Gamesweek

Hands on Disney Epic Mickey: Power of Illusion

Power of Illusion si mostra in forma dimostrativa.

hands on Disney Epic Mickey: Power of Illusion
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Epic Mickey ha alle spalle una storia controversa: ideato da quella leggenda dell'industria dei videogiochi che risponde al nome di Warren Spector, è stato pubblicato nel 2010, ottenendo un mix eterogeneo di feedback da parte della stampa di settore, con critiche anche pesanti rivolte soprattutto alla gestione dell'inquadratura di gioco.
Tali problematiche non hanno comunque rallentando la corsa di Epic Mickey, facendogli sfondare agevolmente il muro dei due milioni di copie vendute, la maggior parte delle quali sul mercato statunitense, spianando la strada alla produzione di un seguito il cui annuncio, però, si è fatto attendere a lungo.
Se il seguito, sottotitolato The Power of Two, è ancora in sviluppo presso Junction Point Studios, la controparte per 3DS è stata affidata a DreamRift, team composto da veterani che hanno abbandonato Electronic Arts per tornare ad essere indipendenti, per poi specializzarsi in platform ibridi per le console portatili di Nintendo.
A pochi giorni dal lancio del gioco abbiamo avuto modo di provare una demo particolarmente ben realizzata di Power of Illusion.

Il team giusto

La storia di DreamRift è legata a due titoli attorno ai quali si è formata una nicchia di fan decisamente affezionati: il primo è Henry Hatsworth in the Puzzling Adventure, gioco ormai di difficile reperibilità che miscelava sapientemente un'anima action platform con una tipica struttura puzzle match three. Il titolo è stato l'ultimo pubblicato da Electronic Arts e ha definitivamente sancito la divisione tra i componenti del team e il colosso statunitense.
Il secondo è invece Monster Tale, pubblicato da Majesco ma tutt'ora inedito in Europa; si tratta nuovamente di un ibrido, che sostituisce la componente puzzle di Henry Hatsworth con una sorta di Tamagotchi, da allevare grazie a cibo ed altri oggetti recuperabili nell'ambiente, per poi farsi aiutare negli scontri con i boss.
I ragazzi di DreamRift, quindi, hanno dimostrato di saperci fare nel design di meccaniche innovative, basate però su tipologie di gameplay classiche che fanno leva sull'ampia offerta dei platform del passato.
Non stupisce, quindi, che Warren Spector abbia dato il suo benestare per lo sviluppo di Power of Illusion, seguito spirituale di Castle of Illusion, titolo che nel lontanissimo 1990 ha stupito i possessori di Sega Megadrive e che viene ricordato come uno dei giochi migliori dell'ampia offerta di titoli della console nipponica.

Legami con il passato

Power of Illusion non nega il passato e, anzi, durante la lunga introduzione Topolino sottolineerà il fatto che non è la prima volta che si avventura nel misterioso castello che fa da sfondo alla vicenda.
A dare il via al turbine di eventi sarà nuovamente Osvald, che chiederà a Mickey di aiutarlo in quanto il castello della perfida Mizrabel è comparso improvvisamente nella Wasteland; inoltre Minnie è stata vista all'interno della magione, segno che la strega maligna ha rapito la compagna di Topolino.
In realtà la vicenda prenderà una piega inattesa, soprattutto perché Minnie non è stata davvero rapita e le illusioni di Mizrabel renderanno la vita difficile al protagonista, che dovrà necessariamente riuscire a discernere ciò che è vero dal falso.
Mickey partirà quindi alla volta del castello, incontrando progressivamente svariati personaggi che andranno liberati dalle grinfie della strega, in modo da rinforzare le fila di chi non vuole arrendersi alla sua malvagità.
La trama viene narrata con tavole parzialmente animate e da intermezzi testuali che, però, hanno il difetto di risultare un po' troppo prolissi, anche se lo stile ricorda alla perfezione quello del primo capitolo della serie per Wii, facendo subito sentire a proprio agio i giocatori che l'hanno apprezzato.
Le sorprese, però, emergeranno una volta preso il controllo diretto di Topolino.

Tra salti e disegni

La struttura action platform di Power of Illusion fa trasparire lo stile di DreamRift da ogni pixel: personaggi ben disegnati, in puro stile Disney, e animati in modo molto dettagliato concorrono nella creazione di un cast eterogeneo, che pesca dal presente e soprattutto dal passato della produzione del colosso statunitense.
Meno convincenti i comprimari e gli avversari, ad esclusione della strega Mizrabel, che ricordano in gran parte quanto visto in Henry Hatsworth e Monster Tale; lo stile è così simile che quando vengono colpiti ripetutamente lampeggiano e si accasciano come nei titoli precedenti pubblicati dal team, segno che, almeno dal punto di vista grafico, i canoni sono rimasti gli stessi.
Cambia invece il gameplay, questa volta basato sullo sfruttamento del pennello magico presente anche nel precedente Epic Mickey e sulle doti acrobatiche del protagonista, in grado di saltare ed atterrare sopra gli avversari con un colpo innescato dalla doppia pressione dello stesso pulsante, da effettuare all'ultimo momento se si vogliono ottenere i risultati più efficaci.
Procedendo nei livelli lo schermo touch mostrerà una versione stilizzata dell'ambiente che si sta affrontando sulla controparte superiore, permettendo quindi di estrarre il pennino per toccare alcuni elementi dello scenario: in questo modo sarà possibile innescare dei semplici minigiochi che permetteranno di disegnare i contorni di un oggetto per farlo apparire, oppure cancellarli se si vuole far scomparire un ostacolo.
Chiudono le azioni possibili gli attacchi a distanza, sempre da operare con il pennello, e una sorta di piroetta, in grado di colpire più volte un avversario, domando a Mickey una temporanea invincibilità.
L'alternanza tra l'azione sullo schermo superiore e le sezioni di disegno da completare in quello inferiore vanno a comporre un gameplay originale rispetto alla media, che però saprà di già visto per quei pochi che hanno già giocato i precedenti titolo di DreamRift.
Per tutti gli altri la struttura di gioco apparirà innovativa e ben architettata, con la sola necessità di estrarre il pennino ad intaccare un ritmo altrimenti molto incalzante, nella più pura tradizione degli action platform del passato.

Disney Epic Mickey: Power of Illusion Power of Illusion appare come un titolo solido e ben realizzato, che mostra progressivamente le sue meccaniche già dalla demo, lunga e ben articolata anche se un po' troppo lenta e prolissa a livello narrativo. Non stupisce che i ragazzi di DreamRift abbiano voluto riproporre il loro asso nella manica, cioè un gameplay che possa trarre giovamento dell'alternanza dell'uso dei due schermi, senza dare particolare importanza a solo uno dei due, costruendo quindi livelli e situazioni che si possono superare non solo con l'abilità manuale ma anche attraverso lo studio degli ambienti, donando quindi una profondità non comune a quello che, altrimenti, sarebbe diventato un semplice platform. L'uscita di Power of Illusion è imminente ed allineata alla versione per console casalinghe prodotta da Junction Point, quindi mancano pochi giorni prima di poter mettere le mani sulla versione completa che si preannuncia particolarmente interessante.