Hands on Dragon Quest IX

Prova diretta dell'edizione Giapponese

hands on Dragon Quest IX
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  • DS

Defenders of the Starry Sky

Signori e Signore, ladies and gentlemen, onna to otoko, benvenuti all'ennesimo appuntamento videoludico che nessun gamer nipponico può ignorare. Il 10 luglio è stato infatti possibile presenziare all'uscita giapponese del nono episodio della serie Dragon Quest, RPG di punta di casa Square-enix nel paese del Sol Levante, e icona storica del videoludo ruolistico. Dragon Quest IX Hoshizora no Mamoribito (Letteralmente “Dragon Quest 9 I difensori del Cielo stellato”) è il primo episodio facente parte della serie principale a sbarcare su console portatile, e festeggia il ritorno del brand su console Nintendo. Dopo il passaggio su console Sony segnato dal settimo, intricatissimo episodio, infatti, Nintendo è stata graziata solo da spinoff o remake di vecchi episodi. Sarà un caso che il numero VII porti sfortuna a Nintendo quando si tratta di esclusività di brand ruolistici (Final Fantasy Anyone?).
Sotto la mano esperta del team Level 5, già sviluppatori del rivoluzionario episodio uscito su PS2, Square Enix e Yuji Horii hanno investito numerose risorse nella produzione di questo nuovo e già controverso capitolo. Ricordiamo infatti che i più affezionati fan, all'annuncio del nono episodio per Nintendo DS, segnalarono come il feeling portatile poco si adattasse ai canoni della saga - seppur i remake del quarto e del quinto capitolo usciti recentemente sembrino dimostrare il contrario. Inoltre, l'annuncio di una struttura di gioco propensa al multiplayer cooperativo da 2 a 4 giocatori sconvolse i più, creando attorno alla nona iterazione un'aura di scetticismo spinta, più che altro, dal pubblico nipponico affezionato agli stilemi classici. Imputando all'intromissione di Square la colpa di questa corsa evoluzionistica secondo molti deviata, Dragon Quest IX non ha potuto godere dello stesso hype riservato, invece, agli episodi passati, pur dimostrando ad ogni trailer e screenshoots rilasciato l'alta qualità che caratterizza anche il comparto tecnico. Cosa dobbiamo aspettarci, quindi, da questo nono episodio?

“Another japanese quest awaits you”

Il titolo si apre con una delle migliori sequenze animate disponibili nella videoludoteca Nintendo DS ,introducendoci il meraviglioso e avventuroso universo della serie Dragon Quest, nota ai più per le sue atmosfere epiche e scanzonate. Una volta selezionato “Nuovo Gioco” viene dato modo all'utente di creare il proprio alterego tridimensionale, in otto passi. Il primo prevede la scelta del sesso del protagonista, il secondo passo la sua statura, dopodichè è offerta la possibilità di personalizzare l'aspetto. Taglio di capelli e colore della chioma, design del volto, colore della carnagione e infine colore degli occhi. Una volta composto il proprio personaggio non rimarrà che dargli un nome e lanciarsi all'avventura.
I primi minuti di gioco sono dedicati all'incipit narrativo, che ci vede nei panni di un Angelo Guardiano. Il nostro scopo, come creatura sovrannaturale, è quello di ascendere nel regno di Dio collezionando Star Auras, energia positiva che scaturisce dal cuore di ogni persona mortale nel momento in cui dimostra riconoscenza: questa energia è necessaria per alimentare l'Albero del mondo, un'enorme pianta che cresce sulla sommità della costruzione abitata dagli angeli. Essa è l'unica via per entrare in possesso del frutto della Dea, un misterioso pomo dorato, lasciapassare per il regno del Signore. Una volta superato il preambolo introduttivo, il titolo diviene finalmente giocabile a tutti gli effetti.
Dragon Quest IX presenta una main quest solida e impegnativa, proprio come gli episodi passati, ma a differenza di questi il nuovo capitolo introduce un inedito sistema di gestione delle quest secondarie. E' possibile offrire il proprio aiuto ai paesani e agli abitanti dell'universo fantasy targato Enix, in una successione di avventure opzionali sempre varie e volte a ricompensare i giocatori hardcore con oggetti unici e rari. Attraverso semplici menù (da richiamare con un pulsante) è possibile visualizzare schermate che riassumono in poche e semplici linee di testo i vari compiti secondari assegnati dai png, proprio come se si stesse consultando un Journal preso dalla serie The Elders Scroll. A detta di Square-Enix, le avventure secondarie saranno aggiornate durante tutto il corso del 2009 e buona metà del 2010, assicurando ai giocatori, per ora solo nipponici, un servizio in grado di aumentare a dismisura la longevità del titolo.
L'esplorazione può avvenire in due modi: con un sistema del tutto classico, tramite d-pad, o grazie ad uno schema di controllo ricalcato su quello già visto in Zelda Phantom Hourglass, tramite il touchescreen incorporato nella parte inferiori della console. La telecamera è posizionata a buona distanza dal protagonista, esattamente come in Pokèmon, ma è caratterizzata da maggiore dinamicità e qualche piccola possibilità d'interazione: con la pressione del tasto A è possibile zoomare sul protagonista per saggiare con maggiore attenzione la qualità e la caratterizzazione grafica dell'ambiente circostante, mentre con i tasti dorsali L e R è possibile ruotare la telecamera di 90 gradi, senza però poterla ruotare davvero liberamente (come invece ci saremmo aspettati).
Il sistema di controllo si rivela funzionale anche all'interazione fra giocatori: è possibile preimpostare delle animazioni (attivandole con la pressione del pulsante A in combinazione con una freccia direzionale del dpad): esattamente come nella stragrande maggioranza dei MMORPG, i personaggi assumeranno pose ed espressioni che variano dalla gioia alla tristezza, così come buffe animazioni di ballo ecc. Inoltre, il titolo dà la possibilità di creare un set di testi preimpostati per poter richiamare alcuni balloon dal feeling molto fumettistico, indispensabili per “parlare” con gli altri utenti.
Ovviamente, abbiamo tralasciato la prova delle funzionalità multiplayer del prodotto, che verrà eseguita al momento del rilascio di una versione PAL. E' stato possibile comunque esplorare approfonditamente il Battle System. Il sistema di combattimento è a turni, proprio come in passato, ma è affiancato da una telecamera dinamica che, continuando a ruotare durante le animazioni d'attacco, rende il tutto visivamente molto più caotico e spettacolare, enfatizzando la componente grafica e registica dei combattimenti. Ma gli orpelli grafici non sono l'unica caratteristica ex-novo introdotta nel sistema di battaglia. E' possibile infatti concatenare attacchi contro determinati nemici, ottenendo così combo devastanti (il numero di colpi è mostrato in alto a sinistra nello schermo durante i combattimenti). Questo ovviamente si traduce in danno bonus e, se vogliamo, è un ulteriore sistema per variare la componente ludica.
I nemici sono visualizzati sulla mappa d'esplorazione, e la serie sembra voler ufficialmente dire addio ai classici e canonici scontri casuali, che da sempre caratterizzano gli episodi di Dragon Quest fin dagli albori. Il sistema di crescita dei personaggi si rifà ad un mix fra il job system del terzo capitolo e lo skill point system dell'ottavo. Inizialmente è possibile cambiare il job dei propri protagonisti selezionando un occupazione da una lista piuttosto irrisoria: “Entertainer” (classe con la quale si inizia il gioco), “Warrior”, “Priest” e “Mage” ma altre classi personaggio, come il “Martial Artist” o il “Monk”,  sono sbloccabili nel proseguo dell'avventura. Ad ogni level up dei protagonisti, il giocatore è chiamato a distribuire i punti skill dedicati alle classi, in modo del tutto autonomo, migliorando la propria affinità con determinate tipologie di armi o sbloccando tecniche sempre più forti e letali. I parametri dei personaggi invece variano al level up a seconda della classe scelta, rendendo potenzialmente ogni personaggio unico, non solo nella caratterizzazione grafica ma anche nella crescita e lo sviluppo. Il titolo inoltre dà la possibilità ai giocatori di intraprendere in cooperativa LOCALE - e non tramite Nintendo Wi-Fi Connection, come si vociferava in passato - l'avventura di gioco in un party composto da 2 a 4 componenti in contemporanea. A sostegno del rinnovato interesse verso le potenzialità multiplayer del titolo, l'impossibilità di creare più di un salvataggio su cartuccia di gioco, costringendo le famiglie interessate a comprare più copie di Dragon Quest IX per poter saggiare le sue meraviglie e partecipare così alla modalità cooperativa, assoluta novità della saga ruolistica.

“Parola d'ordine: Personalizzazione”

Tecnicamente il titolo è un gioiellino di colori pastello e design manga. Il motore tridimensionale che regge le ambientazioni e i modelli poligonali dei personaggi svolge un ottimo lavoro, grazie anche ad alcuni escamotage grafici pensati da Level 5 per venire incontro ai limiti tecnici nell'ambito tridimensionale della console Nintendo. Se i centri abitati risultano pieni di vita e PNG dinamici è grazie ad un binomio di 3D e 2D e alla telecamera a volo d'uccello durante le fasi esplorative. Sebbene non si noti affatto, non tutti i personaggi su schermo sono riprodotti in tre dimensioni. Alcuni di essi, infatti, sono ritratti da sprite bidimensionali che ruotano prospettiva con il ruotare della telecamera di gioco stessa. In questo modo il motore di gioco non è mai appesantito, nemmeno durante la presenza di numerosi personaggi su schermo, in quanto la richiesta poligonale è quasi sempre minima e caratterizzata, così, da discrete texture. Altra novità molto accattivante, a ribadire la volontà di Level 5 di dare la possibilità al giocatore di crearsi un party di personaggi unico e inimitabile, è la resa grafica dell'equipaggiamento sui personaggi, che varia in modo dinamico a seconda degli oggetti affidati ad essi. E' possibile vestire il proprio personaggio in modo del tutto casuale, non venendo meno, ovviamente, alle ovvie variazioni delle statistiche in funzione dell'equipaggiamento. Il characters design, ad opera del sempreverde Akira Toriyama, è caratteristico e buffo quanto basta per accattivarsi la simpatia dei giocatori, così come quello dei mostri, fra i quali segnaliamo il ritorno di tante vecchie conoscenze. Gli ambienti sono strutturati in modo molto semplice ma valorizzati da texture dalle tonalità pastello, quasi a voler rimarcare l'origine fumettistica del design della serie. L'unico vero neo della produzione riscontrato dalle nostre prove sull'edizione nipponica è la scarsa disponibilità di equipaggiamento dedicato al gentil sesso, spesso fin troppo eccentrico e provocante. Non che la vena demenziale della serie dovesse venir meno meno, certo, ma non è possibile essere presi sul serio quando si combatte mostri leggendari vestiti in modo così poco serio.
La colonna sonora è come sempre fiabesca e dai toni solenni, non mancano ovviamente i jingle caratteristici della saga - come il main theme dell'FMV d'introduzione o la BGM del title screen - e alcuni riarrangiamenti di temi storici, fiore all'occhiello della storica produzione Enix dei tempi d'oro.

Dragon Quest IX Dragon Quest IX è uno di quei titoli a cui non si può rinunciare, “no matter what”. L'edizione giapponese ha confermato quello che molti si aspettavano dal nono episodio: nuovi elementi applicati al gameplay e un rivoluzionario sistema di gestione dei personaggi, completamente personalizzabili sia nella rappresentazione grafica che nella caratterizzazione statistica. Le atmosfere delle serie sono rispettate, nonostante molti aficionados potrebbero storcere il naso davanti a questa esperienza di gioco arricchita di aggiunte e introduzioni di ogni genere. Ma al di là del sentimento romantico-storico il nono episodio della serie Dragon Quest IX sembra un ottimo titolo, epurato dalla lentezza caratteristica del sistema di gioco dell'ottavo episodio. Aspettando con impazienza un'edizione comprensibile ai più.