Hands on Donkey Kong Country: Tropical Freeze

Nuova prova con mano per la nuova avventura dello scimmione più famoso dei videogame

hands on Donkey Kong Country: Tropical Freeze
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Quando nella prima metà degli anni '90 Nintendo propose a Rare il proprio catalogo di IP lasciando ai fratelli Stamper carta bianca sulla scelta del personaggio da utilizzare per il loro nuovo progetto SNES, furono in molti a stupirsi del fatto che la preferenza cadde su Donkey Kong. Lo scimmione incravattato infatti, tolto qualche cammeo o titolo di basso profilo, non appariva come protagonista di un gioco Nintendo da tempo immemore, e i dubbi legati al suo sfruttamento per il lancio di una tecnologia rivoluzionaria come quella in cantiere presso gli studi della software house britannica sembravano più che fondati. Fortunatamente, il risultato di tale scelta stupì anche i più scettici, regalando, nel 1994, il titolo di maggior successo commerciale (secondo solo ad un irraggiungibile Super Mario World) sulla console 16-bit Nintendo: Donkey Kong Country.
Oggi, a quasi 20 anni di distanza, la grande N si affida ancora all'ex primate lancia-barili per ribaltare le sorti della sua console di nuova generazione, affidando questa volta il compito ai ragazzi di Retro Studios (già autori dell'ottimo Donkey Kong Country Returns) e al loro Donkey Kong Country Tropical Freeze, in arrivo il prossimo novembre su WiiU.
Presentato, insieme ai titoli più caldi della line-up della casa di Kyoto, all'Open Day organizzato da Nintendo Italia a Milano, abbiamo avuto modo di testarne le modalità single player e co-op lungo alcuni livelli dimostrativi: scopriamo com'è andata.

PRIMATI E VICHINGHI

Nonostante la mancanza di dettagli sul motivo che porterà a scorrazzare di nuovo per per gli stage la famiglia Kong, intuiamo, non appena incontrato il nostro primo avversario, come il "gelo tropicale" del sottotitolo sia dovuto alle orde di trichechi e pinguini in versione "conquistatori vichinghi" che ci piomberanno addosso. A conti fatti, poco importa dei motivi per i quali ci troviamo di nuovo nella pelliccia dello scimmione di casa Nintendo, e poche spiegazioni avranno chiesto i suoi compagni di viaggio che, ai già confermati Diddy e Dixie Kong, vedranno aggiungersi un quarto, e ancora misterioso personaggio giocabile.
Non appena concluso un rocambolesco ingresso in scena, i comandi del protagonista passano immediatamente nelle nostre mani e subito notiamo come il sistema di controllo, basato su Wii Remote e Nunchuck, ricordi in tutto e per tutto quello già conosciuto nel precedente Donkey Kong Country Returns. L'ottima risposta ai comandi ed il sempre piacevole movimento "tambureggiante" necessario a scatenare gli attacchi dei nostri eroi, rendono più assimilabile la mancanza di novità degne di nota in questo settore, ma l'impossibilità di testare il gioco su GamePad solleva più di qualche dubbio sulla effettiva implementazione dello stesso. La sempre gradita conferma del supporto della modalità Off-TV Play non assicura purtroppo che le potenzialità del touch screen integrato portino reali novità in una mappatura dei comandi all'insegna della recente tradizione.
Dubbi ed ipotesi a parte, una volta entrato nel vivo dell'azione, il giocatore verrà risucchiato nella classica esperienza che la serie ci regala sin dal suo primo capitolo: caratterizzati da un eccellente level design, i quadri presentano un'infinità di aree e piattaforme nascoste raggiungibili tramite una nuova abilità, che permetterà ai nostri eroi, estraendo determinate maniglie dal terreno o risolvendo piccoli enigmi, di modificare l'ambiente circostante creando nuove pedane e trampolini. Una tra le quattro lettere K-O-N-G è bloccata sullo sfondo di un livello? Provate a colpire il meccanismo alla quale è appoggiata lanciando un malcapitato nemico nelle vicinanze, e non rimarrà che la distanza di un semplice salto. Proprio grazie alla grande quantità di oggetti speciali nascosti in queste aree (monete-banana, pezzi di puzzle, ecc.), la loro scoperta diventa uno dei principali motivi di soddisfazione all'interno degli stage, nonché stimolo fondamentale per gli amanti di quel 100% alla voce "completamento".

Tra le novità di rilievo troviamo la presenza di zone acquatiche anche all'interno di livelli standard, e non più circoscritte in stage ad-hoc, a tutto beneficio di esplorazione e varietà. A favore di quest'ultima, fanno il loro gradito ritorno anche i celebri stage a bordo di carrelli minerari lanciati a tutta velocità che, se affrontati in modalità co-op, lasciano ad entrambi i giocatori la possibilità di controllare il salto del mezzo, portando ad una esilarante condivisione di meriti e colpe che, siamo certi, creerà più di qualche screzio.
In livelli dalla struttura più classica, la modalità cooperativa sarà improntata invece sull'utilizzo delle abilità individuali di ognuno dei personaggi. Ad esempio nei panni di Diddy Kong, saltando in groppa a zio Donkey potremo fornire una spinta ulteriore durante i salti, garantita dal barile-jetpack equipaggiato sulla nostra schiena.
Impostata sulla tradizionale struttura Nintendo anche la Boss Fight proposta in questa versione dimostrativa, la quale ci vedrà impegnati contro un enorme foca vichinga all'interno di un'arena simile ad un half-pipe. Sebbene il livello di sfida non sia tra i più alti del genere, i pattern di attacco e la velocità del nostro avversario che cambiano leggermente ad ogni colpo infertogli (e una nutrita schiera di pinguini e animali che corrono in suo aiuto) non ci consentono mai di abbassare totalmente la guardia.
La grande abilità e precisione richieste nel controllo dei salti, tratti tipici della saga, sembrano fare il loro ritorno anche in questo capitolo per WiiU, insieme all'ottimo tempismo necessario nelle sezioni in cui verremo sparati da un barile all'altro lungo le ambientazioni. Nonostante ciò, la build provata sembrava comunque cedere il passo ad una tolleranza verso gli errori più ampia, assegnando ad ogni personaggio tre cuori (equivalenti alla possibilità di essere colpiti da nemici o ostacoli) invece dei classici due, e fornendo più abbondanti rifornimenti del solito lungo il percorso. Tanta generosità è presumibilmente dovuta ad un settaggio del livello di difficoltà volutamente più basso, per questa demo, rispetto agli standard ai quali il nome Donkey Kong Country ci ha sempre abituato: quasi certamente per mostrare con più tranquillità innovazioni e gameplay anche in un arco di tempo ristretto. Con ogni probabilità, la versione finale mostrerà un livello di sfida più in linea con la fama della serie.

Soffice pelliccia di scimmia

Già rifinito alla perfezione, invece, il motore grafico che Retro Studios ha programmato per farci godere delle avventure di Donkey Kong e soci. Sin dai primissimi zoom sui nostri personaggi, il dettaglio che salta maggiormente all'occhio è la qualità eccelsa nella resa della pelliccia: era forse dai tempi di Starfox Adventures (Nintendo Gamecube) e del suo Fur Shading che questa particolare caratteristica animale non veniva ricreata con una tale cura e precisione, e pertanto meritevole di segnalazione.
Di altissimo livello anche le animazioni dei protagonisti e dei loro avversari, mossi lungo le ambientazioni con incredibile fluidità; il veloce movimento dei piedi di un Donkey Kong in versione nuotatore provetto, la scia di bolle che si crea alle sue spalle durante le immersioni, le buffe animazioni dei nemici eliminati o l'oscillare di piattaforme e pedane: da tutto traspare quella cura nella realizzazione dei particolari che distingue un team di sviluppo qualsiasi da uno di grande talento.Nonostante l'impostazione bidimensionale della struttura di gioco, inoltre, a dotare Tropical Freeze di profondità ci pensano sequenze prestabilite (nella demo quasi tutte coincidevano con l'utilizzo del classici barili-cannone della serie) altamente spettacolari, e nelle quali la visuale si sposterà per esplorare gli splendidi paesaggi anche lungo la terza dimensione.

Donkey Kong Country: Tropical Freeze Lontano dallo spirito che ha rivoluzionato un intero genere con Metroid Prime, il nuovo titolo Retro Studios si presenta come il più classico dei platform bidimensionali. Partendo da una già solida base come quella fornita da Donkey Kong Country Returns, il lavoro di rifinitura apportato in questo Tropical Freeze è evidente in ogni sua componente: nuove abilità e personaggi giocabili offrono una maggiore possibilità di esplorazione dei livelli. Un comparto grafico fluido, dettagliato e che apre (seppur in modo parziale) alla tridimensionalità degli stage rende l'azione su schermo una piccola gioia per gli occhi. Ben inserito nel solco della tradizione, ma con standard qualitativi che solo un grande team di sviluppo sa offrire, Donkey Kong Country Tropical Freeze forse non è il gioco che milioni di fan si aspettavano per il debutto di Retro Studios su WiiU, ma sembra avere tutti i requisiti per diventare una punta di diamante della line-up natalizia della nuova console Nintendo.

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