E3 2013

Hands on DriveClub

Evolution studio si lancia alla conquista di Ps4 con un nuovo Racing Game

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Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il genere dei racing game è ritenuto tra i più universali e difficilmente si è visto il lancio di una nuova console senza l’accompagnamento di un gioco di guida specifico. Storicamente le piattaforme Sony sono sempre state legate a Ridge Racer ma con Playstation 4 tale tradizione è destinata a cambiare.
A lancio della console, previsto per la fine dell’anno anche in Europa, il racing game di punta sarà DriveClub, nuovo titolo di Evolution Studios, team nato con WRC su Playstation 2 e che ha poi ottenuto un picco di popolarità con Motorstorm, pubblicando ben quattro episodi in sei anni.
DriveClub prende però le distanze dai titoli della serie appena citata, e punta ad un approccio molto user friendly, accompagnato da una componente online marcata, in grado di proporre continuamente nuove sfide all’aspirante pilota.

Subito in pista

La demo di DriveClub presente all’E3 di Los Angeles non fa perdere tempo, e catapulta subito il giocatore in pista, dandogli solo una visione molto rapida di ciò che l’infrastruttura di gioco, basata sulla creazione di club di piloti in competizione tra loro, propone.
Il circuito disponibile è solamente uno e si snoda lungo le sponde di un lago in Scozia, scendendo dalla zona collinare del rettilineo iniziale fino alla tortuosa sezione vicinissima all’acqua, con la parte finale che offre alcune salite che permettono di chiudere il giro.
Una volta alla guida basteranno alcune curve per inquadrare il sistema di guida di DriveClub: un arcade ibrido che punta al realismo per quanto riguarda la manovrabilità, risultando però decisamente permissivo soprattutto nelle uscite di pista, rallentando il mezzo in maniera quasi istantanea e permettendo quindi di riprendere il controllo dell’auto in pochi secondi.

Le prime curve ad alta velocità, benché in discesa, si affrontano senza troppi problemi, tagliando la traiettoria e sfruttando il freno motore in entrata in modo da non dover rallentare troppo. Il tornante che immette sulla sponda del lago, invece, si dimostra insidioso, ma il sistema di aiuti visivi mostra qual è la zona in cui effettuare la frenata in maniera semplice e poco invasiva. Si prosegue quindi a grande velocità molto vicini all’acqua, immettendosi in un paio di varianti abbastanza strette e che tendono poi ad aprire verso le due curve finali, in salita, che fanno recuperare l’elevazione perduta, riportando sul rettilineo finale fino alla partenza.

Buon controllo

Il sistema di guida di DriveClub soddisfa anche con il nuovo controller di Playstation 4: le levette analogiche riviste, ora più precise e graduali, permettono una buona gestione dello sterzo; sia il gas che il freno offrono una buona parzializzazione, essendo gestiti tramite i grilletti dorsali, ridisegnati secondo una forma che si adatta perfettamente alle dita del giocatore.
La demo permette di attivare anche la guida tramite il motion control: in questo caso dovremo inclinare il pad sull’asse verticale per gestire lo sterzo. La guida si fa decisamente più complessa, soprattutto perché la sensibilità è troppo alta e non è stata ben configurata una zona neutra centrale, utile per non sterzare le ruote ad ogni minima rotazione del controller.
I ragazzi del team hanno già confermato il supporto ai volanti presenti sul mercato, anche se non c’è ancora una lista completa e l’unica periferica data per certa è un modello che verrà prodotto da Thrustmaster, il T80, e che verrà lanciato nel periodo di pubblicazione del gioco, con il logo di DriveClub.
Dalla prova, comunque, traspare come il sistema di guida sia perfettamente adatto anche all’uso del controller standard, a patto di non attivare il sensore di movimento. Ovviamente un volante non potrà che aumentare il realismo e la precisione nell’affrontare le curve più insidiose.

Sfida continua

La particolarità di DriveClub, come si può facilmente intuire dal titolo, risiede nelle sfide tra gruppi di piloti differenti, che gareggiano a suon di punti in un campionato articolato su più gare. L’andamento globale della competizione è ben identificato da una barra presente durante i caricamenti, che si riempie maggiormente del colore di uno dei due club in base alle vittorie accumulate e alle sfide superate con successo.
Ogni gara racchiude dei micro eventi specifici all’interno del tracciato, in grado di rendere più pepate le competizioni: nella pista provata, poco dopo il traguardo è presente una sezione nella quale tenere la velocità media il più alta possibile. La sezione più tortuosa del tracciato, invece, ospita una sfida che spinge a mantenere il mezzo il più vicino possibile alla traiettoria ideale di una variante molto stretta, con un cambio di pendenza proprio tra le due curve che può mettere in difficoltà.

L’ultima curva in salita, infine, presenta una sfida drift, spingendo ad entrare in curva in pieno sovrasterzo, in modo da cercare di ottenere un punteggio più alto rispetto agli altri piloti del club rivale.
La meccanica delle micro-sfide funziona e le varie aree del tracciato sono evidenziate in maniera chiara e non invasiva, permettendo quindi di individuare lo scopo di ogni sfida a colpo d’occhio, senza distrarsi dalla guida e, anzi, sentendosi spronati ad effettuare quanto richiesto per ottenere il più alto numero di punti possibile.

Poco appariscente

Se da un punto di vista puramente ludico DriveClub convince, non si può dire lo stesso della componente grafica, di primaria importanza per un titolo di guida prodotto per una delle due console di prossima generazione.
La demo è ben lontana dalla qualità visiva mostrata nei trailer rilasciati fino ad ora, anche se è chiaro l’intento di puntate ad un realismo sobrio e non esasperato.
Il cambio di prospettiva rispetto a Motorstorm è netto: nella precedente serie di Evolution Studios tutto era portato all’eccesso, dagli ambienti ai veicoli, fino al track design, folle già in Pacific Rift ma che esplose, in tutti i sensi, con Apocalypse.

DriveClub, al confronto, sembra spoglio, almeno per quanto riguarda l’ambientazione mostrata, mentre i modelli delle auto sono convincenti e in grado di rivaleggiare con le migliori produzioni della concorrenza, con un sistema di danni visivi sicuramente inferiore rispetto a quello proposto da Codemasters negli ultimi anni, ma che ha comunque il pregio di sottolineare gli impatti che un veicolo da gara può sopportare in pista.
Ovviamene all’uscita mancano ancora parecchi mesi, però si fa notare un aliasing marcato, soprattutto su alcuni elementi di contorno; fattore che fa pesare ancora di più la mancanza di dettagli, con un impatto generale che risulta sotto le aspettative.

DriveClub DriveClub appare un titolo di grande interesse, soprattutto per la qualità del sistema di controllo e per il piacere di guida. Integra inoltre un sistema di sfide in grado di mantenere alta la competizione online su piani differenti (non solo in termini di piazzamento sul podio a fine corsa), spingendo alla rigiocabilità e a migliorarsi costantemente, in piena competizione con i propri amici. Ciò che non convince allo stato attuale è il comparto tecnico. La distribuzione in forma gratuita agli abbonati Plus al lancio di Playstation 4 sembra una scelta saggia, volta ad offrire un gioco praticamente gratuito a tutti coloro che vorranno provare un’esperienza di guida di nuova generazione una volta acquistata la console, puntando a creare una community ampia e fedele, disposta a spendere per i contenuti aggiuntivi e le espansioni che verranno rilasciate sia in forma gratuita che a pagamento nei mesi successivi alla pubblicazione del gioco base. Il dubbio, quindi, è: l’utenza console sarà pronta per l’avvento dei free-to-play su larga scala?