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Hands on Dragon Ball: Raging Blast

Ancora Dragon Ball, ancora botte da Saiyan in arrivo

hands on Dragon Ball: Raging Blast
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Di Dragon Ball non se ne ha mai abbastanza

Difficile non conoscere Dragon Ball a meno che non si provenga da una galassia sconosciuta, o non si sia rimasti intrappolati in una caverna per una trentina di anni almeno. Quasi impossibile poi non aver mai giocato o visto un videogioco tratto dall’opera di Akira Toriyama. A fronte del loro enorme quantitativo, ricordare la nomenclatura di ciascun episodio, l’anno di pubblicazione e la piattaforma di riferimento, comincia ad essere più roba da guinness dei primati che da semplici appassionati.
Del resto i fan non si tirano mai indietro, ed ecco quindi l’ennesima iterazione giungere a distanza di poco più di un anno dall’ultima incarnazione destinata a 360 e PS3. La GamesCom da poco conclusasi è stata un ottimo palcoscenico per mettere le mani su una versione pressoché definitiva di Raging Blast, secondo titolo, dopo il Burst Limit, a giungere sulle console HD.

Stesso gioco, stesse botte...o quasi...

Partiamo subito dalla parte più dolorosa. Anche questo capitolo di Dragon Ball non si sforza in alcun modo di proporre qualcosa di veramente nuovo. Se su Wii Namco Bandai ha quanto meno deciso di cambiare leggermente genere, proponendo il suo Revenge Of King Piccolo, Raging Blast come i suoi predecessori è semplicemente un picchiaduro 1 VS 1. Utilizzando uno dei tanti personaggi apparsi nel manga o negli anime, dovrete affrontare e sconfiggere il vostro avversario facendo affidamento su mosse spettacolari, attacchi d’energia ed eventuali trasformazioni.
Finite le brutte notizie, possiamo passare a qualcosa che potrebbe causare la felicità di alcuni, ma anche la disperazione di altri. Dopo Burst Limit infatti, la saga torna a riproporre il gameplay di Tenkaichi. Addio quindi all’impostazione degli incontri unicamente su due dimensioni. La telecamera torna a posizionarsi alle spalle del personaggio selezionato, permettendo spostamenti in tutte le direzioni e in ogni momento.
Le arene, che in totale saranno dieci, denotano la maggior novità di questo capitolo. Le loro dimensioni saranno innanzi tutto ragguardevoli, non disdegnando nemmeno la presenza di laghi o corsi d’acqua nel quale sarà possibile continuare la lotta. Saranno ancora presenti gli odiati muri invisibili, ma raggiungerli sarà un’evenienza piuttosto rara.
Interessanti novità anche sul fronte del roster. Se uno dei maggiori difetti di Burst Limit consisteva nell’esiguo numero di lottatori selezionabili, Raging Blast ce ne offre settanta, comprese le immancabili trasformazioni. Ciò che è più, alcuni di loro saranno assolutamente inediti. Durante la presentazione a porte chiuse, ci è stato mostrato un Broly di terzo livello, mai visto né negli anime, né nei tanti film. Come di consueto ciascun personaggio sarà doppiato dagli stessi attori del cartone e sarà presente tanto la lingua giapponese che l’inglese per quanto riguarda il parlato.

Goku contro Freezer, un classico

Terminati i preamboli, ci siamo ritrovati con il pad in mano e un gigantesco LCD di fronte. Abbiamo così potuto notare la presenza di uno story mode abbastanza corposo, che coprirà per intero tutta la saga di Dragon Ball Z. Da Vegeta a Majin Bu dunque, ci aspetteranno innumerevoli scontri che ci terranno a lungo impegnati. Non mancava nemmeno una modalità VS, tanto in locale, utile per sfidare un amico tramite split-screen, quanto via internet.
Selezionato personaggio e arena, ci siamo trovati in un baleno al centro dell’azione. Il gameplay è quello classico di ogni gioco targato Dragon Ball. Pochi tasti e semplici combinazioni sono più che sufficienti per padroneggiare anche mosse molto potenti. Non si disdegna un po’ di button smashing, che a differenza dei picchiaduro più raffinati, spesso porta a qualche buon risultato. Si tratta insomma del solito titolo sopra le righe, che vuole appassionare grazie al cast e alle ambientazioni, piuttosto che ricorrendo a un sistema di controllo preciso e profondo.
Lo scontro scivola tra qualche onda energetica, dolci scambi di pugni e calci vari e le solite trasformazioni in Super Saiyan. Tutto già visto insomma.
L’unico particolare inedito è la distruttibilità di certi elementi dello scenario. Alcune montagne, per esempio, potevano essere distrutte quando il nostro avversario veniva scagliato contro le pareti rocciose. Questa feature non è fine a sé stessa. Oltre a causare danni extra, il ridurre in polvere alcuni oggetti può aprire nuove sezioni dello scenario.
Graficamente il gioco lascia inizialmente a bocca aperta. Le scene animate, mosse dallo stesso motore grafico delle fasi in-game, mette in risalto la cura maniacale con la quale è stato modellato ogni modello poligonale. Durante gli scontri non mancano gli effetti speciali, mentre le espressioni dei volti dei lottatori esprimono alla perfezione il dolore e la fatica provata. Il titolo gira inoltre su 60 fps costanti, senza mai incontrare un attimo di incertezza. Sarebbe insomma tutto meraviglioso, se poi non si avesse la sensazione di lottare nel nulla. Se si esclude la presenza di qualche montagna o roccia, gli scenari sono assolutamente vuoti. Buono quindi il lavoro svolto sui modelli dei personaggi, ma la sensazione che si poteva fare di più resta.

Dragon Ball: Raging Blast E’ ancora presto per poterlo dire in modo definitivo, ma attualmente Raging Blast è assolutamente incapace di porsi in risalto rispetto ai tantissimi picchiaduro già pubblicati e dedicati a Dragon Ball. Il riciclo delle meccaniche già viste nei Tenkaichi e l’elevato numero di lottatori selezionabili, farà tuttavia gola agli appassionati. Ciò non toglie che, pur con l’aggiunta di qualche elemento dello scenario distruttibile, siamo di fronte al medesimo titolo che ci viene riproposto da troppo tempo ormai. I fans di Dragon Ball possono anche cominciare a risparmiare i soldi in vista del prossimo acquisto, ma chi è ormai stanco o chi non ha mai apprezzato il genere, sa già cosa fare.