Hands on Dragon Age: Origins

Testata per la prima volta la versione Console

hands on Dragon Age: Origins
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Mentre dispensa con rigorosa continenza informazioni sul seguito di Mass Effect, Bioware si prepara a vibrare un'altra stoccata risolutiva al genere ruolistico. E' in procinto di arrivare su console e PC,infatti, Dragon Age: Origin, un prodotto dal profilo complesso ed affascinante, che ha già avuto modo di mostrarsi sul palcoscenico delle più importanti fiere videoludiche. La scorsa settimana siamo volati in UK, per assistere alla prima presentazione ufficiale della versione console. Tuttavia, visto che il titolo ci è parso assai meritevole, cercheremo nella prima parte dell'articolo di fare una panoramica generale sulle caratteristiche del prodotto.

Origini

Se le avventure del maggiore Shepard sono state un fulgido esempio di come una struttura ruolistica bene articolata sia in grado di confrontarsi anche con ambientazioni sci-fi, Dragon Age preferisce invece attingere a piene mani da un immaginario fantasy ben radicato, portando sulle scene un medioevo popolato da elfi, draghi e prodi cavalieri senza macchia.
All'inizio dell'avventura, il giocatore dovrà scegliere uno dei sei background disponibili (una delle sei “Origini”. Da cui, appunto, il sottotitolo), che determineranno in maniera consistente lo svolgersi dell'avventura. Quello di Dragon Age è infatti un mondo con una precisa consistenza sociale, in cui i rapporti fra le varie razze dipingono un affresco civile e culturale piuttosto variegato. L'avventura vissuta dal videoplayer sarà quindi fortemente influenzata dalla razza e dall'estrazione del suo personaggio, tanto che nel corso del gioco sub quest, dialoghi e situazioni si modificheranno in maniera evidente, in dipendenza della propria origine. Vi consigliamo, se avete voglia di approfondire, di fare un salto a leggere la nostra precedente anteprima: fra Elfi delle Foreste, nobili umani e Nani, il titolo sembra proporre una vasta gamma di variabili, e garantire, al contempo, un elevato replay value.
Le caratteristiche vincenti dell'ambientazione di Dragon Age vanno ben oltre la presenza di un tessuto sociale che influenza ogni interazione con gli NPC (ma già questo basterebbe per farne un titolo profondissimo, dal punto di vista dell'interpretazione ruolistica): molto curato è anche il design visivo, che riesce, nonostante riprenda creature e ambienti già conosciuti da ogni buon frequentatore di Dungeons & Dragons, a mostrare un carattere particolare. Se il character design dei protagonisti è parso abbastanza classico, infatti, quello delle creature nemiche ha mostrato dettagli interessanti, con qualche “esagerazione” gotica che appaga la vista, e dona personalità al profilo artistico della produzione. Anche la qualità visiva delle ambientazioni di gioco, cupe e sovrabbondanti di dettagli, stuzzica la curiosità degli amanti del fantasy.

Struttura del Battle System

Ciò che più colpisce di Dragon Age, comunque, è l'aspetto legato al Battle System. Poco sopra, la citazione al celeberrimo “D&D” non è stata casuale: Origins recupera, difatti, la struttura a talenti passivi e abilità attive del gdr cartaceo, permettendo di personalizzare i propri personaggi (i quattro membri del party) tenendo conto di una serie impressionante di variabili. E' bastato scorrere i vari menù di gioco per rendersi conto della profondità immensa di tale aspetto. Ogni eroe, oltre ad avere un set di statistiche che incrementeranno col progredire dei livelli, può potenziare i vari “rami” delle abilità base, che determineranno le sue vocazioni principali: si potranno scegliere abilità fisiche, indispensabili per i guerrieri, ma utili anche per i maghi (che riusciranno a sopportare un maggior numero di danni prima di interrompere la formulazione degli incantesimi), oppure capacità legate all'astuzia e all'agilità (borseggio e simili). Ancora, sarà possibile acquisire l'abilità di preparare pozioni curative o - al contrario - micidiali veleni. Ogni caratteristica potrà essere sviluppata in quattro “step” di crescente potenza. Alla stessa maniera, si potranno accrescere le capacità legate alla classe. Impressionante il numero di Skill del mago, che spaziano da magie elementali classiche ad altre di supporto, toccando anche il campo dei controincantesimi e la sfera del caos (come sempre affascinante ma rischiosa) e della necromanzia. Anche il guerriero può specializzarsi nell'uso di varie armi: archi e balestre, spada e scudo, armi a due mani o doppie lame. Il set di abilità attive con cui personalizzare i membri del party è, insomma, vastissimo. Tantopiù che esistono pure le “classi di prestigio” (nella demo: la “Guardia del Tempio”), che hanno un ulteriore ramo di abilità personalizzato.
La gestione dell'equipaggiamento, infine, non ha nulla da invidiare ai capisaldi del genere.

Hands On

La prova su strada della versione console ha fortunatamente fugato ogni dubbio sulla qualità dell'adattamento. Dragon Age è un titolo che nasce su PC, ma grazie all'esperienza maturata dal team di sviluppo con Mass Effect, su Xbox 360 il titolo si comporta in maniera egregia. I menù sono intuitivi e la navigazione è sempre ottima, e le soluzioni adottate per l'azione in-game sono eleganti e funzionali. In pratica è possibile controllare un personaggio alla volta, con la possibilità di saltare da uno all'altro eroe in qualsiasi momento. I personaggi non controllati direttamente verranno gestiti dalla CPU, che seguirà le direttive impostate dal giocatore: si potrà selezionare, per ciascun componente, l'atteggiamento da seguire.
Al controllo di uno dei protagonisti, la pulsantiera frontale permetterà di eseguire qualsiasi azione: su tre dei front button verranno adagiate, infatti, le skill da utilizzare, mentre i bersagli verranno selezionati col D-Pad. Uno dei trigger permetterà di alternare due configurazioni di tasti, così che le abilità disponibili in tempo reale siano, in totale, sei. Sarà comunque possibile richiamare un menù circolare grazie ad uno dei dorsali: in questo caso l'azione verrà messa in pausa, ed il giocatore avrà tutto il tempo di selezionare la magia o l'abilità che più gli interessa.
Bastano davvero pochi minuti per adattarsi, e non possiamo quindi che promuovere il lavoro svolto dal team di sviluppo.

Quantità

Prima di passare alla disamina tecnica, un po' di statistiche. Dragon Age avrà una mappa molto complessa, ricchissima di punti di interesse, e zeppa di città in cui raccogliere informazioni e quest secondarie. In una breve intervista che è stato possibile effettuare, il team assicura che il completamento del gioco richiederà ben trenta ore, nel caso si voglia soprassedere sulle moltissime richieste degli NPC, dedicandosi appena alla trama principale.
Alle domande sulla localizzazione, il team risponde garantendo la presenza di sottotitoli in italiano, me nonostante questo il voice over sarà quello originale, quindi totalmente in inglese.
Navigando per i menù di gioco, abbiamo scoperto la presenza di una pagina interamente dedicata ai DLC. Il team non nasconde che saranno rilasciate, dopo l'uscita, molte espansioni: alcune saranno piuttosto basilari (set di armi e armature), altre invece decisamente più corpose. E' stato assicurato, ad esempio, che già si pensa ad espansioni come quelle di Mass Effect, con quest lunghe ed approfondite. Noi abbiamo chiesto se sarà possibile vedere, in futuro, nuove “Origini” da selezionare per caratterizzare il proprio personaggio. Ci è stato risposto con un sorriso che potrebbe voler dire tutto e niente.
La versione Pc, in ogni caso, oltre ad una grafica decisamente superiore, sarà un poco più ricca rispetto a quella console: la presenza di un editor dovrebbe permettere ai ruolisti più accaniti di creare missioni e avventure. Che Neverwinter Nights abbia trovato un concorrente?

Tecnicamente

Dal punto di vista tecnico, purtroppo, l'impatto con Origins è stato meno positivo. La versione console non può competere con la pulizia grafica e la qualità delle texture della controparte PC, ed il downgrade è, allo stato attuale dei riscontri, abbastanza evidente. Certo, un'attenta opera di ottimizzazione e l'aggiunta di qualche filtro grafico potrebbe in qualche modo rimediare. Per una disamina più precisa si dovrà attendere la versione finale, ma è comunque opportuno sottolineare che il colpo d'occhio di Dragon age non è del tutto negativo, raggiungendo una più che abbondante sufficienza già in questa fase dei lavori. Anzi, la globalità della scena ha i suoi indubbi meriti, fra cui un'azione dallo spiccato dinamismo. Le animazioni sono credibili e numerose, e l'azione concertata del party veicola una certa spettacolarità di fondo.

Dragon Age: Origins Dragon Age Origins sarà un titolo imperdibile per tutti gli appassionati del fantasy classico. Non solo: il titolo sarà probabilmente indimenticabile anche per chi ama la smisurata vastità tipica delle produzioni Bioware, che uniscono ad un gameplay ricchissimo, il valore aggiunto d'una caratterizzazione finemente cesellata, che passa direttamente dalla creazione di un mondo vivo, specchio del suo intricato tessuto sociale. Dragon Age Origins, inoltre, grazie all'ottima trasposizione su console, porterà su Ps3 e 360 una tipologia di prodotto generalmente legata al mercato PC: un GDR “corposo” e denso quanto mai, che offrirà a tutti gli utenti un'esperienza non dissimile da quella dei classici giocati con carta, penna e dado.