Hands on Don't Starve

Klei Entertainment ci presenta la versione beta del suo particolarissimo survival sandbox.

hands on Don't Starve
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Che Minecraft abbia dato il via ad alcuni fenomeni videoludici, all'interno dell'industria indipendente e non, non è certo un mistero: tra MMO, porting per console, titoli smartphone e cloni di ogni sorta, il gioco ideato e realizzato dallo svedese Markus "Notch" Persson ha dato il via ad una vera e propria reazione a catena che ha in qualche modo risvegliato una buona parte dell'industria videoludica, tra idee strampalate ma spesso geniali e divertenti. Oggi ci troviamo al cospetto proprio di una di quelle idee, un particolare esperimento ancora in fase beta che sembra voler lasciare una profonda impronta nel panorama PC, un gioco dall'animo sincero e semplice che può essere giocato grazie ad un piccolo client scaricabile o addirittura da browser, dal sito ufficiale o con una piccola app appositamente realizzata per Goolge Chrome. Don't Starve, creazione di un già celebre drappello di ragazzi sotto nome Klei Entertainment, è un survival game d'impostazione sandbox che ci trasporta in una misteriosa ambientazione tutta da scoprire.

CORSO DI SOPRAVVIVENZA

Chiariamo subito i punti focali attorno ai quali ruota l'idea di Don't Starve e quindi l'esperienza ludica offerta da Klei Entertainment. Esattamente come nella modalità survival hardcore di Minecraft, il nostro scopo è quello di sopravvivere il più a lungo possibile in un mondo irto di pericoli e di mostruosità, uno scenario dove la notte è spaventosa e quasi sempre sinonimo di minacce in agguato che bramano per vederci esalare l'ultimo respiro. Il gioco non ha respawn, checkpoint, o caricamenti, ma data la sua natura di vero e proprio hardcore game, vanta una permadeath che, nella sua totale brutalità, è l'elemento più interessante e divertente di questa recente produzione videoludica. La prima volta che avviamo il gioco possiamo scegliere solo uno dei personaggi della lista, mentre gli altri avremo modo di vederli e selezionarli solo dopo averli sbloccati ottenendo un po' di punti esperienza con le prime partite. Per vedere il volto di questi particolari alter-ego dai toni gotici, occorre quindi sopravvivere quanto più possibile con quelli già in nostro possesso, per un più che lineare e sintetico gameplay basato sul trial and error. E' solo studiando attentamente la mappa e memorizzando la posizione di oggetti e utilità che potremo, ad ogni nuovo gioco, resistere sempre di più nel mondo pericoloso di Don't Starve: la mappa rimane sempre quella infatti, così come la posizione delle risorse e dei nemici, "Sbagliando s'impara" dice il detto: niente di più vero, perché ogni partita di Don't Starve durerà sempre di più, gratificando il giocatore con partite appaganti e divertenti. Naturalmente è inevitabile: all'inizio si muore spesso e ingenuamente, svolgendo le mansioni più banali o per uno stupido imprevisto, come un nemico sbucato dal terreno, o lo stomaco del vostro personaggio che brontola senza sosta fino all'esalazione del rantolo finale. Il segreto per un approccio ottimale a questo inconsueto survival game è l'esplorazione della mappa, quindi la rapidità di raccolta dei primi e più importanti ingredienti e infine lo costruzione dei primi strumenti utili alla creazione, alla raccolta e quindi alla sopravvivenza.
L'interfaccia comprende il menù per la creazione degli oggetti sul lato sinistro dello schermo, che si riempirà mano a mano proseguiremo nel gioco, l'inventario con tutti gli ingredienti recuperati nella parte inferiore, mentre nell'angolo in alto a destra c'è l'orologio, prezioso strumento in grado di indicarci in quale momento della giornata ci troviamo e specialmente quanto manca all'arrivo della notte. Infine, poco sotto all'indicatore temporale ci sono gli unici due indicatori che importano veramente, quello della salute e quello della fame. E' bene precisare che mentre lo stomaco del nostro personaggio tende a svuotarsi molto rapidamente, quello della salute farà molta fatica a riempirsi una volta che avrà iniziato a perdere punti, un motivo in più per fare tutto il possibile per tenerli sempre pieni e pienamente operativi. Il gioco fa affidamento sul solo mouse, mentre sulla tastiera ci servono solo il pulsante TAB per richiamare la mappa a tutto schermo e il tasto esc per il menù principale.

CAST AWAY

Con le prime morti arriva la rabbia e la frustrazione, ma al tempo stesso anche lo stimolo a persistere e continuare nel duro intento di superare la soglia di sopravvivenza già raggiunta. Ci sentiamo come Robinson Crusoe sull'isola deserta, ma non il naufrago appena giunto sull'isola, quanto il superstite che ha afftontato anni e anni di solitudine e di fame, perché più cadiamo vittime del tristo mietitore, tanto più ne usciamo temprati e tenaci.
La prima cosa da fare è raccogliere rami e pietra, per la costruzione di una prima rudimentale ascia che possiamo utilizzare per tagliare gli alberi e quindi ottenere altri due importanti ingredienti, il legno da ardere e le pigne che possiamo utilizzare per il fuoco da campo o rinfoltire la foresta con nuovi sempreverdi. A questa si aggiungono gli altri attrezzi "base" di Don't Starve, il piccone per scavare roccie e selce, e la vanga per scavare il terreno e sradicare arbusti e cespugli. Subito dopo occorre pensare al cibo: com'è logico intuire dal titolo del gioco, reperire il cibo è la sfida più difficile, dato che lo stomaco si svuota rapidamente e occorrono molte cibarie per poterlo rifocillare. La caccia è il miglior approccio per iniziare: cerchiamo una conigliera e costruiamo qualche trappola che mettiamo nei pressi delle piccole tane che riempiono i verdi campi. Una non basta, dobbiamo crearne almeno tre per poter avere il giusto apporto di selvaggina da conservare nel nostro inventario. E' bene precisare che ogni strumento ha un grado di usura espresso in percentuale: per esempio un ascia in pietra riuscirà ad abbattere cinque o sei alberi prima di spaccarsi nelle nostre mani. Ovviamente possiamo creare strumenti migliori utilizzando materiali pregiati o più difficili da reperire, attrezzi che ci permettono di svolgere il lavoro in meno tempo, ma soprattutto meno soggetti all'usura.
L'orologio è il nostro fedele compagno, perché dovremo tenerlo in costante considerazione per tutto ciò che dobbiamo fare, dai nostri spostamenti lungo i sentieri della mappa, fino alla coltivazione e alla realizzazione dei nostri oggetti. Un ciclo completo dell'orologio, una giornata, dura esattamente otto minuti ed è suddivisa in cinque minuti di luce, uno di crepuscolo e due di buio totale. Vista l'importanza assoluta della luce per qualsiasi tipo d'attività, è bene gestirsi il tempo nel migliore dei modi, per riuscire a completare il ciclo giornaliero senza lasciare nulla al caso, arrivando alla notte pronti e preparati a tutto.

NON MORIRE DI FAME

Dal settimo giorno in poi arrivano i veri problemi: la luna crescente risveglia i temibili segugi, che attirati dalla luce del nostro fuoco da campo giungeranno famelici per divorarci e distruggere tutto quel che incontrano. Arrivati al decimo giorno i nemici iniziano a spuntare da ogni angolo, con ragni sempre più numerosi e forti, piante maligne che escono dal terreno per inseguirci ed ucciderci. A questo punto è meglio fabbricare armi e armatura per per aumentare le nostre chance in battaglia. A questo si aggiunge l'esigenza di costruire un fortino, o un'area fortificata per resistere alle varie intemperie proposte dal gioco. Con un badile possiamo sradicare le piante che troviamo nei nostri viaggi e trapiantarle dove preferiamo, al fine di creare un piccolo giardino vicino a dove siamo accampati, per avere approvvigionamenti rapidi e costanti. E' tutta una questione di farsi furbi e capire come è meglio agire. In rete si trova già una vasta community e una wiki che ci aiutano a superare gli ostacoli più difficili e a trovare comode scorciatoie per aggirare le prime difficoltà.
Non mancano nemmeno i dettagli più minuscoli, infatti al nostro personaggio cresce una barba che dobbiamo accuratamente tagliare con un rasoio, da approntare in quattro e quattr'otto con quel che ci offre madre natura: ricordate che non si butta via nulla, perché la barba appena rasata può essere infatti utilizzata per la creazione di altri utilissimi oggetti.
La mappa è divisa in diversi terreni o superfici: l'erba è la zona più produttiva e sicura, poi ci sono il terreno brullo e la pietra, entrambi incapaci di offrire cibo o riparo dai nemici, poi c'è la foresta dimora dei notturni e temibili ragni, e infine la più pericolosa di tutte, la palude, dal cui terreno spuntano dei pericolosi tentacoli in grado di uccidere il nostro personaggio in pochi istanti. Naturalmente dovremo spostarci all'intero di tutte queste diverse varietà di terreno sin dai primi attimi, per recuperare rapidamente tutti gli ingredienti per un rapido inizio e per una partita il più lunga e coinvolgente possibile.

Graficamente il gioco è molto semplice, quasi essenziale oseremmo dire, pur non sfigurando nemmeno di fronte a giochi ben più complessi e meglio realizzati. In un ambiente completamente tridimensionale sono stati posti elementi d'ambientazione, come mob e PNG di fattura bidimensionale, disegnati come su carta in veloci bozzetti dallo stile burtoniano: impossibile non pensare alle illustrazioni del noto regista, o i libri illustrati da lui realizzati quando ancora lavorava in Disney, per non parlare del protagonista con il quale iniziamo la nostra avventura in Don't Starve, che assomomiglia moltissimo a Vincent del cortometraggio omonimo realizzato dal cineasta nel lontano 1982. I protagonisti sono raffigurati alla maniera di Sout Park, come figurine ritagliate nella carta, raffigurate frontalmente o di lato, mentre le animazioni sono più fluide e cartoonesche rispetto a quelle degli irriverenti personaggi della serie di Comedy Central. La musica segue a ruota il curioso minimalismo messo in mostra con il comparto grafico, grazie a campionature concise e ben fatte, con la voce del personaggio principale che è sostituita da uno strumento a fiato che suona e solfeggia stonature a caso.

Don't Starve Abbiamo inserito Don't Starve tra la lista dei titoli most wanted per l'anno appena iniziato e la nostra prova della versione beta non può che confermare quanto detto in precedenza. Nella sua semplicità, il gioco di Klei Entertainment si attesta come il primo piccolo, grande, capolavoro dell'anno 2013, una killer application che terrà sicuramente incollati davanti allo schermo un'intera schiera di videogiocatori, un titolo difficile seppur adatto a molti, ma soprattutto un gioco che non richiede certo un gaming rig per funzionare ma solo un computer. Per la versione finale del prodotto in arrivo il prossimo marzo è comunque lecito aspettarsi qualche miglioria, specialmente sul fronte della generazione casuale della mappa di gioco - che al momento soffre di qualche piccolo problema - e naturalmente un sacco di nuovi oggetti e costruzioni per rendere il gioco ancora più vario e longevo. Ricordiamo che potete acquistare il gioco già da ora per accedere alla versione beta dello stesso ed ottenere una chiave omaggio da regalare a qualcuno.

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