in terza persona che ricalca quella già vista negli ultimi due episodi di Resident Evil, con camera molto vicina al personaggio e l'impossibilità di sfruttare un fattore di zoom per personalizzare l'inquadratura.
Assente anche il classico sistema di danni localizzati, aspetto che rende l'azione meno realistica rispetto a quanto era lecito aspettarsi: colpire un nemico alla testa o ad una gamba sortisce lo stesso effetto, quindi un danno pressoché identico. Manca anche un sistema di coperture adeguato, atto a rendere il combattimento più simile ad uno scontro a fuoco reale e aggiungendo una componente tattica quasi imprescindibile per il genere. Non esistono nemmeno i danni da caduta, elemento indispensabile sin dallo stadio alpha di qualsiasi produzione.
La guida dei veicoli si conferma per finire molto divertente e ben implementata (aggiungendo anche gare a tempo e contest) complice una fisica che svolge bene il suo dovere ed ambienti perfetti per l'esplorazione a bordo dei mezzi di trasporto.

RELOAD

Per quanto concerne le impostazioni grafiche la versione beta di Defiance ci ha permesso di settare solo il livello globale di dettaglio, tra basso, medio ed elevato; oppure custom se decidiamo di attivare o disattivare ombre ed effetti di bloom.
Le animazioni dei personaggi sono decisamente legnose, inferiori rispetto a quelle mostrate da tanti altri esponenti del genere in questi ultimi anni. Quando saltiamo, per esempio, abbiamo l'impressione di essere sottoposti ad un effetto di gravità ridotto, brutto da vedere e persino peggiore "da giocare". Il ciclo giorno notte è reso davvero molto bene, complice un sistema d'illuminazione ambientale ben fatto, ombreggiature definte e levigate, e un cielo dinamico arricchito da nuvole ed effetti atmosferici, conditi degli effetti lens flare che regalano ulteriore realismo al tutto. Anche fumo e fuoco risultano ben fatti e gradevoli. Generalmente buone le texture, anche se quelle dedicate ai personaggi risultano un po' slavate e prive di grandi dettagli, così come alcuni pattern del terreno. L'acqua è certamente l'effetto meno riuscito dell'intero comparto grafico, assolutamente non in linea con la media delle produzioni odierne, ed anzi sicuramente inferiore rispetto a tanti giochi indipendenti ed MMO minori. Per spezzare una lancia in favore di Trion, però, le impostazioni grafiche avanzate sembrano essere state omesse dalla versione beta in virtù di una semplificazione del processo di download del client da parte della mole d'utenza, alleggerendo il carico di lavoro ai giocatori e - non meno importante - ai server.
Abbiamo infine potuto concentrarci maggiormente sull'aspetto musicale, che non avevamo avuto modo di analizzare adeguatamente nel precedente appuntamento. La soundtrack appare decisamente evocativa, sicuramente eredità di una produzione televisiva dal budget elevato: possiamo ascoltare motivi in grado di accompagnare perfettamente le varie missioni, così come le sessioni d'esplorazione, senza divenire per questo invasive o oppressive. Un lavoro, in questo senso, ben calibrato.

Defiance Questa versione beta di Defiance differisce parecchio rispetto a quanto visto nel corso del nostro hands on londinese. L'unica spiegazione plausibile è che il client di gioco sia una vecchia build, oppure che sia stato volutamente semplificato per alleggerire il processo di download ad un grosso numero di giocatori, dando priorità allo stress test dei server, indispensabile prima di poter rilasciare la versione definitiva. Il gameplay risulta curioso e divertente, una parentesi shooter in un panorama dominato dai melee game alla quale sembrano però mancare alcuni elementi fondamentali ed immancabili per qualunque MMO. Il feedback di questa beta non è quindi dei migliori, ma attendiamo il prossimo weekend di test, nella speranza di poter trovare le dovute migliorie e gli indispensabili update. Nel prossimo appuntamento ci focalizzeremo sull'analisi delle varie soluzioni ludiche proposte, quindi delle differenze tra classi e razze, con uno sguardo anche alla versione console di Defiance.

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