Hands on Dofus 2.0

Toccata e fuga nei reami di Amakna, ora più belli che mai!

hands on Dofus 2.0
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Quella del remake è, solitamente, una pratica molto redditizia per una software house. Essa permette di ripescare dall'oblio videoludico una proprietà intellettuale "dormiente" e, al semplice costo di un aggiornamento tecnico, assicura perlomeno un accalorato bentornato dagli appassionati di vecchio corso. Esempi esplicativi in tal senso non mancano, specialmente prendendo in considerazione gli ultimi anni, periodo durante il quale il fenomeno ha preso a crescere esponenzialmente: si pensi alle innumerevoli riedizioni da parte di Square-Enix dei Final Fantasy e Dragon Quest per Nintendo DS, agli ottimi Bionic Commando Rearmed e Prince of Persia, distribuiti sui principali network digitali, o ancora a quel The Chronicles of Riddick: Escape from Butcher Bay, passato sotto silenzio sul finire della precedente generazione e che nell'attuale ha conosciuto una seconda, dovuta, giovinezza.
Un fermento produttivo di difficile catalogazione, tale è la varietà di esponenti che anche il solo elenco incompleto appena prodotto rende palese. Ebbene: il caso di Ankama e del suo Dofus 2.0 è un ulteriore tassello che si aggiunge a questo complicato, nonché interessante, mosaico.

Bitmaprama.

Un componente del puzzle a suo modo unico poiché questi, oltre ad essere un gioco di ruolo massivo (e per di più atipico per via delle sue commistioni tattico-strategiche), affonda le proprie radici tecnologiche nell' "antica" scuola delle due dimensioni. Due fattori imprescindibili da considerare, poiché è proprio per via di essi che il lavoro della software house d'oltralpe assume i connotati di un tour de force, paragonabile allo sforzo produttivo che avrebbe richiesto un MMO del tutto inedito. Gli oltre due anni (dal 2007 ad oggi) richiesti per una -a prima vista- semplice riscrittura dell'infrastruttura tecnica ed una riedizione completa della parte grafica del resto la dicono lunga sull'impegno profuso, con un risultato, peraltro, pregevolissimo. Siamo ben lungi dall'attuale aspetto di Dofus, sì graziato da una grafica gradevole, ma altrettanto adeso agli standard della grafica vettoriale basata sulle librerie Flash: a patto ovviamente di non disdegnare il caratteristico chara-design degli artisti francesi, Dofus 2.0 è una gioia per gli occhi grazie ai suoi sprite ed ai suoi sfondi letteralmente traboccanti di dettagli. Laddove l'art-direction appare maggiormente incisiva, personale e coerente, i colori ed i volumi costituenti i personaggi e gli elementi di contorno si fanno rispettivamente più caldi e decisi, mentre le animazioni segnano un buon passo in avanti rispetto allo standard attuale, attestandosi su discreti livelli di fluidità e varietà. Per farla breve, siamo certi che il primo impatto sarà certamente apprezzato, tanto dagli alleati di Bonta che di Brakmar.


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Digital lead.

Al contrario, ciò che probabilmente desterà qualche malcontento tra i giocatori sarà l'aspetto prestazionale di questa imponente opera di rewamp. Stando alle dichiarazioni degli sviluppatori la riscrittura integrale del codice di gioco avrebbe dovuto portare significativi vantaggi: sia in termini di fluidità, grazie a routine grafiche di accresciuta efficacia, sia snellendo il net-code, a tutto beneficio della comunicazione tra server e client. Affermazioni che la nostra prova effettuata sulla versione beta, attiva fino al giorno stesso del rilascio ufficiale del software il prossimo 2 dicembre, parrebbe smentire, evidenziando un generale stato di pesantezza, tale da rendere le peregrinazioni per i variopinti scenari di Amakna e le interazioni con lo scenario e gli npc, simili ad un girone dantesco su entrambi i sistemi di prova a nostra disposizione. Nel primo caso, sul desktop, il tutto potrebbe essere facilmente ricondotto alla provvisorietà dell'infrastruttura di rete disponibile allo stato attuale, con una conseguenze alta latenza derivata dal posizionamento sfavorevole per il nostro territorio dell'unico server a disposizione per il pubblico internazionale. Nulla insomma che un servizio specifico per l'Italia non possa scongiurare. Riesce più difficile credere che di qui ad un mese gli sviluppatori riusciranno anche solo ad eguagliare la proverbiale leggerezza del client 1.29, leggiadro come una farfalla sul nostro netbook, al contrario della sofisticata versione a cifra tonda, ammorbata da un progressivo degrado delle prestazioni, mano a mano che il file swap richiesto dal motore grafico accresce di minuto in minuto. L'accessibilità senza compromessi è sempre stato un aspetto chiave della piccola gemma multiplayer transalpina, impensabile credere che Ankama rinunci ad una sterminata fetta d'utenza casual, sovente incline a fruire il videogioco per mezzo di postazioni tutt'altro che ottimali.

L'amabile strategia persistente.

Concludiamo questo assaggio del "Reame dei Dodici" confermando che, come annunciato ufficialmente, Dofus 2.0 si adagerà alla perfezione sul "calco" del predecessore. Unendo così il fascino e la valenza sociale tipici di un universo persistente ai vari livelli di "lettura" che un sistema di combattimento di stampo strategico permette, non disdegnando di raffinare qua e là gli aspetti suscettibili di miglioramento: vedasi ad esempio l'introduzione di combo e code di comandi ad ampliare la complessità del combat-system ed un sistema più vario e stimolante per ciò che concerne le configurazioni delle scacchiere di partenza per ciascun schieramento (ora più varie ed imprevedibili). Ad aggiungere un ulteriore pizzico di varietà e sfida (oltre che di Kama -la valuta monetaria di Dofus- ed esperienza) soggiungono gli obiettivi, che di tanto in tanto caratterizzeranno alcuni combattimenti e missioni, richiedendo ad esempio di uccidere i nemici secondo un ordine predefinito, piuttosto che utilizzare sempre lo stesso tipo di attacco lungo l'intero arco del combattimento. Nulla da riportare sul lato sonoro e per il motivo più semplice che ci possa essere: la beta ne è completamente sprovvista!

DOFUS Ribadendo il sincero apprezzamento che proviamo verso Ankama nel suo confezionare con passione un aggiornamento a dir poco gargantuesco, puntualmente in grado di garantire un divertimento genuinamente appagante e leggero (ma altresì foriero di soddisfazioni a lungo termine, tempo libero a disposizione permettendo), non possiamo che rinnovare i sospetti sollevati nel corso dell'articolo. Il beneficio del dubbio è doveroso in questo caso, a maggior ragione tenendo in considerazione la gratuità del pacchetto d'entrata (il quale però, ricordiamo, per essere fruito nella sua completezza richiederà un canone di 5€ mensili o 50€ annuali) che -tra una trentina scarsa di giorni- darà tempo e modo a chiunque, neofiti e veterani, di verificare personalmente la validità dell'offerta ludica della softco francese.