E3 2013

Hands on Duck Tales Remastered

Capcom riporta in auge Ducktales con un platform davvero squisito!

hands on Duck Tales Remastered
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Se la forza di Internet si misurasse in base alle richieste folli dei propri utenti, Duck Tales Remastered sarebbe senz'altro tra i primi posti in classifica. Una serie animata
non più trasmessa in televisione, con protagonisti dei paperi la cui caratterizzazione non è stata ripresa dai rispettivi fumetti e per concludere una sigla d'apertura tanto sciocca quanto orecchiabile.
Un Zio Paperone generoso e paternalista, rispettoso del proprio pilota Jet McQuack (chi?) e servizievole rispetto ai nipotini Qui, Quo, Qua. Fantascienza nei fumetti, specie nei Disney italiani, assoluta realtà nella serie animata e nel videogioco, pubblicato da Capcom su NES.
A vent'anni di distanza, ascoltando le richieste dei fan pervenute via Internet (e dove sennò?), la casa di Street Fighter ha unito le proprie forze con WayForward, software house specializzata in platfrom 2d, per riportare in auge le avventure spericolate di Zio Paperone e Co. grazie a Duck Tales Remastered!
Al booth Capcom dell'E3 2013 abbiamo testato con mano due livelli, uno ambientato in Transilvania e l'altro in Amazzonia. Ducktales: Remastered uscirà in Autunno su PlayStation 3, Wii U, Xbox 360 e PC.

Paperopolesi alla conquista del pianeta!

L'assenza dalle scene per oltre vent'anni di Ducktales ha instillato in Wayforward l'urgenza di imbastire una trama cicciosa tra un livello e l'altro. Apprezziamo sentitamente piccoli omaggi e cameo come Jet McQuack che deposita Zio Paperone, protagonista assoluto, all'inizio dello stage amazzonico o le comparsate dei nipoti di Paperino, così come Amelia e i Bassotti. Non c'era, però, bisogno di scrivere tanti dialoghi e scambi di battute, che vanno ad infarcire vari momenti dell'avventura: lo spirito dei personaggi e l'atmosfera estremamente leggera della serie animata traspaiono già dalle ambientazioni. E poi, questo è un platform, si tratta di saltare e nulla di più!
Quando si salta lo si fa nel migliore dei modi, strizzando l'occhiolino all'originale per NES ovvero con un'enfasi tutta particolare sul timing. Il tasto A è deputato al salto ordinario, ma il giocatore con un minimo di confidenza può far leva su X e spiccare balzi ancora più in alto utilizzando il vetusto bastone a mo di trampolino. Oltretutto mantenendo la pressione sul frontale X, Zio Paperone è in grado di procedere per lunghi tratti senza toccare terra, appiattendo i nemici ed avanzando nel livello per inerzia.
Una meccanica originale anche al giorno d'oggi, abituati alle più sfrenate fantasie provenienti dalla scena indie e assuefatti ai canoni di Mario e Sonic. Certo, riproporre invariato un gameplay con vent'anni sul groppone conduce inevitabilmente ad una semplificazione delle meccaniche: a questo punto solo un'eccellente levl design può sperare di salvare la situazione e dobbiamo ammettere che Duck Tales Remastered, al contrario di Castle of Illusion, sotto questo profile convince pur senza eccellere.
La buona varietà tra piattaforme da raggiungere, cunicoli da attraversare e baratri da evitare, culmina nello stage ambientato all'interno del Castello di Dracula con un combattimento contro un boss fantasma. Beh, l'importante è crederci: il Bassotto 76117 nascosto sotto un candido lenzuolo ha ben poco dell'ectoplasma e molto dello sgherro arraffa monili!
Si cambia zona, si atterra in Amazzonia, ed eccoci a fuggire da piante piranha in perfetto stile Super Mario ma con l'invidiabile agilità del salto multiplo del taccagno paperopolese.

A sinistra Ducktales (NES, 1989) e a destra Ducktales: Remastered (Multi, 2013)

Il comparto grafico di Duck Tales Remastered si fregia di una curiosa commistione tra fondali tridimensionali e personaggi bidimensionali. Solitamente siamo abituati ad assistere al contrario, secondo i dettami del 2.5D, e invece Wayforward ha optato per un rigoglioso senso di profondità ottenuto tramite l'inserimento di fondali, piattaforme e ornamenti completamente poligonali.
I personaggi (sia il protagonista che i suoi avversari) sono invece sprite 2d, animati rigorosamente a mano. Sulle prime tale contrasto appare straniante ed inconsueto, ma poi pian piano lo si comincia ad apprezzare specialmente per via della fluidità e pulizia dei frame d'animazione. Un lavoro eseguito da Wayforward a regola d'arte!

Duck Tales Remastered Ducktales: Remastered nasce per solleticare i fan dell'omonima serie animata e del videogioco pubblicato a suo tempo su NES. Wayforward ha preso in mano il franchise, riproponendo in maniera inalterata la struttura del predecessore. Il gameplay spartisce moltissimo con l'originale con il rischio di apparire ridondante e poco adatto con il panorama videoludico attuale; tuttavia la certosina cura per il level design e la grande varietà di ambienti riescono ad innalzare il prodotto. Risulta vincente la scelta di avere fondali 3D e personaggi 2D, non fosse altro perchè le animazioni di quest'ultimi sono iper-fluide. Speriamo a questo punto che l'intero gioco si dimostri all'altezza delle nostre aspettative e in grado di sorprendere il giocatore per tutta la durata dell'avventura!